Category: Fisica stellare

Ott 20

Che cosa sono le onde gravitazionali. Un fumetto per capire – Repubblica.it

“Immagina di essere stato sordo tutta la vita, finché un giorno il tuo udito viene ristabilito. Saresti così capace di rapportarti con l’Universo in un modo completamente nuovo. Ecco perché rilevare le onde gravitazionali è così importante”. Si conclude così il fumetto realizzato dall’italiano Umberto Cannella scritto con Daniel Whiteson e disegnato da Jorge Cham. …

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Ott 19

Un percorso didattico sulle onde gravitazionali – Edu INAF

Dopo l’assegnazione del Nobel per la fisica 2017 ai fondatori dell’esperimento LIGO, arriva l’annuncio della prima osservazione congiunta degli equivalenti elettromegnetici e ottici delle onde gravitazionali. Tale risultato è stato possibile grazie alla fonte di tali onde: la collisione tra due stelle di neutroni. Come già in occasione del Premio Nobel, anche in questo caso …

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Ott 18

C’era una volta il fotone | MEDIA INAF

Lo scorso 17 agosto, in quell’oceano agitato che chiamiamo universo, sono state viste sollevarsi insieme, dallo stesso fenomeno, onde elettromagnetiche e onde gravitazionali. Un evento che segna una svolta senza precedenti nella storia dell’astrofisica Sorgente: C’era una volta il fotone

Ott 18

Kilonova, là dove i neutroni diventano oro | MEDIA INAF

Là dove c’erano due stelle di neutroni ora c’è un oggetto piuttosto enigmatico. Il team guidato da Elena Pian dell’Istituto nazionale di astrofisica è stato il primo a ottenerne lo spettro, grazie allo strumento X-Shooter del Vlt. I risultati sono descritti oggi su Nature Sorgente: Kilonova, là dove i neutroni diventano oro | MEDIA INAF

Ott 17

Una nuova era per l’osservazione dell’universo | MEDIA INAF

La fusione di due stelle di neutroni è stata osservata per la prima volta sia con le onde gravitazionali dagli interferometri, sia con la radiazione elettromagnetica dai telescopi a terra e nello spazio scoprendo, tra l’altro, che in quegli eventi si formano elementi chimici pesanti, come oro e platino. Determinante per l’identificazione del segnale gravitazionale …

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Ott 17

Kronos, la divoratrice di pianeti | MEDIA INAF

Ricercatori della Princeton University dopo osservazioni e confronti hanno dedotto che i mutamenti osservati nella stella Kronos potrebbero essere il risultato di una grande abbuffata di pianeti. Come il titano che mangiava i suoi figli, Kronos avrebbe divorato pianeti rocciosi per l’equivalente di 15 masse terrestri. Sorgente: Kronos, la divoratrice di pianeti | MEDIA INAF

Ott 16

16.10.2017, ore 15:45 – In diretta dal MIUR, conferenza stampa congiunta ASI, INAF e INFN

L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI),  e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), organizzano una conferenza stampa durante la quale verranno presentate nuove scoperte nell’ambito dell’astronomia gravitazionale e multimessaggero. L’evento sarà trasmesso in streaming dal sito del MIUR e sul sito del …

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Ott 11

Tabby, un poliziesco in chiave stellare – MEDIA INAF

C’è un mistero che avvolge, letteralmente, la stella di Tabby. Scartate le megastrutture aliene come causa delle sue ingenti e rapidissime variazioni di luminosità, le ricercatrici e i ricercatori che indagano sul caso passano al setaccio tutti i possibili fenomeni sospettati… Sorgente: Tabby, un poliziesco in chiave stellare

Ott 03

Kip Thorne, Ray Weiss e Barry Barish vincono il Nobel per la fisica. Hanno scoperto le onde gravitazionali – Repubblica.it

Il premio assegnato a Stoccolma. Alla scoperta delle onde gravitazionali ha partecipato anche l’Italia con l’antenna Virgo, che si trova a Càscina e che è stata menzionata nell’annuncio dei nomi vincitori. ASSEGNATO stamattina 3 Ottobre il premio Nobel per la fisica agli scienziati che hanno contribuito a scoprire le onde gravitazionali. Questo fenomeno, previsto da …

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Set 21

Buchi neri nella Via Lattea: se i “mostri” sono due

Un candidato buco nero di grandi dimensioni, circa 100mila masse solari, è stato individuato all’interno di una nube di gas a 200 anni luce dal centro della Via Lattea. La scoperta, ottenuta grazie al radiotelescopio giapponese di Nobeyama Sorgente: Buchi neri nella Via Lattea: se i “mostri” sono due