{"id":6649,"date":"2018-07-02T17:41:15","date_gmt":"2018-07-02T15:41:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/06\/27\/a-forma-di-sigaro-ma-pur-sempre-una-cometa\/"},"modified":"2018-07-02T18:14:08","modified_gmt":"2018-07-02T16:14:08","slug":"a-forma-di-sigaro-ma-pur-sempre-una-cometa-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=6649","title":{"rendered":"A forma di sigaro, ma pur sempre una cometa | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Postulando che si tratti di una cometa in miniatura, dalla peculiare forma oblunga, uno studio su Nature guidato da Marco Micheli, ricercatore dell&#8217;Esa, ha scoperto che la spinta dei gas emessi da \u2018Oumuamua pu\u00f2 essere una spiegazione fisica coerente della componente non gravitazionale del moto di questo pellegrino interstellare<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1662324\" class=\"post-1662324 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-news tag-asteroide tag-cometa tag-interstellar tag-oumuamua\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1662351\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 683px;\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Oumuamua.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"657144352\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1662351\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Oumuamua-340x213.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Oumuamua-340x213.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Oumuamua-768x480.jpg 768w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Oumuamua-664x415.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Oumuamua-640x400.jpg 640w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Oumuamua-624x390.jpg 624w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Oumuamua.jpg 1280w\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"428\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Illustrazione di \u2018Oumuamua, il primo oggetto interstellare visto passare all\u2019interno del nostro Sistema solare. Crediti: European Southern Observatory\/M. Kornmesser.<\/p>\n<\/div>\n<p><b>\u2018Oumuamua<\/b>, il corpo a forma di sigaro avvistato per la prima volta lo scorso 19 ottobre dall\u2019osservatorio Haleakala delle Hawaii, l\u2019unico finora noto proveniente da fuori il Sistema solare, dopo un po\u2019 d\u2019incertezza \u00e8 stato ora catalogato come <b>cometa<\/b>. Lo sostiene un<strong> <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-018-0254-4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuovo studio<\/a><\/strong> pubblicato oggi su <em>Nature<\/em>.<\/p>\n<p>Questo viandante spaziale \u00e8 stato infatti oggetto di dibattito fin dalla sua prima osservazione: inizialmente catalogato come una cometa, poi come un <em>esoasteroide<\/em> a causa delle mancata evidenza di attivit\u00e0 tipica delle comete in concomitanza con il passaggio vicino al Sole, e infine come il primo di una nuova categoria di <strong><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/20\/oumuamua-interstellar-eso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">oggetti interstellari<\/a>,<\/strong> a cui si deve la sua catalogazione sotto la sigla <b>1I\/2017 U1<\/b>.<\/p>\n<p>\u2018Oumuamua, che in lingua hawaiana significa \u201cesploratore\u201d o \u201dmessaggero\u201d, \u00e8 un corpo inusualmente oblungo di circa <strong>800 metri<\/strong>, di colore rosso scuro, dall\u2019origine sconosciuta (ma una <strong><a href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/1712.04435\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ricerca<\/a><\/strong> pubblicata nei mesi scorsi\u00a0ritiene <strong><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/03\/19\/provenienza-oumuamua-sistema-binario\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">derivi da un sistema di stelle binario<\/a><\/strong>), che ha ruzzolato attraverso il sistema solare seguendo una <strong>traiettoria iperbolica<\/strong>.<\/p>\n<p><b>Marco Micheli<\/b> del Coordination Centre Esa Ssa-Neo di Frascati e i colleghi autori dello studio hanno studiato il moto di \u2018Oumuamua nel Sistema solare sulla base di osservazioni fatte sia da terra che dallo spazio.<\/p>\n<p>Le osservazioni hanno mostrato che l\u2019arco lungo il quale l\u2019oggetto ha viaggiato non pu\u00f2 essere spiegato esclusivamente dall\u2019attrazione gravitazionale del Sole, dei pianeti o degli asteroidi pi\u00f9 grandi. I ricercatori hanno scoperto che <b>parte dell\u2019accelerazione<\/b> di allontanamento dal Sole deve essere <b>di natura non gravitazionale<\/b>, dimostrando come tutti i dati astronometrici (ovvero di posizione di \u2018Oumuamua) possono essere descritti una volta che la componente non gravitazionale viene inclusa nel modello.<\/p>\n<p>Grazie al modello utilizzato, gli autori del nuovo studio hanno anche potuto escludere altre spiegazioni plausibili per il moto non gravitazionale, inclusa la pressione emessa dalla radiazione solare, l\u2019interazione magnetica con il vento solare o gli effetti geometrici originati dalla supposta conformazione di \u2018Oumuamua, ovvero di pi\u00f9 corpi separati di origine spaziale.<\/p>\n<p>Gli scienziati hanno scoperto che la spinta dei gas emessi dal corpo celeste possono essere una spiegazione fisica coerente del moto di \u2018Oumuamua, postulando che esso si comporti come una cometa in miniatura.<\/p>\n<p>Un\u2019ipotesi coerente con i risultati che dimostrano come gli spettri osservati e l\u2019assenza di attivit\u00e0 cometaria siano in linea con il corpo di una cometa con un sottile mantello isolante, come gi\u00e0 aveva rivelato uno <strong><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41550-017-0361-4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studio<\/a><\/strong> pubblicato su <em>Nature Astronomy<\/em> nel 2017\u00a0che ipotizzava come <b>un lungo periodo di esposizione ai raggi cosmici avesse portato alla stratificazione superficiale di materiale organico e isolante<\/b>, proteggendo il nucleo ghiacciato dalla vaporizzazione che si verifica al passaggio ravvicinato con il Sole. Questo spiega l\u2019assenza di attivit\u00e0 cometaria, nonostante \u2018Oumuamua ricordi il nucleo di una cometa.<\/p>\n<p>Stabilendo quindi che l\u2019oggetto abbia un corpo ghiacciato, lo scenario dipinto dallo studio eseguito dai ricercatori \u00e8 in linea con le predizioni che suggeriscono che <b>solo una piccola parte degli oggetti interstellari possono essere asteroidali<\/b>.<\/p>\n<p>Il fatto che manchi la polvere come solitamente si osserva nelle comete dipende anche da una <b>atipica distribuzione della dimensione dei granelli di polvere<\/b>, priva di quelli pi\u00f9 piccoli, da un basso rapporto polvere-ghiaccio o da una diversa evoluzione superficiale a causa del suo lungo viaggio.<\/p>\n<p>Il paper conclude affermando che, in ogni caso, questi importanti aspetti di natura fisica di \u2018Oumuamua non possono ancora essere risolti in maniera conclusiva sulla base delle osservazioni fatte finora; e che osservazioni in sito sarebbero fondamentali per spiegarne l\u2019ambigua natura.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9: <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su <em>Nature<\/em> l\u2019articolo<strong> \u201c<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-018-0254-4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Non-gravitational acceleration in the trajectory of 1I\/2017 U1 (\u2018Oumuamua)<\/a>\u201c<\/strong>, di Marco Micheli, Davide Farnocchia, Karen J. Meech, Marc W. Buie, Olivier R. Hainaut, Dina Prialnik, Norbert Sch\u00f6rghofer, Harold A. Weaver, Paul W. Chodas, Jan T. Kleyna, Robert Weryk, Richard J. Wainscoat, Harald Ebeling, Jacqueline V. Keane, Kenneth C. Chambers, Detlef Koschny e Anastassios E. Petropoulos<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/06\/27\/nuovi-limiti-di-dimensione-per-le-stelle-di-neutroni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev\"> Nuovi limiti dimensionali per le stelle di neutroni<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span class=\"nav-next\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/06\/28\/francobollo-angelo-secchi\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener\">Angelo Secchi, un francobollo per il bicentenario <\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Source<strong>: <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/06\/27\/a-forma-di-sigaro-ma-pur-sempre-una-cometa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">A forma di sigaro, ma pur sempre una cometa | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Questo \u00e8 dovuto la fatto che gli effetti del Viagra si avvertono anche a livello della circolazione sanguigna <a href=\"https:\/\/vantaggiosopergliuomini.com\/2020\/06\/07\/pillole-per-erezione-online\">pillole per erezione online<\/a> e non solo perch\u00e8 provi uno stato di eccitazione laggi\u00f9<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Postulando che si tratti di una cometa in miniatura, dalla peculiare forma oblunga, uno studio su Nature guidato da Marco Micheli, ricercatore dell&#8217;Esa, ha scoperto che la spinta dei gas emessi da \u2018Oumuamua pu\u00f2 essere una spiegazione fisica coerente della componente non gravitazionale del moto di questo pellegrino interstellare .entry-header Illustrazione di \u2018Oumuamua, il primo &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=6649\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6650,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[679,7887,644,192,4292,330],"tags":[6431,8156,8159,8165,3637,8160,8154,8150,354,6427,8149,8155,8163,8147,8153,8157,1380,3508,8146,8152,8148,6425,8151,8164,8158,8162,8161],"class_list":["post-6649","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comete","category-corpi-extrasolari","category-corpi-minori-del-sistema-solare","category-pianeti-extrasolari","category-planemi","category-planetologia","tag-1i-2017-u1","tag-accelerazione-non-gravitazionale","tag-assenza-di-attivita-cometaria","tag-atipica-distribuzione-della-dimensione-dei-granelli-di-polvere","tag-cometa","tag-cometa-con-un-sottile-mantello-isolante","tag-coordination-centre-esa-ssa-neo","tag-corpo-oblungo","tag-eso","tag-esoasteroide","tag-esocometa","tag-frascati","tag-lungo-periodo-di-esposizione-ai-raggi-cosmici","tag-m-kornmesser","tag-marco-micheli","tag-moto-non-gravitazionale","tag-nature","tag-nature-astronomy","tag-oggetto-interstellare","tag-orbita-iperbolica","tag-osservatorio-haleakala","tag-oumuamua","tag-sistema-stellare-binario","tag-solo-una-piccola-parte-degli-oggetti-interstellari-possono-essere-asteroidali","tag-spinta-dei-gas-emessi-dal-corpo-celeste","tag-stratificazione-superficiale-di-materiale-organico-e-isolante","tag-ungo-periodo-di-esposizione-ai-raggi-cosmici","item-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6649","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6649"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6649\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6651,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6649\/revisions\/6651"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}