Il Cielo Astronomico del 2020 « Coelum Astronomia

Il Cielo Astronomico del 2020

Come sempre capita nell’osservazione astronomica, una volta rivolto il nostro sguardo verso la volta celeste sarà possibile ammirare la bellezza degli astri grazie ai molti fenomeni ed eventi ai quali prestare particolare attenzione, lasciandoci solo l’imbarazzo della scelta. Di certo gli ambiti e le tipologie di fenomeno sono a loro volta decisamente nutriti e ogni anno ha sempre saputo donare gioie per tutti, con la sola variabile delle condizioni meteorologiche. Anche nel 2020 potremo apprezzare congiunzioni, eclissi, sciami meteorici, e molto altro, che vi presentiamo in forma sintetica in questa piccola guida panoramica ai fenomeni celesti del nuovo anno che sta per aprirsi. Si tratta di una guida per tutti, dall’astrofilo apprendista, o di media esperienza, con alcuni eventi di interesse anche per i più esperti, che richiederanno strumentazioni più avanzate. La gran parte dei fenomeni qui presentati, tuttavia, sarà osservabile anche a occhio nudo, da uno spettatore occasionale, il che comunque non significa che non siano apprezzabili a qualsiasi livello, anzi!

L’articolo completo è pubblicato su Coelum n.240 – 2020 alla pagina 34: Leggilo Online!

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Il Cielo di Gennaio 2020 « Coelum Astronomia

Dopo i mesi autunnali ricchi di piogge ma relativamente clementi per quanto riguarda le
temperature, in gennaio si fa avvertire in modo più deciso il clima tipico della stagione fredda.
Se da un lato questa situazione in genere offre le migliori  condizioni di trasparenza del cielo, dall’altra pone seri problemi a chi voglia raggiungere siti lontani dalle luci cittadine e rimanervi nella lunga e fredda notte astronomica.

La cartina mostra l’aspetto del cielo alle ore (TMEC): 1 Gen > 23:00; 15 Gen > 22:00; 31 Gen > 21:00. Crediti Coelum Astronomia CC-BY

Proprio le numerose ore di buio. permettono in questo periodo di spaziare dalle costellazioni autunnali più orientali (come i Pesci, il grande Pegaso o la più debole Balena), ancora visibili in prima serata verso ovest, fino alle regioni ricche di nebulose, ammassi e stelle splendenti tipiche del cielo invernale, per terminare, nella seconda parte della notte, con le prime avvisaglie della grande concentrazione di galassie del cielo primaverile, tra le plaghe celesti della Vergine e del Leone.

➜ Il Cielo di gennaio con la UAI: viaggio verso la Crab Nebula

➜ Riprendiamo il viaggio tra le costellazioni con Stefano Schirinzi dal Cane Maggiore (I parte), la casa della brillante Sirio

IL SOLE

Dopo essere arrivato alla minima declinazione durante il Solstizio dello scorso 22 dicembre, il Sole ha iniziato subito a risalire l’eclittica. La sua altezza sull’orizzonte, al momento del passaggio in meridiano, sarà nel corso di gennaio ancora molto modesta (in media +27°), ma l’arco descritto nel cielo tenderà a divenire ogni giorno più ampio. Ciò comporterà ovviamente un lieve aumento delle ore di luce, di circa 45 minuti, così che nel primo mese dell’anno la notte astronomica inizierà in media alle 18:45, mentre il mattino terminerà alle 6:00 circa.
Nel mattino del giorno 5, inoltre, il nostro pianeta raggiungerà il perielio, ovvero la minima distanza dal Sole, pari a circa 147,1 milioni di chilometri (0,98324 UA). Questo fatto potrebbe sembrare paradossale: nel nostro emisfero questo è il periodo più freddo dell’anno, ma si deve considerare che l’aumento di luminosità del Sole (pari a circa il +7%) viene in Inverno più che compensato dalla maggiore inclinazione dei raggi solari e dal ridotto numero di ore d’insolazione.
Continua a leggere sul Cielo di Gennaio all’interno del nuovo numero (sempre in formato digitale e gratuito!)

PIANETI

Mercurio, ancora invisibile per la congiunzione con il Sole, apparirà solo verso la fine del mese, mentre Venere brilla sempre più nel cielo della sera.

Segui e riprendi Venere al suo meglio in questi mesi, nel suo passaggio da Vespero, stella della sera, a Lucifero, stella del mattino, con i consigli di Giorgia Hofer.

Marte, invece, sarà il protagonista del mattino, con Giove che riapparirà solo verso fine mese. Nella prima parte del mese potremo però osservare il grande pianeta gassoso assieme a Saturno e Mercurio nel campo del coronografo LASCO C3.

Maggiori dettagli e informazioni anche sui più distanti Urano e Nettuno, non visibili a occhio nudo, su pianeti nani e asteroidi, li trovate nel Cielo di Gennaio all’interno del nuovo numero.

MERCURIO

Mag. da –0,9 a –1,0; diam. da 4,7″ a 5,5″
Visibile al tramonto a fine mese
Durante il primo mese del nuovo anno, Mercurio sarà una preda che si farà attendere per mostrarsi, la sera, solo a fine mese. Il giorno 10 sarà in congiunzione superiore con il Sole, rendendosi dunque assolutamente inosservabile. Se potremo forse contare di dargli un primo sfuggente (ma davvero difficile) sguardo nei primissimi giorni dell’anno: è solo nella seconda metà di gennaio, infatti, che sarà più facile individuare il primo pianeta del Sistema Solare, ancora immerso nelle colorate luci del tramonto. Con il passare dei giorni, dopo il 25 gennaio, sarà senza dubbio più semplice rintracciarlo, nella costellazione del Capricorno, alto una manciata di gradi sull’orizzonte ovest-sudovest, quando il cielo si sarà fatto sufficientemente scuro per farlo risaltare. La fine di gennaio è sicuramente un ottimo periodo per l’osservazione di Mercurio che, però, darà il meglio di sé in febbraio, per una delle migliori apparizioni serali dell’anno. A fine mese il piccolo pianeta tramonterà un’ora e dieci minuti circa dopo il Sole.

VENERE

Mag. da –4,0 a –4,1; diam. da 13,1″ a 15,2″; fase da 82% a 74%
Osservabile tutto il mese dopo il tramonto
L’anno appena concluso ci ha lasciato con Venere in buone condizioni osservative, condizioni che non faranno altro che migliorare nel corso del primo mese dell’anno. Sarà molto facile individuare Venere nel cielo della sera, tra le stelle del Capricorno (fino all’11 gennaio) per passare poi nell’Acquario: ci apparirà già piuttosto alto sull’orizzonte occidentale non appena la sua magnitudine gli consentirà di brillare sul fondo cielo, ancora illuminato dalle luci del tramonto. Venere sarà sicuramente una “star” nei primi mesi dell’anno, donandoci numerose occasioni di ammirarlo, brillante anche a occhio nudo, in congiunzione con altri oggetti celesti. A fine mese tramonterà ben 3 ore 24 minuti dopo il Sole, lasciandoci quindi molto tempo in sua compagnia.

MARTE

Mag. da +1,6 a +1,4; diam. da 4,3″ a 4,8″
Osservabile la mattina presto
Per Marte si apre un nuovo anno che lo vedrà protagonista di una opposizione rispetto al Sole, e che opposizione! Anche se non si tratterà di una “grande opposizione”, quella che arriverà in ottobre avrà poco da invidiare alla precedente. Per intanto ci accontentiamo di sfruttare i lenti miglioramenti nelle sue condizioni osservative. In gennaio, troveremo Marte nel cielo del mattino, e risulterà visibile prima dell’alba volgendo il nostro sguardo verso oriente. A inizio mese sorgerà alle 4:26, con un anticipo sul sorgere del Sole di circa 3 ore e 20 minuti, orario che verrà anticipato alle 4:09 a fine mese. Troveremo Marte, che ci apparirà a occhio nudo come una stella abbastanza luminosa di colore rossastro, entro i confini della costellazione della Bilancia, fino al 7 gennaio, per trascorrere poi otto giorni circa nello Scorpione, approdando infine, il 15 gennaio, nell’Ofiuco. Sarà bello posservarlo a non più di 5° da Antares, durante il suo soggiorno nello Scorpione, quando anche la Luna gli farà visita nei giorni 20 e 21 gennaio.

GIOVE

Mag. da –1,8 a –1,9; diam. da 31,8″ a 32,5″
Visibile con difficoltà all’alba a fine mese
Dopo aver raggiunto la congiunzione con il Sole lo scorso 27 dicembre, in gennaio Giove sarà avaro di doni per chi lo cercherà nel cielo, rendendosi praticamente inosservabile per quasi tutto il mese. Solo negli ultimi giorni di gennaio, infatti, potremo riuscire a vederlo, nel cielo del mattino, già rischiarato dalle luci dell’alba incipiente. Lo troveremo nel Sagittario, sorgendo a fine mese alle 5:55, quindi dopo la fine della notte astronomica. Per il momento dovremo accontentarci!

SATURNO

Mag. da +0,5 a +0,6; diam. da 34,5″ a 34,4″
Inosservabile, in congiunzione con il Sole
Se per Giove abbiamo qualche speranza di dargli uno sguardo a fine mese, per Saturno invece la situazione è sicuramente peggiore. In gennaio non potremo pianificare osservazioni del pianeta con l’anello che, il giorno 13, sarà in congiunzione con il Sole. Questa posizione della sua orbita lo porta prospetticamente a trovarsi dietro al Sole rispetto al nostro punto di vista, risultando pertanto totalmente inosservabile. Lo ritroveremo al mattino, in febbraio, anche se in condizioni osservative non certo buone.

URANO

Mag. da +5,7 a +5,8; diam. da 3,6″ a 3,5″
Osservabile per buona parte della notte

In gennaio, avremo modo di osservare Urano per buona parte della nottata. All’inizio della notte astronomica lo troveremo già alto sull’orizzonte meridionale, in ottime condizioni per la sua osservazione o ripresa. Urano si troverà tra le stelle dell’Ariete, molto vicino ai confini con i Pesci e la Balena, tanto che sarà più semplice utilizzare le stelle di queste due ultime costellazioni per localizzarlo. Urano si troverà a circa 4° 50’ a nordest di Omicron Piscium (mag. +4,3). A inizio mese, Urano transita alle 19:32 per tramontare alle 2:23, orario che verrà anticipato alle 00:26 a fine gennaio. Sarà senza dubbio un’ottima occasione di mettere in pratica i consigli e i suggerimenti relativi alla ripresa di questo lontano pianeta che ci ha illustrato Luigi Morrone nel suo articolo su Coelum Astronomia 239.

NETTUNO

Mag. da +7,9 a +8,0; diam. da 2,3″ a 2,2″
Osservabile nella prima parte della notte

In gennaio, potremo dedicarci all’osservazione di Nettuno nella prima parte della notte. Come per Urano, appena il cielo si sarà fatto sufficientemente scuro, troveremo Nettuno già alto sull’orizzonte sud occidentale, già diretto verso il tramonto. A inizio mese il gigante ghiacciato tramonterà alle 22:21, mentre a fine mese tale orario sarà anticipato di circa due ore. Avremo comunque modo di osservarlo e di tentarne la ripresa: lo troveremo tra le stelle della costellazione dell’Acquario, a circa 40’ a ovest- sudovest della stella Fi Aquarii (mag. +4,2), a cui si sta lentamente avvicinando (e con cui sarà in strettissima congiunzione in febbraio). Sarà molto bello osservare, sul finire di gennaio, anche il progressivo avvicinamento di Venere a Nettuno, che culminerà infine il giorno 27, con Venere che si troverà ad appena 6’ di distanza. Da non perdere!

ASTEROIDI E PIANETI NANI

PIANETI NANI

Situazione alquanto triste per l’osservazione dei principali pianeti nani nel primo mese dell’anno. Infatti, come accaduto in dicembre, nel corso gennaio, non potremo contare su (1) Cerere che sorgerà e tramonterà sempre durante le ore del dì (vedi effemeridi), in congiunzione il 14. Verso la fine del mese potremo scorgerlo con estrema difficoltà fra le luci dell’alba, fra le stelle del Capricorno, (sorgerà 10 minuti prima del Sole), ma per tutto il mese sarà praticamente inosservabile.
Nemmeno potremo rivolgere la nostra attenzione a Plutone: anche questo ex pianeta infatti si troverà sopra l’orizzonte nelle ore diurne (vedi effemeridi), in congiunzione il 13, rimanendo quindi inosservabile. Di quest’ultimo possiamo dire però che la situazione è in miglioramento e nel corso di febbraio anticiperà (di 52 minuti il a fine mese) la sua levata rispetto al Sole, permettendoci di cercarlo, nella costellazione del Sagittario, nel cielo del mattino. Al momento dobbiamo solo attendere.

(5) ASTRAEA

(5) AstraeaTra le migliori opposizioni asteroidali per il mese di gennaio, il giorno 21, su tutte, spicca quella di (5) Astraea. Per individuare la nostra “preda” del mese dovremo dirigere il nostro telescopio nella regione di cielo che si trova vicina al confine tra i Gemelli e il Cancro, con l’asteroide che si troverà proprio in quest’ultima costellazione (non a grandissima distanza dal bell’ammasso aperto M 44, o “Ammasso del Presepe”). Non avremo a disposizione stelle particolarmente brillanti per localizzare l’oggetto, con la stella Zeta1 Cancri (mag. +5,3) come unico indicatore: l’asteroide, nel giorno dell’opposizione, si troverà a 1° 37’ a sudovest della stella.
Astraea, è un comune asteroide di fascia principale, dotato di una discreta eccentricità orbitale ma di dimensioni limitate, visto che il suo diametro medio misura solo 119 km. La sua particolarità è quella di essere un “out of place asteroid”, ovvero uno di quei pianetini che si trovano al posto sbagliato nella lista cronologica delle scoperte.
(5) Astraea fu scoperto molto prima di quanto il suo diametro (e quindi la sua luminosità) avrebbe dovuto in media consentire. Merito della sorte, ma nel suo caso anche merito dell’albedo molto alta (0,23) e soprattutto della caparbietà dello scopritore, l’amatore tedesco Karl Ludwig Hencke (1793-1866), che lo scoprì l’8 dicembre 1845, ben 38 anni dopo il ritrovamento di Vesta, quando ormai nessuno riteneva ci sarebbero state altre scoperte. Hencke (da non confondere con Encke, contemporaneo direttore dell’Osservatorio di Berlino) può essere considerato alla stregua di un secondo Piazzi, capace di ridare impulso a una ricerca che si era ormai assopita da tempo. Le scoperte asteroidali ricominciarono infatti a farsi copiose, tanto che nei successivi 10 anni si trovarono altri 30 asteroidi!

(511) DAVIDA

(511) Davida  è in opposizione il 15 gennaio nei Gemelli (mag. +9,6),
Malgrado il grande diametro (326 km) fu scoperto soltanto nel 1903, come 511° della serie, o come (704) Interamnia, stessa grandezza di Davida, scoperto solo nel 1910 per 704°.
Al contrario, (5) Astraea fu scoperto solo per quinto, con il suo diametro medio misura solo 119 km, meno della metà di Davida. Apparentemente tale evento fu fortunoso, ma in realtà il giorno della sua scoperta aveva una albedo di 0,23, dunque mlto alta rispeeto a tani altri asteroidi della fascia principale, contrariamente a Davida, che e’ un oggetto opoco, sciro e con una albedo bassissima.

SCIAMI METEORICI: LE QUADRANTIDI

Poco dopo le Geminidi tocca alle Quadrantdii, altro sciame importante, ma con un picco massimo di breve durata, motivo per cui poco famoso e non semplice da osservare. Il massimo dell’attività si avrà quest’anno verso le 9:20 del 4 gennaio.

Essendo un orario diurno, il momento migliore per tentare di carpire qualche “stella cadente” sarà nella notte immediatamente precedente (quindi tra il 3 e il 4 gennaio) o in quella seguente (tra il 4 e il 5 gennaio). Purtroppo non mancherà la Luna a disturbare la visione, appena dopo la fase di Primo Quarto: fortunatamente, però, nella notte tra il 3 e il 4 gennaio il nostro satellite naturale tramonterà poco prima dell’una di notte, lasciandoci quindi la possibilità di osservare le meteore in buone condizioni, quando il radiante, che è circumpolare per le nostre latitudini, sarà anche più alto sull’orizzonte (circa 18° sull’orizzonte di nordest).

L’ECLISSE DI LUNA DI PENOMBRA

Il nuovo anno si apre con una nuova eclisse lunare parziale di penombra prevista per la serata del 10 gennaio 2020, rendendosi largamente osservabile in Italia. Le eclissi di penombra non sono particolarmente suggestive a occhio nudo, ma dal punto di vista fotografico invece offrono buone opportunità. Quest’anno ne avremo ben tre visibili dall’Italia (leggi anche Il Cielo del 2020), cominciamo quindi con questa!

Come sempre maggiori dettagli e tutti i consigli per l’osservazione del cielo li trovate sul Cielo di Gennaio 2020, su Coelum Astronomia.

E ancora su Coelum astronomia 240

➜ La Luna di Gennaio 2020
e una guida per l’osservazione dell’altipiano meridionale

➜ Leggi le indicazioni di Giuseppe Petricca sui principali passaggi della ISS

➜ Comete. Anno Nuovo… cometa vecchia!

➜ Ricerca di Supernovae: una variabile cataclismica per l’Osservatorio di Montarrenti

e il Calendario di tutti gli eventi di gennaio 2020, giorno per giorno!

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Tutti consigli per l’osservazione del Cielo di Gennaio su Coelum Astronomia 239

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