{"id":6695,"date":"2018-07-26T11:31:04","date_gmt":"2018-07-26T09:31:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/07\/25\/marte-acqua-lago\/"},"modified":"2018-07-26T13:16:07","modified_gmt":"2018-07-26T11:16:07","slug":"marte-ce-un-lago-sotterraneo-di-acqua-liquida-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=6695","title":{"rendered":"Marte, c\u2019\u00e8 un lago sotterraneo di acqua liquida | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Un team di scienziati guidato da Roberto Orosei dell\u2019Istituto nazionale di astrofisica ha scoperto un bacino di acqua liquida e salmastra nelle profondit\u00e0 del Polo sud di Marte. \u200b\u00c8 il primo lago sotterraneo confermato sul Pianeta rosso. Il risultato, ottenuto con la sonda Mars Express dell\u2019Esa, \u00e8 pubblicato su Science.<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1663385\" class=\"post-1663385 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-comunicati category-in-evidenza category-inaf category-news tag-acqua-su-marte tag-asi tag-esa tag-inaf tag-mars-express tag-marsis tag-marte\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1663391\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cover_render_A.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"486579732\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1663391\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cover_render_A-240x340.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cover_render_A-240x340.jpg 240w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cover_render_A.jpg 452w\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"396\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Impressione artistica del veicolo spaziale Mars Express che sonda l\u2019emisfero sud di Marte, sovrapposto a una sezione radar dei depositi stratificati polari meridionali. La sezione del radar \u00e8 stata inclinata di 90\u00b0. La linea bianca pi\u00f9 a sinistra \u00e8 l\u2019eco del radar di superficie, mentre le macchie blu chiaro lungo l\u2019eco radar basale evidenziano aree di riflettivit\u00e0 molto alta, interpretate come dovute alla presenza di acqua. Crediti: Esa, Inaf. Elaborazione grafica di Davide Coero Borga \u2013 Media Inaf<\/p>\n<\/div>\n<p>Acqua su Marte: liquida e salata.\u00a0Sono queste <a href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/cgi\/doi\/10.1126\/science.aar7268\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le prime conclusioni<\/a> delle indagini compiute con il radar italiano <strong><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/marsis\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marsis<\/a><\/strong> (da <em>Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding<\/em>), a bordo della sonda europea <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/mars-express\/\">Mars Express<\/a>, pubblicate oggi su\u00a0<em>Science<\/em>. Allo studio, guidato da <strong>Roberto Orosei<\/strong> dell\u2019Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), hanno partecipato scienziati e scienziate\u00a0appartenenti all\u2019Inaf e ad altri centri di ricerca e universit\u00e0 italiane: l\u2019Agenzia spaziale italiana (Asi), l\u2019Universit\u00e0 degli studi Roma Tre, l\u2019Universit\u00e0 D\u2019Annunzio Chieti-Pescara, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e Sapienza Universit\u00e0 di Roma. I risultati,\u00a0per la prima volta, confermano che sotto la superficie di Marte c\u2019\u00e8 acqua allo stato liquido. Probabilmente\u00a0acqua \u00e8 salata, visto che Marsis ha individuato il bacino a 1.5 km di profondit\u00e0, dove la temperatura \u00e8 sicuramente ben al di sotto di 0 \u00b0C. I sali, probabilmente simili quelli che la sonda Nasa Phoenix ha trovato nel ghiaccio della zona circumpolare nord, agiscono da \u201cantigelo\u201d, aiutando a mantenere l\u2019acqua allo stato liquido nonostante la temperatura. Acqua, sali, rocce e protezione dalla radiazione cosmica sono ingredienti che potrebbero far pensare anche a una nicchia biologica. I ricercatori sono convinti che potrebbero esserci altre zone con condizioni favorevoli alla presenza di acqua in profondit\u00e0 su Marte e ora, messo a punto il metodo di analisi, potranno continuare a investigare.<\/p>\n<p>Grazie alla sonda Viking della Nasa, dal 1976 \u00e8 diventato evidente il fatto che la superficie di Marte fosse un tempo coperta da mari, laghi e fiumi e le successive missioni hanno confermato sempre pi\u00f9 tale presenza.<\/p>\n<div id=\"attachment_1663387\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/roberto-orosei-01.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"2033078907\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1663387 size-medium\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/roberto-orosei-01-340x227.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/roberto-orosei-01-340x227.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/roberto-orosei-01-768x513.jpg 768w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/roberto-orosei-01-664x444.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/roberto-orosei-01-640x427.jpg 640w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/roberto-orosei-01-624x417.jpg 624w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"227\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Roberto Orosei (Inaf), primo autore dello studio. Crediti: Stefano Parisini \u2013 Media Inaf<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00abIl grande dilemma era quindi quello di stabilire dove fosse finita tutta quell\u2019acqua\u00bb, dice Orosei, primo autore dell\u2019articolo. \u00abBuona parte di questa \u00e8 stata portata via dal vento solare, che spazz\u00f2 quella che mano a mano si vaporizzava dalla superficie degli specchi d\u2019acqua. Un\u2019altra significativa porzione \u00e8 depositata sotto forma di ghiaccio nelle calotte, soprattutto quella nord, e negli strati prossimi alla superficie o \u00e8 legata al terreno nel permafrost. Ma una parte doveva essere rimasta intrappolata nelle profondit\u00e0 e potrebbe ancora trovarsi allo stato liquido\u00bb. Questo era ci\u00f2 che si ipotizzava a met\u00e0 degli anni \u201990, quando la missione Mars Express fu annunciata dall\u2019Agenzia spaziale europea (Esa), e l\u2019Asi propose di adottare un radar a bassa frequenza per investigare il sottosuolo a grande profondit\u00e0. Il radar fu ideato e proposto da <strong>Giovanni Picardi<\/strong> di Sapienza Universit\u00e0 di Roma, la sua realizzazione fu gestita dall\u2019Asi e affidata alla Thales Alenia Space \u2013 Italia e il lancio avvenne\u00a0il 2 giugno 2003.<\/p>\n<p>Marsis \u00e8 un<strong> <a href=\"http:\/\/sci.esa.int\/mars-express\/34826-design\/?fbodylongid=1601\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>radar sounder<\/em><\/a><\/strong>, ovvero un radar che opera a frequenze tra 1.5 e 5 MHz in grado di penetrare nel terreno marziano fino a 4 o 5 km di profondit\u00e0, a seconda delle caratteristiche geofisiche degli strati profondi, ma anche di misurare con accuratezza lo stato e le variazioni della ionosfera marziana. \u00abEra uno strumento di concezione innovativa, completamente diverso dall\u2019unico lontano precursore volato un quarto di secolo prima sull\u2019ultima missione Apollo, estremamente promettente di cui si doveva non solo sviluppare l\u2019elettronica, ma anche il modo di elaborarne i dati.\u00a0 Un contributo importante venne dai colleghi del Jpl della Nasa e dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Iowa\u00bb, ricorda\u00a0<strong>Enrico Flamini<\/strong>, <em>chief scientist<\/em> di Asi. Questi ultimi erano principalmente interessati alla misura della ionosfera marziana, mentre il Jpl cur\u00f2 lo sviluppo presso l\u2019industria americana dell\u2019antenna, due leggerissimi tubi di kevlar lunghi 20 metri ognuno che, per poter essere montati a bordo ed essere lanciati con il satellite, dovevano essere ripiegati in una scatola di poco pi\u00f9 di un metro di lunghezza.<\/p>\n<div id=\"attachment_1663397\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cover_render_D.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1568135649\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1663397\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cover_render_D-240x340.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cover_render_D-240x340.jpg 240w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/cover_render_D.jpg 452w\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"396\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Impressione artistica del veicolo spaziale Mars Express che sonda l\u2019emisfero sud di Marte, sovrapposto a un mosaico di colori di una porzione di Planum Australe. L\u2019area di studio \u00e8 evidenziata utilizzando un mosaico di immagini THEMIS IR. La potenza del segnale dell\u2019eco proveniente dal sottosuolo \u00e8 codificata per colore e il blu intenso corrisponde ai riflessi pi\u00f9 forti, che sono interpretati come causati dalla presenza di acqua. Crediti: USGS Astrogeology Science Center, Arizona State University, Esa, Inaf. Elaborazione grafica di Davide Coero Borga \u2013 Media Inaf<\/p>\n<\/div>\n<p>Marsis, grazie alla sua capacit\u00e0 di penetrare all\u2019interno della crosta marziana, \u00e8 l\u2019unico strumento in grado di risolvere il dilemma e trovare l\u2019acqua liquida in profondit\u00e0. Per pi\u00f9 di 12 anni il radar ha sondato le calotte polari del Pianeta rosso in cerca di indizi di acqua liquida. Qualche eco radar insolitamente forte era gi\u00e0 stata osservata dai ricercatori del team di Marsis nel corso degli anni, ma senza ottenere mai una evidenza sperimentale certa della presenza di acqua allo stato liquido. Il gruppo di scienziati che firma l\u2019articolo oggi in pubblicazione su <em>Science<\/em>, ha studiato per alcuni anni la regione del Planum Australe con Marsis. In particolare, i ricercatori hanno elaborato e analizzato i dati acquisiti su questa regione tra il maggio 2012 ed il dicembre 2015. I profili radar, ottenuti da orbite diverse, che talvolta si incrociavano tra di loro, ed acquisite in diversi periodi dell\u2019anno marziano quando nelle regioni polari sud si depositano sottili strati di ghiaccio di anidride carbonica, hanno mostrato caratteristiche peculiari e hanno permesso di identificare una area di circa 20 km quadrati (centrata a 193\u00b0E e 81\u00b0S) nella quale la sottosuperficie \u00e8 molto riflettente, al contrario delle aree circostanti.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 complessa del lavoro \u00e8 stata l\u2019analisi quantitativa dei segnali radar per arrivare a determinare la costante dielettrica dello strato riflettente e identificarne, quindi, la natura. Questa parte del lavoro \u00e8 durata quasi 4 anni, ma il gruppo \u00e8 riuscito a determinare che la permittivit\u00e0 dielettrica dell\u2019area altamente riflettente \u00e8 maggiore di 15, perfettamente in accordo con la presenza di materiali che contengono notevoli quantit\u00e0 di acqua liquida. \u00abQuesti risultati indicano che ci troviamo probabilmente in presenza di un lago subglaciale\u00bb, conclude\u00a0<strong>Elena Pettinelli<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 Roma Tre, \u00absimile ai laghi presenti al di sotto dei ghiacci antartici, relativamente esteso e con una profondit\u00e0 certamente superiore alla possibilit\u00e0 di penetrazione delle frequenze usate da Marsis. In alternativa potrebbe trattarsi di un acquifero profondo nel quale l\u2019acqua liquida riempie i pori e le fratture della roccia. Non siamo attualmente in grado di stimare con precisione la profondit\u00e0 del lago, ovvero dove si trova il fondo del lago o la base dell\u2019acquifero, ma possiamo senza dubbio affermare che sia come minimo dell\u2019ordine di qualche metro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su <em>Science<\/em> l\u2019articolo<strong> \u201c<a href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/cgi\/doi\/10.1126\/science.aar7268\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Radar evidence of subglacial liquid water on Mars<\/a>\u201c<\/strong>, di R. Orosei <em>et al.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Guarda su MediaInaf Tv l\u2019intervista a Roberto Orosei:<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/TKak-fnrl5g?feature=oembed\" width=\"625\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Guarda su MediaInaf Tv il <i>videoscribe<\/i> sulla scoperta:<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_rC5ZieRrZA?feature=oembed\" width=\"625\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/07\/25\/aurore-diurne-su-marte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev\"> Aurore diurne su Marte<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<span class=\"nav-next\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/07\/26\/mappa-radiazioni-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener\"><strong>Europa, ecco dove Giove la bombarda<\/strong> <\/a><\/span><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Source<strong>: <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/07\/25\/marte-acqua-lago\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marte, c\u2019\u00e8 un lago sotterraneo di acqua liquida | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Il fatto avvenuto alle 20 di questa sera Levitra, una riduzione di 10 crediti per il periodo formativo 2017-2019 <a href=\"http:\/\/cialisgenericotrovaprezzi.com\/cialis-generico-miglior-prezzo-piu-basso\/\">http:\/\/cialisgenericotrovaprezzi.com\/cialis-generico-miglior-prezzo-piu-basso\/<\/a>.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un team di scienziati guidato da Roberto Orosei dell\u2019Istituto nazionale di astrofisica ha scoperto un bacino di acqua liquida e salmastra nelle profondit\u00e0 del Polo sud di Marte. \u200b\u00c8 il primo lago sotterraneo confermato sul Pianeta rosso. 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