{"id":7638,"date":"2019-05-17T19:33:22","date_gmt":"2019-05-17T17:33:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/05\/14\/inclusioni-nebulosa-orione\/"},"modified":"2019-05-17T19:42:37","modified_gmt":"2019-05-17T17:42:37","slug":"ce-un-po-la-nostra-storia-attorno-a-quella-stella-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=7638","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un po\u2019 la nostra storia, attorno a quella stella | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Una ricerca condotta da un team di astronomi, utilizzando le osservazioni di Alma, in Cile, ha permesso di tracciare per la prima volta la distribuzione di monossido di alluminio attorno alla giovane stella massiccia Orion Source I. Lo studio, pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, \u00e8 guidato da ricercatori dell&#8217;universit\u00e0 di Tokyo<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1673738\" class=\"post-1673738 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-news tag-alma tag-disco-circumstellare tag-meteorite-allende tag-meteoriti tag-monossido-di-alluminio tag-orion-source-i\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1673747\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1673747\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/400115640.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/400115640.jpg 612w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/400115640-340x227.jpg 340w\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" aria-describedby=\"caption-attachment-1673747\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1673747\" class=\"wp-caption-text\">Inclusioni bianche di calcio e alluminio (calcium and aluminum-rich inclusions CAI), la materia solida pi\u00f9 vecchia del sistema solare. Crediti: Rohan Mehra \u2013 Division for Strategic Pubblic Relations<\/p>\n<\/div>\n<p>L\u2019impronta chimica di <strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Aluminium(II)_oxide\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">monossido di alluminio<\/a><\/strong> \u2013 una sostanza analoga a quella presente nelle inclusioni ritrovate nei meteoriti fossili come il <strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Allende_meteorite\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">meteorite Allende<\/a><\/strong> \u2013 \u00e8 stata rilevata nel disco circumstellare della giovane stella massiccia <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/02\/11\/orion-source-i-sale-cucina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Orion Source I<\/a><\/strong>. \u00c8 questo il risultato di una ricerca, pubblicata su <em><span class=\"goog-text-highlight\">Astrophysical Journal Letters<\/span><\/em>, condotta utilizzando le osservazioni dell\u2019<em>array<\/em> di antenne di Alma, in Cile.<\/p>\n<p>Una delle domande che da sempre gli astronomi si sono posti \u00e8 quale sia l\u2019origine del Sistema solare. La risposta a queste domande passa sia dallo studio di piccoli corpi celesti, come i meteoriti, che da quello di grandi oggetti celesti, come le stelle e le nebulose.<\/p>\n<p>Le rocce spaziali, di qualsiasi tipo esse siano, sono di grande interesse per gli astronomi poich\u00e9 possono rimanere praticamente invariate dai tempi in cui il Sole e i pianeti si sono formati, costituendo \u2013 di fatto \u2013 dei veri e propri fossili astronomici. Custodiscono segreti vecchi di miliardi anni. Svelarli significa comprendere quali fossero le condizioni nelle fasi iniziali della formazione del Sistema solare. Una roccia extraterrestre fra le pi\u00f9 studiate \u00e8 il<strong> <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2011\/03\/04\/il-meteorite-errante\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">meteorite Allende<\/a>,<\/strong> caduto sulla Terra nel 1969. Una roccia molto scura contenente inclusioni bianche, sparse, di calcio e alluminio, chiamate anche con l\u2019acronimo CAI (da <em>calcium and aluminum-rich inclusions<\/em> \u2013 <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Calcium-aluminium-rich_inclusion\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CAI<\/a>), che si ritiene siano stati tra i primi oggetti solidi che si formarono nel Sistema solare.<\/p>\n<p>Studiare giovani stelle simili alle nostre \u00e8 un altro modo per approfondire i dettagli circa l\u2019evoluzione del Sistema solare. La risposta \u00e8 nelle stelle, si potrebbe dire. E Orion Source I \u2013 una giovane stella massiccia situata a 1.500 anni luce da noi \u2013 \u00e8 una di queste. Una stella che, stando ai ritrovamenti effettuati nei suoi dintorni (\u00e8 di pochi mesi fa la scoperta di cloruro di sodio e cloruro di potassio nel suo disco protoplanetario: <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/02\/11\/orion-source-i-sale-cucina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ne abbiamo parlato qui<\/a>)<\/strong>, possiamo considerare una vera e propria miniera. Miniera che il team di scienziati guidato da <strong>Shogo Tachibana<\/strong>, dell\u2019universit\u00e0 di Tokyo, ha studiato analizzando, appunto, i dati dell\u2019Atacama Large Millimeter\/submillimetre Array, Alma.<\/p>\n<div id=\"attachment_1673744\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1673744\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/190510094819_1_900x600-664x443.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/190510094819_1_900x600-664x443.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/190510094819_1_900x600-340x227.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/190510094819_1_900x600-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/190510094819_1_900x600-640x427.jpg 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/190510094819_1_900x600-624x416.jpg 624w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/190510094819_1_900x600.jpg 900w\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" aria-describedby=\"caption-attachment-1673744\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1673744\" class=\"wp-caption-text\">La nebulosa di Orione. La grande nube molecolare dove risiede la giovane stella massiccia Orion Source I. Crediti: Nasa, Esa, M. Roberto (Space Telescope Science Institute\/Esa) and Hubble Space Telescope Orion Treasury Project Team<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00abNon essendoci macchine del tempo per esplorare il nostro passato, volevamo osservare una giovane stella che potesse condividere alcuni tratti con la nostra. Non \u00e8 esattamente identica al Sole, ma \u00e8 un buon inizio\u00bb dice Tachibana, primo autore dell\u2019<a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/ab1653\/meta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">articolo<\/a> che descrive la scoperta.<\/p>\n<p>Dall\u2019analisi dei dati raccolti con Alma sono emerse le righe di emissione del monossido di alluminio in uscita dal disco rotante di gas caldo della stella \u2013 il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Disco_circumstellare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>disco circumstellare<\/strong>.<\/a> Ma non \u00e8 tutto. I ricercatori, infatti, sono riusciti anche a tracciare la distribuzione spaziale del composto attorno alla stella. Una distribuzione limitata a una precisa regione di quest\u2019ultima. Un risultato, quest\u2019ultimo, che suggerisce la presenza di una molecola inizialmente in forma gassosa che si \u00e8 successivamente e rapidamente condensata in grani solidi, simili appunto a quelli ritrovati sotto forma di inclusioni anche nel meteorite Allende.<\/p>\n<p>\u00abQuesti risultati\u00bb, conclude Tachibana, \u00abci permettono di porre vincoli pi\u00f9 stretti\u00a0 sulle ipotesi che descrivono la nostra evoluzione stellare. Ma c\u2019\u00e8 ancora molto lavoro da fare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/05\/13\/quando-la-luna-trema\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev\"> Quando la Luna trema<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<span class=\"nav-next\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/05\/14\/super-terre-migrazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener\"><strong>Super-Terre in migrazione verso la loro stella<\/strong> <\/a><\/span><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Source<em><strong>: <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/05\/14\/inclusioni-nebulosa-orione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">C\u2019\u00e8 un po\u2019 la nostra storia, attorno a quella stella | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Case Erp a Fiumicino, la dott Viagra. 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