{"id":8880,"date":"2020-09-16T14:50:43","date_gmt":"2020-09-16T12:50:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/09\/14\/venere-vita-fosfina\/"},"modified":"2020-09-22T21:24:07","modified_gmt":"2020-09-22T19:24:07","slug":"vita-su-venere-tracce-di-possibile-origine-biologica-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=8880","title":{"rendered":"Vita su Venere: tracce di possibile origine biologica | MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-summary\">\n<p><em>Scoperta la presenza di una rara molecola \u2013 la fosfina \u2013 nelle acidissime nubi di Venere. Formata da un atomo di fosforo e tre d\u2019idrogeno, si tratta di un gas che qui sulla Terra \u00e8 prodotto solo industrialmente o da batteri che prosperano in ambienti privi di ossigeno. L\u2019ipotesi del team che l\u2019ha rivelata, guidato da Jane Greaves, astrofisica alla Cardiff University, \u00e8 dunque che la sua origine possa essere dovuta a microbi extraterrestri<\/em><\/p>\n<div class=\"below-title-meta\">\n<div class=\"adt\"><span class=\"vcard author\"> &nbsp;<strong> <a title=\"Articoli scritti da Marco Malaspina\" href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/author\/mala\/\" target=\"_blank\" rel=\"author noopener noreferrer\">Marco Malaspina<\/a> <\/strong><\/span>&nbsp;&nbsp; <span class=\"date updated\">14\/09\/2020<\/span><\/div>\n<div class=\"adt-social-tw-fb\">\n<div class=\"mala-social-button\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_1696001\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 341px;\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/fosfina.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1977884425\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1696001\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/fosfina-340x237.jpg\" alt=\"\" aria-describedby=\"caption-attachment-1696001\" width=\"340\" height=\"237\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1696001\" class=\"wp-caption-text\"><em>La rappresentazione artistica mostra la superficie e l\u2019atmosfera del pianeta Venere, con le molecole di fosfina in evidenza (nella realt\u00e0 sono naturalmente cos\u00ec piccole da non essere visibili). Le molecole sono trasportate dalle nubi spinte dal vento di Venere ad altitudini comprese tra 55 e 80 km e assorbono parte delle onde millimetriche prodotte ad altitudini inferiori. Sono state rilevate nei dati del James Clerk Maxwell Telescope e di Alma, di cui l\u2019Eso \u00e8 partner. Crediti: Eso\/M. Kornmesser\/L. Cal\u00e7ada<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>Tre atomi d\u2019idrogeno e uno di fosforo. Questi gli ingredienti della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fosfina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fosfina<\/a>, la molecola che potrebbe cambiare per sempre la storia della vita nell\u2019universo. La sua presenza nelle nubi di Venere \u2013 rivelata da osservazioni con il James Clerk Maxwell Telescope <strong>(<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/James_Clerk_Maxwell_Telescope\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jcmt<\/a>),<\/strong> alle Hawaii, e confermata da <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/alma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Alma<\/a><\/strong>, l\u2019Atacama Large Millimeter\/submillimeter&nbsp;Array \u2013 potrebbe infatti rappresentare la <strong>prima prova dell\u2019esistenza di forme di vita aliena<\/strong>. Microbi extraterrestri. Se l\u2019ipotesi sulla sua origine<strong> <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41550-020-1174-4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">riportata oggi su <em>Nature Astronomy<\/em><\/a> <\/strong>trover\u00e0 anch\u2019essa conferma, saremmo davanti a una scoperta epocale.<\/p>\n<p>Tre atomi d\u2019idrogeno e uno di fosforo, dicevamo. Formula chimica PH<sub>3<\/sub>. Non \u00e8 uno degli innumerevoli precursori che periodicamente vengono rinvenuti nello spazio e presentati come \u201cmattoni della vita\u201d. Non \u00e8 nemmeno una sostanza organica. Questa volta \u00e8 una molecola semplicissima. Eppure quando, nel giugno del 2017, al termine di cinque giorni di osservazioni dell\u2019atmosfera di Venere, <strong>Jane Greaves<\/strong>, astrofisica alla Cardiff University (Regno Unito), ne scorse la firma spettroscopica \u2013 la riga a 1,123 mm di quella che i fisici chiamano<em><strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Transizione_rotazionale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">transizione rotazionale 1-0<\/a> <\/strong><\/em>\u2013 nei dati acquisiti con il Jcmt, rimase letteralmente scioccata.<\/p>\n<p>\u00abVedere i primi segnali della presenza di fosfina nello spettro di Venere \u00e8 stato un colpo!\u00bb, ricorda ora Greaves, a distanza di tre anni.<\/p>\n<p>Scioccata perch\u00e9 <em>quella molecola<\/em>, in <em>quell\u2019ambiente<\/em> e a <em>quella concentrazione<\/em> \u2013 circa venti parti per miliardo \u2013 semplicemente non poteva esserci. La fosfina \u00e8 una sostanza altamente tossica per la quale gli scienziati conoscono, almeno qui sulla Terra, solo due possibili processi di produzione. Uno \u00e8 quello industriale, adottato per esempio nella fabbricazione dei prodotti che si usano per sterminare i parassiti attraverso la fumigazione. L\u2019altro \u00e8 un processo biologico: la fosfina pu\u00f2 infatti essere sintetizzata da batteri anaerobici. Parliamo di microbi che vivono in assenza di ossigeno, assorbono fosfato dai minerali o da materiale biologico, aggiungono l\u2019idrogeno e infine espellono, appunto, fosfina.<\/p>\n<div id=\"attachment_1696003\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 341px;\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/eso2015a.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1121388374\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1696003\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/eso2015a-340x191.jpg\" alt=\"\" aria-describedby=\"caption-attachment-1696003\" width=\"340\" height=\"191\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1696003\" class=\"wp-caption-text\"><em>Rappresentazione artistica con Venere e molecole di fosfina, la cui forma \u00e8 mostrata graficamente nel riquadro. Crediti: Eso\/M. Kornmesser\/L. Cal\u00e7ada &amp; Nasa\/JPL\/Caltech<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>Escludendo dunque la presenza su Venere di impianti industriali, l\u2019ipotesi al momento pi\u00f9 plausibile \u2013 per quanto straordinaria \u2013 \u00e8 che nelle acidissime nubi della sorella della Terra siano all\u2019opera <strong>microorganismi alieni<\/strong>. \u00abTrovare la fosfina su Venere \u00e8 stato un regalo del tutto inaspettato.&nbsp;\u00c8 una scoperta che solleva molte domande, come per esempio sul modo in cui un qualsiasi organismo potrebbe sopravvivere\u00bb, osserva un\u2019altra delle autrici dello studio, <strong>Clara Sousa Silva<\/strong> del Massachusetts Institute of Technology. \u00abSulla Terra, alcuni microbi possono sopportare fino a circa il 5 per cento di acido nell\u2019ambiente, ma le nubi di Venere sono fatte quasi interamente di acido\u00bb.<\/p>\n<p>Ipotesi, dicevamo. Se infatti \u00e8 pressoch\u00e9 sicuro che la fosfina, nell\u2019atmosfera di Venere, ci sia \u2013 e questo grazie alle successive verifiche compiute nel marzo del 2019 con 45 delle 66 antenne di Alma, il miglior strumento al mondo per questo tipo di osservazioni \u2013 non \u00e8 altrettanto certo che non possa avere un\u2019origine che ancora ci sfugge. Anzitutto va detto che concentrazioni piuttosto elevate di fosfina erano state gi\u00e0 rinvenute altrove nel Sistema solare, in particolare nell\u2019atmosfera di Giove e Saturno, seppure in condizioni di pressione e temperatura talmente estreme da essere del tutto improbabile incontrarle su un pianeta roccioso. Altri potenziali \u201cagenti produttori\u201d di fosfina potrebbero poi essere la luce solare, i fulmini o fenomeni geologici come i vulcani. Ma nessuno di questi sembrerebbe in grado di produrne una quantit\u00e0 anche solo lontanamente paragonabile a quella misurata dal Jcmt e da Alma. Ai microbi terrestri, al contrario, per riuscirci basterebbe funzionare ad appena il dieci per cento della loro produttivit\u00e0 massima.<\/p>\n<div id=\"attachment_1696002\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 341px;\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/riga.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"835880472\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1696002\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/riga-340x263.jpg\" alt=\"\" aria-describedby=\"caption-attachment-1696002\" width=\"340\" height=\"263\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1696002\" class=\"wp-caption-text\">Impronta della fosfina nello spettro di Venere. Crediti: Alma(Eso\/Naoj\/Nrao), Greaves et al. &amp; Jcmt (East Asian Observatory)<\/p>\n<\/div>\n<p>Insomma, nelle concentrazioni rilevate e in ambienti come quelli che caratterizzano i pianeti rocciosi la fosfina, per quanto ne sappiamo, pu\u00f2 avere \u2013 a differenza per esempio del metano \u2013 solo origine antropogenica o biologica. Ecco perch\u00e9<strong> <a href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/1910.05224\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">gli astrobiologi l\u2019hanno messa da tempo in cima alla lista dei loro obiettivi<\/a>:<\/strong> <strong>\u00e8 un eccellente indicatore della potenziale presenza di vita<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abLa produzione non biologica di fosfina su Venere \u00e8 esclusa dalla nostra attuale conoscenza della chimica della fosfina nelle atmosfere dei pianeti rocciosi. Confermare l\u2019esistenza della vita nell\u2019atmosfera di Venere sarebbe un importante passo avanti per l\u2019astrobiologia\u00bb, commenta il direttore operativo europeo di Alma <strong>Leonardo Testi<\/strong>, astronomo dell\u2019Eso e dell\u2019Inaf di Arcetri, non direttamente coinvolto nello studio, \u00abquindi \u00e8 essenziale far seguire a questo risultato entusiasmante studi teorici e osservativi, per escludere la possibilit\u00e0 che la fosfina sui pianeti rocciosi possa anche avere un\u2019origine chimica diversa da quella che ha sulla Terra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9: <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su <em>Nature Astronomy<\/em> l\u2019articolo <strong>\u201c<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41550-020-1174-4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Phosphine gas in the cloud decks of Venus<\/a>\u201d<\/strong>, di Jane S. Greaves, David L. Clements, Sara Seager, Janusz J. Petkowski, Clara Sousa-Silva, Sukrit Ranjan, Emily Drabek-Maunder, Helen J. Fraser, Annabel Cartwright, Ingo Mueller-Wodarg, Zhuchang Zhan, Per Friberg, Iain Coulson, E\u2019lisa Lee e Jim Hoge<\/li>\n<li>Leggi la<strong> <a href=\"https:\/\/www.eso.org\/public\/news\/eso2015\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>press release<\/em><\/a> <\/strong>dello European Southern Observatory<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p>Source: <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/09\/14\/venere-vita-fosfina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Vita su Venere: tracce di possibile origine biologica | MEDIA INAF<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scoperta la presenza di una rara molecola \u2013 la fosfina \u2013 nelle acidissime nubi di Venere. Formata da un atomo di fosforo e tre d\u2019idrogeno, si tratta di un gas che qui sulla Terra \u00e8 prodotto solo industrialmente o da batteri che prosperano in ambienti privi di ossigeno. 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