“OCCHI SU SATURNO” con contorno comete…24 luglio, dalle ore 21 in diretta web

(il link ufficiale sarà fornito nei giorni precedenti l’evento)

Qui potrete trovare alcuni link che pubblicizzano l’evento

UNA STRAORDINARIA SERATA DEDICATA ALL’OSSERVAZIONE IN DIRETTA, CON GRANDI TELESCOPI, DI SATURNO, GIOVE ED ALMENO UNA COMETA…. 

INOLTRE, RIVOLGIAMO AGLI ASTROFILI I SEGUENTI INVITI: 

FOTOGRAFIAMO LA COMETA C/2020 F3 (NEOWISE) E L’ASTEROIDE 24101 CASSINI

il prossimo 24 luglio, il Comitato Organizzatore dell’evento del Solstizio d’estate 2020, , in collaborazione con l’Associazione Stellaria di Perinaldo (IM), organizza una diretta web nell’ambito dell’evento, ormai all’ottava edizione, “OCCHI SU SATURNO“, quest’anno accompagnato da un “…contorno di comete…”.

GLI INTERVENTI DEGLI ESPERTI IN ATTESA DEL BUIO

La manifestazione  è rivolta a tutti gli appassionati di astronomia, alle associazioni astronomiche, a studenti ed insegnanti o semplici curiosi, interessati a conoscere qualcosa di più del pianeta più bello del Sistema solare, Saturno (naturalmente ci soffermeremo anche su  e la cometa NEOWISE), il cui studio al telescopio iniziò con Galileo e proseguì nella seconda metà del Seicento da grandi astronomi, tra i quali  primeggiò Giovanni Domenico Cassini, originario di Perinaldo (Imperia) che, dopo un lungo periodo di insegnamento all’Università di Bologna, fu chiamato alla corte di Luigi XIV, con il compito di dirigere (anche se non ne ebbe mai la nomina ufficiale), l’appena eretto Observatoire de Paris.
E da lì egli compì alcune delle sue più importanti scoperte  ( quattro satelliti di Saturno, La divisione degli anelli che porta il suo nome…) che saranno raccontate, in diretta la sera del 24 luglio, da Gabriella Bernardi, giornalista, astrofisica, profonda conoscitrice dell’opera del grande perinaldese, sul quale ha scritto un libro, purtroppo ancora oggi non tradotto in italiano. 
Invece, sulle future missioni spaziali verso i pianeti lontani sentiremo Roberto Ragazzoni (direttore dell’Osservatorio INAF di Padova, accademico dei Lincei), mentre il notissimo giornalista scientifico Luigi Bignami ci parlerà dei principali risultati della Missione Cassini e Sandro Bardelli dell’INAF di Bologna parlerà dei satelliti di Saturno e del futuro degli anelli. 

LE OSSERVAZIONI ASTRONOMICHE IN DIRETTA

Appena farà buio, i telescopi saranno puntati su SATURNO e, in successione, su GIOVE e la cometa C/2020 F3 (NEOWISE).
Faremo visita a grandi astrofotografi ed esperti di immagini planetarie e cometarie (ne citiamo solo alcuni): Cristian Fattinnanzi, Paolo Campaner, Sauro Donati, che ci racconteranno come realizzano le loro splendide immagini … e vedremo questi meravigliosi astri all’interno di cornici storico/ambientali straordinarie, come il Castello di Acquafredda, ed altre splendide località nazionali.

UN INVITO: INVIATECI CON www.wetransfer.com (rodolfo.calanca@gmail.com) le vostre IMMAGINI DELLA COMETA C/2020 F3 (NEOWISE) E DELL’ASTEROIDE (24101) CASSINI

Potete effettuare l’invio fino al 21 luglio.In questo modo, vogliamo infatti celebrare la figura di uno dei maggiori astronomi italiani di tutti i tempi e raccogliere le immagini di una cometa molto promettenti.

SEGUITECI SU YOUTUBE IL 24 LUGLIO.

DALLE 21 daremo il link nelle giornate precedenti!

IL COMITATO ORGANIZZATORE DELL’EVENTO

  • Rodolfo Calanca
  • Nicolò Conte
  • Paolo Conte
  • Enrico Bonfante
  • Alberto Cora

Il cielo di luglio 2020 | INAF TV

Messier 80 o M80 in breve è uno dei più densi ammassi stellari globulari che conosciamo nella nostra galassia.
Distante da noi 28 mila anni luce, contiene alcune centinaia di migliaia di stelle. È possibile individuare M80 già con un buon binocolo, puntando lo sguardo in vicinanza della stella Antares, la più brillante della costellazione dello Scorpione, ben visibile nei cieli serali di luglio, verso sud.
Nonostante M80 sia uno dei più antichi oggetti celesti della galassia, con un’età stimata di dodici miliardi di anni, al suo interno è stata individuata una popolazione di stelle, chiamate vagabonde blu, che sembrano essere più giovani dell’ammasso stesso. Si pensa che queste stelle siano il risultato di collisioni di stelle singole o il prodotto della fusione di un sistema stellare binario. Questi processi darebbero origine a una singola stella con una massa più grande, rendendola più calda e luminosa delle altre stelle di età simile.
Ma oltre M80, il cielo serale di luglio ha altre meraviglie in serbo per noi. Continuiamo quindi nella nostra panoramica, per conoscere costellazioni, pianeti e fenomeni che caratterizzeranno questo mese.

Verso sud, domina la scena la costellazione dello Scorpione, bassa sull’orizzonte. Ad affiancarla, verso ovest, il Sagittario e verso est la Bilancia. Più in alto c’è l’Ofiuco.
Verso ovest tramontano la Vergine e il Leone, mentre alzando lo sguardo è facile individuare la costellazione di Boote con la brillante Arturo, la Chioma di Berenice e l’Orsa Maggiore.
Attorno alla stella polare, verso nord, ruotano le costellazioni della Giraffa, del Drago, Cefeo e Cassiopea.
Verso est invece sorgono il Pegaso, l’Acquario, il Capricorno.
Alte sull’orizzonte, quasi allo zenit, le tre costellazioni che dominano il cielo di questi mesi, ovvero il Cigno, la Lira e l’Aquila. Le loro stelle principali, rispettivamente Deneb, Vega e Altair, formano il cosiddetto triangolo estivo.

Per quanto riguarda i pianeti visibili ad occhio nudo, Mercurio proprio ad inizio mese è in congiunzione con il Sole. Verso fine mese il pianeta può essere scorto ad est poco prima dell’alba, comunque basso sull’orizzonte.
Venere può essere osservato nelle ore che precedono l’alba, brillante verso est. Il pianeta anticipa progressivamente l’orario del suo sorgere, aumentando quindi il suo periodo di visibilità.
Anche Marte è visibile nella seconda parte della notte, sorgendo verso est attorno a mezzanotte e svanendo tra le luci dell’alba a sud est.
Ma luglio è senz’altro il mese migliore per godersi la spettacolare coppia di pianeti Giove e Saturno, che si troveranno in opposizione a pochi giorni l’uno dall’altro: il 14 Giove, il 20 Saturno. I due pianeti raggiungeranno la massima luminosità dell’anno e saranno visibili praticamente per tutta la durata della notte. Il primo a sorgere, sul far della sera verso sud est è Giove, seguito a pochi minuti di distanza da Saturno. La coppia planetaria tramonterà a sud ovest proprio al sorgere del Sole.

La Luna, che sarà piena il 5 e nuova il 20, ci regalerà anche questo mese delle spettacolari congiunzioni.
Si parte dalla notte tra il 5 e il 6 luglio, quando con Giove e Saturno formerà uno splendido trio celeste, tra sud est e sud ovest.
La Luna si troverà poi in congiunzione con Marte nella notte tra l’11 e il 12 e in fine il 17 con Venere, prima dell’alba, verso est.

A cura di Marco Galliani, Media Inaf .
Ricordiamo che uno speciale su Marte nel cielo serale di luglio è disponibile su Edu Inaf: https://edu.inaf.it/speciale-marte-2020/

MediaInaf Tv è il canale YouTube di Media Inaf
Leggi l’articolo originale su:
Il cielo di luglio 2020MEDIA INAF

La vita nella Galassia: il meglio è già passato

CAMPO MAGNETICO E TETTONICA A ZOLLE, DUE CONDIZIONI PER L’ABITABILITÀ PLANETARIA

La vita nella Galassia: il meglio è già passato | MEDIA INAF

Alcuni ricercatori sostengono che gli esopianeti rocciosi formati all’inizio della vita della Galassia abbiano avuto maggiori probabilità di sviluppare un campo magnetico e una tettonica a zolle, rispetto a quelli che si sono formati in seguito. Ciò significa che se nella Galassia c’è vita, è più probabile che si sia sviluppata prima che dopo, e che i pianeti formati più di recente potrebbero avere meno chance di svilupparla  

M51 è una galassia a spirale, a circa 30 milioni di anni luce di distanza, che è in procinto di fondersi con una galassia più piccola. Crediti: X-ray:Nasa/Cxc/Sao, Optical: Detlef HartmannInfrared: Courtesy Nasa/Jpl-Caltech

In base a un nuovo studio presentato alla Goldschmidt Global Virtual Conference (una famosa conferenza internazionale di geochimica) sembra che gli esopianeti rocciosi che si sono formati all’inizio della vita della Galassia abbiano avuto maggiori probabilità di sviluppare un campo magnetico e una tettonica a zolle, rispetto ai pianeti che si sono formati in seguito. E dato che entrambe queste condizioni sono considerate favorevoli allo sviluppo della vita, ciò significa che se nella Galassia c’è vita, è più probabile che si sia sviluppata prima che dopo, e che i pianeti formati più di recente potrebbero avere meno chance di svilupparla.

A oggi, la Nasa ha confermato il rilevamento di 4164 esopianeti nella nostra galassia, i più vicini dei quali orbitano attorno alla stella Proxima Centauri, che si trova a circa 4 anni luce dalla Terra. Molto vicini. Inutile dire che gli esopianeti stanno attirando un grande interesse per via della possibilità che alcuni di loro riescano a ospitare la vita.

«La tettonica a zolle è importante per l’abitabilità, e sembra che le condizioni ottimali per svilupparla si siano verificate nei pianeti formati nelle prime fasi della vita della galassia, e che è improbabile che si ripresentino facilmente. Per la vita, forse questo è il massimo a cui si può aspirare», ha commentato Craig O’Neill, direttore del Macquarie Planetary Research Centre della Macquarie University, che ha presentato i risultati del nuovo studio alla conferenza. «A causa delle grandi distanze coinvolte, disponiamo di una quantità limitata di informazioni su questi esopianeti, ma possiamo comprenderne alcuni fattori, come la posizione, la temperatura e qualche idea della loro geochimica. Questo ci consente di modellare il modo in cui si sviluppano».

Grazie a enormi simulazioni effettuate dalla Australian Computing Infrastructure, che coinvolgono centinaia di processori, il team ha testato i parametri attraverso il codice geodinamico Aspect, che simula lo sviluppo delle strutture interne dei pianeti. Il gruppo di O’Neill è stato in grado di dimostrare che molti dei primi pianeti avrebbero avuto la tendenza a innescare la tettonica a zolle, che è favorevole allo sviluppo della vita. «La tettonica a zolle agisce come una sorta di termostato per la Terra, creando le condizioni che consentono alla vita di evolversi. La Terra ha molto ferro nel suo nucleo, e avevamo ipotizzato che questo sarebbe stato necessario per lo sviluppo tettonico. Purtuttavia abbiamo scoperto che anche i pianeti con poco ferro possono sviluppare la tettonica a zolle, se i tempi sono giusti. Questo risultato è stato del tutto inaspettato».

A soli quattro anni luce di distanza dalla Terra, Proxima Centauri b (qui una sua rappresentazione artistica) è l’esopianeta più vicino a oggi conosciuto. Si tratta di una super Terra, scoperta nel 2016, che orbita attorno a una stella di tipo M. La sua massa è di 1.27 quella terrestre, impiega 11.2 giorni per completare un’orbita attorno alla sua stella, dalla quale dista 0.0485 unità astronomiche. Si trova nella zona abitabile della sua stella, Proxima Centauri, ma le radiazioni ultraviolette sono centinaia di volte più intense di quelle che colpiscono la Terra, e distruggono non solo le molecole più leggere ma anche, nel tempo, elementi più pesanti come ossigeno e azoto. Quindi, solo perché l’orbita di Proxima b si trova nella zona abitabile, non significa che sia abitabile. Crediti: Nasa Visualization Technology Applications and Development (Vtad)

Lo sviluppo della tettonica a zolle presenta un notevole effetto a catena. «I pianeti che si sono formati in seguito potrebbero non aver sviluppato la tettonica a zolle, il che significa che non hanno questo termostato incorporato. Questo non influisce solo sulla temperatura della superficie, ma comporta anche che il nucleo rimanga caldo, inibendo lo sviluppo del campo magnetico, senza il quale il pianeta non è protetto dalle radiazioni solari e tenderà a perdere la sua atmosfera. Quindi la vita diventa difficile da sostenere. Un pianeta deve essere fortunato per riuscire a sostenere la vita: deve essere nel posto giusto, al momento giusto e con la giusta geochimica», spiega il professor O’Neill.

I ricercatori sanno che l’equilibrio chimico generale della Galassia è cambiato nel tempo per diversi motivi, come il materiale che si fonde in stelle e corpi planetari o che viene espulso attraverso le supernove. Ciò significa che il materiale interstellare disponibile ora per formare i pianeti è significativamente diverso da quello presente nella galassia primordiale. «Quindi, i pianeti che si sono formati all’inizio lo hanno fatto in condizioni favorevoli per consentire lo sviluppo della vita», conclude Craig O’Neill. «Queste condizioni stanno diventando sempre più rare nella nostra galassia».

La professoressa Sara Russell, membro del comitato scientifico della Geochemical Society, ha commentato così questo risultato: «Nel corso degli ultimi anni, alcuni progetti sorprendenti come la missione Kepler della Nasa hanno localizzato migliaia di pianeti in orbita attorno ad altre stelle. Tuttavia, queste osservazioni di esopianeti forniscono solo informazioni di base. È importante combinare campagne osservative con grandi progetti di simulazione come questo, che ci dicono qualcosa sull’evoluzione geologica dei pianeti formati nelle diverse fasi dell’evoluzione galattica. Questo ci consente di costruire un quadro di come potrebbero apparire questi strani mondi e quanto possano essere abitabili».

Per saperne di più:

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Il Cielo di Luglio e Agosto | Coelum Astronomia

Di Redazione Coelum Astronomia
Cartina Luglio e Agosto

LE COSTELLAZIONI

Nelle calde serate di metà luglio, guardando il cielo verso ovest, le costellazioni che hanno dominato il cielo nei mesi che ci siamo appena lasciati alle spalle, Leone e Vergine in primis, si presenteranno ormai prossime all’orizzonte, come pure l’Ofiuco, lo Scorpione, dominato dalla rossa Antares, e la Bilancia.
Quasi allo Zenit, da ovest verso est, si staglieranno invece le sagome inconfondibili dell’Ercole, della Lira, con la brillante Vega, e del Cigno, segnalato da Deneb, mentre nei pressi dell’orizzonte, al meridiano, dimorerà l’inconfondibile figura del Sagittario. Qui si troveranno anche i due brillanti pianeti Giove e Saturno, un po’ defilati rispetto alle stelle più brillanti della costellazione, prossimi all’opposizione. Più in alto vediamo l’Aquila, con Altair.
Verso est, intanto, staranno sorgendo Pegaso, con il suo “grande quadrato” stellare e Andromeda.

Il mese dopo, a metà agosto, Andromeda e Pegaso saranno già molto alti verso sudest, mentre a ovest, sempre più basso, si preparerà a salutarci il Boote con Arturo. A fine agosto, già prima della mezzanotte, si potrà assistere al sorgere delle “sette sorelle”, le Pleiadi, le primissime avvisaglie della stagione più fredda – però ancora lontana – che porterà con sé le brillanti e fotogeniche stelle invernali.

COSA OFFRE IL CIELO

IL SOLE

Dopo aver raggiunto, il 20 giugno scorso, il suo punto più alto nel cielo, la nostra principale fonte di luce tornerà a ridurre sempre più la sua declinazione. Negli ultimi giorni di agosto, nel passare al meridiano, raggiungerà (alla latitudine di 42° N) un’altezza dall’orizzonte di poco superiore ai +56°, contro i +70° di metà luglio. Ciò si tradurrà in un sostanzioso aumento delle ore utili all’osservazione degli oggetti del cielo profondo, così che se a inizio luglio la notte astronomica avrà una durata di 4 ore e mezza soltanto, a fine agosto si arriverà invece alle 7 ore e mezza.
Alle 13:34 TMEC del 4 luglio, inoltre, la Terra arriverà all’afelio della propria orbita, ovvero alla massima distanza dal Sole (pari a circa 152,1 milioni di chilometri, contro i 147,1 raggiunti al perielio e i 149,6 della distanza media). L’orario vale però soltanto per un riferimento geocentrico.

I PIANETI

Di seguito vengono fornite alcune indicazioni sulle condizioni di osservabilità dei pianeti per i mesi di luglio e agosto 2020. Gli orari sono espressi in TMEC, cioè all’ora indicata dai nostri orologi.

MERCURIO

Mag. da +5,6 a –2,0; diam. da 12,0″ a 4,9″
Luglio: osservabile prima dell’alba dopo la metà del mese
Agosto: osservabile con difficoltà dopo il tramonto
In Gemelli

Luglio si apre con Mercurio in congiunzione inferiore con il Sole (1 luglio): essendo quindi interposto tra la Terra e il Sole, risulterà assolutamente inosservabile. La situazione migliora gradatamente con il passare dei giorni, con il piccolo pianeta che scala rapidamente sull’orizzonte orientale, rendendosi visibile la mattina prima dell’alba, in buone condizioni a partire dalla seconda decade di luglio. Quella di luglio si rivelerà essere la seconda migliore apparizione mattutina di Mercurio per quest’anno. Inizialmente lo troveremo immerso nelle luci del crepuscolo mattutino, ma, soprattutto verso la fine di luglio, l’anticipo della levata di Mercurio rispetto al sorgere del Sole si farà consistente (1 ora e 25 minuti circa). Anche la magnitudine del piccolo pianeta sarà in crescita, raggiungendo valori negativi il 25 luglio.
Il 12 luglio Mercurio è stazionario in ascensione retta e il suo moto da retrogrado diventa diretto.
Il giorno 22 raggiungerà inoltre la massima elongazione occidentale (20,1°) dal Sole.

Agosto si apre dunque con il pianeta già in buone condizioni osservative, al mattino prima dell’alba, ma comunque declinanti.
Il 1 agosto sarà al nodo ascendente, Il 6 agosto Mercurio si troverà al perielio, mentre il giorno 17 sarà in congiunzione superiore con il Sole, risultando pertanto inosservabile.
Potremo forse scorgerlo nuovamente, la sera immerso nelle colorate luci del tramonto, a fine agosto, quando però ci lascerà solo circa 30 minuti dopo che anche il Sole sarà sceso sotto l’orizzonte.

VENERE

Mag. da –4,1 a –4,7; diam. da 57,6″ a 19,7″; fase da 19% a 59%
Luglio e agosto: ottimamente osservabile la mattina prima dell’alba
In Toro

Dopo la congiunzione inferiore con il Sole dello scorso 3 giugno, abbiamo visto Venere, nel cielo del mattino prima dell’alba, guadagnare via via altezza sull’orizzonte con il passare dei giorni.
Luglio inizia quindi con il brillante pianeta già in ottime condizioni osservative, anticipando il sorgere del Sole di poco meno di 2 ore a inizio luglio (sorge alle ore 3:44). Il pianeta ci apparirà come una stella molto brillante, facilmente riconoscibile a occhio nudo sull’orizzonte orientale, al mattino prima dell’alba, staccandosi bene dal fondo del cielo nella regione della costellazione del Toro.
L’8 luglio raggiungerà la sua massima luminosità, pari a mag. –4,7. Il giorno 10 si troverà all’afelio, il punto più lontano dal Sole, mentre il giorno seguente, l’11 luglio, lo vedremo esibirsi in una stretta congiunzione con la stella alfa della costellazione che lo ospita, Aldebaran.

In agosto le condizioni osservative si faranno ancora migliori, con Venere che sorgerà alle 2:50 (quindi 3 ore 15 minuti prima del Sole).
Il pianeta è rapidamente diretto verso la massima elongazione occidentale dal Sole (45,8°), che raggiungerà il giorno 13 agosto.
Nel corso del mese Venere si sposterà tra le costellazioni del Toro, Orione e Gemelli, sfiorando alcune delle stelle principali di queste costellazioni (Zeta Tauri il 2 agosto, Chi1 e Chi2 Orionis tra il 6 e il 9 agosto, Ni Geminorum il 15 agosto e Zeta Geminorum il 23 agosto).
Potremo dunque godere della vista del pianeta in condizioni ottimali anche per il resto del mese, notando però un’inversione di tendenza già sul finire di agosto, quando Venere sorgerà alle 2:54, iniziando così a erodere il suo anticipo sulla levata del Sole.

MARTE

Mag. da –0,5 a –1,8; diam. da 11,4″ a 18,7″
Luglio e agosto: osservabile quasi tutta la notte
In Pesci, dal 9 in Balena

In giugno, Marte ha raggiunto una buona condizione di osservabilità mattutina, con un ottimo posizionamento in cielo nell’arco della seconda parte della nottata.
In luglio le condizioni non fanno che migliorare con il Pianeta Rosso che anticiperà sempre di più la sua levata dall’orizzonte orientale, passando dalle 01:04 di inizio luglio (4:36 prima dell’alba) alle 23:40 di fine Luglio (6:01 prima dell’alba, orari con riferimento alla località di Pino Torinese).
Sarà un piacere dunque dedicarsi all’osservazione di questo affascinante pianeta, visibile facilmente già a occhio nudo come una stella di color arancione: lo troveremo tra le stelle dei Pesci (fino all’8 luglio) per passare poi nel Cetus, ove rimarrà fino al 26 luglio, per rientrare poi nuovamente nei Pesci, fino a fine agosto.

In Agosto, il Pianeta Rosso anticiperà sempre di più la sua levata dall’orizzonte orientale, alle 23:40 del 1 Agosto (6:01 prima dell’alba) e alle ore 23:01 del 31 (1 ora dopo il tramonto), orari con riferimento alla località di Pino Torinese), divenendo quindi (già dalla metà di agosto) uno dei pianeti che ci faranno compagnia la sera.
Il 3 agosto Marte raggiungerà il perielio, il punto della sua orbita più vicino al Sole.
Non solo, essendo rapidamente diretto verso l’opposizione al Sole (che si verificherà però in ottobre), lo vedremo guadagnare, giorno dopo giorno, sia in luminosità (con la sua magnitudine che a fine agosto sarà pari a –1,8), sia in dimensione apparente (diametro di 18,7″ a fine agosto).
Lo troveremo tra le stelle del Cetus, fino a fine agosto, dove poi passerà successivamente nei Pesci.
Consideriamo i mesi che abbiamo davanti come una palestra per esercitarsi nell’osservazione e nella ripresa di Marte, in attesa della prossima opposizione: attendiamo le vostre immagini in PhotoCoelum!

GIOVE

Mag. da –2,8 a –2,6; diam. da 47,6″ a 44,5″
In opposizione in luglio
Osservabile al meglio entrambi i mesi
Ottime le condizioni di osservabilità di Giove  in luglio: potremo osservare il grande pianeta già in prima serata e ci accompagnerà fin dalle prime ore dopo il crepuscolo serale. Giove sarà facile da rintracciare in cielo, entro i confini della costellazione del Sagittario: ci apparirà come una stella brillante (mag. –2,8) visibile a occhio nudo. In luglio, il giorno 14 Giove sarà in opposizione con il Sole, una configurazione orbitale tale per cui il pianeta viene a trovarsi “alle spalle” della Terra rispetto alla nostra stella. In tale occasione il corpo celeste in questione sarà osservabile nelle migliori condizioni e per tutto l’arco della notte.
A inizio luglio, il re dei pianeti del Sistema Solare sorge alle ore 21:56, e a fine luglio alle 19:46 (orari validi per Pino Torinese).

Ottime le condizioni di osservabilità di Giove in agosto: potremo osservare il grande pianeta in prima serata, fin dalle prime ore dopo il crepuscolo serale. Giove sarà facile da rintracciare in cielo, entro i confini della costellazione del Sagittario: ci apparirà come una stella brillante (mag. –2,8) visibile a occhio nudo.
Il gigante gassoso a inizio agosto si levera alle 19:42, orario che però sarà largamente anticipato nell’arco dell’ottavo mese dell’anno, mentre a fine agosto Giove sorge alle ore 17:35, rendendosi dunque visibile già a una buona altezza sull’orizzonte di sudest quando il cielo si sarà fatto sufficientemente scuro da permetterci di individuarlo.

Avremo così a disposizione numerose ore per osservare e riprendere Giove, dedicandoci a scrutare le sue numerose caratteristiche peculiari, tra cui le bande, i festoni e l’immancabile Grande Macchia Rossa. Sarà un piacere inoltre seguire, all’oculare di un telescopio o con un buon binocolo, il moto dei suoi satelliti principali, i Satelliti Medicei. Solo con un telescopio sarà possibile apprezzare anche il transito dell’ombra di questi satelliti sul disco del pianeta.

SATURNO

Mag. da +0,1 a +0,3; diam. da 42,1″ a 41,0″
In opposizione in luglio
Osservabile al meglio entrambi i mesi
Proprio come accade per Giove, anche le condizioni di osservabilità di Saturno sono ottimali in luglio, con il pianeta che raggiungerà l’opposizione al Sole il 20 luglio.
Anche Saturno si trova nel Sagittario e seguirà a breve distanza (poco meno di 7°) il più brillante Giove: a inizio luglio sorgerà alle 22:15, per anticipare alle 20:07 a fine luglio. (orari con riferimento alla località di Pino Torinese (TO) ). Avremo quindi numerose ore per osservare il pianeta, soprattutto nei giorni attorno all’opposizione, quando culmina, alla mezzanotte, a un’altezza di circa 27° sull’orizzonte sud e raggiungerà la magnitudine +0,1.

In Agosto, il signore degli anelli, subito dopo aver raggiunto l’opposizione lo scorso 20 Luglio, si troveràanel Sagittario e seguirà a breve distanza (poco meno di 7°) il più brillante Giove.
Sorgerà alle 20:11 a inizio agosto, fino alle 18:03 alla fine del mese(orari con riferimento alla località di Pino Torinese (TO) ).

Una grande attrattiva di questo pianeta è senza dubbio il suo sistema di anelli, in grado di rendere davvero unico questo corpo celeste, visibile già con un modesto telescopio: una delizia da osservare e da fotografare.

URANO

Mag. da +5,8 a +5,7; diam. da 3,5″ a 3,7″
Luglio e agosto: osservabile nella seconda parte della notte
In luglio, troveremo Urano nella costellazione dell’Ariete, verso il confine con il Cetus. Considerata la sua debole magnitudine (+5,8) per individuarlo avremo bisogno come minimo di un buon binocolo, sotto un cielo molto scuro e limpido, o, ancora meglio, di un buon telescopio.
Per localizzarlo potremo sfruttare la stella Mu Ceti (mag. +4,3): il pianeta si troverà (in un sistema equatoriale) a 5° 15’ a nordovest della stella.
A inizio luglio il remoto pianeta sorgerà alle ore 2:14, orario che verrà via via anticipato, passando alle 00:10 a fine agosto.

In agosto, troveremo Urano nella costellazione dell’Ariete, verso il confine con il Cetus. Considerata la sua debole magnitudine (+5,8) per individuarlo avremo bisogno come minimo di un buon binocolo, sotto un cielo molto scuro e limpido, o, ancora meglio, di un buon telescopio.
Per localizzarlo potremo sfruttare la stella Mu Ceti (mag. +4,3): il pianeta si troverà (in un sistema equatoriale) a 5° 15’ a nordovest della stella.
Il pianeta sorgerà pochi minuti dopo la mezzanotte (00:14) il primo di agosto e, a fine agosto, alle 22:05.
Avremo dunque parecchie ore per osservare il pianeta, anche se, perché la sua elevazione sull’orizzonte sia sufficiente, dovremo necessariamente aspettare la tarda notte. Il giorno 15 agosto sarà stazionario, per iniziare poi il moto retrogrado.

NETTUNO

Mag. da +7,9 a +7,8; diam. 2,3″ a 2,4″
Luglio: osservabile nella seconda parte della notte
Agosto: osservabile praticamente tutta la notte Nettuno non è mai un soggetto semplice da osservare e nemmeno nei mesi estivi le cose si faranno più semplici, nonostante il miglioramento costante delle condizioni osservative.
In luglio, la sua posizione in cielo sarà buona per ciò che concerne l’osservabilità, ma servirà pazienza e impegno per trovarlo, e sicuramente sarà necessario l’aiuto di un buon telescopio. Lo troveremo tra le stelle dell’Acquario, verso il confine con i Pesci.
Per localizzarlo potremo utilizzare la stella Psi1 Aqr (mag. +4,2) che, in un sistema di riferimento equatoriale, si troverà a sud-sudest di circa 4° 35’ dal pianeta.
Complessivamente avremo a disposizione numerose ore per rintracciare e osservare il grande pianeta ghiacciato: a inizio luglio sorgerà alle 00:31, a fine luglio alle 22:28.

Nettuno non è mai un soggetto semplice da osservare e nemmeno nei mesi estivi le cose si faranno più semplici, nonostante il miglioramento costante delle condizioni osservative.
Tuttavia, nel mese di agosto le sue condizioni di osservabilità saranno migliori dei mesi precedenti: il grande pianeta ghiacciato: a inizio agosto sorgerà alle 22:26, a fine agosto alle 20:25.
La sua posizione in cielo sarà buona per ciò che concerne l’osservabilità, ma servirà pazienza e impegno per trovarlo, e sicuramente sarà necessario l’aiuto di un buon telescopio. Lo troveremo tra le stelle dell’Acquario, verso il confine con i Pesci.
Per localizzarlo potremo utilizzare la stella Psi1 Aqr (mag. +4,2) che, in un sistema di riferimento equatoriale, si troverà a sud-sudest di circa 4° 35’ dal pianeta.

PIANETI NANI

PLUTONE

Può sembrare superfluo parlare di opposizione con il Sole per questo lontano pianeta nano, visto che le condizioni di osservabilità restano sempre e comunque all’estremo della difficoltà.
Tuttavia ci è sembrato giusto dare spazio anche a Plutone che, il 15 luglio, raggiungerà anche lui l’opposizione e quindi le condizioni di migliore
osservabilità.  Anche la sua magnitudine raggiungerà quindi il picco massimo (il giorno 10), pari a un misero +14,3. Il 13 luglio si troverà alla minima distanza dalla Terra.
Assolutamente impossibile da scorgere a occhio nudo o con un semplice binocolo, dovremo dotarci necessariamente di un telescopio di diametro generoso per riuscire a percepire qualcosa. Plutone si troverà nella costellazione del Sagittario, proprio in compagnia di Giove e Saturno, a poca distanza da essi, che ci potranno aiutare a localizzarlo. In un sistema di riferimento equatoriale, Plutone si troverà a circa 1° e mezzo a est-sudest di Giove nel giorno dell’opposizione.

(1) CERERE

Alle numerose opposizioni celesti offerte da questa stagione estiva che, come abbiamo visto in queste pagine, riguardano pianeti, pianeti nani e asteroidi, si aggiunge anche quella del pianeta nano (1) Cerere che si troverà in opposizione al Sole il giorno 28 agosto. Pertanto, anche il grande asteroide si troverà nelle migliori condizioni osservative dell’anno e non potremo assolutamente mancare di osservarlo o di riprenderlo. Lo potremo rintracciare nella costellazione dell’Acquario a 4° 28’ a sudovest di c2 Aquarii (mag. +3,6) oppure a 5° 56’ a nord della ben più brillante Fomalhaut (Alfa Piscis Austrini, mag. +1,2). Quando il pianeta nano culminerà al meridiano, alle ore 1:50 circa, raggiungerà un’elevazione di 24° sull’orizzonte sud.
La magnitudine raggiunta sarà pari a +7,7 ponendosi a una distanza di 1,996 UA dalla Terra.

ASTEROIDI

(532) HERCULINA

Nel periodo tra luglio e agosto, potremo contare sull’opposizione di alcuni interessanti corpi asteroidali, che si metteranno quindi nelle migliori condizioni per essere osservarti e ripresi. Di sicuro sarà interessante seguire le opposizioni dei primi due corpi catalogati come asteroidi, (1) Cerere (vedi box dedicato) e (2) Pallas, ma prima di passare all’asteroide che ha meritato il titolo di questo spazio, ricordiamo anche l’ottima opposizione di (532) Herculina, che avverrà il 2 luglio.
Herculina è un pianetino di grandi dimensioni (222 km di diametro, uno dei 20 più massicci della Fascia principale), scoperto per via fotografica il 20 aprile 1904 da Max Wolf presso Heidelberg, ed è anche uno di quegli oggetti “fuori posto” nella cronologia delle scoperte; un gigante di mag. +9 sfuggito incredibilmente a tutte le ricerche degli anni del pionierismo delle scoperte asteroidali. Herculina, il cui nome ha un’origine attualmente sconosciuta (gli fu tra l’altro assegnato dall’italiano Elia Millosevich, che ne aveva calcolato l’orbita), è un classico pianetino di Fascia che percorre la sua orbita in un periodo di 4,62 anni.
La configurazione geometrica della sua orbita rispetto a quella della Terra è tale che a intervalli alternati di 9 e 14 anni (1973, 1987, 1996, 2010, 2024…) l’asteroide arriva al perielio nello stesso periodo in cui raggiunge l’opposizione, scendendo con ciò al di sotto delle 1,37 UA di distanza.
È quanto accaduto nel marzo 2010, quando Herculina arrivò ad avvicinarsi fino a 1,348 UA e a brillare di mag. +8,8, record che sarà superato solo nel 2047!
Quest’anno non ci sarà quindi la super opposizione, ma sarà pur tuttavia un asteroide interessante da osservare. Si posizionerà ad una distanza di 1,728 UA dalla Terra e raggiungerà la magnitudine +9,4. Lo troveremo nella costellazione del Sagittario, alto circa 28° al momento del culmine.

(2) PALLAS

Passiamo ora al 13 luglio, quando sarà la volta di (2) Pallas (Pallade in italiano), uno dei “magnifici quattro”, a raggiungere l’opposizione al Sole.
Venne scoperto il 28 marzo 1802 da Heinrich Wilhelm Olbers a Brema e appartiene alla ristretta cerchia degli asteroidi più grandi. Il suo diametro, infatti, è di circa 550 chilometri ed è quasi identico a quello di Vesta. Nonostante le sue consistenti dimensioni e malgrado si collochi alla stessa distanza dal Sole della maggior parte degli asteroidi della fascia principale, Pallade presenta parametri orbitali piuttosto inusuali: possiede l’orbita più eccentrica (0,23) e inclinata (35°) tra tutti gli oggetti di fascia più massicci, e quindi i valori di luminosità e distanza sono soggetti ad oscillazioni molto ampie. Piuttosto elevata anche l’inclinazione del suo asse, valutata intorno ai 60 gradi.
All’opposizione media Pallas raggiunge all’incirca l’ottava magnitudine, perdendosi fin quasi l’undicesima all’afelio, ma durante le rare opposizioni perieliche scende sotto la settima e può arrivare fino alla mag. +6,5!
Proprio come per Herculina, anche Pallas quest’anno non si esibirà in un’opposizione particolarmente profonda (dovremo attendere quella del gennaio 2023 per osservarlo in condizioni speciali, mentre l’ultima “grande opposizione” si è verificata nel febbraio 2014). Troveremo l’asteroide tra le stelle della Volpetta (anche se già il 14 luglio entrerà nel Sagittario), a una distanza dalla Terra di 2,559 UA. La magnitudine raggiunta all’opposizione sarà pari a +9,6. Al momento del transito in meridiano, sarà alto circa 69° sull’orizzonte sud, in ottima posizione per essere osservato e ripreso.

(20) MASSALIA

Chiudiamo la rassegna delle opposizioni asteroidali notevoli di questo periodo estivo citando rapidamente l’opposizione di (20) Massalia che avverrà il 28 agosto. Scoperto da Annibale De Gasparis a Napoli il 19 settembre 1852, il giorno della prossima opposizione l’asteroide si troverà nella costellazione dell’Acquario a una distanza di 1,576 UA dalla Terra. La magnitudine raggiunta sarà di +9,6, con un’altezza sull’orizzonte di circa 39° al culmine in meridiano.

ECLISSI

ECLISSE PENUMBRALE DI LUNA DEL 5 LUGLIO 2020

A soli 30 giorni dall’ultima eclisse di Luna, avvenuta lo scorso 5 giugno, anche il 5 luglio avremo a che fare con una analoga eclisse di penombra e, se le condizioni osservative del precedente fenomeno furono non eccessivamente positive, il 5 luglio andrà decisamente peggio… in quanto il nostro satellite si appresterà a tramontare senza preoccuparsi eccessivamente dell’evento in corso.
Infatti, alle 05:07 l’inizio dell’eclisse si verificherà col disco lunare che si troverà in prossimità dell’orizzonte a un’altezza tra 1° e 2°, ad eccezione di Sardegna e Sicilia dove la fase iniziale dell’eclisse si avrà con la Luna appena più alta ma a non più di 6° o 7° di altezza sull’orizzonte, mentre per le città dell’estremo Nordest (Gorizia e Trieste) l’eclisse non si farà proprio vedere. Considerata la situazione, nulla da fare per la fase massima di questa eclisse estremamente deprimente: la Luna sarà già sprofondata mediamente di circa una decina di gradi sotto l’orizzonte, probabilmente per andare a nascondersi anche in vista della successiva e ancora più deludente eclisse di penombra del 30 novembre quando in tutta Italia si renderà completamente invisibile, chiudendo così mestamente il 2020.
Per la zona di Roma (Italia Centrale) la fase iniziale coinciderà con la Luna a sopra l’orizzonte e la fase massima col disco lunare ormai a –9°. Questo evento avrà una magnitudine di penombra di 0,355 (frazione lunare oscurata con l’ingresso della penombra della Terra) e una magnitudine umbrale di –0,644 (frazione lunare oscurata dal cono d’ombra della Terra).

CONGIUNZIONI

CONGIUNZIONE LUNA -MARTE (12 LUGLIO 2020 01:15)

Per chi ama fare le ore piccole, magari di ritorno a casa dopo un sabato sera di feste mondane, alle ore 1:15, volgendo il proprio sguardo verso l’orizzonte orientale, sarà impossibile non notare la Luna (fase del 59%) sovrastata da una stellina dal colore spiccatamente arancione. Si tratta del pianeta Marte (mag. –0,7), in perfetto allineamento verticale, a 2° 24’ a nord della Luna. All’orario indicato, i due oggetti saranno sorti da poco (Marte è sorto alle 00:22) e si troveranno alti 6° per la Luna e 9° per il Pianeta Rosso.
Lo sfondo non arricchirà ulteriormente la scena, poiché le stelle che compongono la costellazione dei Pesci, regione celeste in cui avverrà l’incontro, non sono particolarmente brillanti, non ruberanno certamente la scena ai due soggetti principali. Sarà sicuramente una bella occasione, sia per un fugace sguardo a occhio nudo, sia per studiare una particolare inquadratura fotografica che non solo comprenda elementi naturali o artificiali del paesaggio circostante, ma anche per giocare con le simmetrie e gli allineamenti degli oggetti che concorreranno a formare la scena.

CONGIUNZIONE VENERE ALDEBARAN (12 LUGLIO 2020 04:00)

Doppio appuntamento per la mattina del 12 luglio!
Se avete osservato la congiunzione tra Luna e Marte di qualche ora prima e siete ancora con gli occhi puntati al cielo, forse allora avrete deciso di trascorrere la notte “in bianco” per dedicarvi alla contemplazione delle meraviglie celesti! Se dunque, alle 4:00 del mattino, sarete ancora svegli, la vostra tenacia sarà ripagata da una bella visione celeste, due stelle fulgenti, nel cielo ormai già tenuemente rischiarato dalle luci del crepuscolo del mattino.
Questa visione si avrà guardando verso est, dove dimora il grande Toro celeste che, in questa occasione, sembrerà essere dotato di due “occhi brillanti”: Aldebaran (mag. +0,9), la stella alfa della costellazione, e Venere, davvero molto brillante (mag. –4,7).
I due astri all’orario indicato saranno alti circa 6° sull’orizzonte e si troveranno abbracciati in una stretta congiunzione di appena 57’ di separazione, con Venere situato a nordest della stella.
Sarà molto bello apprezzare, a occhio nudo o con l’aiuto di un binocolo, la differenza di brillantezza e di colore tra i due astri, cosa che molto probabilmente riuscirà più facile grazie all’aiuto della fotografia. In tale occasione, considerata la distanza reciproca dei due soggetti, si potrà tentare anche di forzare un po’ l’ingrandimento, spostandosi su focali un po’ più alte, e riprendere i due astri, magari permettendo alla silhouette indefinita di qualche oggetto a noi più vicino di entrare comunque nello scatto.

CONGIUNZIONE LUNA VENERE ALDEBARAN (17 LUGLIO 2020 04:00)

Alle ore 4:00 del 17 luglio, guardando verso oriente, potremo notare la presenza di una bella falce di Luna (fase del 14%), a un’altezza di circa 20° sull’orizzonte, in compagnia del brillante pianeta Venere (mag. –4,7), situato a 2° 36’ a nord del nostro satellite naturale. A completare la congiunzione ci sarà un terzo elemento, la “regina” della costellazione che fa da sfondo a questo trio celeste, la stella Aldebaran (mag. +0,9), la lucida della costellazione del Toro. La Luna si troverà a 3° 36’ a nordest di Aldebaran, segnando anche la presenza dell’ammasso aperto delle Iadi, la cui luce sarà forse in grado di scampare al chiarore generato dalla Luna. Complessivamente si tratta di una bella congiunzione da osservare al binocolo o da apprezzare anche solo a occhio nudo.
In fotografia sarà senza dubbio bello riuscire ad imprimere la ricchezza del fondo stellato, cosa che però ci obbligherà a “bruciare” la falce lunare ma che, nel contempo, consentirà di rendere più apprezzabile la tenue luce cinerea che caratterizza la Luna in questo giorno. La scena si presta bene a sperimentazioni di differenti impostazioni di ripresa e composizione dell’inquadratura.

CONGIUNZIONE LUNA MERCURIO (19 LUGLIO 2020 05:30)

Quella che proponiamo per la mattina del 19 luglio, alle ore 5:30, all’alba, è la difficile osservazione di una congiunzione che vede protagonisti una sottilissima falce di Luna (fase di appena il 3%), alta circa 6° sull’orizzonte di est- nordest, e il pianeta Mercurio (mag. +0,8), posizionato a circa 3° 18’ a sudovest della Luna e ad appena di altezza. La difficoltà sarà data dalla scarsa altezza degli oggetti sull’orizzonte: certamente basterà attendere pochi minuti per vederli entrambi guadagnare quota ma dovremo stare attenti all’incombere della luce del Sole che si farà rapidamente così intensa da non consentirci più la visione di Mercurio, prima, e della falce lunare poi. Come sempre quando c’è di mezzo il Sole, fare molta attenzione per non rischiare danni alla vista e alla attrezzatura.

CONGIUNZIONE LUNA GIOVE SATURNO (1-2 AGOSTO 2020 22:00)

Nelle serate dei giorni 1 e 2 agosto, in prima serata e dunque in orario comodo, alle ore 22:00, guardando verso sud-sudest, potremo ammirare una congiunzione che coinvolge la Luna e i brillanti pianeti Giove e Saturno. Si tratta di una di quelle occasioni in cui potremo osservare l’evoluzione del fenomeno su due giornate: il teatro dell’incontro è quello della costellazione del Sagittario, ricchissima di stelle che però, considerata la luminosità della Luna, non emergerà bene dal fondo del cielo.
Si inizia la sera del primo di agosto, con la Luna quasi piena (fase del 97%) situata a circa 2° e mezzo a sud di Giove (mag. –2,7). Giove è molto brillante e appariscente, facilmente individuabile a occhio nudo, e non teme il bagliore lunare.
Il giorno dopo, 2 agosto, sempre alla stessa ora, i due pianeti si saranno spostati impercettibilmente sulla volta stellata mentre la Luna avrà compiuto un balzo consistente, andando ad avvicinarsi maggiormente a Saturno (mag. +0,1): si sarà posizionata a 4° 50’ a sudovest del pianeta, la cui luminosità, ben più tenue di quella di Giove, soffre un po’ della presenza della Luna, ormai quasi Piena.
Se decideremo di realizzare qualche scatto fotografico di questa congiunzione, forse sarà utile tenere a mente che agosto si chiuderà con una congiunzione analoga, e potrebbe essere interessante realizzare una composizione che metta in risalto lo spostamento dei soggetti primari nell’arco di un mese. In tal caso consigliamo di fotografare la congiunzione almeno dopo le 23, in modo da facilitare il confronto con la congiunzione di fine mese se osservata alle ore 22.

CONGIUNZIONE LUNA MARTE (9 AGOSTO 2020 00:00)

Alla mezzanotte del 9 agosto, quindi nella notte tra i giorni 8 e 9, potremo seguire una bella congiunzione tra la Luna (fase del 74%) e il pianeta Marte (mag. –1,3). Si tratta di una congiunzione analoga, almeno per i soggetti coinvolti, a quella dello scorso 12 luglio. Se però nella scorsa occasione i due astri formavano un allineamento verticale, questa volta Luna e Marte si presentano allineati in orizzontale, con la Luna posta a circa 4° 50’ a sudovest del pianeta e alta circa 10° sull’orizzonte est. All’orario consigliato, quindi, i due soggetti saranno ancora non troppo alti sull’orizzonte, consentendo di realizzare immagini che comprendano anche gli elementi del paesaggio, come sempre consigliamo per arricchire i propri scatti fotografici.
Se però vogliamo dedicarci all’osservazione della congiunzione nel momento di minimo avvicinamento, dovremo attendere le ore 4:00 dello stesso giorno, quando la Luna si troverà a poco meno di 3° a sudovest di Marte. In questo momento l’altezza dei due soggetti sarà di circa 50° sull’orizzonte sud e, volendo fotografarli in questa configurazione, per evitare di ottenere uno scatto in cui siano presenti solo i due astri, annegati in un “mare buio”, dovremo andare alla ricerca dei dettagli più alti di strutture architettoniche o le cime degli alberi per aggiungere dettaglio alla nostra fotografia.

CONGIUNZIONE LUNA VENERE (15 AGOSTO 2020 05:00)

La mattina del 15 agosto, senza dover affrontare una levataccia (parliamo delle 5:00 circa), potremo osservare, guardando a est, una classica ma sempre affascinante congiunzione tra una falce di Luna (fase del 18%) e il brillante pianeta Venere (mag. –4,4). La Luna si troverà a nord del pianeta, alto 30°, separato da esso di circa 5° 25’. Sarà una di quelle occasioni in cui il cielo ci apparirà decisamente tridimensionale. Sullo sfondo di un blu tenuemente rischiarato, potremo ammirare le stelle dei Gemelli, teatro dell’incontro, con le brillanti Castore (Alfa Geminorum, mag. +1,9) e Polluce (Beta Geminorum, mag. +1,2), più a est, sfondo su cui Venere ci apparirà decisamente staccato, per via della sua forte brillantezza. Anche la Luna contribuirà all’effetto, poiché, oltre alla sottile falce luminosa, ci apparirà delicatamente luminosa a causa della luce riflessa dalla Terra, un fenomeno detto “luce cinerea”. Sarà davvero un bel momento da immortalare in fotografia. Se preferite affrontare la sveglia presto la mattina, per vedere i due soggetti più bassi sull’orizzonte, considerate che Venere sorge poco prima delle ore 3:00.

CONGIUNZIONE LUNA GIOVE SATURNO (28/29 AGOSTO 2020 21:00)

Agosto si conclude come era iniziato, con una bella congiunzione su due giorni che vede coinvolti la Luna, Giove e Saturno. Valgono ovviamente gli stessi consigli dati per l’osservazione della congiunzione di inizio mese, anche se, inevitabilmente, variano le posizioni reciproche degli astri, così come la posizione rispetto all’orizzonte delle stelle di sfondo. In particolare, guardando verso sud, la sera del 28 agosto alle ore 21:00, vedremo la Luna (fase dell’82%) posizionarsi a 3°50’ a sudovest di Giove (mag. –2,6). I due astri saranno alti più di 22° sull’orizzonte.
Il giorno seguente, il 29 agosto alla medesima ora, la Luna (fase dell’88%) si sarà spostata per raggiungere e superare Saturno (mag. +0,3), ponendosi a circa 3° a sud del pianeta. Si tratta di una classica congiunzione tra Luna e pianeti, sempre interessante da osservare.
Se a inizio mese vi siete dedicati alla fotografia della prima congiunzione, riprendendo quell’immagine potrete ora apprezzare la netta variazione di posizione dei due pianeti, ovviamente con riferimento alle stelle dello sfondo. Da notare che, in particolare, non sarà ancora evidente l’appropinquarsi di Saturno a Giove, visto che dovremo attendere l’inversione del loro moto (in settembre) per vedere i due pianeti avvicinarsi reciprocamente, un avvicinamento che si farà via via più marcato nei prossimi mesi e sfocerà nella “grande congiunzione” di fine anno, in dicembre.

SCIAMI METEORICI

PERSEIDI (12/13 AGOSTO 2020)

Quando si pensa al cielo di agosto vengono subito in mente le stelle cadenti, anche se non è solo questo il periodo dell’anno in cui se ne vedono in gran quantità. Lo sciame che si presenta verso la metà di agosto e che sovrasta di gran lunga, almeno per notorietà, tutti gli altri è quello delle Perseidi, note anche come le “Lacrime di San Lorenzo“. Ogni anno c’è sempre grande attesa per questo sciame meteorico, soprattutto per chi non segue assiduamente i fenomeni del cielo. E così, per qualche giorno, lo spettacolo offerto dalle Perseidi riesce a focalizzare l’attenzione anche dei media generalisti, con il risultato che in migliaia, nella notte di San Lorenzo, rimangono con il naso all’insù, nella speranza di vedere qualche brillante meteora (e magari, come da tradizione popolare, esprimere un desiderio). Ma come si presenterà quest’anno lo sciame? Saranno lacrime o sorrisi?
L’origine apparente di questo sciame si trova nella costellazione del Perseo (da cui le meteore prendono il nome): il punto da cui apparentemente sembrano arrivare, chiamato radiante, si trova infatti nei pressi della stella Eta Persei (mag. +3,8) e vicino a Kappa Persei (mag. +4,8). Si veda la cartina per ottenere i riferimenti nel giorno del massimo.
Lo sciame sarà attivo, come sempre, per un periodo piuttosto lungo, dal 17 luglio al 24 agosto, ma il picco di attività si presenterà, come è noto, attorno alla notte intitolata a San Lorenzo. Nello specifico, per quest’anno il massimo è atteso nella giornata del 12 agosto, in orario diurno, tra le 15 e le 18 (orario locale), cosa che ci indurrà a compiere le nostre osservazioni nella notte tra il 12 e il 13 agosto.
Il periodo orbitale della cometa progenitrice dello sciame e che lo alimenta, la 109P/Swift-Tuttle, è di circa 130 anni (l’ultimo passaggio al perielio risale al 1992 ed è attesa nuovamente per il 2126) ma le Perseidi hanno prodotto una forte attività dal massimo primario avvenuto negli anni ’90. Attività intensa è stata osservata l’ultima volta nel 2016 con numerosi picchi dovuti a passaggi attraverso scie separate di polveri della cometa, con un passaggio rilevato anche nei dati del 2018. Un incontro con un filamento simile è previsto anche per il 2020 (Jenniskens, 2006), la cui posizione calcolata è vicina proprio al momento del massimo (12 agosto alle ore 12). Come gli anni scorsi, il rateo orario di meteore (ZHR) previsto è pari a 100: non potremo purtroppo aspettarci valori di ZHR di 400 come è avvenuto nel ’91 e nel ’92, ma ci sarà sicuramente di che gioire, visto che questo sciame difficilmente delude le aspettative.

Per quanto riguarda il disturbo lunare, bisogna segnalare che la fase di Ultimo Quarto sarà raggiunto l’11 agosto. Nella notte del massimo, la Luna (fase del 37%) sorgerà alle ore 1:00 circa (13 agosto) e si troverà nella costellazione del Toro, non a grande distanza dalla posizione del radiante nel Perseo, comportando quindi un certo disturbo. Dovremo quindi tentare le osservazioni nelle ore che precedono il sorgere della Luna che con il passare dei giorni sarà sempre più ritardato (così come la fase si farà più ridotta). Il disturbo si farà via via più ridotto ma anche la distanza temporale dal picco massimo sarà maggiore.

Le meteore iniziano a rendersi visibili ad altezze di 120-110 km e si spengono generalmente 20 km più in basso, attraversando gli strati della mesosfera a velocità decisamente elevate (60 km/ s). In gran parte sono di colore bianco-giallo, ma esiste una piccola fetta di meteore rosse, blu e verdi, di quest’ultimo colore specialmente se sono molto brillanti: quelle con luminosità superiore alla mag. 0 sono circa il 15%, e a cavallo del massimo più del 30% lascia una scia persistente.

Un’altra particolarità di questo sciame è il comportamento “a impulsi”: le meteore scendono molto spesso a gruppi per alcuni minuti, poi per un tempo maggiore l’attività sembra quasi arrestarsi. Probabilmente ciò è dovuto alla distribuzione delle polveri che le originano a “sacche” o “filamenti”.

Dove puntare lo sguardo

Per osservare o fotografare lo sciame, il consiglio è quello di puntare lo sguardo o la reflex a 35 gradi dal radiante, verso lo zenit, questo perché se inquadriamo direttamente la costellazione del Perseo la notte tra il 12 e il 13 agosto, la maggior parte delle meteore quasi sicuramente usciranno dalla nostra inquadratura. Forse riusciremmo comunque a riprendere le meteore più piccole o quelle che vengono direttamente verso di noi, ma quelle più persistenti, che sfioreranno maggiormente l’atmosfera, esploderanno in tutta la loro luminosità solo dopo aver fatto un tratto di cielo che quasi sicuramente uscirà dall’inquadratura se utilizziamo un obiettivo da 18 mm. Per riuscire a farle rientrare tutte, e ottenere magari quelle immagini a raggiera, tanto affascinanti, dovremmo disporre di un fisheye che può riprendere tutto il cielo in un unico scatto. Con questo tipo di obiettivo tuttavia avremmo delle distorsioni molto evidenti che a non tutti possono piacere…

Inquadrando quindi verso sud, ma quasi allo zenit, sarà più probabile riprendere le stelle cadenti più luminose. Ovviamente si deve essere fortunati e avere una notte senza Luna, che purtroppo come ben sappiamo rischiara molto il cielo e rende invisibili le meteore più deboli. È consigliabile impostare i tempi di posa di 20/25 secondi, sensibilità a ISO 4.000, con il diaframma alla massima apertura (f/3,5 o meglio f/2,8, f/1,8). In questo modo avremo la possibilità di avere un cielo abbastanza ricco di stelle e, se abbiamo la fortuna di assistere a una pioggia meteoritica sufficientemente importante, riusciremo a riprendere anche più di una meteora su ogni fotogramma. Ovviamente se ci sarà la Luna a disturbare la nostra ripresa dovremo avere l’accortezza di accorciare i tempi di posa a 8-10 secondi e diminuire gli ISO (mantenendo però valori almeno attorno a 800-1.000).

• Per tanti consigli di osservazione e ripresa, ma anche di sola lettura, si rimanda a una raccolta di risorse all’indirizzo http://bit.ly/coelum_perseidi

L’articolo completo è pubblicato su Coelum n.246 – 2020 alla pagina 162: Leggilo Online!

Source: Il Cielo di Luglio e Agosto | Coelum Astronomia

Probabilmente non siamo soli nella galassia | Reccom Magazine

Un nuovo studio su base statistica sembra dimostrare che nel peggiore dei casi nella nostra galassia abitino almeno 36 civiltà tecnologiche in grado di comunicare, l’unico problema è la distanza tra queste civiltà che sarebbe, mediamente, di 17.000 anni luce tra l’una e l’altra.

È la domanda cosmica più antica e la più grande di tutte: c’è qualcuno là fuori?

Per anni tutto ciò che abbiamo avuto è l’equazione di Drake per aiutarci a trovare la risposta a questa domanda, dalla quale, però, non scaturisce nessuna risposta. Ora un gruppo di scienziati dell’Università di Nottingham pensa di aver escogitato un nuovo calcolo basato “sull’evoluzione cosmica” che dice che probabilmente dovrebbero esserci attualmente almeno 36 civiltà intelligenti nella nostra galassia.

Si stima che la Via Lattea abbia tra i 100 ed i 400 miliardi di stelle e almeno un esopianeta per stella nella nostra galassia.

Pubblicato su The Astrophysical Journal, il nuovo documento esamina il probabile numero di civiltà intelligenti extraterrestri (CETI) con le quali dovrebbe essere possibile comunicare nella Via Lattea. Lo studio parte dal presupposto che la vita intelligente debba svilupparsi altrove con gli stessi presupposti che si sono verificati sulla Terra.

Un presupposto chiave è che ci vogliono circa cinque miliardi di anni perché la vita intelligente si formi su altri pianeti, come accaduto sulla Terra. Un altro è che una civiltà tecnologica durerà almeno 100 anni, come la nostra finora. il discorso si basa sul fatto che sulla terra sono stati necessari 4,5 miliardi di anni prima che sorgesse una civiltà in grado di comunicare.

Il numero di queste civiltà dipende fortemente dalla durata del tempo da cui inviano nello spazio segnali della loro esistenza, come trasmissioni radio da satelliti e TV.

Il calcolo – secondo cui potrebbero esserci 36 civiltà intelligenti comunicanti attive nella nostra galassia domestica – è stato chiamato dai ricercatori il “limite copernicano astrobiologico” e tiene conto dei seguenti fattori:

  • storia della formazione stellare.
  • quanto sono comuni le stelle ricche di metalli (come il Sole).
  • la probabilità che le stelle ospitino pianeti simili alla Terra nelle loro zone abitabili.

Il metodo classico per stimare il numero di civiltà intelligenti si basa sull’ipotesi di valori relativi alla vita, ma le opinioni su tali questioni variano in modo abbastanza sostanziale“, ha affermato Tom Westby, Assistente alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Nottingham e autore principale del paper. “Il nostro nuovo studio semplifica queste ipotesi utilizzando nuovi dati, dandoci una solida stima del numero di possibili civiltà nella nostra galassia“.

La stima di almeno 36 civiltà è in realtà il limite inferiore più più prudente stabilito usando il più rigoroso insieme di presupposti, vale a dire che le civiltà comunicanti sopravvivono solo per 100 anni.

Tuttavia, gli autori notano che la distanza media tra queste civiltà è risultata essere di circa 17.000 anni luce, quindi il rilevamento reciproco e la comunicazione, almeno per il nostro attuale livello tecnologico, sarebbero attualmente impossibili.

C’è anche la spinosa domanda di quanto a lungo le civiltà intelligenti tendano a sopravvivere.

Le ricerche di civiltà intelligenti extraterrestri non solo rivelano l’esistenza di come si forma la vita stessa, ma ci forniscono anche indizi su quanto durerà la nostra stessa civiltà“, ha affermato Christopher Conselice, professore di astrofisica all’Università di Nottingham, che ha guidato la ricerca. “Se scopriremo che la vita intelligente è abbastanza comune, ciò rivelerebbe che la nostra civiltà potrebbe esistere per molto più di qualche centinaio di anni“.

In alternativa, la scoperta che non esistono attualmente civiltà attive nella nostra galassia sarebbe sicuramente un brutto segno per la nostra esistenza a lungo termine“.

Insomma, come sempre in questi tentativi di stabilire su base statistiche se e quante altre civiltà intelligenti esistono nella nostra galassia, dotate di un livello tecnologico paragonabile o superiore al nostro, è necessario porre una serie di presupposti arbitrari la cui validità è tutt’altro che certa.

Il buon senso ci dice che di fronte ai numeri relativi a stelle e pianeti che la Via Lattea ci propone la vita non può non essere sorta anche altrove ma i tempi cosmici sono lunghissimi, sulla Terra sono stati necessari 4,5 miliardi di anni perché sorgesse una civiltà tecnologica in grado di comunicare su lunghe distanze ma è un valore medio arbitrario.

Se, ad esempio, la posizione del pianeta si cui potrebbe sorgere una civiltà fosse poco più vicina o poco più lontana della Terra alla sua stella ospite, non siamo in grado di prevederne le conseguenze sull’evoluzione della vita. Magari più vicino alla stella (e parliamo sempre di stelle simili al Sole) potrebbe significare una quantità maggiore di energia riversata sul pianeta che potrebbe favorire un’evoluzione più rapida, viceversa molto più lenta. E su scala cosmologica anche cento milioni di anni potrebbero fare una grande differenza rispetto alla possibilità che due civiltà si incontrino.

Oppure lo sviluppo dell tecnologia potrebbe portare inevitabilmente all’autodistruzione nel giro di pochi secoli.

Ed è anche necessario stabilire quanto in effetti influisce sulla nascita della vita l’unicità di un pianeta. Per molto tempo si è pensato che le condizioni del nostro sistema solare, dalla tipologia di attività del Sole alla presenza di un pianeta come Giove che funziona da spazzino cosmico renda davvero particolare la nostra sistemazione così come la Terra stessa potrebbe essere così particolare che difficilmente potrebbero realizzarsi altrove le stesse condizioni.

D’altra parte, ad oggi, non siamo in grado di stabilire in assoluto quali sono le condizioni necessarie perché la vita si sviluppi, a prescindere dalla nostra esperienza. Potrebbero esserci pianeti molto diversi dal nostro dove la vita si è sviluppata ugualmente.

Insomma, finché avremo solo la Terra e noi stessi come unico esempio qualsiasi sistema previsionale basato sulla statistica avrà valore esclusivamente come curiosità.

Siamo ancora lontani dal sapere se possono davvero esistere altre civiltà nella nostra galassia.

Source: Probabilmente non siamo soli nella galassia | Reccom Magazine