{"id":11479,"date":"2025-02-21T15:12:35","date_gmt":"2025-02-21T14:12:35","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=11479"},"modified":"2025-03-18T18:25:36","modified_gmt":"2025-03-18T17:25:36","slug":"la-forza-delle-maree-su-titano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=11479","title":{"rendered":"La forza delle maree su Titano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Due scienziati hanno calcolato che, alla velocit\u00e0 con cui l&#8217;orbita di Titano sta cambiando, il satellite avrebbe dovuto raggiungere un&#8217;orbita circolare entro circa 350 milioni di anni. Il fatto che Titano possieda ancora un&#8217;orbita eccentrica suggerisce che negli ultimi 350 milioni di anni sia accaduto qualcosa in grado di perturbare il suo percorso orbitale. Tutti i dettagli su Science Advances<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/250219.LaForzaDelleMareeSuTitano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"340\" height=\"340\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/250219.LaForzaDelleMareeSuTitano.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11480\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/250219.LaForzaDelleMareeSuTitano.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/250219.LaForzaDelleMareeSuTitano-300x300.jpg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/250219.LaForzaDelleMareeSuTitano-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gli scienziati dello SwRI hanno calcolato che, alla velocit\u00e0 con cui l\u2019orbita di Titano sta cambiando, il satellite avrebbe dovuto raggiungere un\u2019orbita circolare entro circa 350 milioni di anni. Il fatto che Titano possieda ancora un\u2019orbita eccentrica suggerisce che negli ultimi 350 milioni di anni sia accaduto qualcosa in grado di perturbare il suo percorso orbitale. Crediti: Nasa\/ Jpl\/ University of Arizona\/ University of Idaho<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando penso alle <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marea\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>maree<\/strong><\/a>, l\u2019immagine che mi viene subito in mente \u00e8 quella di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mont_Saint-Michel\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Mont Saint-Michel<\/strong><\/a>. In particolare, ricordo quando, dal muro di cinta, ho osservato il mare risalire rapidamente la spiaggia, avanzando di centinaia di metri in pochi minuti, fino ad arrivare all\u2019ingresso dell\u2019abbazia. In effetti, quando la maggior parte delle persone pensa alle maree, immagina il movimento degli oceani che si alzano e si abbassano, influenzato dall\u2019azione gravitazionale della Luna. \u00abQuesto solo perch\u00e9 l\u2019acqua si muove pi\u00f9 liberamente di qualsiasi altra cosa\u00bb, spiega <strong>Brynna Downey<\/strong> dello <a href=\"https:\/\/www.swri.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>SwRI<\/strong><\/a> a Boulder, Colorado, prima autrice di un articolo su questo tema pubblicato sulla rivista <em>Science Advances<\/em>. \u00abQuando la Luna si trova sopra la nostra testa, anche la roccia risponde, seppur in modo meno evidente. Quella piccola forza gravitazionale che la Luna esercita \u00e8 ci\u00f2 che definiamo <strong>dissipazione mareale<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per misurare la dissipazione mareale della Luna, gli scienziati inviano dei laser dalla Terra verso specchi posizionati sulla sua superficie, permettendo di rilevare con precisione anche i minimi spostamenti. Che poi, se volete, tanto minimi non sono visto che si sta allontanando dalla Terra di circa <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/06\/05\/giorni-piu-lunghi-grazie-alla-luna\/\"><strong>4 centimetri all\u2019anno<\/strong><\/a>. Poich\u00e9 questa tecnica non \u00e8 applicabile su <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/titano\/\"><strong>Titano<\/strong><\/a>, gli scienziati hanno sviluppato un metodo alternativo per dedurre la velocit\u00e0 di dissipazione, basandosi sulla differenza tra la rotazione effettiva dell\u2019asse di Titano e quella che ci si aspetterebbe in assenza di tale forza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa dissipazione mareale nei satelliti influisce sulla loro evoluzione orbitale e rotazionale, nonch\u00e9 sulla loro capacit\u00e0 di mantenere oceani nel sottosuolo\u00bb, spiega Downey. \u00abOra che abbiamo una stima della forza delle maree su Titano, possiamo dire qualcosa sulla velocit\u00e0 con cui l\u2019orbita sta cambiando? Abbiamo scoperto che sta cambiando molto rapidamente su una scala temporale geologica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insieme al coautore <strong>Francis Nimmo<\/strong>, dell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.ucsc.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Universit\u00e0 della California Santa Cruz<\/a>,<\/strong> Downey ha ipotizzato che l\u2019angolo di orientamento del polo di rotazione di Titano possa essere spiegato esclusivamente dall\u2019attrito e ha sviluppato un metodo per correlare questo angolo con un parametro di attrito mareale. Grazie a questo approccio, sono riusciti a ricostruire parte della storia di Titano partendo dal suo attuale stato di rotazione. Con le future missioni spaziali previste su altre lune, come Europa e Ganimede, due satelliti di Giove, Downey spera che questo metodo possa essere applicato anche ad altri corpi celesti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attrito all\u2019interno di un satellite provoca un lento spostamento verso un\u2019orbita circolare. Considerando la velocit\u00e0 con cui la sua orbita sta cambiando, Titano avrebbe dovuto raggiungere un\u2019orbita circolare in circa <strong>350 milioni di anni<\/strong>. Il fatto che Titano possieda ancora un\u2019orbita non perfettamente circolare, ma eccentrica, suggerisce che negli ultimi 350 milioni di anni sia accaduto qualcosa in grado di perturbare la sua orbita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQualsiasi evento, come un impatto o la perdita di un antico satellite, potrebbe aver influenzato l\u2019orbita di Titano, rendendola eccentrica. I nostri risultati non indicano la natura specifica di questo evento, e altri hanno proposto diverse ipotesi\u00bb, conclude Downey. \u00abRiteniamo che qualcosa abbia disturbato l\u2019orbita di Titano negli ultimi 350 milioni di anni, un periodo relativamente recente nella storia del Sistema solare. Stiamo osservando un\u2019istantanea temporale tra quell\u2019evento e il momento in cui Titano raggiunger\u00e0 nuovamente un\u2019orbita circolare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Leggi su <em>Science Advances <\/em>l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.science.org\/doi\/10.1126\/sciadv.adl4741\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Titan\u2019s spin state as a constraint on tidal dissipation<\/strong><\/a>\u201d di Brynna Downey e Francis Nimmo<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due scienziati hanno calcolato che, alla velocit\u00e0 con cui l&#8217;orbita di Titano sta cambiando, il satellite avrebbe dovuto raggiungere un&#8217;orbita circolare entro circa 350 milioni di anni. 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