{"id":6998,"date":"2018-10-18T16:30:15","date_gmt":"2018-10-18T14:30:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/10\/11\/supernova-stella-neutroni\/"},"modified":"2018-10-18T16:37:16","modified_gmt":"2018-10-18T14:37:16","slug":"supernova-lasciata-in-mutande-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=6998","title":{"rendered":"Supernova lasciata in mutande | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Oggi su Science si riporta l\u2019osservazione di un\u2019esplosione di supernova molto debole e molto breve, con una quantit\u00e0 estremamente ridotta di materiale espulso. La causa potrebbe essere una stella compagna, probabilmente una stella di neutroni. Ne parliamo con uno degli autori della scoperta, Paolo Mazzali della Liverpool John Moores University<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1666290\" class=\"post-1666290 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-news tag-iptf-14gqr tag-italiani-allestero tag-stelle-di-neutroni tag-supernove tag-supernove-ic\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1666293\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/whisper-foto.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1175226051\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1666293\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/whisper-foto-340x150.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/whisper-foto-340x150.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/whisper-foto-768x338.jpg 768w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/whisper-foto-664x292.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/whisper-foto-640x282.jpg 640w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/whisper-foto-624x275.jpg 624w\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"167\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La regione osservata prima (a sinistra), durante (al centro) e dopo (a destra) l\u2019esplosione. La supernova \u00e8 visibile solo nel pannello centrale. Crediti: Nasa\/Jpl-Caltech\/R. Hurt<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00c8 accaduto a 920 milioni di anni luce da noi, nella costellazione di Pegaso. Ed \u00e8 stata una morte silenziosa. Breve e silenziosa. Eppure le premesse perch\u00e9 fosse una fine col botto c\u2019erano tutte. Quando una stella di grande massa collassa, l\u2019esplosione si sente \u2013 o meglio si vede \u2013 da una parte all\u2019altra dell\u2019universo: il guscio pi\u00f9 esterno viene sparso ovunque, e parliamo di una montagna di materia. E invece nel caso di <strong>iPTF 14gqr<\/strong> \u2013 questo il nome della strana supernova<strong> <a href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/cgi\/doi\/10.1126\/science.aas8693\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">descritta oggi sulle pagine di <em>Science<\/em><\/a> <\/strong>\u2013 di materia ne \u00e8 stata espulsa pochissima.<\/p>\n<p>Come mai? Secondo i ricercatori, la ragione \u00e8 che una seconda stella l\u00ec nei paraggi \u2013 invisibile ma estremamente massiccia \u2013 ha \u201crubato\u201d la materia del guscio, sottraendola prima dell\u2019esplosione. Insomma, l\u00e0 accanto a iPTF 14gqr ci dev\u2019essere qualcosa che l\u2019ha letteralmente <em>spogliata<\/em>. Non a caso gli astronomi parlano di <em>ultra-stripped envelope supernov<\/em>a: come dire, una supernova lasciata in mutande.<\/p>\n<p>E chi pu\u00f2 mai essere capace di cotanto furto con destrezza? Cosa pu\u00f2 avere una massa tale da esercitare un\u2019attrazione gravitazionale sufficiente a spogliare una supernova ma, al tempo stesso, mantenersi invisibile? Per esempio, una stella di neutroni. Che \u00e8 poi ci\u00f2 che diventer\u00e0, con buona probabilit\u00e0, anche la stella appena vista esplodere.<\/p>\n<div id=\"attachment_1666296\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/mazzali.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1154798110\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1666296\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/mazzali-226x340.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/mazzali-226x340.jpg 226w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/mazzali-441x664.jpg 441w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/mazzali.jpg 600w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"451\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Paolo Mazzali, professore alla Liverpool John Moores University e coautore dello studio pubblicato oggi su Science<\/p>\n<\/div>\n<p>Insomma, un evento estremamente raro da osservare, sia perch\u00e9 debole sia per la breve durata. Fra gli astronomi che hanno avuto la fortuna di riuscirci c\u2019\u00e8\u00a0<strong>Paolo Mazzali<\/strong>, uno dei cofirmatari dell\u2019articolo uscito su <em>Science<\/em>. Oggi professore alla John Moores University di Liverpool, nel Regno Unito, Mazzali \u00e8 originario di Spezia, ha studiato a Manchester, ha preso il PhD in California, a Ucla, e per oltre vent\u2019anni \u2013 dal 1992 al 2013 \u2013 ha lavorato in Italia, all\u2019Istituto nazionale di astrofisica, fino a che non gli \u00e8 arrivata una buona offerta che l\u2019ha convinto a tornare all\u2019estero. \u00abE visto da dove venivo\u00bb, racconta a <em>Media Inaf<\/em>, \u00abnon era poi difficile\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Professor Mazzali, che razza di supernova \u00e8, questa che avete studiato? Leggiamo che \u00e8 classificata come di \u201ctipo Ic\u201d: cosa significa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUna supernova Ic \u00e8 spettroscopicamente caratterizzata da elementi di peso maggiore dell\u2019idrogeno e dell\u2019elio. Questo significa che la stella che \u00e8 esplosa ha perso gli strati esterni, che appunto sono composti da idrogeno ed elio, tramite un vento o un\u2019interazione con una compagna in un sistema binario. Fisicamente, le supernove Ic sono tipicamente stelle massicce che collassano, ma ci sono eventi con vita molto breve che potrebbero avere altre origini, come appunto quello di cui parla il nostro paper\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ecco, a proposito della vita breve dell\u2019evento da voi osservato: quanto \u00e8 durato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFra salita e declino, circa due settimane: molto poco per una supernova. Il primo <em>burst<\/em> \u00e8 durato circa un giorno, e lo abbiamo \u201cpreso al volo\u201d. La sorgente \u00e8 poi calata, quindi \u00e8 risalita di nuovo per circa una settimana, prima di declinare definitivamente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La supernova potrebbe essere diventata una stella di neutroni, la compagna \u00e8 anch\u2019essa una stella di neutroni\u2026 possiamo dire che avete assistito in diretta alla nascita di un sistema binario di stelle di neutroni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesta \u00e8 una delle ipotesi, favorita dalle ridottissime masse che deduciamo dai dati: un millesimo della massa del Sole. Per darvi un\u2019idea, quando viene da una stella che collassa ed esplode, una supernova Ic pu\u00f2 avere da una a varie decine di masse solari\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Se l\u2019ipotesi fosse confermata, sarebbe la prima volta che si assiste a un fenomeno del genere?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon sarebbe la prima volta, ma mai in precedenza abbiamo visto il primo rapido segnale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Se sono due stelle di neutroni, alla fine si fonderanno producendo onde gravitazionali\u2026 tra quanto tempo, grosso modo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAh, saperlo! Potrebbe essere fra i 500 milioni di anni come fra un miliardo di anni: dipende dalla separazione e dalle masse\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su <em>Science<\/em> l\u2019articolo <strong>\u201c<a href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/cgi\/doi\/10.1126\/science.aas8693\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">A hot and fast ultra-stripped supernova that likely formed a compact neutron star binary<\/a>\u201d<\/strong>, di K. De, M. M. Kasliwal, E. O. Ofek, T. J. Moriya, J. Burke, Y. Cao, S. B. Cenko, G. B. Doran, G. E. Duggan, R. P. Fender, C. Fransson, A. Gal-Yam, A. Horesh, S. R. Kulkarni, R. R. Laher, R. Lunnan, I. Manulis, F. Masci, P. A. Mazzali, P. E. Nugent, D. A. Perley, T. Petrushevska, A. L. Piro, C. Rumsey, J. Sollerman, M. Sullivan e F. Taddia<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><span class=\"nav-previous\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/10\/11\/maltempo-sardegna-inaf\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev\"><strong> Sardegna, disagi per i dipendenti Inaf<\/strong><\/a><\/span><br \/>\n<span class=\"nav-next\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/10\/12\/api-eclissi\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener\"><strong>Anche le api si fermano per l\u2019eclissi<\/strong> <\/a><\/span><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Source<strong>: <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/10\/11\/supernova-stella-neutroni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Supernova lasciata in mutande | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Roma Farmacia <a href=\"https:\/\/vantaggiosopergliuomini.com\/2020\/06\/11\/pillole-erezione\">pillole erezione<\/a>, altrimenti perder\u00e0 il sussidio Cialis. 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