{"id":5996,"date":"2017-11-22T14:59:58","date_gmt":"2017-11-22T13:59:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/21\/non-acqua-ma-sabbia\/"},"modified":"2017-11-22T16:07:56","modified_gmt":"2017-11-22T15:07:56","slug":"su-marte-scorre-sabbia-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=5996","title":{"rendered":"Su Marte scorre sabbia | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1653981\" class=\"post-1653981 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-news tag-acqua tag-hirise tag-jpl tag-mars-orbiter tag-marte tag-slope\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1654045\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/marsveins.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"645946158\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1654045\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/marsveins-340x191.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/marsveins-340x191.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/marsveins-768x432.jpg 768w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/marsveins-664x374.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/marsveins-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/marsveins-624x351.jpg 624w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/marsveins.jpg 1200w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"191\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">L\u2019immagine mostra la parte superiore del bordo meridionale del cratere di Tivat, ripresa nel 2011 dalla fotocamera ad alta risoluzione Imaging Science Experiment (HiRISE) sul Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa. Il nord \u00e8 verso l\u2019alto e la pendenza scende verso nord-ovest. La vista si estende su un\u2019area larga circa 300 metri (la scala di 50 metri \u00e8 riportata in basso, a sinistra). Nella figura sono evidenti diverse venature scure sul pendio interno del cratere marziano. Queste venature, chiamate Rsl, sono state recentemente interpretate come flussi di sabbia asciutta, piuttosto che flussi di acqua (come si era inizialmente ipotizzato). Crediti: Nasa \/ Jpl-Caltech \/ Ua \/ Usgs<\/p>\n<\/div>\n<p>Le <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2016\/07\/08\/tracce-dacqua-anche-nei-canyon-marziani\/\">ipotesi<\/a> formulate a partire dal 2011 per spiegare le venature che compaiono stagionalmente sui pendii marziani, denominate<strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Dark_slope_streak#Recurring_slope_lineae_.28warm-season_flows.29\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em> recurring slope lineae<\/em><\/a><\/strong> (Rsl), potrebbero dover essere profondamente riviste: questa la conclusione alla quale giunge <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41561-017-0012-5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">uno studio<\/a> pubblicato ieri su <em>Nature Geoscience<\/em>. Inizialmente interpretate come il segno della presenza di acqua sul Pianeta rosso, emerge ora che per la formazione delle Rsl si debbano in realt\u00e0 chiamare in causa <strong>flussi granulari<\/strong>: flussi nei quali granelli di sabbia e polvere scivolano lungo i pendii del Pianeta rosso creando le strette strisce scure che osserviamo nelle bellissime immagini del Mars Reconnaissance Orbiter (Mro) della Nasa.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 non pu\u00f2 trattarsi di acqua?\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/HiRISE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">HiRISE<\/a> (High Resolution Imaging Science Experiment), la potente macchina fotografica a bordo di Mro, dopo un\u2019analisi attenta e continuativa dei pendii marziani ha evidenziato che queste strutture esistono solo su pendii abbastanza ripidi, tali da consentire ai granuli di scivolare lungo il profilo. \u00abInizialmente avevamo ipotizzato che le Rsl fossero riconducibili a flussi di acqua liquida, ma le pendenze coinvolte sono pi\u00f9 simili a quelle che ci aspettiamo per la sabbia asciutta\u00bb, spiega <strong>Colin Dundas<\/strong>, del Centro scientifico di astrogeologia degli Stati Uniti presso il Geological Survey di Flagstaff, in Arizona. \u00abQuesta nuova comprensione delle Rsl \u00e8 compatibile con altre evidenze sperimentali che mostrano come Marte oggi sia di fatto molto secco\u00bb.<\/p>\n<p>Dundas \u00e8 l\u2019autore principale della pubblicazione che si basa sulle osservazioni acquisite da HiRISE. I dati includono modelli 3D dei pendii, effettuati utilizzando coppie di immagini per una visione stereoscopica. Dundas e i co-autori hanno esaminato ben 151 venature presenti in una decina di siti diversi. <strong>Pressoch\u00e9 tutte le RSL studiate sono associate a pendenze pi\u00f9 ripide di 27 gradi<\/strong> (vedi i grafici qui sotto).<\/p>\n<div id=\"attachment_1653983\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/41561_2017_12_Fig1_HTML.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"63378756\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1653983 size-medium\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/41561_2017_12_Fig1_HTML-340x177.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/41561_2017_12_Fig1_HTML-340x177.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/41561_2017_12_Fig1_HTML-664x345.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/41561_2017_12_Fig1_HTML-300x156.jpg 300w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/41561_2017_12_Fig1_HTML-624x324.jpg 624w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/41561_2017_12_Fig1_HTML.jpg 685w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"177\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Pendenze (a sinistra) e profili (a destra) delle RSL analizzate nel lavoro di Dundas et al 2017<\/p>\n<\/div>\n<p>Ogni flusso granulare termina su un pendio che corrisponde al cosiddetto <em>angolo di riposo<\/em> (che misura la scorrevolezza dei materiale in polvere e d\u00e0 un\u2019indicazione della loro fluidit\u00e0) riscontrato nella sabbia asciutta delle dune presenti su Marte e sulla Terra. \u00abLe Rsl non scorrono su pendenze inferiori e le loro lunghezze sono cos\u00ec strettamente correlate all\u2019angolo di riposo, che non pu\u00f2 essere una coincidenza\u00bb, osserva\u00a0<strong>Alfred McEwen<\/strong>, ricercatore all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Arizona, a Tucson, e coautore dello studio.<br \/>\nUn simile flusso dovuto ad acqua liquida dovrebbe estendersi fino a pendenze meno ripide: \u00e8 per questo motivo che dobbiamo abbandonare l\u2019ipotesi che sia acqua liquida a scorrere nei pendii marziani.<\/p>\n<p>Di fatto, l\u2019ipotesi iniziale che chiamava in causa l\u2019acqua nella formazione delle Rsl costituiva una sfida per i ricercatori, poich\u00e9 <strong>non si riusciva bene a capire come potesse esistere cos\u00ec tanta acqua liquida sulla superficie di Marte<\/strong>. <strong>L\u2019attuale ipotesi del flusso granulare si adatta meglio alla nostra comprensione della superficie del Pianeta rosso<\/strong>, esposta ad un\u2019atmosfera fredda e sottile che rende estremamente improbabile la presenza di acqua corrente. L\u2019acqua liquida su Marte potrebbe essere limitata a tracce di umidit\u00e0 disciolta dall\u2019atmosfera e a film sottili, che per\u00f2 costituiscono ambienti difficili per la vita, cos\u00ec come la conosciamo noi.<\/p>\n<p>Tuttavia, non \u00e8 ancora chiaro come questi flussi di sabbia vengano generati e si accrescano lungo i pendii. Non \u00e8 chiara la loro ricomparsa stagionale e il loro rapido sbiadirsi. Gli autori del lavoro suggeriscono alcune possibilit\u00e0 per spiegare questi aspetti, che includono il coinvolgimento di piccole quantit\u00e0 di acqua, come sembrerebbe indicato dalla rilevazione di <strong>sali idratati<\/strong> presenti in alcuni siti. Gli autori descrivono le possibili connessioni tra questi aspetti ancora incogniti delle Rsl e la loro forma. Ad esempio, i sali potrebbero idratarsi attirando il vapore acqueo dall\u2019atmosfera, e questo processo potrebbe condurre alla formazione di acqua salata. I cambiamenti stagionali nell\u2019idratazione dei grani contenenti sale potrebbero causare alcuni meccanismi di innesco per i flussi dei grani stessi, come espansione, contrazione o rilascio di acqua. L\u2019oscuramento e lo sbiadirsi del rivoli di sabbia potrebbero derivare da cambiamenti nell\u2019idratazione.<\/p>\n<p>Ma se il vapore acqueo atmosferico \u00e8 un <em>trigger<\/em>, allora una domanda che nasce spontanea \u00e8: perch\u00e9 le striature appaiono solo su alcuni pendii ma non su altri? \u00abLa formazione di queste strutture probabilmente si basa su un meccanismo che \u00e8 unico all\u2019ambiente marziano\u00bb, dice McEwen, \u00abquindi esse rappresentano una grande opportunit\u00e0 per capire cosa avviene sulla superficie di Marte, che \u00e8 fondamentale per la futura esplorazione del pianeta\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa piena comprensione delle Rsl probabilmente si avr\u00e0 con un\u2019indagine sul campo di queste strutture\u00bb, conclude lo scienziato di Mro <strong>Rich Zurek<\/strong>, del Jet Propulsion Laboratory della Nasa. \u00abAnche se il nuovo studio suggerisce che le Rsl non sono abbastanza umide per favorire la vita microbica, \u00e8 probabile che l\u2019indagine in sito di queste venature richieder\u00e0 comunque procedure speciali per evitare l\u2019introduzione di microbi dalla Terra, almeno fino a quando non saranno definitivamente caratterizzate. In particolare, una spiegazione completa di come queste venature si oscurino e svaniscano ancora ci sfugge. Il telerilevamento in diversi momenti della giornata potrebbe fornire indizi importanti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><span class=\"nav-previous\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/21\/vita-polvere-interstellare\/\" rel=\"prev\"> Vita a zonzo sulla polvere di stelle<\/a><\/span><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Source: <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/21\/non-acqua-ma-sabbia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Su Marte scorre sabbia | MEDIA INAF<\/a><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Questo \u00e8 dovuto la fatto che gli effetti del Viagra si avvertono anche a livello della circolazione sanguigna <a href=\"https:\/\/vantaggiosopergliuomini.com\/2020\/06\/11\/lasix-principio-fname\">lasix principio fname<\/a> e non solo perch\u00e8 provi uno stato di eccitazione laggi\u00f9<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>.entry-header L\u2019immagine mostra la parte superiore del bordo meridionale del cratere di Tivat, ripresa nel 2011 dalla fotocamera ad alta risoluzione Imaging Science Experiment (HiRISE) sul Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa. 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