{"id":8285,"date":"2019-11-18T18:40:47","date_gmt":"2019-11-18T17:40:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/11\/12\/campione-lunare-apollo-17\/"},"modified":"2019-11-18T18:42:35","modified_gmt":"2019-11-18T17:42:35","slug":"aperto-un-campione-lunare-raccolto-47-anni-fa-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=8285","title":{"rendered":"Aperto un campione lunare raccolto 47 anni fa | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1681103\" class=\"post-1681103 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-news tag-apollo-17 tag-artemis tag-campioni-lunari tag-luna tag-microtomia tag-spettrometria-di-massa\"><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1681107\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/apollosampleteam.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"724489189\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1681107 size-medium\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/apollosampleteam-340x256.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/apollosampleteam-340x256.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/apollosampleteam-768x578.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/apollosampleteam-664x500.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/apollosampleteam-660x497.jpg 660w\" alt=\"\" aria-describedby=\"caption-attachment-1681107\" width=\"340\" height=\"256\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1681107\" class=\"wp-caption-text\">Andrea Mosie, Charis Krysher e Juliane Gross aprono il campione lunare 73002 presso il Johnson Space Center della Nasa a Houston. Le rocce lunari all\u2019interno di questo tubo sono rimaste intatte da quando sono state raccolte sulla superficie del nostro satellite e portate sulla Terra dagli astronauti dell\u2019Apollo 17, quasi 50 anni fa. Crediti: Nasa \/ James Blair<\/p>\n<\/div>\n<p>Gli scienziati della Nasa hanno aperto un campione incontaminato di roccia e suolo proveniente dalla Luna, rientrato sulla Terra con l\u2019<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Apollo_17\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Apollo 17<\/a> nel 1972. \u00c8 la prima volta, in pi\u00f9 di 40 anni, che viene aperto un campione incontaminato di roccia e <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regolite\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">regolite<\/a><\/strong> lunare risalente all\u2019epoca della missione Apollo e gli studi che ne conseguiranno porranno le basi per studiare nuove tecniche pratiche finalizzate ad analizzare i futuri campioni che verranno raccolti nelle missioni <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Artemis_1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Artemis<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Il campione, aperto il 5 novembre nel<strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lunar_Sample_Laboratory_Facility\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Lunar Curation Laboratory<\/a> <\/strong>presso il <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lyndon_B._Johnson_Space_Center\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Johnson Space Center<\/a><\/strong> di Houston, \u00e8 stato raccolto sulla Luna dagli astronauti dell\u2019Apollo 17 <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eugene_Cernan\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Gene Cernan<\/a><\/strong> e<strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Harrison_Schmitt\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jack Schmitt<\/a>. <\/strong>Un secondo campione verr\u00e0 aperto in gennaio. Il campione \u00e8 stato aperto nell\u2019ambito del programma <strong><a href=\"https:\/\/sservi.nasa.gov\/articles\/apollo-next-generation-sample-analysis-program\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Apollo Next-Generation Sample Analysis<\/a><\/strong> (Angsa) della Nasa, che sta sfruttando tecnologie avanzate per studiare i campioni Apollo, utilizzando nuovi strumenti che non erano disponibili all\u2019epoca in cui i campioni sono stati portati sulla Terra.<\/p>\n<p>\u00abOggi siamo in grado di effettuare misurazioni che non erano possibili durante gli anni del programma Apollo\u00bb, spiega <strong>Sarah Noble<\/strong>, scienziata del programma Angsa. \u00abL\u2019analisi di questi campioni massimizzer\u00e0 il ritorno scientifico delle missioni Apollo, oltre a consentire a una nuova generazione di scienziati e curatori di affinare le loro tecniche e di preparare i futuri esploratori per le missioni lunari anticipate nel 2020 e oltre\u00bb.<\/p>\n<p>Dall\u2019epoca dell\u2019Apollo, la gran parte dei campioni riportati sulla Terra sono stati accuratamente conservati in laboratorio allo scopo di essere conservati per le generazioni future. La maggior parte dei campioni \u00e8 stata studiata molto bene e molti sono tuttora oggetto di ricerche. La Nasa all\u2019epoca decise di conservare alcuni campioni completamente intatti, per consentire una loro analisi in futuro, con le tecnologie avanzate che si sarebbero sviluppate negli anni. Questi particolari campioni, ancora non aperti, furono raccolti dalle missioni Apollo 15, 16 e 17. Due di questi campioni, i numeri <strong>73002<\/strong> e <strong>73001<\/strong>, entrambi raccolti da Apollo 17, saranno studiati nell\u2019ambito del programma Angsa. I progressi nelle tecniche \u2013 come l\u2019<em>imaging<\/em> 3D non distruttivo, la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Spettrometria_di_massa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">spettrometria di massa<\/a> e la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Microtomo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">microtomia<\/a> ad altissima risoluzione \u2013 consentiranno uno studio coordinato di questi campioni su scale attualmente senza precedenti.<\/p>\n<div id=\"attachment_1681108\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/as17-138-21069_0.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1455122790\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1681108 size-medium\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/as17-138-21069_0-340x340.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/as17-138-21069_0-340x340.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/as17-138-21069_0-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/as17-138-21069_0-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/as17-138-21069_0-664x664.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/as17-138-21069_0-660x660.jpg 660w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/as17-138-21069_0-120x120.jpg 120w\" alt=\"\" aria-describedby=\"caption-attachment-1681108\" width=\"340\" height=\"340\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1681108\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019astronauta dell\u2019Apollo 17 Gene Cernan si prepara a raccogliere i campioni 73001 e 73002. Crediti: Nasa<\/p>\n<\/div>\n<p>I campioni 73002 e 73001 fanno parte di un carotaggio lungo un metro di regolite (roccia e terra), raccolto da un deposito di frana vicino al <strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Lara_(lunar_crater)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">cratere Lara<\/a><\/strong> nel sito dell\u2019Apollo 17. I campioni conservano la stratificazione verticale presente all\u2019interno del suolo lunare, informazioni sulle frane che si verificano in assenza di aria, come accade sulla Luna, e un record delle sostanze volatili intrappolate nella regolite lunare, forse anche quelle che fuggono dalla Luna lungo la scarpata Lee-Lincoln, una faglia percorsa dagli astronauti dell\u2019Apollo 17 al volante del Lunar rover, presumibilmente creata dal movimento tettonico della Luna.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019apertura di questi campioni consentir\u00e0 nuove scoperte scientifiche e permetter\u00e0 a una nuova generazione di scienziati di affinare le loro tecniche per studiare meglio i futuri campioni che verranno riportati sulla Terra da <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/08\/30\/artemis-luna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Artemis<\/a>\u00bb, dice <strong>Francis McCubbin<\/strong>, curatore dei materiali della Nasa presso il Johnson Space Center. \u00abLe nostre tecnologie scientifiche sono notevolmente migliorate negli ultimi 50 anni e gli scienziati hanno ora l\u2019opportunit\u00e0 di analizzare questi campioni in modi che prima non erano possibili.\u201d<\/p>\n<p>Il campione 73002, che \u00e8 rimasto chiuso ma non sigillato sotto vuoto da quando \u00e8 stato portato sulla Terra, \u00e8 stato il primo campione ad essere estratto dal suo contenitore. Gli scienziati del Johnson Space Center dedicheranno i prossimi mesi al trattamento del campione, distribuendone alcune parti ai team scientifici Angsa per l\u2019analisi.<\/p>\n<div id=\"attachment_1681109\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/two_samples_togehter_slide_w_credits.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1175750699\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1681109 size-medium\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/two_samples_togehter_slide_w_credits-340x191.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/two_samples_togehter_slide_w_credits-340x191.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/two_samples_togehter_slide_w_credits-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/two_samples_togehter_slide_w_credits-664x374.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/two_samples_togehter_slide_w_credits-660x371.jpg 660w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/two_samples_togehter_slide_w_credits.jpg 1280w\" alt=\"\" aria-describedby=\"caption-attachment-1681109\" width=\"340\" height=\"191\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1681109\" class=\"wp-caption-text\">Nel 1974 la Nasa esegu\u00ec una scansione del campione 73002 utilizzando la tecnologia radiografica. La scansione di microtomografia computerizzata a raggi X riportata in questa immagine \u00e8 stata eseguita nel 2019 presso l\u2019Universit\u00e0 del Texas ad Austin. Questo \u00e8 un esempio degli sviluppi tecnologici che stanno permettendo a una nuova generazione di condurre nuove ricerche scientifiche su campioni Apollo. Crediti: Nasa<\/p>\n<\/div>\n<p>Per facilitare l\u2019apertura del campione, i ricercatori hanno utilizzato la tomografia computerizzata a raggi X disponibile presso l\u2019Universit\u00e0 del Texas Austin, per registrare un\u2019immagine 3D ad alta risoluzione della regolite all\u2019interno del tubo. L\u2019<em>imaging<\/em> permette di sviluppare strategie per rimuovere il campione per la dissezione e la distribuzione ai team di ricerca, oltre ad aiutare gli scienziati a comprendere la struttura del campione prima di aprire il contenitore. Dopo la scansione a raggi X, i campioni vengono rimossi dal loro tubo utilizzando speciali strumenti all\u2019interno di un vano riempito di azoto secco ultrapuro, e vengono quindi suddivisi in settori di circa 60 centimetri per consentire agli scienziati di comprendere la variazione osservata lungo tutta la lunghezza.<\/p>\n<p>Il campione 73001, che sar\u00e0 aperto all\u2019inizio del 2020, \u00e8 stato sigillato sulla Luna in uno speciale contenitore sotto vuoto, posto in un altro contenitore sotto vuoto e sigillato sulla Terra. Quel campione verr\u00e0 aperto quando gli scienziati avranno messo a punto una strategia per catturare i gas della Luna raccolti nel contenitore, insieme al campione stesso. Una volta rimosso, verr\u00e0 condiviso con i team scientifici selezionati per la ricerca Angsa.<\/p>\n<p>L\u2019esplorazione della Luna da parte degli astronauti nel programma Artemis sar\u00e0 possibile usando le risorse della Luna, incluso il ghiaccio d\u2019acqua che potr\u00e0 essere usato per produrre carburante per i razzi o ossigeno per respirare. Lo studio di questi campioni lunari pu\u00f2 permettere agli scienziati di ottenere informazioni sull\u2019origine dei depositi di ghiaccio lunare, nonch\u00e9 su altre potenziali risorse per future esplorazioni.<\/p>\n<div id=\"attachment_1681110\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/jsc2019e063626.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"626402171\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1681110 size-medium\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/jsc2019e063626-340x249.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/jsc2019e063626-340x249.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/jsc2019e063626-768x562.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/jsc2019e063626-664x486.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/jsc2019e063626-660x483.jpg 660w\" alt=\"\" aria-describedby=\"caption-attachment-1681110\" width=\"340\" height=\"249\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1681110\" class=\"wp-caption-text\">Il 5 novembre, la Nasa ha aperto un campione lunare incontaminato prelevato dall\u2019ultima delle missioni Apollo. Un team di scienziati ha estratto il contenuto dalla sua provetta e presto invier\u00e0 campioni a gruppi di ricerca nell\u2019ambito del programma Apollo Next-Generation Sample Analysis. Un secondo campione verr\u00e0 aperto nei prossimi mesi. Studiare le rocce lunari con i mezzi odierni, molto pi\u00f9 avanzati di quelli di allora, aiuter\u00e0 una nuova generazione di scienziati a comprendere meglio la Luna con il programma Artemis. Crediti: Nasa\/James Blair<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00abI risultati ottenuti da questi campioni forniranno alla Nasa nuovi indizi sulla Luna, inclusa la storia degli impatti sulla superficie lunare, come si verificano le frane sulla superficie lunare e come la crosta lunare si \u00e8 evoluta nel tempo\u00bb, spiega <strong>Charles Shearer<\/strong>. \u00abQuesta ricerca aiuter\u00e0 la Nasa a comprendere meglio come si sviluppano le riserve volatili, come si evolvono e come interagiscono sulla Luna e su altri corpi planetari\u00bb.<\/p>\n<p>Nell\u2019esame di questi campioni, lavorano insieme diverse generazioni di scienziati, ingegneri e curatori. Alcuni membri del gruppo di ricerca facevano parte dei team che all\u2019epoca delle missioni Apollo hanno studiato i campioni. Addirittura, nel team scientifico \u00e8 attivamente coinvolto anche Schmitt, l\u2019astronauta geologo che ha pilotato il modulo lunare dell\u2019Apollo 17, e ha personalmente raccolto il campione 73002.<\/p>\n<p>Da quando sono stati raccolti questi campioni, la Nasa ha continuato a studiare la Luna attraverso missioni come il <strong><a href=\"https:\/\/lunar.gsfc.nasa.gov\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Lunar Reconnaissance Orbiter<\/a><\/strong> e ora ha un\u2019incredibile quantit\u00e0 di dati sulla superficie lunare, l\u2019ambiente e la composizione. Con Artemis, la Nasa invier\u00e0 una serie di nuovi strumenti scientifici e dimostratori tecnologici per studiare la Luna, per poi fare allunare gli astronauti sulla sua superficie entro il 2024 e stabilire una presenza umana sostenibile entro il 2028. Sar\u00e0 un primo passo, per arrivare a Marte.<\/p>\n<p><strong>Guarda il campione lunare in questo video realizzato dalla Nasa:<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Opening Untouched Apollo Lunar Samples\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/monTfvXP8v0?feature=oembed\" allowfullscreen=\"\" width=\"665\" height=\"374\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">Navigazione articolo<\/p>\n<p><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/11\/11\/anche-la-nasa-a-bordo-di-ariel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev noreferrer\">Anche la Nasa a bordo di Ariel<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span class=\"nav-next\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/11\/12\/proba-2-dieci-anni\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener noreferrer\">Dieci soli per dieci anni<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Source: <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/11\/12\/campione-lunare-apollo-17\/\" target=\"_blank\" pf-nom-item-id=\"8284\" rel=\"noopener noreferrer\">Aperto un campione lunare raccolto 47 anni fa | MEDIA INAF<\/a><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> E con un miglior flusso sanguigno <a href=\"http:\/\/www.avetta.it\/italia.html\">viagra e trovare<\/a>, abbiamo una migliore erezione.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>.entry-header Andrea Mosie, Charis Krysher e Juliane Gross aprono il campione lunare 73002 presso il Johnson Space Center della Nasa a Houston. 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