Il cielo di settembre 2016 – INAF TV

Per ammirarla in tutta la sua bellezza c’è bisogno di un buon telescopio, ma già con un binocolo sufficientemente potente, sotto un cielo buio e lontani dalle luci delle città, potrete individuarne il suo debole chiarore. Stiamo parlando della nebulosa Aquila, anche conosciuta come M 16, che si trova a circa 7000 anni luce da noi, in direzione della costellazione del Serpente, visibile nel cielo di settembre già dalle prime ore della notte, verso sud ovest. Le più spettacolari immagini di questa regione ricca di idrogeno ionizzato e in cui è presente un ammasso aperto di giovani stelle ce le ha regalate il telescopio spaziale Hubble. Nelle riprese che stanno scorrendo, sono visibili con un incredibile livello di dettaglio alcuni particolari della nebulosa, che sono stati ribattezzati i Pilastri della creazione: tre strutture composte da gas e polveri addensate, le cui forme così peculiari sono state modellate dall’azione del vento stellare delle giovani stelle giganti presenti nel vicino ammasso. All’interno dei pilastri sono stati individuati quelli che potrebbero essere gli embrioni di nuove stelle che stanno per accendersi.
Lasciando M16 e continuando ad esplorare il cielo serale di settembre, troviamo, verso sud, il Pegaso, l’Acquario e il Capricorno. Più in alto il cavallino, il delfino e l’aquila. Verso lo Zenit troviamo il Cigno. Spostandoci verso Ovest incontriamo l’aquila e ancora oltre, attorno alla costellazione di ercole, l’ofiuco, il serpente, la lira, la corona boreale. In direzione del nord, attorno all’orsa minore troviamo il drago, cefeo, cassiopea, la giraffa e bassa sull’orizzonte l’orsa maggiore. Ad est infine salgono Perseo, l’ariete, il triangolo, andromeda e i pesci, mentre basse sull’orizzonte tornano a comparire le costellazioni dell’Auriga e, più avanti nella notte, del Toro.
Per quanto riguarda i pianeti, Mercurio è in congiunzione con il Sole il 13 settembre e tornerà ad essere visibile al mattino verso est negli ultimi giorni del mese. Il giorno migliore per osservarlo sarà all’alba del 28, quando sorgerà un’ora e mezza prima del Sole. Venere è sempre molto basso al crepuscolo sull’orizzonte occidentale, e visibile solo per poco più di un’ora prima di tramontare. Marte e Saturno hanno posizioni e visibilità circa simili per tutto il mese. Compaiono già piuttosto bassi la sera verso sud, per tramontare alle prime ore della notte a sud ovest. La loro visibilità si riduce progressivamente con il trascorrere dei giorni.
Giove infine continua il suo avvicinamento apparente al Sole, col quale sarà in congiunzione il 26. Dunque per questo mese sarà praticamente impossibile osservarlo.
Ricordiamo questo mese alcune congiunzioni della Luna, che sarà nuova l’1 e piena il 16: con Saturno la sera dell’8, con Marte la sera seguente, ovvero il 9. La mattina del 29 una sottile falce di Luna si troverà vicina a Mercurio, bassa tra le luci dell’alba verso est. Il 16 settembre si verificherà un’elcissi di Luna di sola penombra, che sarà visibile in prossimità del massimo, qualche minuto prima delle 21 e fino al termine, a ridosso delle 23. Non sarà però un fenomeno spettacolare: la diminuzione di luminosità del disco lunare sarà davvero minima e difficile da percepire ad occhio nudo. Infine con l’equinozio d’autunno, il 22 si conclude, almeno dal punto di vista astronomico, l’estate: in quel giorno la durata del dì risulta uguale a quella della notte.

A cura di Marco Galliani – Media INAF


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