{"id":11512,"date":"2025-02-25T18:25:57","date_gmt":"2025-02-25T17:25:57","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=11512"},"modified":"2025-03-18T19:21:03","modified_gmt":"2025-03-18T18:21:03","slug":"asteroide-2024-yr4-non-fa-piu-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=11512","title":{"rendered":"L\u2019asteroide 2024 YR4 non fa pi\u00f9 paura"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Le ultime osservazioni di 2024 YR4 \u2013 tra le quali quelle compiute con il Very Large Telescope dell\u2019ESO, dal Cile, oggi minacciato dal progetto di costruzione di un grande impianto industriale e dal conseguente inquinamento luminoso \u2013 hanno consentito di ridurre l\u2019errore sul calcolo dell\u2019orbita dell\u2019asteroide, fino ad abbassare allo 0,001 per cento la stima della possibilit\u00e0 d\u2019impatto con la Terra nel 2032<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/author\/redeso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Redazione Eso<\/a><\/strong> \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le nuove osservazioni di 2024 YR4 condotte con il Very Large Telescope (VLT) dello European Southern Observatory (Eso) e con strutture di tutto il mondo hanno praticamente escluso un impatto dell\u2019asteroide con il nostro pianeta. L\u2019asteroide \u00e8 stato monitorato attentamente negli ultimi due mesi, poich\u00e9 le sue probabilit\u00e0 di impatto con la Terra nel 2032 erano salite a circa il 3 per cento \u2013 la pi\u00f9 alta probabilit\u00e0 di impatto mai raggiunta per un asteroide di grandi dimensioni. Dopo le ultime osservazioni, le probabilit\u00e0 di impatto sono scese quasi a zero.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"527\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/250225.Lasteroide2024YR4nonfapiupaura-1024x527.jpg\" alt=\"Orbita dell\u2019asteroide 2024 YR24, qui evidenziata in rosso, mentre si avvicina a quella della Terra il 22 dicembre 2032. Grazie ai dati pi\u00f9 recenti, tra cui quelli del Very Large Telescope dell\u2019Eso, le ultime stime sulla possibilit\u00e0 di impatto sono minime. Le dimensioni dei pianeti non sono in scala: sono state aumentate per motivi di visibilit\u00e0. Crediti: Esa\" class=\"wp-image-11514\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/250225.Lasteroide2024YR4nonfapiupaura-1024x527.jpg 1024w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/250225.Lasteroide2024YR4nonfapiupaura-300x154.jpg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/250225.Lasteroide2024YR4nonfapiupaura-768x395.jpg 768w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/250225.Lasteroide2024YR4nonfapiupaura-750x386.jpg 750w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/250225.Lasteroide2024YR4nonfapiupaura.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine che mostra l&#8217;orbita dell&#8217;asteroide 2024 YR24, mostrato in rosso qui mentre viaggia a una distanza da brivido dalla Terra il 22 dicembre 2032. Grazie ai dati recenti, inclusi quelli del Very Large Telescope dell&#8217;ESO, le probabilit\u00e0 di impatto sono minuscole. Le dimensioni dei pianeti qui non sono in scala e sono state aumentate per motivi di visibilit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019asteroide 2024 YR4, il cui diametro \u00e8 stimato tra i 40 e i 90 metri, \u00e8 stato scoperto alla fine dello scorso dicembre su un\u2019orbita che potrebbe portarlo a collidere con la Terra il 22 dicembre 2032. A causa delle sue dimensioni e della probabilit\u00e0 di impatto, l\u2019asteroide <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2025\/01\/31\/2024-yr4-neo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">era salito rapidamente<\/a><\/strong> in cima alla <strong><em><a href=\"https:\/\/neo.ssa.esa.int\/risk-list\">risk list<\/a><\/em> <\/strong>dell\u2019Agenzia spaziale europea (Esa), un catalogo di tutti gli asteroidi con possibilit\u00e0 di impatto sulla Terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il VLT dell\u2019ESO \u00e8 stato utilizzato per osservare 2024 YR4 a met\u00e0 gennaio, fornendo agli astronomi i dati cruciali necessari per calcolare con maggiore precisione la sua orbita. Combinate con i dati di altri osservatori, le misure molto precise del Vlt hanno consentito di conoscere meglio l\u2019orbita dell\u2019asteroide, arrivando inizialmente a stimare una probabilit\u00e0 d\u2019impatto superiore all\u2019un per cento: una soglia chiave per attivare le procedure di \u201cmitigazione del disastro\u201d. Si sono fatte altre osservazioni e, infine, l\u2019International Asteroid Warning Network ha emesso un <strong><a href=\"https:\/\/iawn.net\/documents\/NOTIFICATIONS\/IAWN_Potential_Impact_Notification_2024_YR4.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">avviso di potenziale impatto di asteroide<\/a><\/strong>, allertando circa il possibile impatto i gruppi di difesa planetaria, tra cui lo <a href=\"https:\/\/www.cosmos.esa.int\/web\/smpag\"><strong>Space Mission Planning Advisory Group<\/strong><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A seguito dell\u2019osservazione dell\u2019asteroide con numerosi telescopi in tutto il mondo e alla modellazione della sua orbita da parte degli astronomi, il 18 febbraio la probabilit\u00e0 di impatto era salita a circa il 3 per cento, la pi\u00f9 alta mai registrata per un asteroide di dimensioni superiori ai 30 metri. Ma gi\u00e0 il giorno successivo nuove osservazioni effettuate con il Vlt dell\u2019Eso avevano dimezzato il rischio di impatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L<strong>\u2019<a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2025\/02\/20\/sulle-montagne-russe-con-2024-yr4\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">aumento e la diminuzione della probabilit\u00e0 di impatto<\/a><\/strong> dell\u2019asteroide seguono uno schema previsto e ben compreso. Per sapere dove si trover\u00e0 l\u2019asteroide nel 2032, gli astronomi compiono un\u2019estrapolazione dalla piccola porzione di orbita misurata finora. \u00abA causa delle incertezze, l\u2019orbita dell\u2019asteroide \u00e8 come il fascio di una torcia elettrica: diventa sempre pi\u00f9 ampio e sfocato in lontananza. Man mano che aumentano le osservazioni, il fascio diventa pi\u00f9 nitido e pi\u00f9 stretto\u00bb, \u00e8 l\u2019analogia proposta dall\u2019astronomo dell\u2019ESO <strong>Olivier Hainaut<\/strong>. \u00abMan mano che questo fascio di luce illuminava maggiormente la Terra, la probabilit\u00e0 di impatto aumentava\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le nuove osservazioni del VLT (riportate nel video qui di seguito), insieme ai dati di altri osservatori, hanno permesso agli astronomi di ridurre gli errori sulla stima dell\u2019orbita al punto da poter escludere quasi del tutto un impatto con la Terra nel 2032. \u00abIl fascio pi\u00f9 stretto si sta ora allontanando dalla Terra\u00bb, dice Hainaut. \u00abAl momento in cui scriviamo, la probabilit\u00e0 \u00a0d\u2019impatto riportata dal Near-Earth Objects Coordination Centre dell\u2019Esa \u00e8 di circa lo 0,001 per cento e l\u2019asteroide non \u00e8 pi\u00f9 in cima alla <em>risk list<\/em> dell\u2019Esa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/YR4-2.mp4?_=1\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poich\u00e9 2024 YR4 si sta ora allontanando dalla Terra, sta diventando sempre pi\u00f9 debole e difficile da osservare, tranne che per i telescopi pi\u00f9 grandi. Il Vlt dell\u2019Eso \u00e8 stato fondamentale per le osservazioni dell\u2019asteroide, grazie alle dimensioni del suo specchio e alla sua eccezionale sensibilit\u00e0, oltre che all\u2019eccellente cielo buio dell\u2019Osservatorio Paranal dell\u2019Eso, in Cile, dove si trova il telescopio. Ci\u00f2 lo rende ideale per individuare oggetti deboli come 2024 YR4 e altri asteroidi potenzialmente pericolosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo, gli stessi cieli bui e incontaminati del Paranal che hanno reso possibili queste misurazioni cruciali sono <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2025\/01\/10\/a-rischio-il-cielo-del-paranal-observatory\/\">oggi minacciati<\/a> dal megaprogetto industriale Inna di Aes Andes, una filiale della societ\u00e0 elettrica statunitense Aes Corporation. Il progetto prevede di coprire un\u2019area di dimensioni simili a quelle di una piccola citt\u00e0 e si trova, nel punto pi\u00f9 vicino, a circa 11 km dal Vlt. A causa delle sue dimensioni e della sua vicinanza, l\u2019Inna avrebbe effetti devastanti sulla qualit\u00e0 del cielo del Paranal, soprattutto a causa dell\u2019inquinamento luminoso prodotto dagli impianti industriali. Con un cielo meno buio, telescopi come il Vlt perderanno la capacit\u00e0 di rilevare alcuni degli obiettivi cosmici pi\u00f9 deboli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCon un cielo pi\u00f9 luminoso, avverte Hainaut, \u00abil Vlt perderebbe di vista il debole 2024 YR4 circa un mese prima, e questo comporterebbe un\u2019enorme differenza nella nostra capacit\u00e0 di prevedere un impatto e preparare misure di mitigazione per proteggere la Terra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.eso.org\/public\/news\/eso2505\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">press release Eso<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Guarda sul canale YouTube dell\u2019Eso l\u2019evoluzione della stima del rischio d\u2019impatto per 2024 YR4:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Evolution of the risk corridor for asteroid 2024 YR4\" width=\"750\" height=\"422\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Otla2aUCJZ8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Leggi su <em>Media Inaf<\/em> l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2025\/01\/31\/2024-yr4-neo\/\">Asteroide 2024 YR4, la storia si ripete<\/a>\u201d di Albino Carbognani<\/li>\n\n\n\n<li>Leggi su <em>Media Inaf<\/em> l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2025\/02\/20\/sulle-montagne-russe-con-2024-yr4\/\">Sulle montagne russe con 2024 YR4<\/a>\u201d di Albino Carbognani<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ultime osservazioni di 2024 YR4 \u2013 tra le quali quelle compiute con il Very Large Telescope dell\u2019ESO, dal Cile, oggi minacciato dal progetto di costruzione di un grande impianto industriale e dal conseguente inquinamento luminoso \u2013 hanno consentito di ridurre l\u2019errore sul calcolo dell\u2019orbita dell\u2019asteroide, fino ad abbassare allo 0,001 per cento la stima &hellip; 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