Una serie di tre articoli pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society presenta recenti risultati interpretativi finalizzati alla comprensione dell’origine dell’emissione radio dalle magnetosfere dalle stelle calde e massicce. Uno degli autori dei tre lavori, Paolo Leto dell’Inaf di Catania, fa oggi il punto su questa linea di ricerca.
Tag: Monthly Notices of the Royal Astronomical Society
Giu 10 2022
Il ruolo della rotazione stellare nell’emissione radio
- Archiviato sotto Fisica stellare, Giganti blu
- A ud-Doula, Australia Telescope Compact Array (Atca), B Das, bnda radio usate per misure di magnetometria indiretta, campione di circa 30 stelle magnetiche di tipo spettrale compreso fra B ed A, Campo magnetico di stelle massicce, Campo magnetico fra 2000 e 20000 vlte quello terrestre, Centrifugal BreakOut (Cbo), Centrifugal breakout reconnection as the electron acceleration mechanism powering the radio magnetospheres of early-type stars, distanza dalla superficie stellare in cui vengono accelerati gli elettroni responsabili della radiazione di giro-sincrotrone, distanza in cui la forza centrifuga che agisce sul plasma rompe le linee di forza del campo magnetico si origina il meccanismo di breakout centrifugo (Cbo), efficienza con cui la potenza del Cbo viene convertita in luminosità radio monocromatica, elettroni relativistici emessi a grande distanza dalla fotosfera, emissione radio da stelle calde e massicce molto distanti, emissione radio dalle magnetosfere dalle stelle calde e massicce, emissione radio dalle stelle calde e magnetiche, emissione radio di stelle massicce, Emissione radio stellare, Giganti blu, i dintorni del nostro Sole pullulano di stelle ultra-fredde, Il parametro fisico da cui dipende la luminosità radio è il rapporto fra il flusso magnetico ed il periodo di rotazione, Il plasma è quindi soggetto ad una forza centrifuga che cresce all’aumentare della distanza dalla stella, interazione fra il campo magnetico e il plasma circumstellare, L’intenso campo magnetico è infatti in grado di forzare il plasma a ruotare con la medesima velocità di rotazione della stella fino a grande distanza dalla superficie stellare, la loro luminosità radio dipende da una combinazione di parametri stellari in cui non compare la temperatura della stella, le stelle che hanno una grande flusso magnetico e un breve periodo di rotazione sono anche molto luminose nella banda radio, legge che esprime la luminosità radio in funzione della potenza rilasciata a causa del breakout centrifugo, Leto et al. 2021, luminosità radio in funzione della potenza di CBO per stelle ultrafredde e nane brune, luminosità radio monocromatica prodotta dal meccanismo di giro-sincrotrone in funzione della potenza generata dal breakout centrifugo, M E Shultz, Magnetosfera stellare, Matthew Shultz, MEDIA INAF, MeerKat+, misura emissione di molte stelle calde e magnetiche, MNRAS, modelli teorici capaci di simulare l’emissione radio dalle magnetosfere di stelle massicce, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, New light on magnetic massive stars, ngVla, OACt, origine della radiazione di giro-sincrotrone dalle stelle massicce, Owocki et al. 2022, P Chandra, P Leto, Paolo Leto, perdita di massa da parte delle stelle calde, pianeta Giove e le UCDs posseggono un campo magnetico di geometria semplice, Plasma emesso da stelle massicce, potenza dissipata durante questi breakout centrifughi, Quando la forza del campo magnetico non è più in grado di contrastare la forza centrifuga a cui è sottoposto il plasma in co-rotazione con la stella le linee di forza del campo magnetico si rompono, radiazione di giro-sincrotrone, radiazione elettromagnetica emessa dagli elettroni relativistici che si muovono in presenza di un campo magnetico, relazione tra la velocità di rotazione delle stelle massicce e il campo magnetico, Rotazione stellare, ruolo del vento stellare sull’origine degli elettroni relativistici, S P Owocki, Shultz et al. 2022, Sia le stelle ultra-fredde che Giove emettono radiazione di giro-sincrotrone prodotta da elettroni relativistici, Ska, Stanley Owocki, Stelle classe A, Stelle classe B, Stelle massicce, stima indiretta del campo magnetico di stelle molto distanti, studio dei fenomeni fisici che governano le dinamiche dei plasmi in presenza di campi magnetici, studio dei pianeti ed esopianeti magnetici, studio dei pianeti ed esopianeti magnetici e delle stelle ultra-fredde e nane brune, studio delle stelle calde e magnetiche, temperature delle stelle calde e magnetiche da 9000 a 25000 K, Ultra Cool Dwarfs (Ucd), Università di Catania, validità della legge a tutte le magnetosfere dominate da un campo magnetico stabile e dalla geometria semplice, vento stellare radiativo, VLA
Gen 30 2021
Fosfina e Venere: non è ancora detta l’ultima parola
- Archiviato sotto Esobiologia, Planetologia, Venere, Vita su Venere
Prosegue, a colpi di paper, il dibattito sulla presenza o meno della fosfina – rara molecola che sulla Terra viene prodotta da fenomeni industriali ma anche da alcuni batteri – nelle nubi della nostra vicina planetaria, Venere. Diversi team scientifici hanno contestato alcune delle procedure usate, mettendo in dubbio la solidità del risultato e riscontrando …
- 5 sigma, A. P. S. Hygate, Akatsuki, alcuni tipi di batteri che prosperano in ambienti privi di ossigeno, Alessandra Migliorini, Alexander Thelen, ALMA, ample return atmosferico da Venere, anche se l’assenza di alcuni segnali nei dati tenderebbe a escludere questa seconda ipotesi, anche se si trattasse solo di tracce della molecola queste avrebbero un’importanza fondamentale, Anita M. S. Richards, Anita Richards, Ann Vandaele, Annabel Cartwright, Arielle Moullet, arXiv, Astronomy & Astrophysics, Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, Avi Mandell, Bryan Butler, circa 1–4 parti per miliardo, Clara Sousa-Silva, Colin Wilson, Conor Nixon, costituzione geologica del suolo di Venere è ancora un po’ incerta, David L. Clements, discesa su Venere nel 1978, e-analysis of Phosphine in Venus’ Clouds, E’lisa Lee, Edward Molter, effetto sistematico causato da un errore nel fit, Emily Drabek-Maunder, F. F. S. van der Tak, Fosfina su Venere, Geronimo Villanueva, Giada Arney, Giuliano Liuzzi, Giuseppe Piccioni, Helen J. Fraser, I. A. G. Snellen, Iain Coulson, identificare modelli che ne possano spiegare la formazione in un’atmosfera con poco idrogeno, il punto fondamentale resta la conferma dell’osservazione, Imke de Pater, in abbondanze compatibili con quelle ricavate inizialmente dai dati di Alma e Jcmt., in orbita intorno a Venere c’è solo la missione Akatsuki, Ingo Mueller-Wodarg, Is Phosphine in the Mass Spectra from Venus’ Clouds?, James Clerk Maxwell Telescope, Jamie A. Cordova Jr, Jane Greaves, Jane S. Greaves, Janusz J. Petkowski, JAXA, Jim Hoge, Katherine de Kleer, L. Guzman-Ramirez, La presenza della fosfina è nota nei giganti gassosi del Sistema solare, la presenza di fosfina su Venere è un’ipotesi a priori che è stata testata applicando una serie di criteri ai dati, Large Probe Neutral Mass Spectrometer (Lnms), livello di significatività di soli 2.5 sigma, livello di significatività molto più basso, M. A. Thompson, M. J. Way, M. R. Hogerheijde, Malcolm J. Currie, Manuela Lippi, Mark Gurwell, Mark Thompson, Martin Cordiner, Matters Arising, MEDIA INAF., Metano su Marte, mini-nettuni, missione che combini osservazioni dell’atmosfera e del suolo, missione spaziale?, molto difficile fare queste osservazioni da remoto, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters, Nasa Goddard Space Flight Center, Nasa/ Paul Hudson, Nature astronomy, Nicolas Biver, No phosphine in the atmosphere of Venus, non puoi mai dimostrare che non c’è alcuna fosfina, oco dissimile dalla massa dell’acido solfidrico (H2S), On the Robustness of Phosphine Signatures in Venus’ Clouds, ottenere una nuova osservazione di fosfina con una strategia che utilizzi tutti i miglioramenti nella calibrazione, Patrick Irwin, Paul B. Rimmer, Paul Hartogh, Per Friberg, Phosphine gas in the cloud decks of Venus, Pioneer Venus 2, Pioneer Venus Multiprobe, polinomio di dodicesimo ordine in ampiezza e di quinto ordine in fase funzionava bene come ulteriore auto-calibrazione della banda passante, polinomio di terzo grado (non dodicesimo) per modellare il rumore, possibile variabilità spaziale o temporale, possibili implicazioni che una eventuale osservazione di fosfina nelle loro atmosfere potrebbe avere un giorno, primissimi dati ottenuti dal team di Greaves nessuna evidenza significativa di fosfina, Qa3, Quality assurance, Rakesh Mogul, Ravi Kopparapu, Re-analysis of the 267 GHz ALMA observations of Venus: No statistically significant detection of phosphine, Richard Cosentino, Riprodurre i risultati sperimentali in maniera indipendente, Sanjay S. Limaye, Sara Faggi, Sara Seager, Snellen et al., Snellen et al. non hanno controllato se le “righe” che hanno trovato erano al centro della sezione di test, solo dopo aver realizzato un nuovo ciclo di osservazioni di Venere con Alma, speciali condizioni di pressione e temperatura locali insieme alla presenza di idrogeno, Statia Luszcz-Cook, Stefanie Milam, Steve Charnley, Steve Mairs, studi futuri di esopianeti di tipo terrestre, Sukrit Ranjan, super-terre, The statistical reliability of 267 GHz JCMT observations of Venus: No significant evidence for phosphine absorption, Thomas Fauchez, Trovare anche solo tracce di fosfina indica una produzione forte, università Cal Poly Pomon, Università di Manchester, University of Hertfordshire, vecchia versione dei dati indicava oltre 7 parti per miliardo di fosfina, Venus Express, Vincent Kofman, VIRTIS, Virtis di Venus Express, William Bains, Zhuchang Zhan
Gen 22 2021
Pelle incandescente, cuore di ghiaccio
- Archiviato sotto Esobiologia, Fisica stellare, Nane gialle, Pianeti extrasolari, Spacecraft, Subnettuniani, Superterre, Telescopi spaziali, TESS, Vita su esopianeti
Nel cuore dell’esopianeta Toi-561 b – una super-Terra con temperatura in superficie superiore ai duemila gradi – pare ci sia acqua ghiacciata ad alta pressione. Lo suggerisce uno studio guidato da Gaia Lacedelli, dottoranda all’Università di Padova, condotto con lo spettrometro Harps-N del Telescopio nazionale Galileo dell’Inaf Diversità è l’aggettivo che meglio riassume quanto abbiamo …
- 1 superterra calda, 3 subnettuniani, 82 misure di velocità radiale di Toi-561, 88 sistemi esoplanetari che ospitano almeno quattro pianeti, A. Collier Cameron, A. F. Martinez Fiorenzano, A. Ghedina, A. Harutyunyan, A. Mortier, A. S. Bonomo, A. Sozzetti, acqua “ghiacciata” sono verosimilmente attesi anche all’interno dei tre rimanenti pianeti, al suo interno una non trascurabile quantità di acqua sotto forma di ghiaccio ad alta pressione, An unusually low density ultra-short period super-Earth and three mini-Neptunes around the old star TOI-561, C. A. Watson, C. Lovis, CHEOPS, D. Charbonneau, D. F. Phillips, D. Nardiello, D. Sasselov, D. W. Latham, DFA UniPd, E. Molinari, E. Poretti, età 10 miliardi di anni, F. Lienhard, F. Pepe, flusso di energia pari a più di cinquemila volte quello che la Terra riceve dal Sole, G. Andreuzzi, G. Lacedelli, G. Micela, G. Piotto, G. Ricker, G. Scandariato, Gaia Lacedelli, ghiaccio ad alta pressione nel nucleo, HARPS-N, I. Pagano, il pianeta più interno secondo i nostri modelli in pratica non dovrebbe nemmeno esistere, INAF-OApd, indizi di una possibile labile atmosfera, J. M. Jenkins, J. N. Winn, K. Rice, L. A. Buchhave, L. Borsato, L. Di Fabrizio, L. Malavolta, L’unico modo per essere sicuri della presenza di un pianeta è quello di misurare la sua massa, Luca Borsato, Luca Malavolta, M. Damasso, M. López-Morales, M. Pinamonti, M. Stalport, mappare con più precisione la loro struttura interna, MEDIA INAF, Metodo dei transiti, Metodo delle velocità radiali, migliorare la stima del raggio dei quattro pianeti del sistema, misura densità media di esopianeti, misura massa di esopianeti, misura raggio di esopianeti, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Per nessuno di esso è però previsto un “cuore di ghiaccio”, pianeta con periodo inferiore a un giorno, pianeta unico nel suo genere, piccola variazione del movimento della stella causato dal pianeta che le orbita attorno, quattro esopianeti distinti, R. Cosentino, S. Udry, si è formato molto più lontano dalla stella ed è successivamente migrato all’interno, sistema planetario con quattro esopianeti, spettrografo HARPS-N, Sulla superficie di Toi-561 b la temperatura è di circa 2260 °C:, Superterra calda, Superterra calda con nucleo ghiacciato, T. G. Wilson, T=0.44 g, TESS, TNG, Toi-561, Toi-561 è una stella di massa poco più piccola del Sole, Toi-561 ha 10 Gy, Toi-561-b, TS=2000 K, Un transito non fa sempre un esopianeta, Università di Padova, V. Nascimbeni, X. Dumusque
Gen 12 2021
Dati antichi per occhi nuovi: la parallasse di Vega
- Archiviato sotto Altro..., Astrometria, Parallasse, Storia dell'Astronomia
Analizzando con tecniche moderne le prime misure di parallasse che, negli anni Trenta dell’Ottocento, avevano permesso di stimare per la prima volta le distanze stellari, due ricercatori hanno chiarito alcuni dubbi che ancora aleggiavano su queste osservazioni fondamentali per la storia dell’astronomia. Lo studio è apparso sulla rivista tedesca Astronomische Nachrichten – la stessa che …
- 1837, 1838, 61 Cygni, Astrometria, Astronomische Nachrichten, Bar(E) and Spiral StructurE Legacy survey, Cataloghi astronomici, chiarificando alcune incongruenze tra i dati antichi e quelli più recenti, combinato tra loro oltre cento osservazioni effettuate utilizzando un eliometro, distanza dalle stelle, Friedrich Georg Wilhelm von Struve, Friedrich Wilhelm Bessel, GAIA, Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, impatto della variazione di temperatura, John Herschel, Joseph von Fraunhofer, Karl M. Menten, Karl Menten, Mark J. Reid, Mark Reid, Max Planck Institute for Radio Astronomy, MEDIA INAF, Misure di distanza, misure di parallasse, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Museo della Specola di Bologna, Parallasse, Parallasse di 61 Cygni, Parallasse di Alfa Centauri, parallasse di Vega, parallasse di Vega con stima preliminare molto simile al valore attuale, prima misura ufficiale della parallasse astronomica, progetto Bessel, Scoperta attribuita a Bessel nel 1828, Stellarum duplicium et multiplicium mensurae micrometricae, stimare per la prima volta le distanze stellari, Stime ottimistiche dell'incertezza delle misure di Struve e Henderson, Storia dell'Astronomia, struttura a spirale della Via Lattea, Struve e Henderson hanno sottovalutato l’effetto della temperatura sulle misure, telescopio parallattico da 3 piedi, The first stellar parallaxes revisited, Thomas Henderson, tutte e tre le misure erano effettivamente significative, Very Long Baseline Array, VLBA
Dic 11 2020
Una galassia fossile nel cuore della Via Lattea
- Archiviato sotto Astrofisica extragalattica, Astrofisica galattica, Astrometria, Evoluzione galattica, Scontri fra galassie, SDSS, Storia della Via Lattea
Grazie ai dati di Apogee della Sloan Digital Sky Surveys, gli scienziati hanno scoperto una galassia fossile nascosta nel cuore della Via Lattea, chiamata Ercole, le cui stelle rappresentano oggi circa un terzo della massa dell’intero alone della Via Lattea. Le due potrebbero essersi scontrate dieci miliardi di anni fa, quando la nostra galassia era …
- Andrew C Mason, Apache Point Observatory Galactic Evolution Experiment, Apogee, Apogee ha misurato spettri nel NIR di 500mila stelle, Apogee vede attraverso la polvere interstellare del centro della Via Lattea, Carlos Allende Prieto, Collisione Ercole Via lattea primordiale e molto massiccia, composizione chimica e i movimenti di decine di migliaia di stelle, composizioni chimiche e velocità delle stelle misurate dallo strumento Apogee, Danny Horta, Danny Horta-Darrington (Liverpool John Moores University), David Nataf, dieci anni di missione SDSS, difficoltà a caratterizzare le stelle al centro della Galassia perchè nascoste dalla polvere interstellare, Esa / Gaia e Sdss, Evidence from APOGEE for the presence of a major building block of the halo buried in the inner Galaxy, Evoluzione della via lattea, Francesca Fragkoudi, Galassia Ercole, Galassia Ercole un terzo dell’alone sferico della Via Lattea., Galassia fossile, Galassia fossile al centro della Via Lattea, Galassia fossile Ercole 1/3 dell'alone della Via Lattea, J Ted Mackereth, Joel Pfeffer, Jon Holtzman, Karen Masters, Katia Cunha, la nostra galassia si è formata dall’interno verso l’esterno, le galassie si formano attraverso fusioni di galassie più piccole, le prime fusioni sono al centro della via lattea, Liverpool John Moores University, LJMU, luce del vicino infrarosso, luce visibile, Mathias Schultheis, MEDIA INAF, Milky Way Mapper, MNRAS, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Nasa / Jpl-Caltech e Sdss, posizione di Ercole nel profondo della Via Lattea, posizione e storia della galassia Ercole, quarta fase della Sdss, quinta fase dell’Sdss, Ricardo P Schiavon, Ricardo Schiavon, Robert W O’Connell, Scontri fra galassie, Scontro fra Ercole e Via Lattea 10 miliardi di anni fa, SDSS, Sdss-IV, Separazione stelle di Ercole da quelle della Via Lattea, Shobhit Kisku, Sloan Digital Sky Surveys, spettri di stelle nel vicino infrarosso, stelle insolite nel cuore densamente popolato della Via Lattea, Sten Hasselquist, Steven R Majewski, Su 10mila stelle poche centinaia avevano composizioni chimiche e velocità sorprendentemente diverse, Verne V Smith, Via Lattea vista dall’alto
Dic 06 2020
Quelle stelle troppo antiche per il disco galattico
- Archiviato sotto Astrofisica galattica, Evoluzione galattica, Evoluzione stellare, Fisica stellare, GAIA, Operativi, Spacecraft, Stelle di popolazione II
Una ricerca condotta da un team internazionali di astronomi ha scoperto una popolazione molto antica di stelle in orbita nel disco della Via Lattea, una regione nella quale non si pensava potessero esistere, spingendo a ripensare alle attuali teorie di formazione ed evoluzione della nostra galassia. Il primo autore dello studio, pubblicato su Mnras, è …
- A D Mackey, A F Marino, A Frebel, A M Amarsi, A R Casey, alone galattico, Aumento del campione di stelle antiche nel disco galattico, Australian National University, B P Schmidt, bracci della spirale, Brian Schmidt, Bulge galattico, Consiglio europeo della ricerca, D Yong, Disco galattico, Exploring the Galaxy’s halo and very metal-weak thick disk with SkyMapper and Gaia DR2, formazione ed evoluzione delle galassie, G Cordoni, G S Da Costa, GAIA, Galassie a spirale, Galfor, Giacomo Cordoni, Il disco si sarebbe formato solamente in un’epoca successiva, ipotesi di formazione della Via Lattea, J E Norris, K Lind, le stelle con bassissimo contenuto di metalli sono molto antiche, M Asplund, M S Bessell, MEDIA INAF, Metalli sintetizzati nelle stelle di II generazione, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, nelle prime fasi si siano formati il bulge galattico e l’alone galattico, P Milone, popolazione di stelle molto antiche in una regione nella quale non si aspettavano di trovarne, Premio Nobel per la Fisica 2011, Revisione dei modelli di formazione ed evoluzione galattica, S J Murphy, S Monty, si aspettava che le stelle più antiche si trovassero nel bulge galattico o nell’alone galattico ma non nel disco, SkyMapper, SkyMapper survey for Extremely Metal-Poor stars, Smss j232121.57-160505.4, Stella di popolazione II nel disco galattico, Stelle antiche allineate al disco galattico con orbite circolari, Stelle antiche nel disco galattico, Stelle antiche sul piano galattico, Stelle di popolazione I solitamente sul piano galattico, Stelle di popolazione II, Stelle di popolazione II con orbite simili a quelle del Sole, Stelle di popolazione II derivate dalle stelle primordiali (di popolazione III), Stelle di popolazione II solitamente nel bulge e alone galattico, stelle orbitanti intorno al centro galattico, Stelle povere di metalli, T Nordlander, T Xylakis-Dornbusch, Trovate stelle di popolazione II orbitanti intorno al centro galattico, Università di Padova, Via Lattea, X D Gao
Dic 03 2020
Nel cuore rovente della fornace cosmica
- Archiviato sotto Ammassi di galassie, Astrofisica extragalattica, Astronautica, Telescopi spaziali, XMM-Newton
Tre telescopi per un ammasso. Lui è Hsc J023336-053022, e per tracciarne tutte le proprietà è stato osservato in ottico, X e radio da Subaru, Xmm-Newton e dal radiotelescopio del Green Bank. I risultati combinati mostrano processi estremi che portano i gas al centro dell’ammasso a temperature di centinaia di milioni di gradi. Fra gli …
- 4 Gal, 40 milioni di gradi, Active gas features in three HSC-SSP CAMIRA clusters revealed by high angular resolution analysis of MUSTANG-2 SZE and XXL X-ray observations, agglomerati di materia oscura, Ammassi di galassie, ammasso di galassie, arancione rappresenta le singole galassie, Astrofisica ai raggi X, Astrofisica delle alte energie, astrofisica radio, Atsushi J Nishizawa, Atsushi Yoshida, Ayaka Honda, Brian S Mason, Cathy Horellou, Charles E Romero, Chong Yang, Craig Sarazin, distribuzione della materia oscura, Dominique Eckert, Elinor Medezinski, ESA/XMM-Newton, Fabio Gastaldello, Florian Pacaud, Fornace cosmica, gas al centro dell’ammasso, Gbt Green Bank Observatory / National Science Foundation (Nsf); Optical: Subaru Telescope, green bank telescope, Hiroki Akamatsu, Hsc J023336-053022, I-Non Chiu, IASF MI, Ikuyuki Mitsuishi, John A ZuHone, Jonathan Sievers, Kai-Yang Lin, Keigo Tanaka, Keiichi Umetsu, Kotaro Kohno, lensing debole, Marguerite Pierre, Mark Birkinshaw, Mark Devlin, Masamune Oguri, Mauro Sereno, MEDIA INAF, MNRAS, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Naomi Ota, National Astronomical Observatory of Japan / Hsc-Ssp collaboration; X-ray: European Space Agency (Esa) / Xmm-Newton/Xxl survey consortium, Nobuhiro Okabe, OAS Bologna, onde d’urto di due sub-ammassi, Radiotelescopio green bank, regioni centrali negli ammassi di galassie, riscaldamento da shock, rosso gas rarefatto in banda radio, Ryoichi Yamamoto, Sara Stanchfield, Satoshi Miyazaki, Simon Dicker, sub-ammassi di galassie, Subaru, survey Hsc, survey XXL, telescopio ottico giapponese Subaru, temperatura 25 volte più elevata di quella del nucleo del Sole., temperature di centinaia di milioni di gradi, Tetsu Kitayama, Tony Mroczkowski, Università di Hiroshima, verde gas caldo più denso osservato ai raggi X, Vernesa Smolčić, Xlssc 105, XMM-Newton, Xxl: censimento cosmico ancora più smisurato, Yen-Ting Lin
Dic 02 2019
Scoperta la “talpa” dei cunicoli di reionizzazione | MEDIA INAF
- Archiviato sotto Ammassi aperti, Ammassi stellari primordiali, Cosmologia, Fisica stellare, HST, Origine degli Ammassi e Superammassi galattici, Stelle primordiali
Porta la firma di un gruppo a guida italiana – guidato da Eros Vanzella dell’Inaf di Bologna – l’articolo che inchioda il “colpevole” delle cavità di gas ionizzate osservate, grazie all’effetto di lensing gravitazionale, nella galassia Sunburst, a 11 miliardi di anni luce da noi: a scavarli è stato un ammasso stellare. Il più antico …
- 11 miliardi di anni luce, ammaso stellare responsabile di cunicoli di reionizzazione, ammassi stellari, ammassi stellari a redshift elevato, ammassi stellari primordiali, ammasso di galassie sulla linea di vista, ammasso stellare a distanza cosmologica, ammasso stellare di 1 milione di masse solari, ammasso stellare di 60 anni luce, ammasso stellare più distante, ammasso stellare piu' lontano, canali nel gas neutro, canali reionizzanti, cunicoli di reionizzazione, cunicoli ionizzati, dettagli di galassie lontane per effetto delle lenti gravitazionali, E. Vanzella, E>13.6 eV, effetto amplificante della lente gravitazionale, Epoca della reionizzazione, Eros Vanzella, ESO VLT, fine delle dark ages, fotoni ionizzanti, fuoriuscita di fotoni ad alta energia, HST, Hubble, Inaf, insieme di qualche milione di stelle, ionizzazione dovuta ad ammassi stellari primordiali, Ipoenk Graphic/Flickr, Lontana galassia con lente gravitazionale, M. Malaspina/Media Inaf, MEDIA INAF, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, MUSE, OABo, OAS Bologna, reionizzazione, replica di una galassia 12 volte con lente gravitazionale, Science, stelle giovani e massicce, Sunburst Arc, Very Large Telescope, X-Shooter
Dic 02 2019
Quando un singolo Sole non basta | MEDIA INAF
- Archiviato sotto Astronautica, Esopianeti intorno a sistemi stellari, Esopianeti relitti, Fisica stellare, GAIA, Operativi, Pianeti extrasolari, Spacecraft, Stelle doppie
Basandosi sui dati della seconda release del telescopio spaziale Gaia dell’Esa, Markus Mugrauer dell’Università di Jena (Germania) ha analizzato un campione di oltre 200 sistemi planetari con due, tre, e perfino quattro stelle. I risultati sono pubblicati su Mnras .entry-header Rappresentazione artistica dei tre soli che illuminano il cielo dell’esopianeta a noi più vicino: Proxima …
- 172 sistemi multipli con esopianeti, 200 anni luce, 200 sistemi planetari con stelle multiple, 27 sistemi tripli con esopianeti, 500 parsec, Agenzia spaziale europea, attrazione della materia del disco di accrescimento da parte di stelle compagne, collassi gravitazionali, compresenza di nane bianche ed esopianeti, differenza fra sistemi planetari intorno a stelle multiple con sistemi intorno a stelle singole, ESA, Eso/M. Kornmesse, esopianeti intorno a sistemi stellari, Esopianeti intorno a stelle doppie, esopianeti orbitanti intorno a nane bianche, esopianeti relitti, GAIA, Hip116454, influenza della formazione di un sistema planetario intorno a un sistema multiplo, influenza di diverse stelle in un sistema stellare interrompe il processo di formazione del pianeta, influssi gravitazionali estremamente violenti e negativi per le orbite planetarie, mappa 3D della Galassia, Markus Mugrauer, MEDIA INAF, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, morte di una nana gialla, Mugrauer, nane bianche compagne, nane rosse compagne, PanSTARSS, pianeti extrasolari, Proxima centauri b, ricerca di stelle compagne in sistemi extrasolari, SDSS, Seconda release di Gaia, sistemi binari a 10K UA, sistemi binari stretti a 20 UA, sistemi multipli di stelle contenenti esopianeti, sistemi stellari multipli, sopravvivenza d esopianeti alla stella, stelle compagne, stelle compagne piccole e fredde, un pianeta può sopravvivere alla fine di una stella, un sistema quadruplo con esopianeti, Università di Jena, Università Friedrich Schiller di Jena
Ago 19 2019
Onde radio dal pianeta estinto | MEDIA INAF
- Archiviato sotto Esopianeti relitti, Fisica stellare, Nane bianche, Pianeti extrasolari
Uno studio su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society descrive le caratteristiche ottimali per cercare residui planetari in orbita attorno a nane bianche captando l’emissione radio prodotta dal sistema. Emissione che può perdurare fino a un miliardo di anni dopo la fine del pianeta. .entry-header Rappresentazione artistica di un frammento planetario mentre orbita attorno …
- Alexander Wolszczan, circuito induttore unipolare, come finirà per evolversi il Sistema solare, Dimitri Veras, emissione di onde radio da un induttore unipolare, emissioni radio di pianeti, frammento planetario, grande pianeta attorno a una nana bianca, grande pianeta attraverso la sola analisi di un segnale magnetico, MEDIA INAF, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Nana bianca, nane bianche con un campo magnetico non troppo intenso, nuclei planetari in orbite comprese fra i tre raggi solari e la distanza Sole-Mercurio, nucleo metallico in orbita, nucleo residuo di un grande pianeta, Onde radio, Pennsylvania State University, Pianeta estinto, planetesimi intorno a nane bianche, relitti pianetari, Relitti planetari intorno a una nana bianca, Sdss J122859.93+104032.9, un miliardo di anni dopo la fine del pianeta, University of Warwick, University of Warwick/Mark Garlick
Dic 05 2018
Galassia per caso | MEDIA INAF
- Archiviato sotto Astrofisica extragalattica, Astrofisica galattica, Astrometria, Astronautica, Candele standard, GAIA, Galassie nane, Galassie satellite, Operativi, Spacecraft
La misura della distanza delle RR Lyrae all’origine della scoperta di Antlia 2 – la “galassia fantasma” della quale abbiamo scritto la settimana scorsa su Media Inaf, conteneva un errore – un ‘più’ al posto di un ‘meno’ – senza il quale è probabile che la galassia sarebbe passata inosservata. Ne parliamo con Gisella Clementini …
- 80 Kparsec, Antlia 2, Astrometria, blue horizontal branch stars, Candele standard, DECam, Distanza ddelle RR Lyrae errata, ESA, Gabriel Torrealba, GAIA, Galassia fantasma, Galassia nana, galassia satellite, Galassia scoperta per caso, Gisella Clementini, Grande nube di Magellano, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, OABo, OAC, oggetti tipo RR Lyrae di magnitudine 21, Preprint, RR Lyrae, ultra diffuse galaxy, università di Cambridge, Vasily Belokurov, Vincenzo Ripepi
Ott 19 2018
Pristine, stella incredibilmente vetusta | MEDIA INAF
- Archiviato sotto Astrofisica galattica, Evoluzione galattica, Evoluzione stellare, Fisica stellare
.entry-header La stella Pristine 221.8781+9.7844, povera di metalli, e i suoi dintorni. Crediti: N. Martin, Decals survey e Aladin Per studiare la giovinezza dell’universo, gli astronomi possono cercare e osservare stelle e galassie la cui luce ci arriva da molto distante, mostrandocele come erano miliardi di anni fa. Oppure, possono guardare nel nostro quartiere, la …
- ’Instituto de Astrofísica de Canarias, ’Isaac Newton Group a La Palma, American Institute of Physics (AIP), archeologia galattica, Canada-France-Hawaii Telescope, David Aguado, Elementi trans-elici, Else Starkenburg, ESO VLT, Leibniz Institute for Astrophysics di Potsdam, MEDIA INAF, Metalli dal punto di vista astronomico, Metallicità dell'ordine di 10E-6 - 10E-7, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Nicolas Martin, Pristine, Pristine 221.8781+9.7844, Pristine survey, Spettri abbondanti di linee dell'Idrogeno, spettro di Pristine, Stelle a bassissima metallicita', Stelle a H e He, stelle di differenti generazioni, Stelle di prima generazione, Stelle incontaminate, stelle longeve e di bassa massa, Stelle povere di Carbonio, Stelle vecchie, Stelle vecchie galattiche, Università di Strasburgo, universo primordiale, Via Lattea
















