{"id":7634,"date":"2019-05-16T11:13:57","date_gmt":"2019-05-16T09:13:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/05\/13\/quando-la-luna-trema\/"},"modified":"2019-05-16T11:15:19","modified_gmt":"2019-05-16T09:15:19","slug":"quando-la-luna-trema-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=7634","title":{"rendered":"Quando la Luna trema | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Dal confronto dei dati sismici delle missioni Apollo e delle immagini del Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa, sembrerebbe che la Luna sia ancora tettonicamente attiva. Alcuni dei sismi registrati potrebbero infatti essere derivati da una vera e propria attivit\u00e0 tettonica lungo le faglie chiaramente visibili nelle immagini del satellite<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1673783\" class=\"post-1673783 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-spazio tag-apollo tag-lro tag-lunamoti tag-moon tag-nasa\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1673786\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1673786 size-medium\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/luna-sismica-img-279x340.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 279px) 100vw, 279px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/luna-sismica-img-279x340.jpg 279w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/luna-sismica-img-768x935.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/luna-sismica-img-545x664.jpg 545w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/luna-sismica-img-640x780.jpg 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/luna-sismica-img-624x760.jpg 624w\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"340\" aria-describedby=\"caption-attachment-1673786\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1673786\" class=\"wp-caption-text\">Questa prominente faglia \u00e8 una delle migliaia scoperte sulla Luna dal Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa. Queste faglie, se viste dalla superficie lunare, assomigliano a scarpate che si formano quando una sezione della crosta lunare (frecce rivolte a sinistra) viene spinta verso l\u2019alto sopra una sezione adiacente (frecce rivolte verso destra) mentre l\u2019interno della Luna si raffredda e si restringe. Una nuova ricerca suggerisce che queste faglie potrebbero essere attive ancora oggi. Crediti: Lroc Nac frame M190844037LR; Nasa\/Gsfc\/Arizona State University\/Smithsonian.<\/p>\n<\/div>\n<p>Un\u2019analisi del 2010 delle immagini del <em><strong><a href=\"https:\/\/lunar.gsfc.nasa.gov\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Lunar Reconnaissance Orbiter<\/a> <\/strong><\/em>(Lro) della Nasa ha rivelato che mentre la Luna, raffreddandosi, si raggrinziva come uva passa, sulla sua superficie sono rimasti i segni di questi cambiamenti sotto forma di migliaia di <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Faglia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">faglie tettoniche<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>La nuova analisi suggerisce che la Luna potrebbe ridursi ancora oggi e che lungo queste faglie tettoniche potrebbero generarsi <strong><a href=\"http:\/\/www.sapere.it\/enciclopedia\/lunam%C3%B2to.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">lunamoti<\/a><\/strong>. Un team di ricercatori, tra cui <strong>Nicholas Schmerr<\/strong>, geologo dell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Universit%C3%A0_del_Maryland,_College_Park\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Universit\u00e0 del Maryland<\/a><\/strong>, ha ideato un nuovo algoritmo per analizzare nuovamente i dati sismici provenienti dagli strumenti installati sulla Luna dalle <em><strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Programma_Apollo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">missioni Apollo<\/a><\/strong><\/em> della Nasa, negli anni \u201960 e \u201970. La nuova analisi ha fornito valori pi\u00f9 accurati della posizione dell\u2019epicentro di <strong>28 sismi lunari registrati dal 1969 al 1977<\/strong>.<\/p>\n<p>Il team ha quindi sovrapposto queste posizioni alle immagini di Lro delle faglie tettoniche. Dalla vicinanza dei lunamoti alle faglie, i ricercatori hanno dedotto che <strong>almeno otto sismi derivano probabilmente da una vera e propria attivit\u00e0 tettonica lungo le faglie<\/strong>, piuttosto che da impatti con asteroidi o attivit\u00e0 che avvengono nelle profondit\u00e0 della Luna.<\/p>\n<p>Sebbene gli strumenti delle missioni Apollo abbiano registrato il loro ultimo lunamoto poco prima di essere mandati in pensione nel 1977, i ricercatori suggeriscono che la Luna probabilmente \u00e8 tuttora soggetta a sismi. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista <em>Nature Geoscience<\/em>.<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo scoperto che un certo numero di sismi registrati nei dati delle missioni Apollo \u00e8 accaduto molto vicino alle faglie osservate nelle immagini di Lro\u00bb, spiega Schmerr, sottolineando che le immagini di Lro mostrano evidenze fisiche di recenti movimenti geologici, come frane e massi caduti. \u00ab\u00c8 abbastanza probabile che le faglie siano attive ancora oggi. Non capita spesso di vedere una tettonica attiva, eccetto che sulla Terra, quindi \u00e8 molto eccitante pensare a come queste faglie potrebbe ancora generare lunamoti\u00bb.<\/p>\n<p>Durante le missioni Apollo 11, 12, 14, 15 e 16 gli astronauti hanno posizionato <strong>cinque sismometri<\/strong> sulla superficie lunare. Il sismometro dell\u2019Apollo 11 ha funzionato solo per tre settimane, ma i restanti quattro hanno registrato 28 terremoti superficiali \u2013 il tipo prodotto dalle faglie tettoniche \u2013 dal 1969 al 1977. Sulla Terra, la magnitudo di questi terremoti sarebbe stata da 2 a 5.<\/p>\n<p>Utilizzando le stime delle posizioni riviste con il loro nuovo algoritmo, i ricercatori hanno scoperto che gli epicentri di otto dei ventotto terremoti superficiali si sono verificati entro 30 km dalle faglie visibili nelle immagini di Lro. \u00c8 quindi probabile che le faglie stesse abbiano causato i terremoti. Schmerr ha coordinato la produzione delle \u201cmappe sismiche\u201d derivate da modelli che prevedono dove dovrebbe verificarsi la scossa pi\u00f9 forte, data la dimensione della faglia tettonica.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno anche scoperto che sei degli otto lunamoti si sono verificati quando la Luna era vicina al suo apogeo, il punto nell\u2019orbita pi\u00f9 lontano dalla Terra. Questa posizione corrisponde al luogo in cui la tensione mareale indotta dalla gravit\u00e0 terrestre causa un picco nella tensione complessiva sulla crosta lunare, facendo molto probabilmente scivolare le faglie tettoniche.<\/p>\n<div id=\"attachment_1673788\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1673788 size-full\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/faglie.png\" sizes=\"auto, (max-width: 1247px) 100vw, 1247px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/faglie.png 1247w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/faglie-340x209.png 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/faglie-768x472.png 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/faglie-664x408.png 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/faglie-640x394.png 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/faglie-624x384.png 624w\" alt=\"\" width=\"1247\" height=\"767\" aria-describedby=\"caption-attachment-1673788\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1673788\" class=\"wp-caption-text\">Possibili evidenze di recenti attivit\u00e0 sismiche in prossimit\u00e0 di faglie posizionate vicino a lunamoti poco profondi. Crediti: Nature Geoscience, Lroc Nac.<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00abRiteniamo che sia molto probabile che questi otto lunamoti siano stati prodotti da faglie in scorrimento, via via che la tensione si \u00e8 accumulata allorch\u00e9 la crosta lunare \u00e8 stata compressa dalla contrazione globale e dalle forze di marea. Questo indicherebbe che i sismometri dell\u2019Apollo hanno registrato una contrazione della Luna e che quest\u2019ultima \u00e8 ancora tettonicamente attiva\u00bb, suggerisce <strong>Thomas Watters<\/strong>, primo autore dell\u2019articolo, nonch\u00e9 <em>senior scientist<\/em> del <strong><a href=\"https:\/\/airandspace.si.edu\/about\/governance\/annualreport2015\/research\/ceps.cfm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Center for Earth and Planetary Studies<\/a><\/strong> presso la Smithsonian Institution a Washington.<\/p>\n<p>Come un chicco d\u2019uva che si raggrinza, asciugandosi, fino a diventare uva passa, anche la Luna raggrinzisce mentre il suo interno si raffredda e si restringe. A differenza dell\u2019esile buccia che ricopre il chicco d\u2019uva, la crosta lunare \u00e8 fragile e il raggrinzimento causa la rottura superficiale. Questa rottura si traduce in faglie tettoniche, in cui una parte della crosta viene spinta sopra la sezione adiacente. Queste faglie assomigliano a delle scarpate, se viste dalla superficie lunare, alte circa dieci metri e lunghe alcuni chilometri.<\/p>\n<p>Lro ha ripreso pi\u00f9 di 3.500 scarpate sulla Luna, da quando \u00e8 divenuto operativo nel 2009. Alcune di queste immagini evidenziano frane o massi sul fondo di zone relativamente luminose, sulle pendici della scarpate o sul terreno vicino, che rappresentano regioni che sono state appena esposte ad eventi come lunamoti.<\/p>\n<p>Altre immagini di faglie mostrano tracce fresche di cadute di massi, suggerendo che i terremoti hanno indotto questi massi a rotolare gi\u00f9 per i pendii delle scarpate. Tali tracce sarebbero state cancellate relativamente in fretta, in termini di tempo geologico, dalla caduta costante di micrometeoriti sulla Luna. Con quasi un decennio di immagini di Lro gi\u00e0 disponibili, e altre in arrivo nei prossimi anni, il team vorrebbe confrontare le immagini di alcune faglie in tempi diversi, per cercare nuove prove dei recenti lunamoti.<\/p>\n<p>\u00abPer me, queste scoperte sottolineano che dobbiamo tornare sulla Luna\u00bb, conclude Schmerr. \u00abAbbiamo imparato molto dalle missioni Apollo, ma in realt\u00e0 hanno solo scalfito la superficie del nostro satellite. Con una pi\u00f9 ampia rete di moderni sismometri, potremmo fare enormi progressi nella comprensione della geologia lunare. Queste future missioni sulla Luna permetterebbero di raccogliere frutti facilmente raggiungibili e molto promettenti per la scienza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><em><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/05\/13\/lincei-iau-sait\/\" rel=\"prev\"> Ai Lincei, tra passato e futuro dell\u2019astronomia<\/a><\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<em><span class=\"nav-next\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/05\/14\/inclusioni-nebulosa-orione\/\" rel=\"next\"><strong>C\u2019\u00e8 un po\u2019 la nostra storia, attorno a quella stella<\/strong> <\/a><\/span><\/em><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Source<em><strong>: <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/05\/13\/quando-la-luna-trema\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quando la Luna trema | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Molte persone hanno sicuramente sentito parlare del Viagra, ma non sono veramente sicuri di cosa aspettarsi quando lo prendono <a href=\"http:\/\/www.avetta.it\/italia.html\">risolvere i problemi<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal confronto dei dati sismici delle missioni Apollo e delle immagini del Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa, sembrerebbe che la Luna sia ancora tettonicamente attiva. 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