{"id":6138,"date":"2017-12-20T12:10:27","date_gmt":"2017-12-20T11:10:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/12\/04\/blazar-cta-102\/"},"modified":"2017-12-20T14:15:06","modified_gmt":"2017-12-20T13:15:06","slug":"quel-getto-non-e-un-serpente-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=6138","title":{"rendered":"Quel getto non \u00e8 un serpente | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1654338\" class=\"post-1654338 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-in-evidenza category-inaf category-news tag-blazar tag-buco-nero-supermassiccio tag-cta-102 tag-getto tag-ira_bologna tag-nucleo-galattico-attivo tag-oa_roma tag-oa_torino tag-oa-val-daosta tag-tng tag-whole-earth-blazar-telescope\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1654367\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/getto.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"593211689\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1654367\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/getto-340x258.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/getto-340x258.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/getto-768x582.jpg 768w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/getto-664x503.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/getto-300x227.jpg 300w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/getto-624x473.jpg 624w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/getto.jpg 1241w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"258\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Simulazione numerica magnetoidrodinamica e relativistica in 3D del getto relativistico relativo al blazar CTA 102. Crediti: Gianluigi Bodo e Paola Rossi dell\u2019Inaf di Torino e Andrea Mignone dell\u2019Universit\u00e0 di Torino<\/p>\n<\/div>\n<p>Un folto gruppo di ricercatori guidati dagli scienziati dell\u2019Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) ha scoperto un esempio particolare di <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/04\/28\/getti-relativistici-dalla-galassia-sbagliata\/\"><strong>getto relativistico<\/strong><\/a>, la cui emissione \u2013 per una specie di effetto faro \u2013 viene esaltata a frequenze diverse in tempi diversi. Si tratta di una potente forma di espulsione di plasma ed energia proveniente da un buco nero supermassiccio al centro di un nucleo galattico attivo, ma il getto ha una <strong>forma sinuosa \u2013 che ricorda quella di un serpente\u00a0\u2013 ed \u00e8 disomogeneo<\/strong>. I ricercatori dell\u2019Inaf di Torino hanno condotto le osservazioni guidando un\u2019intensa campagna osservativa multifrequenza nell\u2019ambito della collaborazione internazionale <strong><a href=\"http:\/\/www.to.astro.it\/blazars\/webt\/homepage.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Whole Earth Blazar Telescope<\/a><\/strong> (guidata da <strong>Massimo Villata<\/strong> della sede torinese dell\u2019Inaf).<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del 2016 il blazar Cta 102 ha mostrato un rapido aumento di luminosit\u00e0 ottica, catturando l\u2019attenzione di tutti gli studiosi del settore. Il picco \u00e8 stato registrato il 28 dicembre, con una variazione di circa 6 magnitudini rispetto ai livelli di minimo osservati negli anni precedenti. L\u2019evento \u00e8 stato eccezionale e<strong> Cta 102 \u00e8 stato classificato come il blazar pi\u00f9 luminoso mai osservato<\/strong>.<\/p>\n<p>Il getto \u00e8 stato osservato da pi\u00f9 di 40 telescopi in una trentina di osservatori sparsi nell\u2019emisfero nord della Terra, tra cui diversi gestiti dall\u2019Italia. Gli scienziati guidati dall\u2019Inaf hanno raccolto migliaia di dati in diverse frequenze dello spettro, nell\u2019ottico, radio e vicino infrarosso, permettendo la ricostruzione delle curve di luce nel dettaglio. Durante la campagna osservativa della sorgente (iniziata nel 2008) \u00e8 stato possibile acquisire informazioni polarimetriche e spettroscopiche. Tra gli strumenti dell\u2019Inaf coinvolti ci sono il <a href=\"http:\/\/www.tng.iac.es\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Telescopio nazionale Galileo<\/strong><\/a>\u00a0(Tng) alle Canarie, il telescopio ottico Schmidt e quello nel vicino infrarosso entrambi a Campo Imperatore.<\/p>\n<div id=\"attachment_1654340\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Claudia-Raiteri-Inaf-di-Torino.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"330732399\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1654340\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Claudia-Raiteri-Inaf-di-Torino.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Claudia-Raiteri-Inaf-di-Torino.jpg 542w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Claudia-Raiteri-Inaf-di-Torino-300x340.jpg 300w\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"285\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Claudia Raiteri, astronoma presso l\u2019Inaf di Torino<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00abTutti i dati raccolti ci hanno permesso di convalidare l\u2019ipotesi che la variabilit\u00e0 mostrata da questo oggetto sia dovuta a cambiamenti del fattore Doppler relativistico\u00bb, ha commentato <strong>Claudia M. Raiteri<\/strong>, prima autrice dello studio pubblicato oggi sulla rivista <i>Nature<\/i><em>\u00a0<\/em>nonch\u00e9 ricercatrice astronoma presso Inaf di Torino. \u00abL\u2019emissione dei blazar \u00e8 dominata, infatti, dalla radiazione proveniente da uno dei getti relativistici, che punta verso di noi. L\u2019allineamento, grazie all\u2019effetto di <i>beaming<\/i> relativistico, amplifica il flusso osservato e causa anche un aumento Doppler delle frequenze e una contrazione dei tempi scala di variabilit\u00e0\u00bb, ha spiegato.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questa contrazione dei tempi, insieme all\u2019aumento dell\u2019ampiezza delle variazioni di flusso, che gli scienziati del team internazionale hanno potuto verificare osservando l\u2019eccezionale <i>outburst<\/i> (esplosione di luminosit\u00e0) di Cta 102, al culmine del quale la luminosit\u00e0 ottica del getto ha superato di 3500 volte il suo livello minimo.<\/p>\n<p>Villata ha specificato: \u00abLa nostra interpretazione \u00e8 che il getto sia curvo e disomogeneo, cio\u00e8 che emetta radiazione con frequenza diversa da regioni diverse, e che queste regioni cambino orientamento nel tempo a causa di instabilit\u00e0 sorte nel getto e\/o di moti orbitali, ipotizzando che il motore centrale del nucleo galattico attivo sia un sistema binario di buchi neri, o di precessione. Secondo tale interpretazione il formidabile aumento di luminosit\u00e0 \u00e8 stato il risultato di un maggiore allineamento (avvenuto circa 8 miliardi di anni fa) della regione del getto responsabile dell\u2019emissione ottica alla nostra linea di vista\u00bb.<\/p>\n<p>Raiteri ha concluso dicendo che \u00abla nostra interpretazione trova supporto sia teorico che osservativo. Le simulazioni numeriche magnetoidrodinamiche relativistiche in 3D realizzate dai colleghi simulatori, in particolare qui all\u2019Osservatorio di Torino dell\u2019Inaf, mostrano l\u2019insorgere di instabilit\u00e0 nel getto, che lo distorcono. D\u2019altra parte, l\u2019analisi di immagini ottenute con interferometria radio rivelano che sulle scale di qualche anno luce il getto sembra elicoidale e vorticoso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su\u00a0<em>Nature\u00a0<\/em>l\u2019articolo\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/nature24623\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cBlazar spectral variability as explained by a twisted inhomogeneous jet\u201d<\/a>,<\/strong> di C. M. Raiteri\u00a0<em>et al.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/12\/04\/voyager-1-riacceso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev\"> Riaccesi i razzi del Voyager 1 dopo 37 anni<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span class=\"nav-next\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/12\/04\/photobombing-buchi-neri-chandra\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener\">Photobombing, tocca a una coppia di buchi neri <\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Source<strong>: <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/12\/04\/blazar-cta-102\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quel getto non \u00e8 un serpente | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Gli effetti del Viagra <a href=\"https:\/\/www.vimarviaggi.it\/italiana\/\">farmaco inibitore<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>.entry-header Simulazione numerica magnetoidrodinamica e relativistica in 3D del getto relativistico relativo al blazar CTA 102. 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