{"id":7786,"date":"2019-07-16T13:15:39","date_gmt":"2019-07-16T11:15:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/07\/15\/scoperta-una-polverosa-culla-di-lune\/"},"modified":"2019-07-16T15:26:42","modified_gmt":"2019-07-16T13:26:42","slug":"scoperta-una-polverosa-culla-di-lune-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=7786","title":{"rendered":"Scoperta una polverosa culla di lune | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Utilizzando Alma, un gruppo di astronomi ha fatto le prime osservazioni di un disco circumplanetario attorno a uno dei pianeti di Pds 70, una giovane stella posta a circa 370 anni luce dalla Terra. Queste osservazioni, combinate con quelle di Vlt nelle bande ottica e infrarosso ad alta risoluzione, forniscono solide prove dell\u2019esistenza di un anello di polvere che circonda il pianeta pi\u00f9 esterno conosciuto del sistema. Tutti i dettagli della scoperta su Astrophysical Journal Letters in un articolo a prima firma dall&#8217;italiano Andrea Isella della Rice University.<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1676675\" class=\"post-1676675 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-news tag-alma tag-disco-circumplanetario tag-eso tag-esopianeti tag-lune tag-vlt\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1676678\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1676678 size-medium\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_ALMAimage_07092019-304x340.png\" sizes=\"auto, (max-width: 304px) 100vw, 304px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_ALMAimage_07092019-304x340.png 304w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_ALMAimage_07092019-768x860.png 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_ALMAimage_07092019-593x664.png 593w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_ALMAimage_07092019-640x716.png 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_ALMAimage_07092019-624x699.png 624w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_ALMAimage_07092019.png 904w\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"340\" aria-describedby=\"caption-attachment-1676678\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1676678\" class=\"wp-caption-text\">Immagine Alma della polvere in Pds 70, un sistema stellare situato a circa 370 anni luce dalla Terra. Le due deboli macchioline nella regione scura tra la stella e il disco di polvere sono associate a pianeti appena formati. Una tale concentrazione di polvere \u00e8 un disco circumplanetario, il primo ad essere stato osservato intorno ad una stella lontana. Crediti: Alma (Eso\/Naoj\/Nrao); A. Isella<\/p>\n<\/div>\n<p>Utilizzando <strong><a href=\"https:\/\/www.almaobservatory.org\/en\/home\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Alma<\/a><\/strong> (<em>Atacama Large Millimeter \/ submillimeter Array<\/em>) \u00a0gli astronomi sono stati in grado di compiere le prime osservazioni di un <strong>disco circumplanetario<\/strong>, la cintura di polvere e gas che si ipotizza controlli il processo di accrescimento dei pianeti e <strong>dia origine a un intero sistema di satelliti<\/strong>, come ad esempio le lune che si trovano attorno a Giove. Questa caratteristica, <strong>mai osservata prima<\/strong>, \u00e8 stata scoperta attorno a uno dei pianeti di<strong> <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2012\/11\/13\/un-asilo-planetario\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pds 70<\/a>,<\/strong> una giovane stella posta a circa 370 anni luce dalla Terra. Recentemente, gli astronomi avevano confermato attorno a questa stella la presenza di <strong>due pianeti massicci<\/strong>, simili a Giove. La scoperta era stata effettuata con il Vlt <strong>(<a href=\"https:\/\/www.eso.org\/public\/italy\/teles-instr\/paranal-observatory\/vlt\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Very<\/a> <a href=\"https:\/\/www.eso.org\/public\/italy\/teles-instr\/paranal-observatory\/vlt\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Large<\/a><a href=\"https:\/\/www.eso.org\/public\/italy\/teles-instr\/paranal-observatory\/vlt\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> Telescope<\/a>)<\/strong> dello<strong> <a href=\"https:\/\/www.eso.org\/public\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">European Southern Observatory<\/a>,<\/strong> che era stato in grado di rilevare il calore emesso dall\u2019idrogeno gassoso che si accumula a formare pianeti.<\/p>\n<p>Le nuove osservazioni Alma mostrano invece <strong>le deboli onde radio emesse dalle minuscole particelle di polvere attorno alla stella<\/strong>, grandi circa un decimo di millimetro. I dati di Alma, combinati con le precedenti osservazioni Vlt nelle due bande ottico e infrarosso, forniscono prove convincenti dell\u2019esistenza di un disco di polvere che circonda il pianeta pi\u00f9 esterno conosciuto nel sistema, potenzialmente capace di formare pi\u00f9 lune.<\/p>\n<p>\u00abPer la prima volta, possiamo vedere in modo inequivocabile i segni rivelatori di un disco circumplanetario, a supporto di molte delle attuali teorie sulla formazione dei pianeti\u00bb, ha detto <strong>Andrea Isella<\/strong>, astronomo italiano alla<strong> <a href=\"https:\/\/www.rice.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Rice University di Houston<\/a>,<\/strong> in Texas, e primo autore dell\u2019articolo pubblicato su <em>Astrophysical Journal Letters<\/em>, nel quale \u00e8 stata presentata la scoperta.<\/p>\n<div id=\"attachment_1676679\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1676679 size-medium\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/RGB-ALMA-VLA-Comp-340x340.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/RGB-ALMA-VLA-Comp-340x340.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/RGB-ALMA-VLA-Comp-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/RGB-ALMA-VLA-Comp-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/RGB-ALMA-VLA-Comp-664x664.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/RGB-ALMA-VLA-Comp-640x640.jpg 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/RGB-ALMA-VLA-Comp-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/RGB-ALMA-VLA-Comp-624x624.jpg 624w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"340\" aria-describedby=\"caption-attachment-1676679\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1676679\" class=\"wp-caption-text\">Immagine composita di Pds 70. Confrontando i nuovi dati Alma con le precedenti osservazioni Vlt, gli astronomi hanno determinato che il giovane pianeta chiamato Pds 70c ha un disco circumplanetario, che si ritiene essere il luogo in cui nascono le lune. Crediti: Alma (Eso\/Naoj\/Nrao), A. Isella, Eso<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00abConfrontando le nostre osservazioni con le immagini a infrarossi e ottiche ad alta risoluzione, possiamo vedere chiaramente che la concentrazione di minuscole particelle di polvere \u00e8 in realt\u00e0 un disco di polvere che circonda il pianeta, ed \u00e8 la prima volta che questa caratteristica \u00e8 stata osservata in modo cos\u00ec definitivo\u00bb, ha affermato Isella. Secondo i ricercatori, questa \u00e8 anche la prima volta che un pianeta \u00e8 stato osservato chiaramente in queste tre distinte bande osservative.<\/p>\n<p>A differenza degli anelli ghiacciati di Saturno, che probabilmente si sono formati dalla distruzione di comete e corpi rocciosi in un periodo di tempo relativamente recente nella storia del nostro Sistema solare, un disco circumplanetario \u00e8 il residuo persistente del processo di formazione del pianeta.<\/p>\n<p>I dati Alma hanno anche rivelato due differenze ben distinte tra i due pianeti scoperti di recente. Il pi\u00f9 vicino dei due, <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/07\/02\/ecco-la-prima-immagine-di-un-baby-pianeta\/\"><strong>Pds 70 b<\/strong><\/a>, che si trova all\u2019incirca alla stessa distanza dalla stella di Urano dal Sole, ha dietro di s\u00e9 una massa di polvere che assomiglia a una coda. \u00abNon \u00e8 ancora chiaro cosa questa coda rappresenti per questo sistema planetario\u00bb, ha detto Isella. \u00abL\u2019unica cosa conclusiva che possiamo dire \u00e8 che \u00e8 abbastanza lontana dal pianeta per essere una caratteristica indipendente\u00bb.<\/p>\n<p>Il secondo pianeta,<strong> Pds 70 c<\/strong>, risiede nella stessa identica posizione di un nodo di polvere visto chiaramente nei dati Alma. Poich\u00e9 questo pianeta brilla cos\u00ec intensamente nelle bande di luce infrarossa e dell\u2019idrogeno, gli astronomi possono ragionevolmente affermare che si tratti di un pianeta completamente formato in orbita attorno alla stella e che il gas vicino continua a essere catturato dal pianeta stesso. Questo pianeta esterno si trova a circa 5.3 miliardi di chilometri dalla stella ospite, corrispondente circa alla stessa distanza di Nettuno dal nostro Sole. Gli astronomi stimano che la massa di questo pianeta sia circa da 1 a 10 volte la massa di Giove. \u00abSe la massa del pianeta \u00e8 pi\u00f9 verso il limite superiore di questo intervallo, \u00e8 del tutto possibile che attorno ad esso possano esserci lune di dimensioni planetarie\u00bb, ha osservato Isella.<\/p>\n<div id=\"attachment_1676680\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1676680 size-large\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_circumplanetarystill_00003-664x374.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 625px) 100vw, 625px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_circumplanetarystill_00003-664x374.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_circumplanetarystill_00003-340x191.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_circumplanetarystill_00003-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_circumplanetarystill_00003-640x360.jpg 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/nrao19cb11_Isella_circumplanetarystill_00003-624x351.jpg 624w\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"352\" aria-describedby=\"caption-attachment-1676680\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1676680\" class=\"wp-caption-text\">Impressione artistica del disco circumplanetario recentemente scoperto attorno a un pianeta giovane nel sistema stellare Pds 70. Crediti: Nrao\/Aui\/Nsf, S. Dagnello<\/p>\n<\/div>\n<p>I dati Alma aggiungono anche un altro elemento importante a queste osservazioni. Gli studi ottici sui sistemi planetari sono notoriamente difficili. Poich\u00e9 la stella \u00e8 molto pi\u00f9 luminosa dei pianeti, \u00e8 difficile filtrarne il bagliore. Sarebbe come cercare di individuare una lucciola accanto a un lampione. Le osservazioni Alma, tuttavia, non hanno questa limitazione poich\u00e9 le stelle emettono relativamente poca luce a lunghezze d\u2019onda millimetriche e submillimetriche. \u00abCi\u00f2 significa che saremo in grado di osservare nuovamente questo sistema in periodi di tempo diversi e mappare l\u2019orbita dei pianeti e la concentrazione di polvere nel sistema\u00bb, ha concluso Isella. \u00abQuesto ci dar\u00e0 una visione unica delle propriet\u00e0 orbitali dei sistemi solari nelle loro primissime fasi di sviluppo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><em><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/07\/12\/flyeye-asteroidi-monte-mufara\/\" rel=\"prev\"> Flyeye, una sentinella per il rischio asteroidi<\/a><\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<span class=\"nav-next\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/07\/15\/la-strana-storia-delloro-sulla-luna\/\" rel=\"next\"><em><strong>La strana storia dell\u2019oro sulla Luna<\/strong> <\/em><\/a><\/span><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Source<strong>: <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/07\/15\/scoperta-una-polverosa-culla-di-lune\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scoperta una polverosa culla di lune | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Viagra \u00e8 il nome commerciale di un farmaco molto popolare e rinomato nel trattamento della disfunzione erettile <a href=\"https:\/\/www.vimarviaggi.it\/italiana\/\">l\u2019attenzione al farmaco<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Utilizzando Alma, un gruppo di astronomi ha fatto le prime osservazioni di un disco circumplanetario attorno a uno dei pianeti di Pds 70, una giovane stella posta a circa 370 anni luce dalla Terra. 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