{"id":5988,"date":"2017-11-22T12:09:36","date_gmt":"2017-11-22T11:09:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/20\/brillamenti-solari-terra\/"},"modified":"2017-11-22T12:28:20","modified_gmt":"2017-11-22T11:28:20","slug":"impulsi-dai-brillamenti-solari-anche-sulla-terra-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=5988","title":{"rendered":"Impulsi dai brillamenti solari anche sulla Terra | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1653860\" class=\"post-1653860 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-fisica category-news tag-brillamenti-solari tag-classe-x tag-flare tag-nasa tag-sdo tag-solar-dynamics-observatory tag-sole\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1653879\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1653879 size-full\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2017-11-13-13_33_41-2.gif\" alt=\"\" width=\"985\" height=\"568\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il satellite della Nasa Solar Dynamics Observatory ha catturato questo brillamento solare di classe X il 15 febbraio 2011. Crediti: NASA\u2019s Goddard Space Flight Center\/SDO<\/p>\n<\/div>\n<p>Nonostante la distanza che ci separa dal <strong>Sole<\/strong>, l\u2019attivit\u00e0 superficiale della nostra stella madre pu\u00f2 avere effetti anche sul nostro pianeta. Il monitoraggio costante \u00e8 il segreto per non arrivare impreparati. Gli esperti controllano il Sole di continuo con numerosi strumenti della Nasa, come il <a href=\"http:\/\/nasa.gov\/sdo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Solar Dynamics Observatory<\/strong><\/a>\u00a0(Sdo) e il\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/content\/goes-overview\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Geostationary Operational Environmental Satellite<\/a><\/strong> (Goes), e di recente due gruppi di ricercatori hanno osservato come i <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/08\/08\/brillamenti-solari\/\">brillamenti solari<\/a>\u00a0pi\u00f9 potenti mostrino degli impulsi o delle oscillazioni nell\u2019emissione elettromagnetica, e in particolare quella ultravioletta. Come si formano questi brillamenti? Quanto influiscono sullo spazio circostante? Le oscillazioni arrivano anche sulla Terra?<\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/aa8f3a\/meta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">primo studio<\/a> \u00e8 stato pubblicato su\u00a0<em>The Astrophysical Journal\u00a0<\/em>e descrive le<strong> impreviste oscillazioni registrate durante un brillamento del 15 febbraio 2011.<\/strong> Si tratta di un <strong>brillamento di classe X<\/strong>, il tipo pi\u00f9 potente di queste intense esplosioni, e dato che gi\u00e0 all\u2019epoca gli scienziati avevano pi\u00f9 strumenti di osservazione, sono stati in grado di tracciare le oscillazioni nella radiazione del brillamento confrontando i dati di diverse osservazioni.<\/p>\n<p>Per provare che i dati sugli impulsi raccolti dallo <strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/GOES-16\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">strumento Goes<\/a><\/strong> della Nasa fossero corretti, gli esperti hanno fatto un controllo incrociato utilizzando anche il <strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Solar_Dynamics_Observatory\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">satellite Sdo<\/a>,<\/strong> che osserva la luce e le radiazioni solari a diverse lunghezze d\u2019onda. Cosa ci dicono del Sole queste oscillazioni? \u00abQualsiasi tipo di oscillazione sul Sole pu\u00f2 raccontarci molto sull\u2019ambiente in cui si stanno verificando le emissioni\u00bb, ha dichiarato il primo autore dello studio,\u00a0<strong>Ryan Milligan,\u00a0<\/strong>fisico\u00a0presso il Goddard Space Flight Center della Nasa e autore dello studio.\u00a0\u00abIn questo caso, gli impulsi regolari di luce ultravioletta indicavano disturbi \u2013 simili a terremoti \u2013 che si stavano propagando attraverso la cromosfera, la base dell\u2019atmosfera esterna del Sole, durante il brillamento\u00bb. Milligan ha aggiunto: \u00abI brillamenti sono molto localizzati, per cui \u00e8 difficile rilevare le oscillazioni\u00bb isolandole dal rumore di fondo delle emissioni regolari del Sole.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/639303main_20120416-m1flare-orig_full.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"2051325783\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-49631\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/639303main_20120416-m1flare-orig_full-664x452.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/639303main_20120416-m1flare-orig_full-664x452.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/639303main_20120416-m1flare-orig_full-340x231.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/639303main_20120416-m1flare-orig_full-624x425.jpg 624w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/639303main_20120416-m1flare-orig_full-900x613.jpg 900w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/639303main_20120416-m1flare-orig_full.jpg 1362w\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"259\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sappiamo gi\u00e0 che queste potenti emissioni potrebbero essere nocive per l\u2019uomo se non fossimo difesi dal campo magnetico terrestre. Tuttavia \u2013 se abbastanza intensi \u2013 possono disturbare il segnale dei satelliti che si trovano nell\u2019orbita geostazionaria, quella dedicata alle comunicazioni. E proprio nel <strong><a href=\"http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1002\/2017JA024647\/abstract\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">secondo studio<\/a><\/strong>, pubblicato questa volta su\u00a0<em>Journal of Geophysical Research: Space Physics<\/em>, gli esperti hanno approfondito la connessione tra i brillamenti solari e la\u00a0<strong>ionosfera<\/strong>, cio\u00e8 lo strato \u201celettrificato\u201d dell\u2019atmosfera terrestre. In particolare, i fisici solari hanno studiato il\u00a0<strong>brillamento di classe C\u00a0<\/strong>(100 volte pi\u00f9 debole di quello di classe X)<strong> del 24 luglio 2016\u00a0<\/strong>le cui oscillazioni sono arrivate fino alla regione D della ionosfera, cio\u00e8 quella che reagisce con lo spazio circostante (radiazioni solari e altro).<\/p>\n<p>La prima autrice di questo secondo lavoro,\u00a0<strong>Laura Hayes <\/strong>del<strong>\u00a0<\/strong>Trinity College di Dublino, ha spiegato che la regione D della ionosfera \u00abinfluenza le comunicazioni e i segnali di navigazione. I segnali attraversano la regione D e le variazioni nella densit\u00e0 degli elettroni influenzano l\u2019assorbimento del segnale\u00bb. Cosa vuole dire? I brillamenti solari, e ogni altro evento violento proveniente dal Sole, influisce in modo significativo sulle comunicazioni terrestri.\u00a0Gli scienziati hanno utilizzato i dati provenienti da segnali radio a frequenza molto bassa per sondare gli effetti dei brillamenti sulla ionosfera: monitorando il modo in cui i segnali a bassa frequenza si propagano da un capo all\u2019altro della ionosfera, gli scienziati possono mappare le variazioni della densit\u00e0 degli elettroni. Unendo questi dati a quelli raccolti da Goes e Sdo, i fisici hanno\u00a0trovato che la densit\u00e0 degli elettroni della regione D \u201cpulsava\u201d in base alle oscillazioni provenienti dal Sole durante i brillamenti.<\/p>\n<p>Hayes ha aggiunto: \u00abQuesto \u00e8 un risultato emozionante, perch\u00e9 ci mostra che l\u2019atmosfera terrestre \u00e8 pi\u00f9 legata alla\u00a0variabilit\u00e0 dei raggi X solari di quanto si pensasse in precedenza. Ora abbiamo intenzione di esplorare ulteriormente questo rapporto dinamico tra il Sole e la ionosfera\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su<em>The Astrophysical Journal\u00a0<\/em>l\u2019articolo\u00a0<a href=\"http:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/aa8f3a\/meta\">\u201cDetection of Three-minute Oscillations in Full-disk Ly\u03b1\u00a0Emission during a Solar Flare\u201d<\/a>, di\u00a0Ryan O. Milligan\u00a0<em>et al.<\/em><\/li>\n<li>Leggi su<em>Journal of Geophysical Research: Space Physics\u00a0<\/em>l\u2019articolo\u00a0<a href=\"http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1002\/2017JA024647\/abstract\">\u201cPulsations in the Earth\u2019s Lower Ionosphere Synchronized With Solar Flare Emission\u201d<\/a>, di\u00a0Laura A. Hayes\u00a0<em>et al.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><span class=\"nav-previous\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/20\/giornata-internazionale-della-luce\/\" rel=\"prev\"> Sedici maggio, giorno della luce<\/a><\/span><br \/>\n<span class=\"nav-next\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/20\/oumuamua-interstellar-eso\/\" rel=\"next\">Ecco \u2019Oumuamua, il nostro ospite interstellare <\/a><\/span><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Source: <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/20\/brillamenti-solari-terra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Impulsi dai brillamenti solari anche sulla Terra | MEDIA INAF<\/a><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Visto che queste Cialis pillole <a href=\"http:\/\/vwikiit.com\/?p=86\">pillole per erezione in farmacia<\/a> se le possono andare a comprare in farmacia, anche lui ha decido di aprire una vetrina sul tadalafil marketplace: Quattro settimane mi sono bastate per capire di che cosa stiamo parlando.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>.entry-header Il satellite della Nasa Solar Dynamics Observatory ha catturato questo brillamento solare di classe X il 15 febbraio 2011. Crediti: NASA\u2019s Goddard Space Flight Center\/SDO Nonostante la distanza che ci separa dal Sole, l\u2019attivit\u00e0 superficiale della nostra stella madre pu\u00f2 avere effetti anche sul nostro pianeta. 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