{"id":7222,"date":"2018-11-27T16:34:56","date_gmt":"2018-11-27T15:34:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/11\/21\/climatologia-trappist-1\/"},"modified":"2018-11-27T18:02:05","modified_gmt":"2018-11-27T17:02:05","slug":"acqua-e-clima-temperato-su-trappist-1e-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=7222","title":{"rendered":"Acqua e clima temperato su Trappist-1e | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Una ricerca pubblicata su ApJ fornisce modelli climatici aggiornati per i sette pianeti orbitanti attorno alla stella Trappist-1, confermando che Trappist-1e \u00e8 quello che pi\u00f9 probabilmente potrebbe ospitare acqua liquida su una superficie temperata. Il lavoro presentato aiuter\u00e0 gli astronomi a studiare in modo pi\u00f9 efficiente i pianeti attorno a stelle diverse dal nostro Sole e a usare al meglio le limitate e costose risorse di Jwst.<\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1667750\" class=\"post-1667750 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-news tag-atmosfere-planetarie tag-jwst tag-trappist-1\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1667753\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 484px;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1667753 \" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/trappist-1_image_NASA-340x191.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/trappist-1_image_NASA-340x191.jpg 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/trappist-1_image_NASA-768x432.jpg 768w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/trappist-1_image_NASA-664x374.jpg 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/trappist-1_image_NASA-640x360.jpg 640w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/trappist-1_image_NASA-624x351.jpg 624w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/trappist-1_image_NASA.jpg 1200w\" alt=\"\" width=\"484\" height=\"272\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La piccola e fredda stella nana M Trappist-1 e i suoi sette mondi. Una nuova ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Washington ipotizza i possibili climi di questi mondi e come potrebbero essersi evoluti. Crediti: Nasa<\/p>\n<\/div>\n<p>Non tutte le stelle sono come il nostro Sole, quindi non possiamo di certo aspettarci che i relativi sistemi planetari assomiglino al nostro. Una nuova ricerca condotta da un team di astronomi guidato <strong>dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.washington.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Universit\u00e0 di Washington<\/a><\/strong>\u00a0(Uw) fornisce modelli climatici aggiornati per i<strong> <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/02\/22\/sistema-planetario-sette-terre\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sette pianeti attorno alla stella Trappist-1<\/a><\/strong>. Lo studio potrebbe inoltre aiutare gli astronomi a studiare in modo pi\u00f9 efficiente i pianeti attorno a stelle diverse dal nostro Sole, e a usare meglio le limitate e costose risorse del<strong> <a href=\"https:\/\/www.jwst.nasa.gov\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">James Webb Space Telescope<\/a>,<\/strong> che dovrebbe essere lanciato nel 2021.<\/p>\n<p>\u00abStiamo modellando atmosfere sconosciute, senza assumere che ci\u00f2 che vediamo nel nostro Sistema solare assomigli a quello che troviamo attorno ad un\u2019altra stella\u00bb, dice\u00a0<strong>Andrew Lincowski<\/strong>, studente di dottorato dell\u2019Uw e primo autore dell\u2019articolo recentemente pubblicato su\u00a0 <em>Astrophysical Journal<\/em>. \u00abAbbiamo condotto questa ricerca per mostrare come potrebbero essere questi diversi tipi di atmosfere\u00bb.<\/p>\n<p>Il gruppo di ricerca\u00a0 ha scoperto che, a causa di una fase stellare iniziale estremamente calda e brillante, tutti e sette i mondi di Trappist-1 potrebbero essersi evoluti come Venere, con oceani primordiali che potrebbero essere evaporati, lasciando atmosfere dense e inabitabili. Tuttavia, un pianeta dei sette, <strong>Trappist-1e<\/strong>, potrebbe ancora possedere oceani simili a quelli terrestri e merita sicuramente ulteriori studi, come era peraltro gi\u00e0 stato indicato da precedenti ricerche.<\/p>\n<p>Trappist-1, nella<strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aquario_(costellazione)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">costellazione dell\u2019Acquario<\/a>,<\/strong> a 39 anni luce di distanza da noi (pari a circa 370mila miliardi di chilometri), prende il nome dal<strong> <a href=\"https:\/\/www.eso.org\/public\/italy\/teles-instr\/lasilla\/trappist\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope<\/a>,<\/strong> la struttura che per la prima volta ha trovato tracce di pianeti attorno alla stella, nel 2015. Si tratta di una stella la cui dimensione \u00e8 la pi\u00f9 piccola possibile, compatibilmente con il fatto di essere una stella: \u00e8 una<strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nana_rossa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nana rossa<\/a><\/strong> (o di classe M) ultrafredda \u2013 il tipo pi\u00f9 comune nell\u2019universo \u2013 e ha circa il 9 per cento della massa del Sole e un raggio di circa il 12 per cento di quello solare. Il raggio di Trappist-1 \u00e8 leggermente pi\u00f9 grande del raggio del pianeta Giove (0,1026<strong> <a title=\"Raggio solare\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Raggio_solare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">raggi solari<\/a><\/strong>),\u00a0 sebbene la sua massa sia molto pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Tutti e sette i pianeti di Trappist-1 hanno una dimensione molto simile a quella della Terra e tre di essi \u2013 i pianeti \u201ce\u201d, \u201cf\u201d e \u201cg\u201d \u2013 si ritiene siano nella sua zona abitabile, quella striscia di spazio attorno a una stella dove un pianeta roccioso potrebbe avere acqua liquida sulla sua superficie, non escludendo quindi la possibilit\u00e0 che sul pianeta possa esserci vita. Trappist-1d si trova a cavallo del bordo interno della zona abitabile mentre pi\u00f9 lontano, Trappist-1h, orbita appena oltre il bordo esterno della zona abitabile.<\/p>\n<p>\u00abQuesta sequenza di pianeti pu\u00f2 darci un\u2019idea dell\u2019evoluzione dei pianeti stessi e, in particolare, di come tale evoluzione avvenga attorno a una stella molto diversa dalla nostra, caratterizzata da una emissione differente\u00bb, spiega Lincowski. \u00abRappresenta una miniera d\u2019oro di informazioni\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSono gi\u00e0 stati pubblicati diversi lavori che hanno presentato modelli dei mondi di Trappist-1\u00bb,\u00a0continua l\u2019astronomo, ma in questo studio i ricercatori \u00abhanno cercato di fare un modello fisico che fosse il pi\u00f9 rigoroso possibile sia in termini di radiazione che di chimica, al fine di ottenere la fisica e la chimica dei pianeti il pi\u00f9 correttamente possibile\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1667780\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/t1e.png\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"649607433\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1667780\" src=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/t1e-340x340.png\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/t1e-340x340.png 340w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/t1e-150x150.png 150w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/t1e-768x768.png 768w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/t1e-664x664.png 664w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/t1e-640x640.png 640w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/t1e-144x144.png 144w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/t1e-624x624.png 624w, http:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/t1e.png 1080w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"340\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Rappresentazione artistica di Trappist-1e. Crediti. Wikimedia Commons<\/p>\n<\/div>\n<p>I modelli di radiazione e di chimica del gruppo di ricerca hanno prodotto le firme spettrali (le lunghezze d\u2019onda delle righe dello spettro) per ogni possibile gas atmosferico presente, consentendo di prevedere dove cercare tali gas nelle atmosfere dei pianeti extrasolari. Lincowski ha sottolinea che, quando verranno rilevate le tracce di gas dal telescopio Webb (o da altri), \u00abgli astronomi useranno le caratteristiche degli spettri per inferire quali gas sono presenti e, confrontandoli con modelli come il nostro, saranno in grado di stabilire quella che potrebbe essere la composizione del pianeta, dell\u2019ambiente e forse anche la sua storia evolutiva\u00bb.<\/p>\n<p>Quando si pensa a pianeti extrasolari e alla possibile abitabilit\u00e0 di tali pianeti, spesso le persone assumono che la stella attorno alla quale i pianeti ruotano sia simile al Sole, ma in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec. \u00abLe stelle nane M sono molto diverse dal Sole, quindi \u00e8 necessario pensare agli effetti chimici sull\u2019atmosfera e a come la chimica influisca il clima del pianeta\u00bb.<\/p>\n<p>Combinando modelli del clima terrestre con modelli di fotochimica, i ricercatori hanno simulato stati ambientali per ciascuno dei mondi di Trappist-1, trovando che:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Trappist-1b<\/strong>, il pi\u00f9 vicino alla stella, \u00e8 un mondo ardente, talmente caldo che nemmeno le nubi di acido solforico, come quelle presenti su Venere, si riescono a formare;<\/li>\n<li><strong>Trappist-1<\/strong><strong>c e Trappist-1d<\/strong> ricevono dalla loro stella poca energia in pi\u00f9 rispetto a quanta ne ricevono Venere e la Terra dal Sole e potrebbero essere simili a Venere, con un\u2019atmosfera densa e inabitabile;<\/li>\n<li><strong>Trappist-1e<\/strong>, dei sette pianeti \u00e8 quello che pi\u00f9 probabilmente potrebbe ospitare acqua liquida su una superficie temperata, e rappresenta una scelta eccellente per ulteriori studi di abitabilit\u00e0 planetaria;<\/li>\n<li><strong>Trappist-1f<\/strong><strong> , Trappist-1g e Trappist-1h<\/strong> potrebbero essere simili a Venere oppure potrebbero essere congelati, a seconda di quanta acqua si sia formata sul pianeta durante la sua evoluzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Secondo Lincowski, in realt\u00e0 qualcuno dei pianeti di Trappist-1 \u00a0(o anche tutti) potrebbe essere simile a Venere, dove l\u2019acqua presente un tempo \u00e8 evaporata. Quando l\u2019acqua evapora dalla superficie di un pianeta, la luce ultravioletta proveniente dalla stella rompe le molecole d\u2019acqua, rilasciando idrogeno \u2013 che \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 leggero, e come tale pu\u00f2 sfuggire alla gravit\u00e0 del pianeta \u2013 e ossigeno, che potrebbe rimanere nell\u2019atmosfera e rimuovere irreversibilmente l\u2019acqua dal pianeta stesso. Un simile pianeta potrebbe avere una spessa atmosfera di ossigeno, ma non l\u2019ossigeno generato dalla vita, bens\u00ec un qualcosa di diverso da quello osservato finora.<\/p>\n<p>\u00abPotrebbe essere una possibilit\u00e0 nel caso in cui questi pianeti inizialmente avessero pi\u00f9 acqua di quanta ne aveva la Terra, Venere o Marte\u00bb, continua\u00a0Lincowski. \u00abSe il pianeta \u00a0Trappist-1e non ha perso tutta la sua acqua durante questa fase, oggi potrebbe essere un mondo acquatico, completamente coperto da un oceano globale. In questo caso, potrebbe avere un clima simile alla Terra\u00bb.<\/p>\n<p>Lincowski osserva come questa ricerca sia stata fatta pi\u00f9 con un occhio all\u2019evoluzione del clima dei pianeti che alla determinazione della loro potenziale abitabilit\u00e0. Le future ricerche che il gruppo effettuer\u00e0 si concentreranno pi\u00f9 direttamente sulla modellizzazione dei pianeti acquatici e le loro possibilit\u00e0 di vita.<\/p>\n<p>\u00abPrima di conoscere questo sistema planetario, le stime per la rilevabilit\u00e0 di atmosfere in pianeti di dimensioni terrestri sembravano molto pi\u00f9 difficili\u00bb, ricorda il coautore <strong>Jacob Lustig-Yaeger<\/strong>. \u00abEssendo la stella cos\u00ec piccola, le firme dei gas presenti nelle atmosfere del pianeta (come l\u2019anidride carbonica) saranno pi\u00f9 pronunciate. Il nostro lavoro informa la comunit\u00e0 scientifica di ci\u00f2 che potremmo aspettarci di vedere per i pianeti di Trappist-1 con l\u2019imminente James Webb Space Telescope\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abI processi che modellano l\u2019evoluzione di un pianeta terrestre sono fondamentali per stabilire se sia o meno abitabile, cos\u00ec come la nostra capacit\u00e0 di interpretare i possibili segni di vita\u00bb, conclude\u00a0<strong>Victoria Meadows<\/strong>, coautrice del lavoro, direttrice del programma di astrobiologia della Uw e responsabile\u00a0del <strong><a href=\"https:\/\/depts.washington.edu\/naivpl\/content\/welcome-virtual-planetary-laboratory\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Virtual Planetary Laboratory del Nasa Astrobiology Institute<\/a>,<\/strong> con sede presso l\u2019Universit\u00e0 di Washington. \u00abQuesto lavoro suggerisce che presto saremo in grado di cercare segni potenzialmente rilevabili di questi processi su mondi alieni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><span class=\"nav-previous\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/11\/21\/cnr-95-anni-di-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev\"><strong> Cnr, 95 anni di futuro<\/strong><\/a><\/span><br \/>\n<span class=\"nav-next\"><a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/11\/21\/hd-186302\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener\"><strong>Individuata una stella \u201cgemella\u201d del Sole<\/strong> <\/a><\/span><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Source<strong>: <a href=\"http:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/11\/21\/climatologia-trappist-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Acqua e clima temperato su Trappist-1e | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Dato che si accompagna al calo di consumi di farmaci Cialis da banco registrato <a href=\"https:\/\/www.iiscuriesraffa.it\/18374.html\">costantemente il viagra<\/a> Ultime estrazioni del Viagra, Livorno e Grosseto.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una ricerca pubblicata su ApJ fornisce modelli climatici aggiornati per i sette pianeti orbitanti attorno alla stella Trappist-1, confermando che Trappist-1e \u00e8 quello che pi\u00f9 probabilmente potrebbe ospitare acqua liquida su una superficie temperata. 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