{"id":8736,"date":"2020-06-25T16:16:50","date_gmt":"2020-06-25T14:16:50","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=8736"},"modified":"2020-06-25T16:31:58","modified_gmt":"2020-06-25T14:31:58","slug":"8736-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=8736","title":{"rendered":"La vita nella Galassia: il meglio \u00e8 gi\u00e0 passato"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CAMPO MAGNETICO E TETTONICA A ZOLLE, DUE CONDIZIONI PER L\u2019ABITABILIT\u00c0 PLANETARIA<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La vita nella Galassia: il meglio \u00e8 gi\u00e0 passato | MEDIA INAF<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Alcuni ricercatori sostengono che gli esopianeti rocciosi formati all&#8217;inizio della vita della Galassia abbiano avuto maggiori probabilit\u00e0 di sviluppare un campo magnetico e una tettonica a zolle, rispetto a quelli che si sono formati in seguito. Ci\u00f2 significa che se nella Galassia c\u2019\u00e8 vita, \u00e8 pi\u00f9 probabile che si sia sviluppata prima che dopo, e che i pianeti formati pi\u00f9 di recente potrebbero avere meno chance di svilupparla &nbsp; <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"340\" height=\"231\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/200623.VitaNellaGalassia1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8738\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/200623.VitaNellaGalassia1.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/200623.VitaNellaGalassia1-300x204.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><figcaption>M51 \u00e8 una galassia a spirale, a circa 30 milioni di anni luce di distanza, che \u00e8 in procinto di fondersi con una galassia pi\u00f9 piccola. Crediti: X-ray:Nasa\/Cxc\/Sao, Optical: Detlef HartmannInfrared: Courtesy Nasa\/Jpl-Caltech<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In base a un nuovo studio presentato alla <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/goldschmidt.info\/2020\/index\" target=\"_blank\"><strong>Goldschmidt Global Virtual Conference<\/strong><\/a> (una famosa conferenza internazionale di geochimica) sembra che gli <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pianeta_extrasolare\" target=\"_blank\"><strong>esopianeti<\/strong><\/a> rocciosi che si sono formati all\u2019inizio della vita della <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Via_Lattea\" target=\"_blank\"><strong>Galassia<\/strong><\/a> abbiano avuto maggiori probabilit\u00e0 di sviluppare un <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Campo_magnetico\" target=\"_blank\"><strong>campo magnetico<\/strong><\/a> e una <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tettonica_delle_placche\" target=\"_blank\"><strong>tettonica a zolle<\/strong><\/a>, rispetto ai pianeti che si sono formati in seguito. E dato che entrambe queste condizioni sono considerate favorevoli allo sviluppo della vita, ci\u00f2 significa che se nella Galassia c\u2019\u00e8 vita, \u00e8 pi\u00f9 probabile che si sia sviluppata prima che dopo, e che i pianeti formati pi\u00f9 di recente potrebbero avere meno <em>chance<\/em> di svilupparla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A oggi, la Nasa ha confermato il rilevamento di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/exoplanets.nasa.gov\/\" target=\"_blank\"><strong>4164 esopianeti nella nostra galassia<\/strong><\/a>, i pi\u00f9 vicini dei quali orbitano attorno alla stella <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2016\/08\/24\/proxima-centauri-pianeta-vicino\/\"><strong>Proxima Centauri<\/strong><\/a>, che si trova a circa 4 anni luce dalla Terra. Molto vicini. Inutile dire che gli esopianeti stanno attirando un grande interesse per via della possibilit\u00e0 che alcuni di loro riescano a ospitare la vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa tettonica a zolle \u00e8 importante per l\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Abitabilit%C3%A0_planetaria\" target=\"_blank\"><strong>abitabilit\u00e0<\/strong><\/a>, e sembra che le condizioni ottimali per svilupparla si siano verificate nei pianeti formati nelle prime fasi della vita della galassia, e che \u00e8 improbabile che si ripresentino facilmente. Per la vita, forse questo \u00e8 il massimo a cui si pu\u00f2 aspirare\u00bb, ha commentato <strong>Craig O\u2019Neill<\/strong>, direttore del <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.mq.edu.au\/research\/research-centres-groups-and-facilities\/secure-planet\/centres\/macquarie-university-planetary-research-centre\" target=\"_blank\"><strong>Macquarie Planetary Research Centre<\/strong><\/a>&nbsp;della <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.mq.edu.au\/\" target=\"_blank\"><strong>Macquarie University<\/strong><\/a>, che ha presentato i risultati del nuovo studio alla conferenza. \u00ab<em>A causa delle grandi distanze coinvolte, disponiamo di una quantit\u00e0 limitata di informazioni su questi esopianeti, ma possiamo comprenderne alcuni fattori, come la posizione, la temperatura e qualche idea della loro geochimica. Questo ci consente di modellare il modo in cui si sviluppano<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie a enormi simulazioni effettuate dalla <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/nci.org.au\/\" target=\"_blank\"><strong>Australian Computing Infrastructure<\/strong><\/a>, che coinvolgono centinaia di processori, il team ha testato i parametri attraverso il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/aspect.geodynamics.org\/\" target=\"_blank\"><strong>codice geodinamico Aspect<\/strong><\/a>, che simula lo sviluppo delle strutture interne dei pianeti. Il gruppo di O\u2019Neill \u00e8 stato in grado di dimostrare che molti dei primi pianeti avrebbero avuto la tendenza a innescare la tettonica a zolle, che \u00e8 favorevole allo sviluppo della vita. \u00ab<strong>La tettonica a zolle agisce come una sorta di termostato per la Terra, creando le condizioni che consentono alla vita di evolversi<\/strong>. La Terra ha molto ferro nel suo nucleo, e avevamo ipotizzato che questo sarebbe stato necessario per lo sviluppo tettonico. Purtuttavia abbiamo scoperto che <strong>anche i pianeti con poco ferro possono sviluppare la tettonica a zolle<\/strong>, se i tempi sono giusti. Questo risultato \u00e8 stato del tutto inaspettato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"340\" height=\"255\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/20623.proxima_b_th-340x255-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8739\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/20623.proxima_b_th-340x255-1.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/20623.proxima_b_th-340x255-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><figcaption>A soli quattro anni luce di distanza dalla Terra, Proxima Centauri b (qui una sua rappresentazione artistica) \u00e8 l\u2019esopianeta pi\u00f9 vicino a oggi conosciuto. Si tratta di una super Terra, scoperta nel 2016, che orbita attorno a una stella di tipo M. La sua massa \u00e8 di 1.27 quella terrestre, impiega 11.2 giorni per completare un\u2019orbita attorno alla sua stella, dalla quale dista 0.0485 unit\u00e0 astronomiche. Si trova nella zona abitabile della sua stella, Proxima Centauri, ma le radiazioni ultraviolette sono centinaia di volte pi\u00f9 intense di quelle che colpiscono la Terra, e distruggono non solo le molecole pi\u00f9 leggere ma anche, nel tempo, elementi pi\u00f9 pesanti come ossigeno e azoto. Quindi, solo perch\u00e9 l\u2019orbita di Proxima b si trova nella zona abitabile, non significa che sia abitabile. Crediti: Nasa Visualization Technology Applications and Development (Vtad)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo sviluppo della tettonica a zolle presenta un notevole effetto a catena. \u00abI pianeti che si sono formati in seguito potrebbero non aver sviluppato la tettonica a zolle, il che significa che non hanno questo termostato incorporato. Questo non influisce solo sulla temperatura della superficie, ma comporta anche che il nucleo rimanga caldo, inibendo lo sviluppo del campo magnetico, senza il quale il pianeta non \u00e8 protetto dalle radiazioni solari e tender\u00e0 a perdere la sua atmosfera. Quindi la vita diventa difficile da sostenere. Un pianeta deve essere fortunato per riuscire a sostenere la vita: deve essere nel posto giusto, al momento giusto e con la giusta geochimica\u00bb, spiega il professor O\u2019Neill.<a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/2211_proxima_b_th.jpg\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I ricercatori sanno che l\u2019equilibrio chimico generale della Galassia \u00e8 cambiato nel tempo per diversi motivi, come il materiale che si fonde in stelle e corpi planetari o che viene espulso attraverso le <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Supernova\" target=\"_blank\"><strong>supernove<\/strong><\/a>. Ci\u00f2 significa che <strong>il materiale interstellare disponibile ora per formare i pianeti \u00e8 significativamente diverso da quello presente nella galassia primordiale<\/strong>. \u00abQuindi, i pianeti che si sono formati all\u2019inizio lo hanno fatto in condizioni favorevoli per consentire lo sviluppo della vita\u00bb, conclude Craig O\u2019Neill. \u00abQueste condizioni stanno diventando sempre pi\u00f9 rare nella nostra galassia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La professoressa <strong>Sara Russell<\/strong>, membro del comitato scientifico della <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.geochemsoc.org\/\" target=\"_blank\"><strong>Geochemical Society<\/strong><\/a>, ha commentato cos\u00ec questo risultato: \u00abNel corso degli ultimi anni, alcuni progetti sorprendenti come la <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/mission_pages\/kepler\/main\/index.html\" target=\"_blank\"><strong>missione Kepler<\/strong><\/a> della Nasa hanno localizzato migliaia di pianeti in orbita attorno ad altre stelle. Tuttavia, queste osservazioni di esopianeti forniscono solo informazioni di base. \u00c8 importante combinare campagne osservative con grandi progetti di simulazione come questo, che ci dicono qualcosa sull\u2019evoluzione geologica dei pianeti formati nelle diverse fasi dell\u2019evoluzione galattica. Questo ci consente di costruire un quadro di come potrebbero apparire questi strani mondi e quanto possano essere abitabili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggi sul sito della <em>Goldschmidt Global Virtual Conference&nbsp;<\/em>l\u2019<em>abstract<\/em> della presentazione \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/goldschmidt.info\/2020\/abstracts\/abstractView?id=2020001810\" target=\"_blank\"><strong>How has Galactic Chemical Evolution Affected Terrestrial Planet Composition and Tectonics?<\/strong><\/a>\u201d di Craig O\u2019Neill<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo completo su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/06\/23\/la-vita-nella-galassia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAMPO MAGNETICO E TETTONICA A ZOLLE, DUE CONDIZIONI PER L\u2019ABITABILIT\u00c0 PLANETARIA La vita nella Galassia: il meglio \u00e8 gi\u00e0 passato | MEDIA INAF Alcuni ricercatori sostengono che gli esopianeti rocciosi formati all&#8217;inizio della vita della Galassia abbiano avuto maggiori probabilit\u00e0 di sviluppare un campo magnetico e una tettonica a zolle, rispetto a quelli che si &hellip; 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