Il cielo di novembre 2022

Con il cambiamento dell’orario da ora legale a ora solare e dall’accorciarsi delle giornate ci si può sentire un po’ più tristi ma noi osservatori del cielo avremo più ore buio e più possibilità di goderci i cieli stellati che questa stagione ci propone.

A novembre il cielo invernale inizia a mostrarsi in tutta la sua bellezza. L’eclittica inizierà ad essere più alta sull’orizzonte permettendo alla Luna e ai pianeti visibili di essere più facilmente osservabili alti nel cielo. E quindi in questo mese potremo iniziare a prendere confidenza con le costellazioni del Toro e dell’Auriga e a seguire con il maestoso Orione. Le vedremo sorgere ad est appena dopo il tramonto e culminare a sud intorno all’una di notte. In questo periodo la costellazione del toro è abbagliata da Marte che avvicinandosi alla sua opposizione sarà visibile per tutta la notte e per tutto il mese. Seguite Marte notte dopo notte nel suo lento cammino dalle corna verso la testa del toro formata dall’ammasso delle Pleiadi e dal suo occhio Aldebaran. Confrontando Marte con Aldebaran, entrambi arancioni, noterete come la luce del pianeta, sebbene più intensa, sia più ferma, meno luccicante. Questa è proprio il modo, oltre al suo spostamento rispetto alle stelle, di riconoscere un pianeta in cielo. Marte nei primi giorni del mese si troverà vicino ad uno degli oggetti più importanti ed interessanti del cielo boreale.
La nebulosa del granchio o M1, il primo oggetto catalogato dall’astronomo Messier nel 1774. Visibile anche con un modesto telescopio amatoriale, la Crab come viene amichevolmente ed internazionalmente chiamata, è un resto di supernova scoppiata il 4 luglio del 1054 come riportato dalle testimonianze scritte degli astronomi cinesi della dinastia Song. M1 è l’oggetto del cielo più studiato con osservazioni dalle onde radio ai raggi gamma ed è considerato un calibratore per le osservazioni emettendo un segnale ben conosciuto e studiato anche in polarizzazione. La sua stella di origine ora è una pulsar con un diametro di soli 20Km circa ed una massa simile alla quella solare e ruota a 30 giri al secondo sembra proprio una trottola celeste. Sempre nella costellazione del toro ma questa volta alla destra di Aldebaran, in ottima posizione per essere osservato, possiamo trovare l’ammasso delle Pleiadi. Le sette sorelle (così tante se ne vedono di stelle per chi ha buona vista e buoni cieli) sono uno spettacolare ammasso aperto splendido da osservare con un binocolo o un telescopio a bassi ingrandimenti ed affascinate ad occhio nudo e spesso scambiato per il piccolo carro. Tanto affasciante da essere molto probabilmente stato incastonato come raggruppamento di stelle nella più antica mappa celeste mai ritrovata. Il disco di Nebra, manufatto risalente tra il tra il 2000 e il 1700 a.C. e con una storia del suo ritrovamento clandestino degna del miglio film di Indiana Jones. Il disco racchiude ancora affascinanti misteri sul suo utilizzo antico ma sicuramente possiamo dire che a differenza di quello che credevano i tombaroli che l’hanno trovato, esso non è uno scudo da battaglia ma uno strumento per utilizzo astronomico. Che bello sarebbe se tutti i manufatti bellici si trasformassero in mappe ed oggetti celesti da usare per abbellire la nostra vita! Oggi il disco di Nebra non è più oggetto di scambi clandestini ma è custodito nel museo di Halle, in Sassonia-Anhalt. Se vi capita fateci un salto e pensate alle Pleiadi!
La costellazione dell’Auriga, il grosso esagono irregolare a nord della costellazione del toro con il quale condivide la stella Elnath, è un contenitore di ammassi stellari. Messier ne ha catalogati ben tre, M36, M37 ed M38. La stella più brillante dell’Auriga è Capella, un sistema di quattro stelle la cui luminosità totale è di poco inferiore a quella di Vega. Ma c’è una stella ancora più particolare in questa costellazione: Epsilon Aurigae una delle stelle più strane che si conosca. È una variabile ad eclisse la cui luminosità varia in un periodo poco più lungo di 27 anni a causa di un disco sottile di polveri che orbita intorno alla stella. Questo disco si troverebbe quasi di taglio rispetto al piano su cui si trovano la stella e la Terra. Un allineamento assolutamente eccezionale che rende (per ora) unica questa stella. Di Orione ce ne occuperemo prossimamente.
Cassiopea e Perseo sono sempre alte nel cielo mentre inizia a farsi vedere la costellazione dei Gemelli.

Diamo ora uno sguardo al calendario lunare. In questo mese avremo la possibilitá di vedere due volte il quarto di Luna: infatti, la Luna sarà primo quarto il 1 novembre, Luna piena l’8 novembre, Ultimo quarto il 16 novembre, Luna nuova il 23 novembre per poi ritornare al primo quarto il 30 novembre. Osservate, prendete nota, disegnando la sua fase al passare dei giorni. Cosí possiamo effettivamente accorgerci che il periodo medio sinodico della Luna (ossia l’intervallo fra due fasi lunari) ha una durata di circa 29 giorni e mezzo.

Da segnalare, ma visibile prima dell’alba, l’attraversamento del pianeta nano (1) Ceres in mezzo alle tre galassie nella costellazione del Leone: M65, M66 e la Galassia Hamburger, NGC 3628, la più debole delle tre. Il passaggio avviene fra il 5 e l’8 novembre com migliore posizione il 7 novembre verso le 3 del mattino.

Mercurio (Mag.: -0.9 a fine mese) in congiunzione solare superiore l’8 del mese – si troverà in posizione sfavorevole l’osservazione. Verso la fine del mese sarà visibile al tramonto.

Venere (Mag.: -3.9 a fine mese) appena uscito dalla congiunzione solare il 22 del mese scorso, si troverà ancora troppo vicino al Sole per poter essere osservato nel mese di novembre. Nei mesi successivi inizierà ad essere visibile dopo il tramonto.

Marte (mag.: -1.5, dimensione apparente: 16.5”) sarà visibile per gran parte della notte. La sua dimensione angolare è in crescita, fino alla prossima opposizione prevista l’8 Dicembre, quando – per confronto – la dimensione apparente raggiungerà i 17”. A metà mese raggiungerà il transito al meridiano intorno alle 2:20 del mattino, a un’altezza di quasi 70° sull’orizzonte sud.

Giove (Mag.: -2.7, dimensione apparente: 45.7”) sorge a metà mese intorno alle 14:50, culmina intorno alle 20:40 (45° altitudine circa) e tramonta intorno alle 2:40 del mattino. L’elevazione – quest’anno – è particolarmente favorevole rispetto agli anni precedenti. Giove è uscito dall’opposizione il 26 settembre scorso: è – quindi – ancora discretamente piazzato per l’osservazione o la fotografia, anche se ormai in allontanamento.

Saturno (Mag.: +0.7, dimensione apparente: 16.8”) in opposizione il 14 di agosto scorso, può ancora essere osservato di sera. Sorge a metà mese intorno alle 13:20, transita in meridiano alle 18:10 e tramont subito dopo le 23:00. La sua dimensione angolare diminuirà fino alla congiunzione solare di metà febbraio 2023. Per chi volesse osservarlo, consigliamo di sfruttare questa ultima finestra di visibilità anche se dalle nostre latitudini l’altitudine non sarà ottimale (intorno ai 30°). La visibilità del polo sud del pianeta aumenterà ancora fino al 2025.

Urano (Mag.: +5.6, dimensione apparente: 3.8”) in opposizione l’ 8 di novembre, sarà visibile quindi per tutta la notte,. A metà mese sorge intorno alle 17:00, transita al meridiano (a circa 60° di altitudine) intorno a mezzanotte, e tramonta intorno alle 7:30 del mattino. Questo è il momento migliore per osservarlo. Ricordiamo che – in ogni caso – Urano non può essere osservato a occhio nudo, ma almeno con un potente binocolo o un modesto telescopio.

Nettuno (Mag.: +7.9, dimensione apparente: 2.3”) in opposizione il 17 settembre scorso, quindi ancora ben osservabile. A metà novembre sorge intorno alle 14:30, transita al meridiano intorno alle 20:20 e tramonta intorno alle 2:10 di notte. Al transito raggiungerà un’altitudine di circa 40°. Anche Nettuno – in ogni caso – non è visibile a occhio nudo, ma solo con ragguardevoli telescopi, ed é peraltro di difficile individuazione, fra le deboli stelle dell’Acquario.

Il 5 novembre c’é una congiunzione fra Luna e Giove: la Luna si troverà 2°.5′ sotto Giove, che risplenderà con una magnitudine di 2,6.

Segnaliamo che l’8 novembre ci sarà una eclisse totale di Luna ma purtroppo sarà invisibile dall’Italia: sarà invece visibile tutta la notte sulle coste del pacifico e sull’oceano stesso, con centro a ovest delle hawaii e a nord dell’atollo Johnston. Al tramonto della Luna é visibile in Islanda, Norvegia, Brasile e Argentina (costa atlantica) al sorgere della Luna in Svezia, Finlandia, Russia europea, Georgia, Armenia, Azebergian, Iran e Oman.

Il 9 di novembre Urano sarà in opposizione, e quindi visibile in cielo con un telescopio per tutta la notte nella costellazione dell’Ariete.

L’11 novembre invece ci sarà una congiunzione fra Marte e la Luna, anch’essa visibile tutta la notte, con la Luna che ha iniziato la sua fase calante.
Ed infine il 29 la congiunzione sarà fra la Luna e Saturno, con la Luna che passerà all’incirca a 4 ° da Saturno, visibile da dopo il tramonto tramonto fino alle’incirca alle9 di sera.

Giove darà ancora spettacolo con particolari configurazioni dei suoi satelliti galileiani visibili anche con un modesto telescopio. Fra il 2 e il 3 novembre si potrà osservare un passaggio doppio delle ombre di Ganimede e Europa sul disco del pianeta. A partire dalle 21:40 ora locale si potrà osservare il passaggio dei due satelliti, seguiti dalle loro ombre, fino allo scomparire del pianeta sotto l’orizzonte.
Il 27 novembre l’ombra di Europa sarà visibile a partire dalle 20:40 fino a circa le 23.
Altri due fenomeni saranno difficili da osservare per la sretta vicinanza di Giove con l’orizzonte.
Precisamente il 9 novembre alle 23:50 Ganimede e Europa attraverseranno il disco del pianeta, e quest’ultimo prioetterà l sua ombra su Giove.
Mentre il 18 novembre Callisto dalle 23:30 potrà esser visto attraversare vicino al lembo nord di Giove.

E per finire il 17 novembre vi sarà il picco dello sciame meteorico delle Leonidi. Non ci sarà una grande frequenza di “stelle cadenti“, sia per la posizione in cielo poco favorevole, che per la Luna che un pò disturberà, e anche perché lo sciame delle Leonidi aumenta di frequenza ogni 33 anni, e il prossimo aumento é previsto per il 2032-2033. Ma se vediamo una “stella cadente” esprimiamo un desiderio, non si sa mai!

[…] E per novembre è tutto, buone osservazioni e speriamo più che altro di non finire come le Pleiadi… belle si, indubbiamente… ma morte di dolore per le sventure del proprio padre Atlante e poi trasformate in stelle!

A cura di Fabrizio Villa

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