{"id":7577,"date":"2019-04-15T16:10:50","date_gmt":"2019-04-15T14:10:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/04\/03\/la-febbre-della-luna\/"},"modified":"2019-04-15T19:21:47","modified_gmt":"2019-04-15T17:21:47","slug":"la-febbre-della-luna-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=7577","title":{"rendered":"La febbre della Luna | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Grazie a un esperimento condotto sulla Terra \u00e8 stato possibile raffinare di molto la stima della temperatura della Luna, al confine tra nucleo e mantello, che \u00e8 risultata essere tra 1.300 e 1.470 gradi Celsius. Questo nuovo valore, insieme alla gi\u00e0 conosciuta temperatura superficiale, permetter\u00e0 di creare un profilo di temperatura interna della Luna e di studiare la sua struttura e composizione.<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1672501\" class=\"post-1672501 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-news tag-formazione-sistema-solare tag-luna tag-mantello tag-nucleo tag-profilo-di-temperatura tag-sistema-solare\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1672510\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1672510 size-medium\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IssMoon_Holland_1063-340x340.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IssMoon_Holland_1063-340x340.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IssMoon_Holland_1063-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IssMoon_Holland_1063-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IssMoon_Holland_1063-664x664.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IssMoon_Holland_1063-640x640.jpg 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IssMoon_Holland_1063-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IssMoon_Holland_1063-624x624.jpg 624w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IssMoon_Holland_1063.jpg 1063w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"340\" aria-describedby=\"caption-attachment-1672510\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1672510\" class=\"wp-caption-text\">Nasa Apod del 2 aprile 2019: la stazione spaziale internazionale davanti alla Luna. Crediti: Eric Holland<\/p>\n<\/div>\n<p>Attualmente si conosce ancora poco della struttura interna della Luna. Tuttavia, recentemente \u00e8 stato fatto un importante passo avanti in questa direzione da <strong>Ananya Mallik<\/strong>, una scienziata dell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.uri.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Universit\u00e0 del Rhode Island<\/a><\/strong> che ha condotto esperimenti per determinare la temperatura al confine tra nucleo e mantello del nostro satellite. Dai suoi esperimenti, Mallik \u00e8 riuscita a dedurre una <strong>temperatura tra 1.300 e 1.470 gradi Celsius<\/strong>, un valore che si colloca all\u2019estremo superiore di una precedente stima affetta da un\u2019incertezza di circa 800 gradi.<\/p>\n<p>\u00abPer comprendere la struttura interna della Luna, abbiamo bisogno di definire nel migliore dei modi il suo stato termico\u00bb, afferma Mallik. \u00abOra conosciamo la temperatura in due zone: al confine tra il nucleo e il mantello, e alla superficie, come misurata dalle missioni Apollo. Sapere la temperatura di queste due zone ci aiuter\u00e0 a creare un profilo di temperatura interna della Luna, di cui abbiamo necessariamente bisogno per determinarne lo stato interno, la sua struttura e la sua composizione\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo Mallik, la Luna ha un nucleo di ferro, come quello della Terra. Precedenti ricerche basate su dati sismici, hanno scoperto che tra il 5 e il 30 per cento del materiale al confine tra nucleo e mantello si trova in uno stato liquido o fuso. Ma perch\u00e9 dovremmo avere del materiale fuso a quella profondit\u00e0?<\/p>\n<div id=\"attachment_1672513\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1672513 size-medium\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Main_lunar_core_it-340x340.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Main_lunar_core_it-340x340.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Main_lunar_core_it-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Main_lunar_core_it-768x766.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Main_lunar_core_it-664x662.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Main_lunar_core_it-640x639.jpg 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Main_lunar_core_it-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Main_lunar_core_it-624x623.jpg 624w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Main_lunar_core_it.jpg 868w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"340\" aria-describedby=\"caption-attachment-1672513\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1672513\" class=\"wp-caption-text\">Struttura interna della Luna. Crediti: Wikimedia Commons<\/p>\n<\/div>\n<p>Per rispondere a questa domanda, la scienziata nel 2016 ha condotto una serie di esperimenti presso il <a href=\"http:\/\/gerit.org\/en\/institutiondetail\/13173\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Bavarian Research Institute of Experimental Geochemistry and Geophysics<\/strong><\/a> in Germania, utilizzando un dispositivo in grado di esercitare le alte pressioni che si trovano nelle profondit\u00e0 della Luna. Ha preparato un minuscolo campione di materiale simile a quello trovato sulla Luna, lo ha <strong>compresso a una pressione 45mila volte superiore alla pressione atmosferica della Terra<\/strong> \u2013 che \u00e8 la pressione che si ritiene esista nel limite interno del mantello della Luna \u2013 e ha usato un riscaldatore di grafite per innalzare la temperatura del campione fino a quando non si \u00e8 parzialmente sciolto.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019obiettivo era quello di determinare quale intervallo di temperatura avrebbe prodotto tra il 5 e il 30 per cento di materiale fuso, dal quale avremmo potuto estrapolare l\u2019intervallo di temperature al limite del mantello principale\u00bb, riferisce Mallik.<\/p>\n<p>Ora che, grazie a questo esperimento, l\u2019intervallo di temperatura sul confine nucleo-mantello \u00e8 stato ridotto notevolmente, gli scienziati possono iniziare a sviluppare un profilo di temperature della Luna pi\u00f9 preciso ed andare avanti determinando anche un profilo dei minerali che compongono il mantello, dalla crosta al nucleo.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 importante conoscere la composizione della Luna per capire meglio perch\u00e9 si \u00e8 evoluta in un certo modo\u00bb, ha detto Mallik. \u00abLa storia della Terra e quella della Luna risultano essere intrecciate sin dall\u2019inizio. Entrambe sono il prodotto di una grande collisione tra quella che era la proto-Terra e un corpo di dimensioni approssimativamente pari a quelle di Marte, verificatosi oltre 4.5 miliardi di anni fa. Quindi, per capire meglio la nostra Terra, pu\u00f2 essere utile conoscere la nostra vicina Luna, proprio perch\u00e9 hanno avuto un inizio comune\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1672509\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1672509\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Mallik-443x664.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Mallik-443x664.jpg 443w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Mallik-227x340.jpg 227w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Mallik-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Mallik-640x960.jpg 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Mallik-624x936.jpg 624w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Mallik.jpg 1200w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"450\" aria-describedby=\"caption-attachment-1672509\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1672509\" class=\"wp-caption-text\">URI Assistant Professor Ananya Mallik. Crediti: Nora Lewis<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00abLa Terra \u00e8 complicata\u00bb ha continuato la scienziata. \u00abQualsiasi somiglianza nella composizione tra la Terra e la Luna pu\u00f2 darci un\u2019idea di come si sono formati questi due corpi planetari, dell\u2019energia della collisione e di come gli elementi siano stati suddivisi tra le due parti\u00bb.<\/p>\n<p>La scienziata ha inoltre osservato che la Terra si \u00e8 evoluta attraverso il processo della<strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tettonica_delle_placche\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">tettonica a placche<\/a><\/strong>, responsabile della deriva dei continenti, della topografia della superficie terrestre, della regolazione del clima a lungo termine e forse anche dell\u2019origine della vita. Ma non sussistono evidenze di placche tettoniche sulla Luna.<\/p>\n<p>\u00abTutto sulla Terra accade a causa della tettonica delle placche\u00bb, ha detto. \u00abSulla Luna non c\u2019\u00e8 traccia di questo processo. Questa evidenza cosa ci dice della nostra Terra? \u00c8 lo stesso motivo per cui studiamo Marte e Venere: sono i nostri vicini pi\u00f9 prossimi e abbiamo avuto un inizio comune, ma perch\u00e9 sono cos\u00ec diversi dal nostro pianeta?\u00bb<\/p>\n<p>I prossimi passi nella ricerca della Mallik riguarderanno la determinazione sperimentale della densit\u00e0 del materiale fuso al confine del mantello, che raffiner\u00e0 ulteriormente l\u2019intervallo di temperatura. In collaborazione con <strong>Heidi Fuqua Haviland<\/strong>, che lavora presso il <strong><a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/centers\/marshall\/home\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Marshall Space Flight Center<\/a><\/strong> della Nasa, e <strong>Paul Bremner<\/strong>, che lavora presso l\u2019<strong><a href=\"http:\/\/www.ufl.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Universit\u00e0 della Florida<\/a><\/strong>, la scienziata combiner\u00e0 questi risultati con quelli ottenuti da metodi computazionali per ricavare il profilo della temperatura e la composizione dell\u2019interno della Luna.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su <em>Geochimica et Cosmochimica<\/em> l\u2019articolo \u201c<strong><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0016703719300912\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">A petrologic study on the effect of mantle overturn: Implications for evolution of the lunar interior<\/a><\/strong>\u201d di <span class=\"content\"><span class=\"text given-name\">Ananya <\/span><span class=\"text surname\">Mallik et al.<\/span><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/04\/03\/demografia-ngc-6530\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev\"> Diventare adulte nella Laguna<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<span class=\"nav-next\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/04\/03\/festival-scienza-roma-2019\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener\"><strong>L\u2019Invenzione e la scienza a Roma<\/strong> <\/a><\/span><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Source: <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/04\/03\/la-febbre-della-luna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La febbre della Luna | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Il farmaco <a href=\"http:\/\/vwikiit.com\/?p=6\">Disfunzione erettile<\/a> ripristina la reazione normale sulla stimolazione sessuale<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie a un esperimento condotto sulla Terra \u00e8 stato possibile raffinare di molto la stima della temperatura della Luna, al confine tra nucleo e mantello, che \u00e8 risultata essere tra 1.300 e 1.470 gradi Celsius. 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