{"id":6021,"date":"2017-11-24T12:01:51","date_gmt":"2017-11-24T11:01:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/20\/oumuamua-interstellar-eso\/"},"modified":"2017-11-24T12:38:53","modified_gmt":"2017-11-24T11:38:53","slug":"ecco-oumuamua-il-nostro-ospite-interstellare-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=6021","title":{"rendered":"Ecco \u2019Oumuamua, il nostro ospite interstellare | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1653914\" class=\"post-1653914 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-news tag-1i2017-u1 tag-asteroidi tag-oumuamua\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1653915\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oumuamua.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1806020306\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1653915\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oumuamua.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oumuamua.jpg 1280w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oumuamua-340x213.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oumuamua-768x480.jpg 768w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oumuamua-664x415.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oumuamua-300x188.jpg 300w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oumuamua-624x390.jpg 624w\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"800\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Rappresentazione artistica dell\u2019asteroide interstellare \u2019Oumuamua. Dalle osservazioni condotte con il VLT sembra che sia un oggetto scuro, rossastro, lungo circa 400 metri, roccioso o con un elevato contenuto di metalli. Non assomiglia a nulla di quanto di solito vediamo nel Sistema solare. Crediti: Eso\/M. Kornmesser<\/p>\n<\/div>\n<p>Il 19 ottobre 2017 il telescopio\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pan-STARRS\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pan-Starss 1<\/a><\/strong>, alle Hawaii, ha osservato un puntino di luce che si muoveva in cielo. All\u2019inizio sembrava un tipico asteroide in rapido movimento, ma ulteriori osservazioni nei giorni seguenti hanno permesso di calcolarne l\u2019orbita con precisione. I calcoli hanno mostrato senza possibilit\u00e0 di dubbio che questo corpo celeste <strong>non proveniva dall\u2019interno del Sistema solare<\/strong>, come tutti gli altri asteroidi o comete mai osservati, <strong>ma dallo spazio interstellare<\/strong>. Pur se originariamente classificato come cometa, le osservazioni dell\u2019Eso e di altri siti non hanno trovato nessun segno di attivit\u00e0 cometaria dopo il passaggio in prossimit\u00e0 del Sole nel settembre 2017. L\u2019oggetto \u00e8 stato quindi riclassificato come <strong>asteroide interstellare<\/strong> e chiamato 1I\/2017 U1 (<a href=\"http:\/\/www.minorplanetcenter.org\/mpec\/K17\/K17V17.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u2019Oumuamua<\/a>).<\/p>\n<p>\u00abDovevamo muoverci in fretta\u00bb, spiega il membro dell\u2019equipe <strong>Oliver Hainaut<\/strong> dell\u2019Eso a Garching, in Germania. \u00ab\u2019Oumuamua aveva gi\u00e0 oltrepassato il suo punto di avvicinamento al Sole e stava tornando verso lo spazio interstellare\u00bb.<\/p>\n<p>Il Vlt (<a href=\"http:\/\/www.eso.org\/public\/teles-instr\/paranal-observatory\/vlt\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Very Large Telescope<\/a>) dell\u2019Eso \u00e8 stato quindi messo subito in moto per misurare l\u2019orbita, la luminosit\u00e0 e il colore dell\u2019oggetto con pi\u00f9 precisione dei piccoli telescopi. La rapidit\u00e0 era fondamentale, perch\u00e9 \u2018Oumuamua stava rapidamente svanendo alla vista allontanandosi dal Sole e dall\u2019orbita della Terra, nel suo cammino verso l\u2019esterno del Sistema solare. Ma c\u2019erano in riserbo altre sorprese.<\/p>\n<p>Combinando le immagini prese dallo\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.eso.org\/instruments\/fors1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">strumento FORS<\/a><\/strong>\u00a0sul Vlt, usando quattro filtri diversi, con quelli di altri grandi telescopi, l\u2019equipe di astronomi guidata da <strong>Karen Meech<\/strong> (Institute for Astronomy, Hawaii, Usa) ha scoperto che \u2018Oumuamua varia di intensit\u00e0 in modo drammatico, di un fattore dieci, mentre ruota sul proprio asse ogni 7,3 ore.<\/p>\n<p>Karen Meech spiega l\u2019importanza della scoperta: \u00abQuesta variazione di luminosit\u00e0 insolitamente grande significa che l\u2019oggetto \u00e8 molto allungato: circa dieci volte pi\u00f9 lungo che largo, con una forma complessa e contorta. Abbiamo anche scoperto che ha un colore rosso scuro, simile agli oggetti delle zone esterne del Sistema solare, e confermato che \u00e8 completamente inerte, senza la minima traccia di polvere\u00bb.<\/p>\n<p>Queste propriet\u00e0 suggeriscono che \u2018Oumuamua sia <strong>denso, probabilmente roccioso o con un contenuto elevato di metalli<\/strong>, che non abbia quantit\u00e0 significative di acqua o ghiaccio e che la sua superficie sia scura e arrossata a causa dell\u2019irradiazione da parte dei raggi cosmici nel corso di milioni di anni. Si \u00e8 stimato che sia <strong>lungo almeno 400 metri<\/strong>.<\/p>\n<p>Calcoli preliminari dell\u2019orbita hanno suggerito che l\u2019oggetto sia arrivato dalla direzione approssimativa della stella brillante\u00a0Vega, nella costellazione settentrionale della\u00a0Lira. In ogni caso, anche viaggiando alla velocit\u00e0 vertiginosa di circa <strong>95 000 km\/h<\/strong>, c\u2019\u00e8 voluto cos\u00ec tanto tempo per questo viaggio interstellare fino al nostro Sistema solare che Vega non era nemmeno in quella posizione quando l\u2019asteroide era l\u00e0 vicino, circa 300mila anni fa. \u2019Oumuamua potrebbe aver vagato per la Via Lattea, senza essere legato a nessun sistema stellare, <strong>per centinaia di milioni di anni<\/strong> prima di aver casualmente incontrato il Sistema solare.<\/p>\n<p>Gli astronomi stimano che un asteroide interstellare simile a \u2019Oumuamua attraversi il Sistema solare interno circa una volta all\u2019anno, ma poich\u00e9 sono deboli e difficili da trovare non sono stati identificati finora. Solo recentemente i telescopi per <em>survey<\/em>, come Pan-Starrs, sono diventati sufficientemente potenti per avere la possibilit\u00e0 di scovarli.<\/p>\n<p>\u00abStiamo continuando a osservare questo oggetto, unico nel suo genere\u00bb,\u00a0conclude Olivier Hainaut, \u00absperiamo di riuscire a identificare con maggior precisione il suo luogo di origine e la prossima destinazione di questo suo viaggio galattico. E ora che abbiamo trovato la prima roccia interstellare, ci stiamo preparando per le prossime!\u00bb.<\/p>\n<p><em>Fonte: <strong><a href=\"https:\/\/www.eso.org\/public\/italy\/news\/eso1737\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comunicato stampa Eso<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su <em>Nature<\/em> l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/nature25020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">A brief visit from a red and extremely elongated interstellar asteroid<\/a>\u201c, di\u00a0Karen J. Meech, Robert Weryk, Marco Micheli, Jan T. Kleyna, Olivier R. Hainaut, Robert Jedicke, Richard J. Wainscoat, Kenneth C. Chambers, Jacqueline V. Keane, Andreea Petric, Larry Denneau, Eugene Magnier, Travis Berger, Mark E. Huber, Heather Flewelling, Chris Waters, Eva Schunova-Lilly e Serge Chastel<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Guarda il servizio video su MediaInaf Tv:<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3kh8uHP6xTc?feature=oembed\" width=\"625\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/20\/brillamenti-solari-terra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev\"> Impulsi dai brillamenti solari anche sulla Terra<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span class=\"nav-next\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/21\/viaggi-interstellari-freni\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener\">Viaggi interstellari: dove sono i freni? <\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Source: <strong><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/20\/oumuamua-interstellar-eso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ecco \u2019Oumuamua, il nostro ospite interstellare | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Farmacie di comunit\u00e0 <a href=\"https:\/\/vantaggiosopergliuomini.com\/2020\/06\/01\/farmaci-disfunzione-erettile-senza-ricetta\">farmaci disfunzione erettile senza ricetta<\/a>, che valuta cialis. Per lui, notoriamente dominato da multinazionali non italiane.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>.entry-header Rappresentazione artistica dell\u2019asteroide interstellare \u2019Oumuamua. Dalle osservazioni condotte con il VLT sembra che sia un oggetto scuro, rossastro, lungo circa 400 metri, roccioso o con un elevato contenuto di metalli. Non assomiglia a nulla di quanto di solito vediamo nel Sistema solare. Crediti: Eso\/M. 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