{"id":6388,"date":"2018-03-19T16:37:02","date_gmt":"2018-03-19T15:37:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/02\/27\/proxima-centauri-flare-alma\/"},"modified":"2018-03-19T16:53:43","modified_gmt":"2018-03-19T15:53:43","slug":"proxima-b-un-giorno-da-dimenticare-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=6388","title":{"rendered":"Proxima b, un giorno da dimenticare | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Nel marzo 2017 le antenne di Alma hanno registrato un flare di grande potenza emesso da Proxima Centauri: la luminosit\u00e0 della stella \u00e8 aumentata di circa mille volte in appena dieci secondi. Un evento decisamente a sfavore dell\u2019abitabilit\u00e0 dell\u2019esopianeta a noi pi\u00f9 vicino<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1657784\" class=\"post-1657784 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-fisica category-news tag-alma tag-brillamenti-stellari tag-proxima-b tag-proxima-centauri\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1657788\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcflare.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"473348399\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1657788\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcflare-340x226.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcflare-340x226.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcflare-768x511.jpg 768w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcflare-664x442.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcflare-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcflare-624x415.jpg 624w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcflare.jpg 800w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"226\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Rappresentazione artistica di un brillamento da Proxima Centauri. In primo piano si vede il pianeta Proxima b, la cui orbita attorno alla stella madre \u00e8 20 volte pi\u00f9 stretta di quella della Terra attorno al Sole. Un flare 10 volte pi\u00f9 intenso di un forte brillamento solare potrebbe inondare Proxima b con 4000 volte pi\u00f9 radiazioni di quelle che la Terra riceve dal Sole in queste occasioni. Crediti: Roberto Molar Candanosa \/ Carnegie Institution for Science, Nasa\/Sdo, Nasa\/Jpl<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00abIl 24 marzo 2017 non \u00e8 stato un giorno qualunque, per Proxima Centauri\u00bb, giura <strong>Meredith MacGregor<\/strong>, ricercatrice <em>postdoc<\/em> a Washington, alla Carnegie Institution for Science. E c\u2019\u00e8 da crederle: era dal gennaio precedente che lei e la collega <strong>Alycia Weinberger<\/strong>, insieme ad altri astronomi da tutto il mondo, tenevano le antenne di Alma puntate verso la stella a noi pi\u00f9 vicina dopo il Sole \u2013 <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Proxima_Centauri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Proxima Centauri<\/a>,<\/strong> appunto: una nana rossa a 4.23 anni luce da noi, divenuta improvvisamente celebre nell\u2019agosto del 2016 con la scoperta dell<strong>\u2019<a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2016\/08\/24\/proxima-centauri-pianeta-vicino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">esopianeta Proxima b<\/a><\/strong>\u00a0in orbita attorno alla stella. Scoperta che da subito suscit\u00f2 grande entusiasmo: cos\u00ec \u201cvicino\u201d, vuoi vedere che \u00e8 pure abitabile\u2026 Ma con le<strong> <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/08\/01\/quante-difficile-mantenere-una-buona-atmosfera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">osservazioni successive<\/a><\/strong> l\u2019entusiasmo \u00e8 andato un po\u2019 scemando. E l\u2019evento registrato il 24 marzo dello scorso anno giunge come una nuova mazzata, confermando che la nostra vicina di casa non \u00e8 proprio un tipetto tranquillo, anzi: le sue intemperanze possono essere fatali.<\/p>\n<p>Torniamo dunque a quel venerd\u00ec 24 marzo 2017. Qui in Italia sono circa le otto di mattina quando laggi\u00f9 in Cile, nel deserto di Atacama, le antenne rivolte verso Proxima Centauri registrano un segnale a 233 GHz di poco pi\u00f9 d\u2019un minuto di durata. Un flusso molto intenso: la luminosit\u00e0 della stella aumenta di circa mille volte in appena dieci secondi. L\u2019intemperanza. In gergo astrofisico, \u00e8 un <strong><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/08\/08\/brillamenti-solari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">brillamento<\/a>,<\/strong> in inglese <em>flare<\/em>: quello che avviene quando un cambiamento nel campo magnetico di una stella accelera gli elettroni a velocit\u00e0 prossime a quella della luce. Elettroni che interagiscono con il plasma altamente carico del quale \u00e8 fatta la maggior parte delle stelle, provocando cos\u00ec un\u2019intensa emissione lungo tutto lo spettro elettromagnetico.<\/p>\n<div id=\"attachment_1657789\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcgraph.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1991727811\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1657789\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcgraph-340x288.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcgraph-340x288.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcgraph-768x650.jpg 768w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcgraph-664x562.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcgraph-300x254.jpg 300w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcgraph-624x528.jpg 624w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/pcgraph.jpg 1046w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"288\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">L\u2019andamento del flusso di radiazione emessa da Proxima Centauri il 24 marzo 2017. Crediti: Meredith MacGregor<\/p>\n<\/div>\n<p>Quello del 24 marzo registrato da Alma \u00e8 un <em>superflare<\/em>: dieci volte pi\u00f9 intenso del pi\u00f9 potente <em>flare<\/em> mai emesso dal Sole alle stesse lunghezze d\u2019onda. Se mai Proxima b avesse davvero ospitato la vita, il susseguirsi di brillamenti come questo avrebbe avuto conseguenze devastanti.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 probabile che, durante il brillamento, Proxima b sia stato investito da radiazioni ad alta energia\u00bb, spiega MacGregor, ricordando che gi\u00e0 si sapeva dell\u2019inclinazione di Proxima Centauri a queste esplosioni. \u00abBrillamenti come questo, nel corso dei miliardi di anni durante i quali Proxima b si \u00e8 formato, potrebbero aver evaporato qualsiasi atmosfera od oceano, e sterilizzato la superficie. Questo ci fa pensare che il concetto di abitabilit\u00e0 potrebbe dover mettere in conto qualcosa di pi\u00f9 del semplice trovarsi alla distanza giusta dalla stella ospite cos\u00ec da avere acqua liquida\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/02\/27\/microbi-deserto-atacama-marte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev\"> Vita nel deserto cileno: speranze per Marte?<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<span class=\"nav-next\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/02\/27\/rho-ophiuchi-ignazio-pillitteri\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener\"><strong>Come Rho Ophiuchi A nessuna mai<\/strong> <\/a><\/span><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Source<strong>: <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/02\/27\/proxima-centauri-flare-alma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Proxima b, un giorno da dimenticare | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Sant&#8217;Emidio, non possono infatti rifiutarsi viagra di vendere ci\u00f2 che la legge riconosce come medicinali <a href=\"http:\/\/www.datacontact.it\/10514.html\">equivalenti a kamagra<\/a>. Secondo quanto riscontrato quotidianamente dai pazienti, la cui forza\u00a0lavoro conta su poco Cialis meno di 14.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel marzo 2017 le antenne di Alma hanno registrato un flare di grande potenza emesso da Proxima Centauri: la luminosit\u00e0 della stella \u00e8 aumentata di circa mille volte in appena dieci secondi. Un evento decisamente a sfavore dell\u2019abitabilit\u00e0 dell\u2019esopianeta a noi pi\u00f9 vicino .entry-header Rappresentazione artistica di un brillamento da Proxima Centauri. 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