{"id":7790,"date":"2019-07-16T15:32:28","date_gmt":"2019-07-16T13:32:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/07\/15\/la-strana-storia-delloro-sulla-luna\/"},"modified":"2019-07-16T16:07:29","modified_gmt":"2019-07-16T14:07:29","slug":"la-strana-storia-delloro-sulla-luna-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=7790","title":{"rendered":"La strana storia dell\u2019oro sulla Luna | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Le meteoriti hanno portato l\u2019oro, l&#8217;iridio, il platino e altri elementi rari sulla Luna. Ma non tanti quanti sulla Terra. La spiegazione di questa differenza, determinante per la formazione planetaria, \u00e8 fornita da un nuovo studio che ha stabilito l\u2019epoca a partire dalla quale \u00e8 iniziato l\u2019accrescimento sulla Luna del materiale meteoritico. I risultati sono stati pubblicati su Nature<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1676672\" class=\"post-1676672 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news category-spazio tag-elementi-siderofili tag-formazione-lunare tag-impatti tag-luna tag-meteoriti tag-oro\">\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1676673\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/terra_luna_apollo8_NASA.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1786903627\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1676673 size-medium\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/terra_luna_apollo8_NASA-340x340.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/terra_luna_apollo8_NASA-340x340.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/terra_luna_apollo8_NASA-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/terra_luna_apollo8_NASA.jpg 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/terra_luna_apollo8_NASA-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/terra_luna_apollo8_NASA-624x624.jpg 624w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"340\" aria-describedby=\"caption-attachment-1676673\" \/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1676673\" class=\"wp-caption-text\">La celebre immagine \u201cEarth rise\u201d, scattata da William Anders durante la missione Apollo 8.\u00a0Crediti: Nasa.<\/p>\n<\/div>\n<p>Grazie alle sue <strong>dimensioni ridotte<\/strong> rispetto alla Terra e al fatto che molte collisioni meteoritiche sono avvenute con un <strong>angolo d\u2019impatto piccolo<\/strong> rispetto alla superficie, si ritiene che materiali come oro, iridio, platino e altri elementi esotici accresciuti sulla Luna per <strong>via collisionale<\/strong>, siano decisamente <strong>inferiori<\/strong> a quelli sul nostro pianeta. Inoltre sulla Luna questo materiale si ritiene sia accresciuto a partire <strong>da 4.35 miliardi di anni fa<\/strong>, in un\u2019epoca in cui il mantello di magma si solidific\u00f2. Questi, in breve, i risultati pubblicati il 10 luglio su <em>Nature\u00a0<\/em>di uno studio condotto da una collaborazione internazionale di ricercatori guidata da <strong>Meng-Hua Zhu\u00a0<\/strong>della <strong><a href=\"https:\/\/www.must.edu.mo\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">University of Science and Technology<\/a> <\/strong>di Macau, Cina.<\/p>\n<p>Per comprendere l\u2019importanza della ricerca di Zhu e colleghi, facciamo un passo indietro. Elementi chimici come <strong>oro, iridio, platino, rodio, renio, osmio e rutenio\u00a0<\/strong>rivestono una fondamentale importanza per la comprensione della formazione planetaria. Capire l\u2019origine della loro abbondanza osservata permette di stabilire importanti vincoli sulle <strong>prime fasi di vita di un pianeta<\/strong>. Si stima infatti che questi elementi, detti <em>altamente <\/em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Classificazione_Goldschmidt#Elementi_siderofili\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>siderofili<\/em><\/a>, abbiano un\u2019<strong>origine meteoritica<\/strong>. L\u2019ammontare degli elementi siderofili, quindi, \u00e8 un indicatore di come il materiale meteoritico sia accresciuto su un pianeta attraverso le collisioni subite subito dopo la sua formazione.<\/p>\n<p>Nonostante la loro<strong> <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2015\/04\/08\/la-parentela-stretta-del-sistema-terra-luna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">origine comune<\/a>,<\/strong> Terra e Luna presentano un contenuto decisamente diverso di questi elementi che risultano essere circa <strong>1200 volte meno abbondanti sul nostro satellite<\/strong>. Per spiegare una proporzione cos\u00ec diversa, sono state proposte diverse teorie, ognuna delle quali suppone che vi sia un alto <strong>rapporto impatto\/ritenzione<\/strong>. Tale rapporto rappresenta la frazione di massa del meteorite che viene inglobata nel pianeta. Tuttavia nessuna delle teorie proposte sembra essere in accordo con le osservazioni dei crateri lunari, le abbondanze degli elementi siderofili e l\u2019et\u00e0 dei <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Campioni_lunari\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">campioni di rocce lunari<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesto \u00e8 stato un grande problema in termini di come noi possiamo comprendere la storia dell\u2019accrescimento sulla Luna\u00bb, osserva Qing-Zhu Yin, co-autore della ricerca e professore di scienze della terra e planetarie alla <strong><a href=\"https:\/\/www.ucdavis.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">UC Davis<\/a><\/strong>. Per dare una risposta in linea con le osservazioni, i ricercatori hanno eseguito una serie di <strong>simulazioni d\u2019impatto\u00a0<\/strong>con differenti parametri quali velocit\u00e0 d\u2019urto, angolo d\u2019impatto e diametro dei proiettili. Una volta quantificato l\u2019andamento del rapporto impatto\/ritenzione in funzione dei parametri, gli studiosi hanno eseguito una simulazione con il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Metodo_Monte_Carlo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>metodo Monte Carlo<\/strong><\/a><strong>:<\/strong> sono stati generati in maniera casuale i proiettili che avrebbero formato i crateri osservati, di dimensioni di circa 300 km di diametro. La simulazione di Monte Carlo \u00e8 stata ripetuta milioni di volte in modo da produrre un andamento stocastico del processo ed evitare errori conseguenti ai pochi dati generati.<\/p>\n<div id=\"attachment_1676722\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/193009main_lunarimpact_1600x1200.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"2078267557\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1676722\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/193009main_lunarimpact_1600x1200-340x255.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/193009main_lunarimpact_1600x1200-340x255.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/193009main_lunarimpact_1600x1200-768x577.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/193009main_lunarimpact_1600x1200-664x498.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/193009main_lunarimpact_1600x1200-640x480.jpg 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/193009main_lunarimpact_1600x1200-624x468.jpg 624w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/193009main_lunarimpact_1600x1200.jpg 1083w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"255\" aria-describedby=\"caption-attachment-1676722\" \/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1676722\" class=\"wp-caption-text\">Crediti: Nasa\/Jennifer Harbaugh<\/p>\n<\/div>\n<p>Le simulazioni hanno evidenziato che la destinazione (mantello o crosta lunare) del materiale del proiettile dipende dalla <strong>profondit\u00e0 di penetrazione<\/strong>. Questa \u00e8 in stretta relazione con lo <strong>spessore della <\/strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/08\/21\/contrordine-luna-arida\/\"><strong>crosta lunare<\/strong><\/a> e con la frazione di materiale che viene espulso dal cratere durante l\u2019impatto e che poi ricade sulla superficie. Il risultato principale \u00e8 che il rapporto impatto\/ritenzione, determinato al termine delle procedure di simulazione, risulta essere circa <strong>tre volte pi\u00f9 piccolo\u00a0<\/strong>di quanto normalmente viene considerato valido.<\/p>\n<p>Un punto chiave evidenziato dalla ricerca \u00e8 che il rapporto medio impatto\/ritenzione dipende fortemente dall\u2019intervallo di tempo considerato. Infatti, lo studio indica che <strong>la ritenzione degli elementi siderofili deve essere iniziata 4.35 miliardi di anni fa<\/strong>, quando la maggior parte dell\u2019oceano di magma lunare si solidific\u00f2. Il buon accordo tra questa et\u00e0 e quella<strong> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Moon_rock#Dating\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">registrata dai campioni di rocce<\/a> <\/strong>indica che l\u2019ammontare degli elementi altamente siderofili nel mantello dipende da quando \u00e8 avvenuta la sua cristallizzazione. I risultati dello studio sono concordi con le stime gi\u00e0 effettuate in precedenza, che fanno datare quest\u2019epoca a 150-200 milioni di anni dopo la formazione della Luna.<\/p>\n<p>\u00abLa bellezza di questo lavoro \u00e8 che ora tutte queste cose si combinano assieme perfettamente. Potremmo aver risolto il problema, a meno che qualcuno non trovi nuove discrepanze\u00bb, afferma Yin. La diversa proporzione degli elementi siderofili tra la Terra e la Luna pu\u00f2 dunque essere spiegata con diversi rapporti impatto\/ritenzione, assieme al fatto che la cristallizzazione del magma \u00e8 avvenuta su due scale di tempo differenti per i due corpi celesti.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">\n<h3 class=\"assistive-text\">Navigazione articolo<\/h3>\n<p><em><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/07\/15\/scoperta-una-polverosa-culla-di-lune\/\" rel=\"prev\"> Scoperta una polverosa culla di lune<\/a><\/span><\/strong><\/em><br \/>\n<span class=\"nav-next\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/07\/15\/come-bello-veder-leclisse-da-trieste-in-giu\/\" rel=\"next\"><em><strong>Com\u2019\u00e8 bello veder l\u2019eclisse da Trieste in gi\u00f9<\/strong> <\/em><\/a><\/span><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Source<strong>: <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/07\/15\/la-strana-storia-delloro-sulla-luna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La strana storia dell\u2019oro sulla Luna | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Se s\u00ec, soprattutto il calcio Sildenafil. Anatomia perde <a href=\"https:\/\/vantaggiosopergliuomini.com\/2020\/06\/10\/quanto-costa-la-pillola\">quanto costa la pillola<\/a>, e che pure ora si incastrano alla perfezione Cialis.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le meteoriti hanno portato l\u2019oro, l&#8217;iridio, il platino e altri elementi rari sulla Luna. Ma non tanti quanti sulla Terra. La spiegazione di questa differenza, determinante per la formazione planetaria, \u00e8 fornita da un nuovo studio che ha stabilito l\u2019epoca a partire dalla quale \u00e8 iniziato l\u2019accrescimento sulla Luna del materiale meteoritico. 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