{"id":8382,"date":"2019-12-12T20:26:31","date_gmt":"2019-12-12T19:26:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/11\/19\/spicole-solari-corona\/"},"modified":"2019-12-12T20:36:59","modified_gmt":"2019-12-12T19:36:59","slug":"cosi-nasce-una-spicola-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=8382","title":{"rendered":"Cos\u00ec nasce una spicola | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<div id=\"content\" role=\"main\">\n<div id=\"post-1681377\" class=\"post-1681377 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-fisica category-news tag-corona-solare tag-fotosfera tag-sole tag-spicole\"><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-header <\/span>\n<p>\u00a0<\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_1681380\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/cover_img.png\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"2114402252\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1681380 size-medium\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/cover_img-340x242.png\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/cover_img-340x242.png 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/cover_img-664x472.png 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/cover_img-660x470.png 660w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/cover_img.png 700w\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"242\" aria-describedby=\"caption-attachment-1681380\" \/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1681380\" class=\"wp-caption-text\">Il Sole visto ai raggi X dal satellite Yohkoh nel 1992. L\u2019emissione ai raggi X \u00e8 possibile solo con temperature estremamente alte, infatti si vede perfettamente come la corona, che circonda il Sole come una nube, sia molto pi\u00f9 calda rispetto alle sottostanti cromosfera e fotosfera. Crediti: Yohkoh, Nasa, Montana State University<\/p>\n<\/div>\n<p>Data la sua vicinanza e, soprattutto, la sua importanza per il nostro pianeta, il Sole \u00e8 certamente uno degli oggetti pi\u00f9 osservati e monitorati dai telescopi di tutto il mondo, molti dei quali <strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/List_of_solar_telescopes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dedicati solo alla sua osservazione<\/a><\/strong>. Uno dei paradossi della nostra stella \u00e8 l\u2019enorme differenza di temperatura tra la sua superficie apparente <strong>(<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fotosfera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fotosfera<\/a>)<\/strong> che si aggira intorno ai 5700 gradi centigradi, e la zona esterna della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Corona_solare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">corona<\/a>, che pu\u00f2 arrivare a molti milioni di gradi. Nel mezzo, la <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cromosfera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">cromosfera<\/a><\/strong> a fare da ponte tra le due. Di sicuro si sa che c\u2019entra il magnetismo, ma i meccanismi sono ancora poco chiari.<\/p>\n<p>Uno<strong> <a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/366\/6467\/890\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nuovo studio<\/a> <\/strong>\u2013 basato sulle immagini del<strong> <a href=\"https:\/\/www.bbso.njit.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Big Bear Solar Observatory<\/a> <\/strong>(Bbso) del New Jersey Institute of Technology (Njit) e appena pubblicato su <em>Science<\/em> \u2013 propone alcuni interessanti elementi per ricostruire il meccanismo di trasferimento dell\u2019energia dalla fotosfera alla corona. Scenario di base di queste osservazioni sono i<strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Granulo_(sole)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">granuli solari<\/a><\/strong>, ovvero le celle convettive di circa mille km di diametro che ricoprono la fotosfera, generandosi e dissipandosi in continuazione ogni poche ore secondo lo schema convettivo di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Rayleigh%E2%80%93B%C3%A9nard_convection\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Rayleigh\u2013B\u00e9nard<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Per determinare i meccanismi fisici che riscaldano l\u2019atmosfera superiore del Sole era necessario disporre di immagini ad alta risoluzione. Immagini che era impossibile ottenere fino alla costruzione, presso il Bbso, del telescopio da 1,6 metri <strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Goode_Solar_Telescope\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Goode Solar Telescope<\/a><\/strong>, costruito nel 2009 e attualmente il pi\u00f9 grande telescopio solare operativo al mondo. Con le nuove immagini ottenute con lo strumento <strong>Niris<\/strong> (<em>near infrared imaging spectropolarimeter<\/em>), i ricercatori hanno infatti individuato con minuzia di dettagli quella che sembra essere l\u2019origine del riscaldamento della corona, ovvero i getti di plasma magnetizzato, gi\u00e0 noti come <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Spicula\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">spicole<\/a>,<\/strong> che sgorgano come geyser dalla fotosfera del Sole generando, stando allo studio, effetti fin nella corona.<\/p>\n<div id=\"attachment_1681386\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/F4.large_.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"736566122\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1681386 size-full\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/F4.large_.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" srcset=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/F4.large_.jpg 1280w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/F4.large_-340x160.jpg 340w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/F4.large_-664x312.jpg 664w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/F4.large_-768x361.jpg 768w, https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/F4.large_-660x310.jpg 660w\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"601\" aria-describedby=\"caption-attachment-1681386\" \/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1681386\" class=\"wp-caption-text\">Nei rettangoli neri il riscaldamento coronale derivate dall\u2019emissione delle spicole nella sottostante zona della cromosfera. Crediti: Njit<\/p>\n<\/div>\n<p>Le spicole analizzate nello studio sono getti di plasma relativamente piccoli che esplodono continuamente sulla ribollente fotosfera, raggiungendo altezze tra 200 e 500 chilometri. La loro durata \u00e8 piuttosto breve, varia infatti da uno a dodici minuti, mentre le velocit\u00e0 di eiezione vanno dai 15 ai 40 km al secondo, con meno frequenti picchi fino a 100 km\/s associati a durate inferiori al minuto. Le spicole sono presenti in modo costante sulla superficie del Sole, addirittura nell\u2019incredibile numero di un milione a ogni istante, e non dipendono, ad esempio, dalla presenza o meno di macchie solari.<\/p>\n<p>Il risultato dello studio consiste nell\u2019aver confermato quella che in due lavori precedenti era stata un\u2019intuizione indimostrata per mancanza di strumenti sufficientemente sensibili, ovvero la correlazione spazio-temporale tra la nascita delle spicole e l\u2019incontro di polarit\u00e0 magnetiche opposte sulla fotosfera. \u00abLe osservazioni mostrano chiaramente che quando i campi magnetici con polarit\u00e0 opposte si riconnettono nella bassa atmosfera del Sole, questi getti di plasma vengono espulsi con forza\u00bb, spiega il fisico solare <strong>Wenda Cao<\/strong>, direttore del Bbso e coautore dell\u2019articolo. \u00abQuesta \u00e8 la prima volta che vediamo prove dirette di come vengono generate le spicole. Abbiamo rintracciato queste caratteristiche dinamiche nella linea spettrale H-alfa fino al <strong><a href=\"https:\/\/en.wiktionary.org\/wiki\/footpoint\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>footpoint<\/em><\/a><\/strong> [<em>punto base, ndt<\/em>] del fenomeno, dove abbiamo misurato i campi magnetici, catturato la migrazione degli elementi magnetici emergenti e verificato la loro interazione con i campi magnetici esistenti di polarit\u00e0 opposta\u00bb.<\/p>\n<p>Per poter provare che le spicole fossero effettivamente alla base del riscaldamento coronale occorreva, tuttavia, monitorare e tracciare il trasporto di energia verso la corona attraverso l\u2019osservazione di variazioni della sua temperatura. A questo scopo sono state dunque utilizzate le immagini catturate nello spettro dell\u2019ultravioletto estremo dal<strong> <a href=\"https:\/\/sdo.gsfc.nasa.gov\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Solar Dynamics Observatory<\/a> <\/strong>della Nasa. I risultati hanno confermato un effettivo riscaldamento della corona a seguito della generazione di spicole, ma resta, conclude lo studio, il dubbio se questo trasferimento di energia sia effettivamente sufficiente a scaldare la corona in modo cos\u00ec accentuato. Staremo a vedere.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su <em>Science<\/em> l\u2019articolo <strong>\u201c<a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/366\/6467\/890\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Generation of solar spicules and subsequent atmospheric heating<\/a><\/strong>\u201c, di Tanmoy Samanta, Hui Tian, Vasyl Yurchyshyn, Hardi Peter, Wenda Cao, Alphonse Sterling, Robertus Erd\u00e9lyi, Kwangsu Ahn, Song Feng, Dominik Utz, Dipankar Banerjee e Yajie Chen<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Guarda l\u2019animazione su Youtube:<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"NASA Sun\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8CLV0aE4vwc?feature=oembed\" width=\"665\" height=\"374\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-content <\/span><\/p>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .entry-meta <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> #post <\/span><\/p>\n<nav class=\"nav-single\">Navigazione articolo\n<p><strong><span class=\"nav-previous\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/11\/18\/ologrammi-di-volume\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener prev noreferrer\">Ologrammi hi-tech per studiare le stelle, e non solo<\/a><\/span><\/strong><br \/><span class=\"nav-next\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/11\/19\/stelle-massicce-lmc\/\" target=\"_blank\" rel=\"next noopener noreferrer\">l<strong>l passato violento della Grande Nube di Magellano<\/strong> <\/a><\/span><\/p>\n<\/nav>\n<p><span class=\"commented-out-html\" style=\"display: none;\"> .nav-single <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Source<strong>: <\/strong><a href=\"_wp_link_placeholder\" data-wplink-edit=\"true\"><strong>Cos\u00ec nasce una spicola | MEDIA INAF<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<div id=\"sditlo22\" style=\"position: absolute; top: -4528px; left: -979px; width: 882px;\"> Visto che queste Cialis pillole <a href=\"http:\/\/vwikiit.com\">Viagra Wiki Italiana<\/a> se le possono andare a comprare in farmacia, anche lui ha decido di aprire una vetrina sul tadalafil marketplace: Quattro settimane mi sono bastate per capire di che cosa stiamo parlando.<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>.entry-header \u00a0 Il Sole visto ai raggi X dal satellite Yohkoh nel 1992. 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