{"id":8323,"date":"2019-11-26T17:17:01","date_gmt":"2019-11-26T16:17:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/11\/13\/sotto-il-cielo-di-arrokoth\/"},"modified":"2019-11-26T17:24:06","modified_gmt":"2019-11-26T16:24:06","slug":"sotto-il-cielo-di-arrokoth-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=8323","title":{"rendered":"Sotto il cielo di Arrokoth | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1681179\" class=\"post-1681179 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-astro category-news tag-2014-mu69 tag-fascia-di-kuiper tag-iau tag-nasa tag-new-horizons\"><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1681188\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Orbit_2014MU69.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1507715371\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1681188\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Orbit_2014MU69-340x191.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Orbit_2014MU69-340x191.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Orbit_2014MU69-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Orbit_2014MU69-664x374.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Orbit_2014MU69-660x371.jpg 660w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Orbit_2014MU69.jpg 1920w\" alt=\"Orbita del TNO 2014 MU69\" width=\"400\" height=\"225\" aria-describedby=\"caption-attachment-1681188\" \/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1681188\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019orbita eliocentrica del Tno 2014 Mu69 (la linea bianca pi\u00f9 esterna) \u00e8 praticamente circolare e giace sul piano dell\u2019Eclittica. Per compiere un giro completo questo Tno impiega circa 300 anni (cliccare per ingrandire). Crediti: Jpl Small-Body Database Browser<\/p>\n<\/div>\n<p>Dopo lo<strong> <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2015\/07\/15\/plutone-e-le-sue-lune-che-spettacolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">storico <em>flyby<\/em> con il sistema di Plutone<\/a>,<\/strong> avvenuto il 14 luglio 2015, la sonda<strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/New_Horizons\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">New Horizons<\/a> <\/strong>della Nasa, in veloce allontanamento dal Sole,<strong> <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2015\/08\/31\/new-horizons-e-pronto-per-la-fascia-di-kuiper\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00e8 stata diretta verso un piccolo asteroide trans-nettuniano<\/a> <\/strong>(Tno), scoperto il 26 giugno 2014 dal telescopio spaziale \u201cHubble\u201d: <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/11\/07\/mu69-concorso-nome-nasa\/\"><strong>(485968) 2014 Mu69<\/strong><\/a>. Il team della New Horizons aveva dato un soprannome mitologico a questo corpo chiamandolo affettuosamente \u201c<strong>Ultima Thule<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Il nome trae la sua origine dalla mitologia greca. <strong>Thule<\/strong> \u00e8 un\u2019isola leggendaria, citata per la prima volta in un rapporto di viaggio dell\u2019esploratore greco <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pitea\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pyth\u00e9as<\/a><\/strong> nel 330 a.C., durante l\u2019esplorazione dell\u2019Atlantico del Nord. La parola \u201cthule\u201d deriva dall\u2019etrusco \u201ctular\u201d, che significa confine. Nei secoli, i tentativi di individuare l\u2019isola di Thule con qualcosa di reale sono stati numerosi e infruttuosi, ma \u00e8 probabile che Pyth\u00e9as abbia semplicemente descritto l\u2019Islanda. Nel corso del medioevo, per\u00f2, si and\u00f2 consolidando il mito di \u201cultima Thule\u201d, a indicare tutte le terre, incredibili e meravigliose, che si trovano al di l\u00e0 di quelle conosciute. In effetti <strong>2014 Mu69 \u00e8 il corpo pi\u00f9 lontano dal Sole esplorato direttamente da una sonda<\/strong> e \u2013 in un certo senso \u2013 rappresenta il \u201cconfine\u201d della nostra conoscenza sul Sistema solare.<\/p>\n<p>Questo TNO gira attorno al Sole impiegando quasi 300 anni (circa 50 in pi\u00f9 di Plutone), percorrendo un\u2019orbita quasi circolare e a bassa inclinazione sul piano dell\u2019Eclittica, avente un \u201craggio\u201d di circa 6,68 miliardi di km (circa 44 Unita&#8217; Astronomiche) : si tratta di un corpo appartenente alla <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fascia_di_Kuiper\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>fascia di Kuiper classica<\/strong><\/a>. La fascia di Kuiper \u00e8 quella <strong>cintura asteroidale<\/strong> che si trova <strong>oltre l\u2019orbita di Nettuno<\/strong>, residuo del processo di formazione ed evoluzione del Sistema solare esterno. L\u2019aggettivo \u2018classica\u2019 indica i corpi le cui orbite sono cambiate poco da quando si sono formati, circa 5 miliardi di anni fa.<\/p>\n<p>Il <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/02\/25\/ultima-thule-new-horizons-scruta-ogni-dettaglio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>flyby<\/em>\u00a0della New Horizons con 2014 Mu69<\/a> <\/strong>\u00e8 avvenuto con successo il 1\u00b0 gennaio 2019 a una distanza dalla superficie di soli <strong>3500 km<\/strong>. Da allora la sonda sta trasmettendo i dati raccolti alle stazioni a terra. Qualche giorno fa, il 12 novembre 2019, in una cerimonia che si \u00e8 tenuta nel quartier generale della Nasa vicino a Washington D.C., il team della missione New Horizons ha annunciato di avere dato un nome ufficiale a 2014 Mu69: non \u201cUltima Thule\u201d come ci si poteva aspettare ma \u201c<strong>Arrokoth<\/strong>\u201c, una parola dei nativi americani della trib\u00f9 dei Powhatan\/Algonchini che significa \u2018cielo\u2019. Un tributo alle terre da cui \u00e8 stato scoperto materialmente 2014 Mu69. Naturalmente, in precedenza il team di New Horizons aveva proposto il nome all\u2019International Astronomical Union (Iau), che ha avvallato il suggerimento.<\/p>\n<div id=\"attachment_1673986\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1673986 \" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ca0-238x340.png\" sizes=\"auto, (max-width: 305px) 100vw, 305px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ca0-238x340.png 238w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ca0-465x664.png 465w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ca0-640x914.png 640w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ca0-624x891.png 624w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ca0.png 700w\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"436\" aria-describedby=\"caption-attachment-1673986\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1673986\" class=\"wp-caption-text\">Immagine composita di Arrokoth, ottenuta dai dati raccolti dalla sonda New Horizons, che mostra sia il colore, sia i dettagli superficiali in alta risoluzione. Crediti: Nasa\/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory\/ Southwest Research Institute\/Roman Tkachenko<\/p>\n<\/div>\n<p>Scelta del nome a parte, i dati trasmessi a terra dalla New Horizons hanno mostrato che 2014 Mu69 \u2013 nonostante la <strong>grande distanza dal Sole<\/strong>\u00a0e le sue <strong>piccole dimensioni<\/strong> non favoriscano certo l\u2019evoluzione geologica \u2013 \u00e8 un corpo peculiare,\u00a0tanto da meritare la<strong> <a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/364\/6441\/eaaw9771\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">copertina di <em>Science<\/em><\/a><\/strong>. Arrokoth non \u00e8 un oggetto singolo ma un <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/02\/12\/ultima-thule-formazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sistema binario a contatto<\/a><\/strong>, ossia le due componenti sono in orbita attorno al comune centro di massa e si toccano fra di loro: una forma simile a quella del nucleo della cometa <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2015\/09\/28\/67p-un-bacio-tra-comete\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>67P\/Churyumov-Gerasimenko<\/strong><\/a>. Inoltre, sulla sua superficie i crateri da impatto sono molto pochi, mentre sono abbondanti su tutti i corpi solidi del Sistema solare. <strong>Si tratta del corpo pi\u00f9 primordiale che sia mai stato esplorato<\/strong>. La lunghezza complessiva del sistema binario \u00e8 di 35 km: il <strong>lobo maggiore<\/strong> (soprannominato \u201c<strong>Ultima<\/strong>\u201c) \u00e8 piuttosto piatto (assomiglia un po\u2019 a una frittella), ed \u00e8 connesso tramite un \u201ccollo\u201d a un <strong>lobo pi\u00f9 piccolo<\/strong> e sferico (soprannominato \u201c<strong>Thule<\/strong>\u201c). Ultima appare composto da almeno otto corpi pi\u00f9 piccoli fusi insieme, con un diametro medio di circa 5 km.<\/p>\n<p>Apparentemente i due lobi un tempo orbitavano l\u2019uno attorno all\u2019altro, come molti sistemi binari nella fascia di Kuiper, finch\u00e9 \u00e8 accaduto qualcosa che li ha riuniti in una \u201cdelicata\u201d fusione. <strong>Non \u00e8 chiaro quale possa essere stata la causa della fusione<\/strong>, forse fra i dati che la New Horizons sta inviando a terra c\u2019\u00e8 la risposta (la trasmissione terminer\u00e0 a fine 2020). A parte la struttura inusuale, Arrokoth non si distingue particolarmente per colore e composizione: i dati della New Horizons hanno rivelato che assomiglia a molti altri oggetti che si trovano nella fascia di Kuiper, anche se \u00e8 <strong>molto rosso<\/strong> \u2013 pi\u00f9 rosso persino di Plutone.<\/p>\n<p>Visto da Arrokoth, il Sole \u00e8 molto debole rispetto a come appare qua sulla Terra, anche se \u00e8 pur sempre visibile come una fulgida stella di magnitudine -18,5: circa 263 volte pi\u00f9 brillante della Luna piena.\u00a0 Protetti da una tuta spaziale, potremmo vedere e calpestare il suolo di Arrokoth, pur con la bassa gravit\u00e0 che si ritrova. Ma il meglio si avrebbe spostandosi nell\u2019emisfero in ombra, lontano dal pallido Sole: allora potremmo vedere la Via Lattea in tutto il suo splendore, libera dalla polvere interplanetaria di cui \u00e8 permeato il Sistema solare interno. Quello di Arrokoth \u00e8 un confine che invita ad andare oltre.<\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-co<\/span><br \/>\n<span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Navigazione articolo<\/p>\n<p><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/11\/13\/stella-espulsa-dal-buco-nero\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev noreferrer\">Fuga dal \u201ccuore nero\u201d della Via Lattea<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span class=\"nav-next\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/11\/14\/ossigeno-su-marte\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener noreferrer\">Il mistero dell\u2019ossigeno marziano <\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<nav class=\"nav-single\"><\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Source<strong>: <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/11\/13\/sotto-il-cielo-di-arrokoth\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Sotto il cielo di Arrokoth | MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Mnlf in audizione: no a numero chiuso, a capo dell\u2019Unit\u00e0 per la prevenzione e il contrasto della contraffazione dei farmaci a uso umano dell\u2019Agenzia italiana del farmaco <a href=\"http:\/\/www.avislatina.it\/it.html\">viagra generico<\/a>.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>.entry-header L\u2019orbita eliocentrica del Tno 2014 Mu69 (la linea bianca pi\u00f9 esterna) \u00e8 praticamente circolare e giace sul piano dell\u2019Eclittica. 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