{"id":1,"date":"2015-04-20T14:16:47","date_gmt":"2015-04-20T14:16:47","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=1"},"modified":"2015-04-23T18:05:08","modified_gmt":"2015-04-23T16:05:08","slug":"ciao-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=1","title":{"rendered":"Appello per la riduzione e il contenimento dell\u2019inquinamento luminoso in Italia"},"content":{"rendered":"<h2><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/cielobuiobanner.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-24\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/cielobuiobanner.jpg\" alt=\"cielobuiobanner\" width=\"515\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/cielobuiobanner.jpg 734w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/cielobuiobanner-300x80.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 515px) 100vw, 515px\" \/><\/a><strong><em>Da <a href=\"http:\/\/cielobuio.org\/\" target=\"_blank\">cielobuio.org<\/a><\/em><\/strong><\/h2>\n<h2><span style=\"color: #cc0000;\"><strong>1. Principali conseguenze dell\u2019inquinamento luminoso<\/strong><\/span><\/h2>\n<h4><strong><span style=\"color: #aa0000;\">1.1 &#8211; Biodiversit\u00e0 ed ecosistemi<\/span><\/strong><\/h4>\n<p>La luce \u00e8 un fattore ecologico primario: condiziona la presenza e la distribuzione degli organismi viventi e ha fortemente contribuito a plasmarne l\u2019evoluzione.<br \/>\nDurante la notte, in condizioni naturali, la luminosit\u00e0 varia fra livelli di circa 5&#215;10-5 lux (con cielo coperto) e circa 0,1-0,3 lux (cielo sereno e con luna piena). La diffusione dell\u2019illuminazione elettrica, nel corso dell\u2019ultimo secolo, ha cambiato radicalmente tale scenario: su vasta parte del territorio questi valori sono oggi superati di vari ordini di grandezza.<br \/>\nI prati ai lati di una strada illuminata hanno illuminamenti centinaia di migliaia di volte maggiori rispetto alle normali condizioni di una notte naturalmente buia.<\/p>\n<p>Gli effetti ecologici dell\u2019inquinamento luminoso solo recentemente hanno cominciato ad essere oggetto di ricerca; ciononostante, bench\u00e9 ancora limitati, gli studi sull\u2019argomento attestano la rilevanza del fenomeno.<br \/>\nTaluni aspetti sono eclatanti, come l\u2019attrazione verso le fonti di luce artificiale.<br \/>\nPer citare solo alcuni esempi, si pensi agli insetti attirati dai lampioni, dove finiscono per morire: ustionati, intrappolati, a seguito di perdita di energie o di predazione (quest\u2019ultima facilitata da alterazioni comportamentali che si manifestano proprio a causa dell\u2019illuminazione), oppure si considerino i fenomeni di dirottamento e collisione di stormi di uccelli in migrazione contro fari e alti edifici illuminati, in alcuni casi responsabili della perdita di migliaia di esemplari in una sola notte, o, ancora, gli effetti sulla riproduzione delle tartarughe marine, i cui piccoli, dopo la schiusa, anzich\u00e9 dirigersi verso il mare come hanno fatto per milioni di anni, guidati dal debole chiarore dovuto alla riflessione del cielo notturno, vengono fatalmente tratti in inganno dalla soverchiante luce degli insediamenti umani costieri.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto opposto, la repulsione dalle fonti luminose, \u00e8 meno evidente, ma non per questo meno grave: molti vertebrati e invertebrati percepiscono le luci come barriere, che riducono l\u2019ambiente a loro disposizione e ne limitano le possibilit\u00e0 di spostamento; per molte specie ci\u00f2 equivale a un aggravamento delle condizioni di frammentazione ambientale che ne minacciano la sopravvivenza.<br \/>\nAltri aspetti, pi\u00f9 complessi per la molteplicit\u00e0 di interazioni attraverso cui si manifestano e ancora scarsamente conosciuti, devono essere presi in considerazione in relazione alla loro potenziale gravit\u00e0 e al principio di precauzione: le variazioni della luminosit\u00e0 dell\u2019ambiente naturale che si registrano durante le 24 ore e le progressive variazioni della durata relativa del d\u00ec e della notte nel corso dell\u2019anno rappresentano le informazioni pi\u00f9 importanti per la sincronizzazione degli orologi biologici degli organismi viventi con l\u2019ambiente esterno.<br \/>\nSi pu\u00f2 conseguentemente ipotizzare che le variazioni artificiali della luminosit\u00e0 interferiscano con tali processi di regolazione, determinando alterazioni nelle funzioni controllate (ad esempio, negli animali: secrezione ormonale, alternanza sonno\/veglia, ciclo riproduttivo, mute, letargo, migrazioni, assunzione di cibo e accumulo di riserve lipidiche; nei vegetali: germinazione dei semi, crescita, fioritura, fruttificazione, caduta delle foglie, dormienza delle gemme, ecc.).<br \/>\nGli effetti di variazioni apparentemente minuscole possono avere conseguenze a lungo termine, condizionando l\u2019evoluzione: recentemente \u00e8 stato dimostrato, ad esempio, come un\u2019anticipazione di pochi minuti dell\u2019attivit\u00e0 di canto a causa dell\u2019illuminazione artificiale possa interferire negli uccelli coi processi naturali di selezione sessuale.<\/p>\n<p>In generale, la portata delle conseguenze dell\u2019inquinamento luminoso va dalla sfera dell\u2019individuo e della specie a quelle delle comunit\u00e0 (alterazione dei rapporti fra specie, quali competizione, predazione e parassitismo) e degli ecosistemi (alterazione delle reti alimentari e degli equilibri ecologici).<br \/>\nInteressa gli ambienti terrestri come quelli acquatici; per fare un esempio relativo a questi ultimi: \u00e8 stato dimostrato che la luce artificiale intorno ai laghi pu\u00f2 impedire la migrazione verticale notturna dello zooplancton, determinando presumibilmente conseguenze a cascata sulle reti alimentari di tali ecosistemi.<\/p>\n<p>La conservazione della biodiversit\u00e0 e degli ambienti naturali rappresenta un interesse riconosciuto della comunit\u00e0 nazionale e internazionale e, al riguardo, merita ricordare che le perdite di biodiversit\u00e0 e le alterazioni ecosistemiche possono avere anche importanti ripercussioni economiche.<br \/>\nA titolo d\u2019esempio, si cita un dato relativo ai chirotteri (pipistrelli), mammiferi particolarmente esposti alle conseguenze dell\u2019inquinamento luminoso a causa delle abitudini notturne: \u00e8 stato calcolato che il valore economico dei chirotteri del Nord America in relazione ai benefici apportati all\u2019agricoltura (riduzione della necessit\u00e0 di trattamenti fitosanitari) \u00e8 compreso fra un minimo di 3,7 e un massimo di 53 miliardi di dollari all\u2019anno, con uno scenario di valutazione considerato pi\u00f9 probabile di 22,9 miliardi di dollari all\u2019anno.<\/p>\n<p>Alcuni riferimenti circa i concetti esposti e per l\u2019approfondimento<\/p>\n<ul>\n<li><em><strong>Boyles J.G., Cryan P.M., McCracken G.F., Kunz T.H., 2011. Economic importance of bats in agriculture. Science, 332: 41-42.<\/strong> <\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fort.usgs.gov\/Products\/Publications\/23069a\/23069a.pdf\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.fort.usgs.gov\/Products\/Publications\/23069a\/23069a.pdf<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Bruce-White C., Shardlow M., 2011. A review of the impact of artificial light on invertebrates. Buglife \u2013 The Invertebrate Conservation Trust. Pp. 32.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.buglife.org.uk\/Resources\/Buglife\/Impact%20of%20artificial%20light%20on%20invertebrates_docx.pdf\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.buglife.org.uk\/Resources\/Buglife\/Impact%20of%20artificial%20light%20on%20invertebrates_docx.pdf<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Davies T.W., Bennie J., gaston K.J., 2012. Street lighting changes the composition of invertebrate communities. Biol. Lett. published online 23 May 2012. Royal Society Pubblishing.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"%20http:\/\/rsbl.royalsocietypublishing.org\/content\/early\/2012\/05\/15\/rsbl.2012.0216.full\" target=\"_blank\"><strong> http:\/\/rsbl.royalsocietypublishing.org\/content\/early\/2012\/05\/15\/rsbl.2012.0216.full<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Kempenaers B, Borgstr\u00f6m P, Lo\u00ebs P., Schlicht E., Valcu M., 2010. Artificial night lighting affects dawn song, extra-pair siring success, and lay date in songbirds. Current Biology, 20: 1735-1739.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"%20http:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0960982210010183\" target=\"_blank\"><strong> http:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0960982210010183<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Perkin E. K., Holker F., Richardson J.S., Sadler J.P., Wolter C., Tockner K., 2011. The influence of artificial light on stream and riparian ecosystems: questions, challenges, and perspectives. Ecosphere, 2(11): 122.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"%20http:\/\/www.esajournals.org\/doi\/pdf\/10.1890\/ES11-00241.1\" target=\"_blank\"><strong> http:\/\/www.esajournals.org\/doi\/pdf\/10.1890\/ES11-00241.1<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Rich C., Longcore T. (Eds.), 2006. Ecological Consequences of Artificial Night Lighting, Island Press, Washington. Pp. 458.<br \/>\n<\/strong><\/em><strong><a href=\"http:\/\/www.urbanwildlands.org\/Resources\/2007LongcoreRichStarLight.pdf\" target=\"_blank\">http:\/\/www.urbanwildlands.org\/Resources\/2007LongcoreRichStarLight.pdf<\/a><\/strong><em><strong><br \/>\n<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>Stone E.L., Jones G., Harris S., 2009. Street lighting disturbs commuting bats. Current Biology, 19 (13): 1123-1127.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"%20http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/19540116\" target=\"_blank\"><strong> http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/19540116<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Stone E.L., Jones G., Harris S., 2012. Conserving energy at a cost to biodiversity? Impacts of LED lighting on bats. Global Change Biology, 18(8): 2458\u20132465.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"%20http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1111\/j.1365-2486.2012.02705.x\/abstract\" target=\"_blank\"><strong> http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1111\/j.1365-2486.2012.02705.x\/abstract<\/strong><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<h4><span style=\"color: #aa0000;\"><strong>1.2 &#8211; Salute umana<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>Anche la specie umana si \u00e8 evoluta in assenza di sorgenti significative di illuminazione artificiale notturna e anch\u2019essa, di conseguenza, si trova a dover fronteggiare la mancanza di adattamento biologico alle condizioni repentinamente mutate con la diffusione dell\u2019illuminazione elettrica.<br \/>\nBench\u00e9 la materia sia relativamente nuova, negli ultimi anni si \u00e8 assistito a una crescente produzione di studi aventi in oggetto le possibili implicazioni patologiche e sociali dell\u2019esposizione alla luce durante la notte.<br \/>\nSi dispone ormai di evidenze consistenti, frutto della ricerca epidemiologica e sperimentale, attestanti la relazione fra l\u2019aumento dell\u2019incidenza del cancro al seno e i livelli di melatonina, un neurormone dalle propriet\u00e0 antiossidanti e oncostatiche la cui produzione e secrezione da parte dell\u2019epifisi \u00e8 soppressa dall\u2019esposizione alla luce nottetempo; la soppressione \u00e8 particolarmente rilevante in caso di esposizione a luce di lunghezza d\u2019onda compresa fra 446 e 477 nm (luce blu, componente spettrale sempre presente nella luce bianca e in particolare in quella bianco-fredda).<\/p>\n<p>Se vari studi hanno accertato l\u2019incremento di questo tipo di cancro nelle donne che effettuano turni lavorativi notturni, pi\u00f9 recentemente sono stati messi in evidenza l\u2019esistenza di una forte correlazione fra i livelli di luminosit\u00e0 notturna nell\u2019ambiente e l\u2019incidenza della malattia nella popolazione complessiva, nonch\u00e9 il fatto che anche l\u2019esposizione alla luce artificiale nelle ore serali ha effetti sulla secrezione di melatonina, riducendola e ritardandola.<\/p>\n<p>Ulteriori studi hanno suggerito possibili relazioni causali fra l\u2019esposizione notturna alla luce e altri tipi di cancro (colon-retto, prostata).<br \/>\nPoich\u00e9 la melatonina, interagendo con ghiandole e organi bersaglio, ha un ruolo importante nel condizionare i ritmi biologici e nella sincronizzazione dell\u2019orologio biologico (i nuclei soprachiasmatici dell\u2019ipotalamo, sede centrale dell\u2019orologio biologico, condizionano la secrezione della melatonina in funzione delle informazioni sulla luminosit\u00e0 ambientale ricevute dalla retina e sono nel contempo condizionati dalla melatonina attraverso recettori di membrana) si sospetta che le interferenze con la sua produzione e secrezione dovute all\u2019esposizione alla luce durante la notte possano concorrere a causare stati patologici di natura assai varia, quali disturbi dell\u2019umore (depressione), insonnia, immunodepressione, malattie cardiache e disordini metabolici (diabete, obesit\u00e0); tali stati patologici potrebbero a loro volta facilitare l\u2019insorgenza di altre malattie, compreso il cancro.<\/p>\n<p>Occorre inoltre considerare la possibilit\u00e0 che l\u2019esposizione notturna alla luce abbia responsabilit\u00e0 nella formazione e proliferazione tumorale e in altre situazioni patologiche attraverso meccanismi alternativi, che non coinvolgono la melatonina.<br \/>\nLa piena comprensione dei rapporti di causa-effetto e delle dinamiche con cui si manifestano le patologie cui si \u00e8 accennato \u00e8 certamente ancora lontana, complicata dal fatto che si tratta prevalentemente di malattie multifattoriali. Necessitano approfondimenti di ricerca su molti aspetti (meccanismi biofisici e fisiologici di fototransduzione, fattori molecolari e fisiologici alla base dei ritmi biologici, conseguenze patologiche associate alle diverse forme di alterazione di tali ritmi, effetti delle terapie, tecniche per ridurre l\u2019impatto della luce ambientale, ecc.), ma il principio di precauzione, considerato quanto sopra riportato, impone che si agisca da subito per minimizzare il possibile rischio connesso all\u2019illuminazione artificiale, limitando la medesima alle effettive necessit\u00e0 e ricorrendo alle tecnologie denotanti minor potenzialit\u00e0 d\u2019impatto (in particolare prediligendo l\u2019uso di lampade che consentano di minimizzare le emissioni di lunghezza d&#8217;onda inferiore a 500 nm).<\/p>\n<p>Alcuni riferimenti circa i concetti esposti e per l\u2019approfondimento<\/p>\n<ul>\n<li><em><strong>Brainard G.C., Hanifin J.P., Greeson J.M., Byrne B., Glickman G., Gerner E., et al., 2001. Action spectrum for melatonin regulation in humans: evidence for a novel circadian photoreceptor. J Neurosci., 21: 6405\u20136412. <\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.jneurosci.org\/content\/21\/16\/6405.long\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.jneurosci.org\/content\/21\/16\/6405.long<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Erren T.C., Reiter R.J., 2009. Light Hygiene: Time to make preventive use of insights&#8211;old and new&#8211;into the nexus of the drug light, melatonin, clocks, chronodisruption and public health. Med Hypotheses, 73(4): 537-541.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"%20http:\/\/www.medical-hypotheses.com\/article\/S0306-9877(09)00416-2\/abstract\" target=\"_blank\"><strong> http:\/\/www.medical-hypotheses.com\/article\/S0306-9877(09)00416-2\/abstract<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Falchi F., Cinzano P., Elvidge C.D., Keith D.M., Haim A., 2011. Limiting the impact of light pollution on human health, environment and stellar visibility. J. Environ. Manage. 92(10): 2714-2722.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"%20http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/21745709\" target=\"_blank\"><strong> http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/21745709<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Fonken L.K., Nelson R.J., 2011. Illuminating the deleterious effects of light at night. F1000 Med Rep. 3: 18.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"%20http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC3169904\/\" target=\"_blank\"><strong> http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC3169904\/<\/strong><\/a><\/li>\n<li><strong><em>Gooley J.J., Chamberlain K., Smith K.A., Khalsa S.B.S., Rajaratnam S.M.W., vanReen E., Zeitzer J.M., Czeisler C.A., Lockey S.W:, 2011.<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/21193540\" target=\"_blank\">http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/21193540<\/a><br \/>\n<\/strong><\/li>\n<li><em><strong>Exposure to room light before bedtime suppresses melatonin onset and shortens melatonin duration in humans. The Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism, Mar 96(3): E463-72.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"%20http:\/\/jcem.endojournals.org\/content\/96\/3\/E463.long\" target=\"_blank\"><strong> http:\/\/jcem.endojournals.org\/content\/96\/3\/E463.long<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Kloog I., Haim A., Stevens R.G., Portnov B.A., 2009. Global co\u2010distribution of light at night (LAN) and cancers of prostate, colon, and lung in men. Chronobiol. Int. 2009 Jan; 26(1): 108-125.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"%20http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/19142761\" target=\"_blank\"><strong> http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/19142761<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Kloog I., Stevens R.G., Haim A., Portnov B.A., 2010. Nighttime light level co-distributes with breast cancer incidence worldwide. Cancer Causes Control, 21: 2059-68. <\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/20680434\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/20680434<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Navara K.J., Nelson R.J., 2007. The dark side of light at night: physiological, epidemiological and ecological consequences. J. Pineal Res., 43: 215-224. <\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1111\/j.1600-079X.2007.00473.x\/full\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1111\/j.1600-079X.2007.00473.x\/full<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Pauley S.M., 2004. Lighting for the human circadian clock: recent research indicates that lighting has become a public health issue. Medical Hypotheses, 63: 588-596.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/15325001\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/15325001<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Schernhammer E.S., Laden F., Speizer F.K., Willett W.C., Hunter D.J., Kawachi I., Fuchs C.S., Colditz G.A., 2003. Night-Shift Work and Risk of Colorectal Cancer in the Nurses\u2019 Health Study. Journal of the National Cancer Institute, 95(11): 825-828. <\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/jnci.oxfordjournals.org\/content\/95\/11\/825.full\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/jnci.oxfordjournals.org\/content\/95\/11\/825.full<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Stevens R.G., Blask D.E., Brainard G.C., Hansen J., Lockley S.W., Provencio I., Rea M.S., Reinlib L., 2007. Meeting Report: The Role of Environmental Lighting and Circadian Disruption in Cancer and Other Diseases. Environ Health Perspect 115(9): 1357\u20131362.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC1964886\/\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC1964886\/<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Tan D.X., Manchester L.C., Fuentes-Broto L., Paredes S.D., Reiter R.J., 2011. Significance and application of melatonin in the regulation of brown adipose tissue metabolism: relation to human obesity. Obesity Reviews, 12(3): 167-188. <\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/20557470\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/20557470<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Wu J., Dauchy R.T., Tirrell P.C., Wu S.S., Lynch D.T., Jitawatanarat P., Burrington C.M., Dauchy E.M., Blask D.E., Greene M.W., 2011. Light at night activates IGF-1R\/PDK1 signaling and accelerates tumor growth in human breast cancer xenografts. Cancer Research, 71(7): 2622-2631.<\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/21310824\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/21310824<\/strong><\/a><\/li>\n<li><em><strong>Zawilska J.B., Skene D.J., Arendt J., 2009. Physiology and pharmacology of melatonin in relation to biological rhythms. Pharmacological Reports, 61: 383-410. <\/strong><\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.if-pan.krakow.pl\/pjp\/pdf\/2009\/3_383.pdf\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.if-pan.krakow.pl\/pjp\/pdf\/2009\/3_383.pdf<\/strong><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<h4><span style=\"color: #aa0000;\"><strong>1.3 &#8211; Aspetti astronomici, estetici e culturali<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>L\u2019inquinamento luminoso riduce la possibilit\u00e0 di osservare e studiare i corpi celesti. Il flusso luminoso naturale del cielo stellato, finestra spalancata sull\u2019Universo, viene occultato dalla gran quantit\u00e0 di luce artificiale dispersa, che si sovrappone e confonde con la luce delle sorgenti celesti, rendendone difficoltosa o addirittura impossibile l\u2019osservazione.<br \/>\nNel nostro Paese sono sempre meno, anche in alta montagna, le aree nelle quali il buio naturale non \u00e8 intaccato dal chiarore proveniente dalle citt\u00e0 illuminate, e spesso illuminate irrazionalmente. Se non si contiene l&#8217;avanzata del fenomeno, anche nelle zone meno antropizzate la notte stellata diverr\u00e0 soltanto un lontano ricordo dei pi\u00f9 anziani. L\u2019impossibilit\u00e0 di fruire dello spettacolo offerto dalla volta celeste ha gi\u00e0 quasi completamente privato le nuove generazioni, cresciute nei contesti urbani, della percezione del cosmo, con molteplici risvolti culturali negativi.<br \/>\nA farne le spese \u00e8 in primo luogo l\u2019Astronomia, \u201cmadre di tutte le scienze\u201d e potente stimolo affinch\u00e9 le nuove leve maturino interesse per la conoscenza, presupposto necessario per il fiorire della ricerca pura e applicata.<br \/>\nNon \u00e8 un caso che quella grande fucina di brevetti che sono gli Stati Uniti d\u2019America, ove le scienze permeano la didattica e i mezzi di comunicazione di massa in modo per noi italiani impensabile, investa ingenti risorse e sia leader mondiale nella ricerca astronomica. Proprio negli Stati Uniti, per salvaguardare l\u2019attivit\u00e0 di grandi osservatori astronomici, furono adottate gi\u00e0 a met\u00e0 del secolo scorso le prime norme giuridiche di lotta all\u2019inquinamento luminoso.<br \/>\nAl di l\u00e0 della problematica astronomica in senso stretto, si evidenzia una pi\u00f9 generale e sfaccettata problematica culturale.<br \/>\nIn occasione della proclamazione del 2009 Anno Internazionale dell\u2019Astronomia, l\u2019UNESCO ha definito il cielo \u201ceredit\u00e0 comune e universale\u201d dell\u2019umanit\u00e0 e le sue interpretazioni culturali-<br \/>\nastronomiche, tradotte in testimonianze materiali che datano dalla preistoria ai nostri giorni e che si ritrovano copiose anche in Italia, un bene prezioso da salvaguardare (33a Conferenza Generale UNESCO, Parigi 2005). E\u2019ovvio corollario di tale concetto che la possibilit\u00e0 di percepire il cielo stellato costituisce un prerequisito per poter apprezzare pienamente tali beni.<br \/>\nIl cielo stellato rappresenta una componente del paesaggio di valore estetico, richiamata innumerevoli volte nell\u2019arte e nella letteratura, la cui visione determina una gratificazione diretta non solo nello spettatore culturalmente pi\u00f9 preparato, ma anche in quello pi\u00f9 ingenuo. Secondo la Dichiarazione in difesa del cielo notturno e del diritto alla luce delle stelle \u201cun cielo notturno non inquinato, che permetta di godere e contemplare il firmamento dovrebbe essere considerato un diritto inalienabile dell\u2019umanit\u00e0, al pari di altri diritti ambientali, sociali e culturali\u201d (I Conferenza internazionale Starlight Initiative; La Palma, 2007).<br \/>\nIl cielo stellato pu\u00f2 rappresentare anche motivo di attrazione turistica. Negli Stati Uniti e in Canada grandi parchi nazionali si fregiano dell\u2019ambita definizione di aree light pollution free e la stessa UN-World Tourism Organization ha sottolineato l&#8217;importanza del cielo stellato incontaminato quale fattore di attrazione turistica.<br \/>\nAncora in riferimento agli aspetti estetici e culturali, va infine fatto un cenno alla problematica dell\u2019illuminazione decorativa degli edifici monumentali. Spesso si assiste a interventi esagerati (per quantit\u00e0 di luce, colori, illuminazione dello sfondo a causa di un errato orientamento dei fari), tali da snaturare la percezione delle opere, estraniandole dal contesto ambientale in cui e per cui sono state concepite. Lo spegnimento dei monumenti a una certa ora e una maggior cautela nella valutazione dell\u2019opportunit\u00e0 e delle modalit\u00e0 di illuminarli potrebbero dunque produrre benefici non solo di tipo economico e ambientale, ma anche sotto il profilo estetico e culturale.<br \/>\nAlcuni riferimenti circa i concetti esposti e per l\u2019approfondimento<br \/>\nCinzano P., Falchi F., 2012. The propagation of light Pollution in the atmosphere. Mon. Not. R. Astron. Soc., 427: 3337-3357.<br \/>\nCinzano P., Falchi F., Elvidge C.D., 2001. The first world atlas of the artificial night sky brightness. Mon. Not. R. Astron. Soc. http:\/\/www.lightpollution.it\/cinzano\/download\/0108052.pdf<br \/>\nFalchi F., 2011. Campaign of sky brightness and extinction measurements using a portable CCD camera. Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, 412: 33\u201348.<br \/>\nhttp:\/\/www.ngdc.noaa.gov\/dmsp\/pubs\/MNRAS_DOI=10.1111_j.1365-2966.2010.17845.pdf<br \/>\nLuginbuhl C.B., Walker C.E., Wainscoat R.J., 2009. Lighting and astronomy. Physics Today, 62 (12): 32-37.<br \/>\nhttp:\/\/www.darkskiesawareness.org\/files\/PTarticle_Lighting&#038;Astronomy.pdf<br \/>\nMarin C., Jafari J. (Eds.), 2007. Starlight, a common heritage. Proceedings of the International Conference in Defence of the Quality of the Night Sky and the Right to Observe the Stars, La Palma, Canary Islands, Spain, 2007. Published by Starlight Initiative and Instituto de Astrof\u00edsica de Canarias. Pp. 497.<br \/>\nhttp:\/\/www.starlight2007.net\/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=185&#038;Itemid=80&#038;lang=en<br \/>\nMarin C. and Orlando G. editors, 2009, Starlight Reserves and World Heritages: cientific, cultural and environmental values. Published by the Starlight Initiative, IAC and the UNESCO World Heritage Centre. http:\/\/starlight2007.net\/pdf\/FinalReportFuerteventuraSL.pdf<br \/>\nRuggles C., Cotte M. et al., 2010. Heritage sites of astronomy and archaeoastronomy in the context of the World Heritage Convention. A thematic study. Published by ICOMOS (International Council on Monuments and Sites) and IAU (International Astronomical Union). Pp. 272.<br \/>\nhttp:\/\/www2.astronomicalheritage.net\/index.php\/thematic-study-content<br \/>\nUNESCO, 2005. Proclamation of 2009 as the United Nations International Year of Astronomy. 33rd Session UNESCO General Conference, Paris 2005. http:\/\/unesdoc.unesco.org\/images\/0014\/001413\/141314e.pdf<\/p>\n<h2><span style=\"color: #cc0000;\"><strong>2. Effetti che deriverebbero dall\u2019adozione di efficaci provvedimenti contro l\u2019inquinamento luminoso, come quelli oggetto dell\u2019Operazione cieli bui<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>L\u2019interruzione della crescita dell\u2019inquinamento luminoso e una successiva sensibile riduzione del fenomeno produrrebbero benefici in relazione a tutti gli aspetti sopra considerati: conservazione della biodiversit\u00e0, tutela delle biocenosi e degli equilibri ecologici, tutela della salute umana, tutela del cielo notturno, con relative implicazioni scientifiche e culturali.<br \/>\nUlteriori e pi\u00f9 facilmente quantificabili effetti riguarderebbero la riduzione della spesa pubblica, il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni di CO2. In particolare, le misure previste dall\u2019Operazione cieli bui avrebbero portato a un risparmio energetico e di spesa superiore al 50% dell\u2019attuale, cominciando a riallineare l&#8217;Italia ai Paesi pi\u00f9 virtuosi in questo settore, come la Germania e la Gran Bretagna. La stessa Germania, nonostante spenda oggi nell&#8217;illuminazione pubblica la met\u00e0 di quanto spende l&#8217;Italia (bench\u00e9 abbia circa 25 milioni di abitanti in pi\u00f9) ha in programma un\u2019ulteriore riduzione della spesa, con l\u2019obiettivo di portarla a poco oltre i 300 milioni di euro annui. Anche la Gran Bretagna sta lavorando per ridurre la propria spesa nel settore, che attualmente \u00e8 poco pi\u00f9 di un terzo di quella dell&#8217;Italia.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #cc0000;\"><strong>3. Infondatezza delle argomentazioni avanzate contro l\u2019Operazione cieli bui<\/strong><\/span><\/h2>\n<h4><span style=\"color: #aa0000;\"><strong>3.1 &#8211; Illuminazione e prevenzione della criminalit\u00e0<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>Una delle motivazioni con cui l\u2019Operazione cieli bui \u00e8 stata respinta riguarda la tutela dei cittadini dalla criminalit\u00e0. Per far chiarezza merita citare i risultati di alcune indagini sull\u2019argomento.<br \/>\nNel 1977 il National Institute of Law Enforcement and Criminal Justice del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti present\u00f2 al Congresso USA uno studio inerente gli effetti di 60 progetti di illuminazione stradale (Tien et al., 1977). Le conclusioni evidenziavano come l\u2019incremento dell\u2019illuminazione facesse diminuire nei cittadini la paura di subire atti criminali, ma in realt\u00e0 non vi fossero prove, statisticamente significative, che l\u2019illuminazione riducesse il livello di criminalit\u00e0.<br \/>\nVent\u2019anni dopo alle stesse conclusioni \u00e8 pervenuta un\u2019indagine sulla prevenzione del crimine condotta per conto del Congresso dal National Institute of Justice del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (Sherman et al., 1997).<br \/>\nNel 2000 un documento particolarmente approfondito sul rapporto fra illuminazione e criminalit\u00e0 \u00e8 stato presentato alla Commissione parlamentare su droghe e crimine dello Stato del Victoria, in Australia. Lo studio, successivamente oggetto di ulteriore approfondimento e pubblicazione, consta di due parti. Nella prima (Clark, 2002) viene effettuata un\u2019attenta revisione della letteratura sull\u2019argomento, principalmente prodotta negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Parte dei lavori esaminati risulta pervenuta alla conclusione che una maggior illuminazione determina minor criminalit\u00e0, ma dall\u2019esame di tali contributi emerge la mancanza di una corretta impostazione sperimentale e errori di analisi tali da doverne rifiutare le conclusioni.<br \/>\nLa seconda parte del lavoro (Clark, 2003) presenta prove consistenti addirittura a sostegno della conclusione opposta, ossia attestanti che in condizioni di minor illuminazione si registra minor criminalit\u00e0. Tale relazione, in fondo, \u00e8 anche intuibile, dal momento che l\u2019illuminazione pu\u00f2 facilitare l\u2019attivit\u00e0 dei criminali in diversi modi: esonerandoli dal dover utilizzare fonti di luce proprie (torce) che li renderebbero pi\u00f9 evidenti nel contesto ambientale buio, permettendo loro una migliore individuazione degli obiettivi e delle potenziali vittime, facilitando l&#8217;uso di armi da fuoco di precisione da distanza.<br \/>\nFra la letteratura pi\u00f9 recente, meritano citazione alcuni lavori di Marchant (2004, 2005 e 2011), nei quali l\u2019autore analizza contributi pubblicati in precedenza a sostegno dell\u2019efficacia dell\u2019illuminazione contro il crimine, riscontrandovi sostanziali carenze nell\u2019impianto metodologico<br \/>\ne nell\u2019analisi statistica, e presenta nuovi dati comprovanti l\u2019impossibilit\u00e0 di sostenere che l\u2019illuminazione riduce il crimine.<br \/>\nA quanto esposto, si aggiunga che interventi di riduzione dell\u2019illuminazione pubblica condotti negli ultimi anni in citt\u00e0 della Germania (Rheine) e nel Liechtenstein (tutti i Comuni) non hanno fatto registrare incrementi del crimine.<br \/>\nSintetizzando: non vi sono prove che l\u2019illuminazione tuteli i cittadini dal crimine. L\u2019aumento della \u201cpercezione di sicurezza\u201d che si verifica incrementando l\u2019illuminazione \u00e8 dunque un illusorio frutto della disinformazione. Meglio sarebbe, per l\u2019incolumit\u00e0 dei cittadini, se la percezione della sicurezza crescesse al reale crescere della sicurezza, obiettivo quest\u2019ultimo che evidentemente deve essere perseguito con mezzi diversi da quelli qui discussi.<br \/>\nIlluminare usando come pretesto la sicurezza non \u00e8 senza controindicazioni in quanto la nostra societ\u00e0 ha risorse limitate e la spesa per l&#8217;illuminazione potrebbe essere dirottata verso misure sicuramente efficaci, quali il potenziamento degli organi di polizia e della sorveglianza mediante telecamere.<br \/>\nAlcuni riferimenti circa i concetti esposti e per l\u2019approfondimento<br \/>\nClark B.A.J., 2002. Outdoor lighting and crime, part 1: little or no benefit. Astronomical Society of Victoria, Inc., Australia. Pp. 64. http:\/\/asv.org.au\/downloads\/Outdoor%20Lighting%20and%20Crime,%20Part%201.pdf<br \/>\nClark B.A.J., 2003. Outdoor lighting and crime, part 2: coupled growth. Astronomical Society of Victoria, Inc., Australia. Pp. 193. http:\/\/asv.org.au\/lpoll\/OLCpt2.zip Marchant P.R., 2004. A demonstration that the claim that brighter lighting reduces crime is unfounded. Brit. J. Criminol., 44: 441-447. http:\/\/praxis.leedsmet.ac.uk\/praxis\/documents\/lighting_pm.pdf<br \/>\nMarchant P.R., 2005. Shining a light on evidence based policy: street lighting and crime. Criminal Justice Matters, 62(1): 18-45.<br \/>\nMarchant P.R., 2011. Have new street lighting schemes reduced crime in London? Radical Statistics, 104: 39-48.<br \/>\nhttp:\/\/www.radstats.org.uk\/no104\/Marchant2_104.pdf<br \/>\nSherman L.W., Gottfredson D., MacKenzie D., Eck J., Reuter P., Bushway S., 1997. Preventing crime: what works, what doesn&#8217;t, what&#8217;s promising. A report to the United States Congress prepared for the National Institute of Justice. https:\/\/www.ncjrs.gov\/works\/<br \/>\nTien J.M., O\u2019Donnell V.F., Barnett A.I., Mirchandani P.B., 1977. National Evaluation Program. Phase I final report. Street lighting projects. National Institute of Law Enforcement and Criminal Justice, Law Enforcement Assistance Administration, United States Department of Justice Pp. 102.<br \/>\nhttps:\/\/www.ncjrs.gov\/pdffiles1\/Digitization\/47011NCJRS.pdf<\/p>\n<h4><span style=\"color: #aa0000;\"><strong>3.2 &#8211; Illuminazione e sicurezza sulle strade<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>La tesi secondo cui una maggior illuminazione determinerebbe maggior sicurezza stradale rappresenta il secondo argomento utilizzato contro l\u2019Operazione cieli bui.<br \/>\nDi nuovo occorre distinguere fra \u201cpercezione di sicurezza\u201d e \u201csicurezza reale\u201d e, nel caso della sicurezza stradale, la differenza fra i due concetti \u00e8 tale da poter arrivare a farli apparire addirittura antitetici.<br \/>\nI primi studi sugli effetti dell\u2019illuminazione risalgono a decenni fa. Elvik [1], nel 1995, compilava una rassegna di 37 diversi studi, condotti fra il 1948 e il 1989. La maggior parte di essi era giunta alla conclusione che illuminare \u00e8 una misura atta a incrementare la sicurezza. Nel corso del tempo questi studi sono stati rivisti, mettendo in luce gradualmente una serie di fattori che avevano interferito con le conclusioni (per esempio [3-5]). Elvik stesso [2], nel 2009, giungeva alla conclusione che gli effetti dell\u2019illuminazione erano stati abbondantemente sovrastimati: \u201cSince no<br \/>\nstudy has controlled for all potentially confounding factors, it is more likely that the risk associated with darkness has been overestimated than that it has been underestimated\u201d.<br \/>\nNel frattempo l\u2019equazione \u201cforte illuminazione uguale sicurezza\u201d \u00e8 stata messa in discussione da altri studi. Si \u00e8 giunti gradualmente a riconoscere che l\u2019elemento discriminante che condiziona la sicurezza non \u00e8 la quantit\u00e0 dell\u2019illuminazione, ma la sua qualit\u00e0 [6]. Per citare un esempio, uno studio condotto nello Stato dell\u2019Oregon nel 2008 ha evidenziato come lo spegnimento (ponderato) dell\u2019illuminazione non abbia effetti negativi e come, pi\u00f9 che il livello di illuminazione, sia rilevante la modalit\u00e0 con la quale si illumina [8]. Van Bommel [10] e Mace [17], in due studi indipendenti, hanno dimostrato come sistemi di illuminazione di cattiva concezione possano produrre risultati addirittura inferiori alla condizione di assenza di illuminazione (spiegando cos\u00ec la ragione della grande variet\u00e0 di conclusioni a cui erano giunti i primi studi di Elvik).<br \/>\nLa qualit\u00e0 dell\u2019illuminazione si deve valutare in rapporto a fattori umani, in particolare i meccanismi cognitivi connessi alla percezione visiva. Elemento fondamentale \u00e8 il contrasto, fattore che \u00e8 poco legato al livello di illuminazione. Adrian [14-16] e altri autori hanno elaborato criteri di buona illuminazione, basati sul concetto di contrasto, che sono stati recepiti nelle norme IESNA, ma non ancora nell\u2019Unione Europea: \u00e8 considerata di buona qualit\u00e0 l\u2019illuminazione direzionata correttamente sulle aree da illuminare e che, soprattutto, non produce abbagliamento. L\u2019abbagliamento riduce la capacit\u00e0 di individuare gli oggetti ed \u00e8 un elemento che va tenuto in debito conto nella progettazione dell\u2019impianto di illuminazione e nella sistemazione di tutte le sorgenti potenzialmente disturbanti a bordo strada.<br \/>\nDalla breve analisi sopra esposta si possono trarre alcune conclusioni. La prima \u00e8 che le stime iniziali indicanti un beneficio dell\u2019illuminazione laddove questo non c\u2019era sono andate scemando a mano a mano che metodi di studio pi\u00f9 accurati hanno consentito di separare i fattori di interferenza.<br \/>\nElvik stesso [2] stima il rischio notturno pari a 1 (nessun incremento del rischio rispetto alla condizione diurna) per gli occupanti dei veicoli, e pari a 1,6 e 2,1 per ciclisti e pedoni (ci\u00f2 implicitamente significa che non illuminare strade che non ammettono pedoni e ciclisti, come prevedeva l&#8217; Operazione cieli bui, non diminuisce la sicurezza di circolazione). Il maggiore rischio per gli utenti vulnerabili della strada (pedoni e ciclisti) \u00e8 dovuto in generale al fatto che questi non sono provvisti di sufficiente illuminazione propria e che gli automobilisti guidano pi\u00f9 velocemente di quanto consentito dall\u2019orizzonte visivo [18]. A quest\u2019ultimo riguardo va detto che l\u2019illuminazione estende l\u2019orizzonte di percezione degli automobilisti, ma \u00e8 provato che parte di questo beneficio \u00e8 annullato da un comportamento di omeostasi del rischio che porta ad un aumento della velocit\u00e0 con l\u2019illuminazione [12].<br \/>\nLa seconda conclusione \u00e8 che il livello di illuminazione non \u00e8 il fattore principale nel determinare la sicurezza sulle strade. Studi come quello condotto nell\u2019Oregon [8] o sulla A16 in Francia [5] attestano che una riduzione di illuminazione pu\u00f2 anche essere associata a una riduzione della gravit\u00e0 degli incidenti. In Gran Bretagna, in relazione a una revisione costi-benefici dell\u2019illuminazione stradale, sono state emanate di recente linee guida per la dismissione di impianti [13].<br \/>\nLa terza conclusione \u00e8 che il fattore principale nel determinare il rischio \u00e8 legato al concetto di visibilit\u00e0, in relazione a fenomeni fisiologici e cognitivi condizionati principalmente dal contrasto. In particolare fattori quali il glare, o abbagliamento, sono elementi che aggravano il rischio.<br \/>\nLa quarta conclusione \u00e8 che in realt\u00e0 si conosce ancora poco dei fattori umani che determinano il rischio in condizioni di guida notturna. Conseguentemente, le raccomandazioni e le norme relative agli impianti di illuminazione non hanno un solido fondamento e le potenze raccomandate non sono giustificate. Negli USA le norme IESNA hanno introdotto il concetto di visibilit\u00e0 e contrasto, ma ancora in maniera non soddisfacente. C\u2019\u00e8 probabilmente spazio per elaborare strategie di illuminazione ispirate a fattori umani che possano coniugare sicurezza e risparmio di energia oltre quanto ipotizzabile in questo momento.<br \/>\nAlcuni riferimenti circa i concetti esposti e per l\u2019approfondimento<br \/>\n1. Elvik R., 1995. Meta-analysis of evaluations of public lighting as accident countermeasure. Transportation Research Record, 1485: 112-123.<br \/>\n2. Johansson O., Wanvik P.O., Elvik R., 2009. A new method for assessing the risk of accident associated with darkness. Accident Analysis and Prevention, 41 (4): 809-815.<br \/>\n3. Vincent T., 1983. Streetlighting and accidents. Paper 17. In: Traffic accident evaluation (D. C. Andreassend and P. G. Gipps, eds.). Esso-Monash Civil Engineering Workshop, Normanby House, Monash University, February 15 to 17, 1983. Department of Civil Engineering, Monash University, Australia.<br \/>\n4. Marchant P., 2010. What is the contribution of street lighting to keeping us safe? An investigation into a policy. Radical Statistics, 102.<br \/>\n5. Direction Interd\u00e9partementale des Routes Nord (Minist\u00e8re des Transports de l\u201fEquipement du Tourisme et de la Mer, R\u00e9publique Francaise), 2007. Etude de s\u00e9curit\u00e9 comparative sur les autoroutes de rase campagne du Nord-Pas de Calais, avec ou sans \u00e9clairage. http:\/\/astrosurf.com\/anpcn\/documents\/A16_rapport_complet.pdf<br \/>\n6. Box P.C., 1970. Relationship between illumination and freeway accidents. IERI Project 85-67. Illuminating Research Institute, New York, April, 1-83.<br \/>\n7. Box P.C., 1972. Comparison of accidents and illumination. Highway Research Record, 416: 1-9.<br \/>\n8. Monsere C., Fischer E., 2008. Safety effects of reducing freeway illumination for energy conservation. Accident Analysis and Prevention, 40 (5): 1773-1780.<br \/>\n9. Valent F., Schiava F., Savonitto C., Gallo T., Brusaferro S., Barbone F., 2002. Risk factors for fatal road traffic accidents in Udine, Italy. Accident Analysis and Prevention, 34: 71\u201384.<br \/>\n10. Van Bommel J.M., Tekelenburg J., 1986. Visibility research for road lighting based on a dynamic situation. Lighting Research and Technology, 18: 37\u201339.<br \/>\n11. Green B.L., Senadheera S., Culvici O., Gransberg D., Steprock R., Burkett K., 2001. Evaluation of roadway lighting systems designed by small target visibility methods. Project summary report 1704-S, Texas Tech University Center For Multidisciplinary Research In Transportation.<br \/>\n12. Assum T., Bj\u00f8rnskau T., Fosser S., Sagberg F., 1999. Risk compensation \u2013 the case of road lighting. Accident Analysis and Prevention, 31: 545\u2013553.<br \/>\n13. Interim Advice Note 167\/12, Guidance for the Removal of Road Lighting, July 2012. http:\/\/www.dft.gov.uk\/ha\/standards\/ians\/pdfs\/ian167.pdf<br \/>\n14. Adrian W., 1987. Visibility levels under night-time driving conditions. Journal of the Illuminating Engineering Society, 16: 3\u201312.<br \/>\n15. Adrian W., 1989. Visibility of targets: model for calculation. Lighting Research and Technology, 21: 181\u2013188.<br \/>\n16. Adrian W., 2004. Fundamentals of roadway lighting. Light and Engineering, 12: 57\u201371.<br \/>\n17. Mace D.J., Porter R.J., 2004. Fixed roadway lighting: the effect of lighting geometry and photometry on target visibility and driver comfort. Proceedings of the 83rd Transportation Research Board Annual Meeting, Washington.<br \/>\n18. Andre J.T., Owens, D.A., 2001. The twilight envelope: a user-centered approach to describing roadway illumination at night. Human Factors, 43: 620-630.<\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> l Sildenafil \u00e8 quindi utile in tutti quei casi in cui vi \u00e8 una comprovata incapacit\u00e0 di raggiungere o mantenere un&#8217;erezione idonea per consentire un&#8217;attivit\u00e0 sessuale soddisfacente <a href=\"http:\/\/www.avetta.it\/italia.html\">sicuro in farmacia<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da cielobuio.org 1. Principali conseguenze dell\u2019inquinamento luminoso 1.1 &#8211; Biodiversit\u00e0 ed ecosistemi La luce \u00e8 un fattore ecologico primario: condiziona la presenza e la distribuzione degli organismi viventi e ha fortemente contribuito a plasmarne l\u2019evoluzione. Durante la notte, in condizioni naturali, la luminosit\u00e0 varia fra livelli di circa 5&#215;10-5 lux (con cielo coperto) e circa &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=1\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":25,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[10,8,5,6,11,4,7,9],"class_list":["post-1","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-inquinamento-luminoso","tag-aspetti-astronomici","tag-biodiversita-ed-ecosistemi","tag-cielo-buio","tag-danni-dellinquinamento-luminoso","tag-estetici-e-culturali","tag-inquinamento-luminoso","tag-principali-conseguenze-dellinquinamento-luminoso","tag-salute-umana","item-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions\/27"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}