{"id":6941,"date":"2018-10-10T16:41:30","date_gmt":"2018-10-10T14:41:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/10\/08\/nana-bruna-nana-bianca\/"},"modified":"2018-10-10T17:04:31","modified_gmt":"2018-10-10T15:04:31","slug":"se-una-nana-bruna-incontra-una-nana-bianca-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=6941","title":{"rendered":"Se una nana bruna incontra una nana bianca | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>L\u2019osservazione compiuta con Alma di tracce di litio e di insoliti rapporti isotopici per il carbonio, l\u2019azoto e l\u2019ossigeno ha consentito a un team di astronomi di identificare le responsabili di una nova anomala vista esplodere nel 1670: a innescarla, la fusione fra una nana bruna e una nana bianca<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1666098\" class=\"post-1666098 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-news tag-alma tag-ck-vulpeculae tag-nane-bianche tag-nane-brune tag-nova\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1666099\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nova.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"158863201\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1666099\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nova-340x174.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nova-340x174.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nova-768x394.jpg 768w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nova-664x341.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nova-640x328.jpg 640w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nova-624x320.jpg 624w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/nova.jpg 1170w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"174\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Immagine ottenuta da Alma di CK Vulpeculae. Crediti: Credit: Alma (Eso\/Naoj\/Nrao)\/S. P. S. Eyres<\/p>\n<\/div>\n<p>Nel 1670 fece la sua apparizione nel cielo notturno, in direzione della costellazione del Cigno, una stella che nessuno aveva mai visto. I primi a registrarne la presenza, rispettivamente il 20 di giugno e il 25 di luglio di quell\u2019anno, furono gli astronomi Anthelme Voituret e Johannes Hevelius. Ed essendo una \u201cstella\u201d nuova di zecca, venne classificata come <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nova\"><em>nova<\/em><\/a>: l\u2019effimero prodotto \u2013 ci\u00f2 che gli astronomi chiamano evento transiente \u2013 della fusione di due stelle.<\/p>\n<p>Quella <em>nova<\/em> in particolare, chiamata in seguito <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/CK_Vulpeculae\">CK Vulpeculae<\/a> e ritenuta per secoli la prima vera nova della quale si abbia testimonianza, una vera e propria <em>nova<\/em> forse non lo era. I primi sospetti sorsero una trentina d\u2019anni fa studiando le impronte chimiche dei resti dell\u2019esplosione \u2013 la cui forma ricorda una clessidra, formata da due anelli di polvere e gas, con al centro un oggetto compatto. Ed \u00e8 da allora che gli astronomi <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2015\/03\/23\/svelato-il-mistero-dellesplosione-stellare-del-1670\/\">si interrogano<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/07\/30\/molecole-radioattive-nello-spazio\/\">formulano ipotesi<\/a> sull\u2019origine di quell\u2019intenso bagliore di tre secoli e mezzo fa. Ipotesi alle quali si va ora ad aggiungere quella di un team guidato da <strong>Stewart Eyres<\/strong>, della University of South Wales, illustrata in <a href=\"https:\/\/arxiv.org\/pdf\/1809.05849.pdf\">uno studio<\/a> in uscita su <em>Monthly Notices of the Royal Astronomical Society<\/em>: analizzando i resti dell\u2019esplosione attraverso i dati raccolti dalle antenne di Alma, l\u2019Atacama Large Millimeter\/submillimeter Array, i ricercatori hanno concluso che a produrla sia stato l\u2019incontro fra una <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nana_bianca\">nana bianca<\/a> (l\u2019ultimo stadio dell\u2019evoluzione di una stella simile al Sole) e una \u201cstella mancata\u201d, vale a dire una <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nana_bruna\">nana bruna<\/a>, un oggetto la cui massa \u00e8 insufficiente a sostenere la fusione nucleare.<\/p>\n<p>Come \u00e8 stato possibile capirlo? \u00abQuando le due stelle sono entrate in collisione\u00bb, spiega uno dei coautori dello studio, <strong>Sumner Starrfield<\/strong>, astronomo all\u2019Arizona State University, \u00abhanno riversato nell\u2019ambiente un cocktail di molecole e isotopi insoliti che ci ha fornito nuove informazioni sulla natura di questo oggetto\u00bb. Ma quali molecole e quali isotopi, esattamente? E in che modo hanno tradito le vere origini di CK Vulpeculae? \u00abLa presenza di litio, insieme a rapporti isotopici non comuni per il carbonio, l\u2019azoto e l\u2019ossigeno\u00bb, elenca Eyres, \u00absuggeriscono che si tratti di materiale proveniente da una stella nana bruna scaricato sulla superficie di una nana bianca. Le reazioni termonucleari e l\u2019eruzione di questo materiale hanno poi prodotto la forma a clessidra che osserviamo oggi\u00bb.<\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: nei resti a forma di clessidra sono state trovate molecole organiche come la <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Formaldeide\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">formaldeide<\/a> <\/strong>(H2CO) e la<strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Formammide\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">formamide<\/a> <\/strong>(NH2CHO). Molecole, queste, che non potrebbero resistere in un ambiente nel quale vi sia una fusione nucleare in corso, e che dunque devono essere state prodotte dai residui dell\u2019esplosione. Un ulteriore indizio a sostegno dello scenario di collisione fra una nana bruna e una nana bianca. Nana bianca che, dicono i ricercatori, doveva avere una massa pari a circa dieci volte quella della nana bruna, pur occupando un volume enormemente pi\u00f9 ridotto. E mentre la nana bruna precipitava spiraleggiando verso la nana bianca, le intense forze mareali esercitate da quest\u2019ultima l\u2019avrebbero smembrata. \u00ab\u00c8 la prima volta che un evento del genere \u00e8 stato identificato in modo definitivo\u00bb, conclude Starrfield.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><span class=\"nav-previous\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/10\/08\/proiettili-di-plasma-scaldano-la-corona-solare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev\"><strong> Proiettili di plasma scaldano la corona solare<\/strong><\/a><\/span><br \/>\n<strong><span class=\"nav-next\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/10\/09\/foto-del-secolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener\">Fotografia del buco nero? Non prima del 2019 <\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Source<strong>: <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/10\/08\/nana-bruna-nana-bianca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Se una nana bruna incontra una nana bianca | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Molte persone hanno sicuramente sentito parlare del Viagra, ma non sono veramente sicuri di cosa aspettarsi quando lo prendono <a href=\"https:\/\/vantaggiosopergliuomini.com\/2020\/05\/28\/pillole-per-ritardare-l-erezione\">pillole per ritardare l erezione<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019osservazione compiuta con Alma di tracce di litio e di insoliti rapporti isotopici per il carbonio, l\u2019azoto e l\u2019ossigeno ha consentito a un team di astronomi di identificare le responsabili di una nova anomala vista esplodere nel 1670: a innescarla, la fusione fra una nana bruna e una nana bianca .entry-header Immagine ottenuta da Alma &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=6941\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6942,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5208,596,798,2813,4536,970],"tags":[8570,1022,8579,8574,8315,1263,2118,1216,2960,8572,8591,354,8576,8589,8590,1344,8583,8575,8586,1215,8588,529,1168,806,485,1275,5211,8571,1903,8580,1217,8587,8577,8585,8578,8573,8581,8584,8582],"class_list":["post-6941","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alma","category-fisica-stellare","category-nane-bianche","category-nane-brune","category-radioastronomia-astrofisica","category-supernove-nove-e-ipernove","tag-8570","tag-alma","tag-anellidipolvereegas","tag-anthelmevoituret","tag-arizona-state-university","tag-atacama-large-millimetersubmillimeter-array","tag-azoto","tag-carbonio","tag-cigno","tag-ckvulpeculae","tag-collisionefraunananabrunaeunananabianca","tag-eso","tag-eventotransiente","tag-formaldeide","tag-formamide","tag-fusione-di-due-stelle","tag-incontronanabiancananabruna","tag-johanneshevelius","tag-lazotoelossigeno","tag-litio","tag-materialecedutodaunananabrunaaunananabianca","tag-media-inaf","tag-monthly-notices-of-the-royal-astronomical-society","tag-nana-bianca","tag-nana-bruna","tag-naoj","tag-nova","tag-novaanomala","tag-nrao","tag-oggettocompatto","tag-ossigeno","tag-presenzadilitio","tag-primanovascoperta","tag-rapportiisotopicinoncomuniperilcarbonio","tag-restidellesplosione","tag-spseyres","tag-stewarteyres","tag-sumnerstarrfield","tag-universityofsouthwales","item-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6941","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6941"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6947,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6941\/revisions\/6947"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6942"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}