{"id":9166,"date":"2020-12-03T22:00:43","date_gmt":"2020-12-03T21:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9166"},"modified":"2020-12-03T23:26:22","modified_gmt":"2020-12-03T22:26:22","slug":"a-volte-ritornano-avremo-per-luna-un-razzo-anni-60","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9166","title":{"rendered":"A volte ritornano: avremo per luna un razzo anni \u201960"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Nel settembre 1966 la Nasa lanci\u00f2 la sonda Surveyor 2 verso la Luna, una delle tante sonde che avevano lo scopo di esplorare la superficie lunare in preparazione delle missioni Apollo. Ora il secondo stadio del razzo Atlas-Centaur usato in quell\u2019occasione probabilmente sta ritornando verso la Terra, e ne diventer\u00e0 un satellite temporaneo per un periodo di alcuni mesi a cavallo fra il 2020 e il 2021<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9167\" width=\"279\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas_.jpg 429w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas_-207x300.jpg 207w\" sizes=\"auto, (max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><figcaption>Un esemplare del secondo stadio del razzo Atlas-Centaur usato per inviare il Surveyor 2 verso la Luna. In base alle osservazioni astrometriche l\u2019asteroide 2020 SO dovrebbe avere questo aspetto. Crediti: Nasa<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 17 settembre 2020 il telescopio <a href=\"https:\/\/panstarrs.stsci.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Pan-Starrs 1<\/strong><\/a>\u00a0scopr\u00ec quello che sembrava un nuovo asteroide. Il giorno successivo, dopo le conferme di routine da parte di altri osservatori, l\u2019oggetto fu denominato ufficialmente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.minorplanetcenter.net\/mpec\/K20\/K20S78.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>2020<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.minorplanetcenter.net\/mpec\/K20\/K20S78.html\"><strong> SO<\/strong><\/a> dal <em>Minor Planet Center<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In base alla luminosit\u00e0 misurata al telescopio, le&nbsp;<strong>dimensioni stimate andavano dai 4 ai 12 metri di diametro<\/strong> (a seconda del valore di riflettivit\u00e0 che si assume), quindi appariva come un piccolo asteroide, uno fra i milioni che si stimano essere in orbita attorno al Sole. Dal punto di vista orbitale 2020 SO si comporta come un <strong>asteroide <em>near-Earth<\/em> di tipo Apollo<\/strong>, ossia avente l\u2019orbita prevalentemente esterna a quella terrestre. Quest\u2019ultima \u00e8 a bassissima eccentricit\u00e0 e quasi giacente sull\u2019Eclittica:&nbsp;<strong>in pratica 2020 SO segue un\u2019orbita molto simile a quella della Terra<\/strong>. Come <em>near-Earth<\/em> non \u00e8 un asteroide pericoloso, ma ha una particolarit\u00e0: la&nbsp;<strong>velocit\u00e0 relativa<\/strong>&nbsp;alla Terra \u00e8&nbsp;<strong>molto bassa<\/strong>, dell\u2019ordine di&nbsp;<strong>0,5 km\/s<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte un valore cos\u00ec basso per la velocit\u00e0 relativa con la Terra indica un\u2019<em>origine di tipo terrestre<\/em>, come subito sospettato dai ricercatori del C<em>enter for Near-Earth Object Studies<\/em> (<strong>Cneos<\/strong>) del <em>Jet Propulsion Laboratory<\/em> della Nasa. Non sarebbe la prima volta che un relitto di qualche missione lunare torna di nuovo nei pressi della Terra e viene inizialmente scambiato per un asteroide, come ci racconta <strong>Alberto Buzzoni<\/strong>, coordinatore del progetto di <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/10\/02\/pericoli-ad-alta-quota\/\"><strong>Space Surveillance <\/strong><\/a><strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/10\/02\/pericoli-ad-alta-quota\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">and Tracking<\/a><\/strong> portato avanti dall\u2019<em>Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio<\/em> dell\u2019Inaf di Bologna: \u00abIl caso di 2020 SO ha certamente delle analogie con l\u2019\u201coggetto misterioso\u201d <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/WT1190F\" target=\"_blank\"><strong>WT1190F<\/strong><\/a>, (ri)catturato dalla Terra nel 2009 in un\u2019orbita caotica molto ellittica, che alla fine port\u00f2 l\u2019oggetto a scontrarsi con il nostro pianeta nel 2015, cadendo nell\u2019Oceano Indiano, al largo dello Sri Lanka. Anche in quel caso, l\u2019apparente asteroide si rivel\u00f2 poi essere un oggetto di natura terrestre, non identificato ma forse riconducibile al modulo lunare \u201c<a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2015\/11\/11\/torna-a-casa-snoopy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Snoopy<\/strong><\/a>\u201d della missione Apollo 10, perso in orbita solare nel 1969\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per verificare l\u2019ipotesi della natura <em>space-junk<\/em> di 2020 SO, gli astronomi del Pan-Starrs \u2013 insieme a colleghi di tutto il mondo \u2013 hanno iniziato a fare osservazioni astrometriche, ossia a prendere misure della posizione in cielo di questo oggetto. Diverse osservazioni astrometriche di 2020 SO sono state fatte anche dal <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.oas.inaf.it\/it\/chi-siamo\/loiano-it\/telescopio-cassini\/\" target=\"_blank\"><strong>telescopio di 152 cm \u201cG. D. Cassini\u201d<\/strong><\/a> dell\u2019Inaf di Bologna, presso la <a href=\"https:\/\/www.oas.inaf.it\/it\/chi-siamo\/loiano-it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>stazione di Loiano<\/strong><\/a>. Dalle analisi delle posizioni in cielo risulta che non solo 2020 SO \u00e8 soggetto alla <strong>forza di gravit\u00e0<\/strong> sia del Sole sia della Terra, ma \u00e8 anche sensibile alla <strong>pressione esercitata dalla radiazione solare<\/strong>. Si tratta di una forza di tipo <strong>non-gravitazionale<\/strong> che agisce su tempi scala brevi solo sugli oggetti pi\u00f9 leggeri. Questo indica che il rapporto massa\/superficie di 2020 SO \u00e8 molto basso, ossia che si tratta di <strong>un oggetto presumibilmente cavo al suo interno<\/strong>. Date le dimensioni di alcuni metri, l\u2019ipotesi pi\u00f9 probabile per spiegare questa caratteristica \u00e8 che si tratti proprio di un <em>relitto delle missioni lunari<\/em>. Di quale relitto potrebbe trattarsi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSi tratta quasi sicuramente del secondo stadio di un razzo Atlas-Centaur\u00bb, spiega <strong>Giovanna Stirpe<\/strong> dell\u2019Inaf di Bologna, \u00abusato dalla Nasa per lanciare la sfortunata sonda lunare <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Surveyor_2\" target=\"_blank\"><strong>Surveyor 2<\/strong><\/a> nel settembre 1966 (<em>la sonda fall\u00ec l\u2019atterraggio e si schiant\u00f2 sulla superficie lunare, in un punto tuttora sconosciuto<\/em>). Come in tutte le missioni dirette verso la Luna, <em>lo stadio superiore del vettore dovette raggiungere una velocit\u00e0 quasi pari a quella di fuga dal campo gravitazionale terrestre<\/em>, <em>per far allontanare il proprio carico dal nostro pianeta a distanza sufficiente, e quindi permettere alla gravit\u00e0 della Luna di prevalere, attirandolo<\/em>. \u00c8 per questo motivo che diversi relitti spaziali di questa natura si trovano ancora in <em>orbita eliocentrica<\/em>, anche molti decenni dopo il loro lancio. Uno dei pi\u00f9 noti di questi, il <em>terzo stadio del razzo Saturn V<\/em> che lanci\u00f2 verso la luna l\u2019equipaggio dell\u2019<em>Apollo 12<\/em>, potrebbe essere l\u2019oggetto <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/J002E3\" target=\"_blank\"><strong>J002E3<\/strong><\/a>, che rimase in orbita attorno alla Terra per alcuni mesi nel 2002-2003, prima di allontanarsi nuovamente: un episodio simile a quello che stiamo vivendo adesso con 2020 SO\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"698\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas2_-1024x698.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9168\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas2_-1024x698.jpg 1024w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas2_-300x204.jpg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas2_-768x523.jpg 768w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas2_-750x511.jpg 750w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas2_.jpg 1159w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>La <strong>traiettoria geocentrica di 2020 SO<\/strong> che per alcuni mesi diventer\u00e0 un satellite temporaneo della Terra prima di tornare in orbita eliocentrica. L\u2019anello che circonda la Terra \u00e8 la fascia dei satelliti geostazionari, visibile anche l\u2019orbita della Luna. Crediti: <strong>Nasa\/Jpl Caltech<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In effetti, se si propaga all\u2019indietro nel tempo la traiettoria di 2020 SO \u2013 compito non facile, perch\u00e9 l\u2019orbita \u00e8 caotica \u2013 si vede che si trovava nei pressi della Terra verso la fine del 1966. Attualmente (14 novembre 2020), <strong>2020 SO \u00e8 a soli 1,3 milioni di km dalla Terra,<\/strong> ossia \u00e8 gi\u00e0 all\u2019interno della <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sfera_di_Hill\" target=\"_blank\"><strong>sfera di Hill<\/strong><\/a> del nostro pianeta (di raggio pari a 1,496505\u00d710<sup>6<\/sup> km (0,01 au)): verr\u00e0 catturato temporaneamente in orbita geocentrica <strong>comportandosi, per circa 3 mesi, come una seconda luna terrestre<\/strong>. <em>La sfera di Hill di un pianeta \u00e8 quella regione all\u2019interno della quale la forza di gravit\u00e0 del pianeta \u00e8 prevalente su quella del Sole, di conseguenza il moto di un terzo corpo dipender\u00e0 in prevalenza dal pianeta mentre il Sole agir\u00e0 come un corpo perturbatore<\/em>. In pratica <em>la sfera di Hill \u00e8 la regione all\u2019interno del quale pu\u00f2 esistere un satellite del pianeta.<\/em> Nel caso della Terra il <strong>raggio della Sfera di Hill vale circa\u00a01,5 milioni di km<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la sua traiettoria geocentrica attorno alla Terra, 2020 SO effettuer\u00e0 un primo <em>flyby<\/em> il <strong>1\u00b0 dicembre 2020<\/strong>&nbsp;ad una distanza nominale di circa&nbsp;<strong>55mila km<\/strong>, poco oltre la fascia dei satelliti geosincroni. Passati circa due mesi far\u00e0 un secondo <em>flyby<\/em> intorno al&nbsp;<strong>2 febbraio 2021<\/strong>, a una distanza nominale di circa&nbsp;<strong>220mila km<\/strong>. Dopo questo secondo passaggio ravvicinato l\u2019asteroide si allontaner\u00e0 definitivamente dalla Terra, uscir\u00e0 dalla sfera di Hill e torner\u00e0 in orbita attorno al Sole, ma l\u2019orbita eliocentrica non sar\u00e0 pi\u00f9 quella di prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio, il periodo di rivoluzione da 386 giorni che era si ridurr\u00e0 a 342 giorni mentre il semiasse maggiore da 1,04 <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Unit%C3%A0_astronomica\" target=\"_blank\"><strong>Ua<\/strong><\/a> passer\u00e0 a 0,96 Ua. Questi sono gli effetti della interazione gravitazionale con la Terra. Non rivedremo tanto presto 2020 SO nei paraggi del nostro pianeta: il prossimo <em>flyby<\/em> ci sar\u00e0 solo nel gennaio 2036.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"792\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas3_-1024x792.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9169\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas3_-1024x792.jpg 1024w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas3_-300x232.jpg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas3_-768x594.jpg 768w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas3_-750x580.jpg 750w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201113.Survevyor2.Atlas3_.jpg 1193w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>L\u2019asteroide (probabile space junk) <strong>2020 SO<\/strong> \u2013 indicato dalla freccia rossa \u2013 ripreso fra la notte del 7 e 8 novembre 2020 quando era a circa 1,5 milioni di km dalla Terra con il telescopio \u201cG.D. Cassini\u201d della stazione di Loiano. Crediti: <strong>A. Carbognani\/Inaf-Oas Bologna<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur arrivando molto vicino alla Terra, 2020 SO <strong>sar\u00e0 assolutamente invisibile a occhio nudo<\/strong> perch\u00e9, anche alla minima distanza, briller\u00e0 come un astro di <strong>magnitudine apparente +14,3<\/strong>. Quindi, per poterlo osservare visualmente, sar\u00e0 necessario usare un <em>telescopio da almeno 20-25 cm di apertura<\/em>, utilizzato da un luogo molto buio. Dell\u2019aumento di luminosit\u00e0 ne approfitteranno gli astronomi che potranno studiare con <strong>tecniche spettroscopiche e fotometriche<\/strong> la<em> luce inviata da 2020 SO per vedere se \u00e8 compatibile con la riflessione da una superficie metallica ricoperta di vernice<\/em>. Osservazioni positive in tal senso confermerebbero definitivamente quanto suggerito dalla deflessione\u00a0 della traiettoria da parte della pressione di radiazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/13\/razzo-asteroide-2020-so\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/13\/razzo-asteroide-2020-so\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel settembre 1966 la Nasa lanci\u00f2 la sonda Surveyor 2 verso la Luna, una delle tante sonde che avevano lo scopo di esplorare la superficie lunare in preparazione delle missioni Apollo. Ora il secondo stadio del razzo Atlas-Centaur usato in quell\u2019occasione probabilmente sta ritornando verso la Terra, e ne diventer\u00e0 un satellite temporaneo per un &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9166\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9167,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359,9256,3071,239,668,330,683,840,736,13200,3075],"tags":[13210,13243,13255,13256,13228,13254,5381,9996,13224,13238,13203,13218,13212,13217,13209,13213,5382,13237,895,13233,13257,529,13211,13222,226,1898,10188,13226,11205,13214,13239,13216,13208,13229,13248,13253,13234,13219,13230,13205,13251,13207,13206,13245,13236,13249,13204,13252,13201,13223,13225,13231,13220,6163,13202,13232,13227,13235,13240,13215,684,13221],"class_list":["post-9166","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-astronautica","category-esplorazioni-lunari","category-launcher","category-luna","category-missioni-con-equipaggio","category-planetologia","category-spazzatura-spaziale","category-storia-dellastronautica","category-storia-delle-esplorazioni-spaziali","category-surveyor-2","category-varie","tag-2020-so","tag-2020-so-a-1-3-km-dalla-terra","tag-2020-so-m14-3","tag-2020-so-osservabile-con-un-telescopio-da-almeno-20-25-cm-di-apertura","tag-2020-so-sensibile-alla-pressione-di-radiazione-solare","tag-a-carbognani-inaf-oas-bologna","tag-alberto-buzzoni","tag-apollo","tag-apollo-10","tag-apollo-12","tag-atlas-centaur","tag-cneos","tag-dimensioni-stimate-4-12-m-di-diametro","tag-enter-for-near-earth-object-studies","tag-falso-asteroide","tag-falso-neo-di-classe-apollo","tag-giovanna-stirpe","tag-j002e3","tag-jet-propulsion-laboratory","tag-lo-stadio-superiore-del-vettore-dovette-raggiungere-una-velocita-quasi-pari-a-quella-di-fuga-dal-campo-gravitazionale-terrestre","tag-luce-inviata-da-2020-so-per-vedere-se-e-compatibile-con-la-riflessione-da-una-superficie-metallica-ricoperta-di-vernice","tag-media-inaf","tag-minor-planet-center","tag-modulo-lunare-snoopy","tag-nasa","tag-nasajpl","tag-nasa-jpl-caltech","tag-natura-space-junk-di-2020-so","tag-oasbologna","tag-orbita-eliocentrica-poco-piu-larga-di-quella-terrestre","tag-orbita-terrestre-del-falso-asteroide-j002e3-nel-2002-2003","tag-origine-artificiale-di-2020-so","tag-pan-starrs-1","tag-pressione-di-radiazione-agente-su-oggetti-leggeri-e-cavi","tag-primo-flyby-di-2020-so-il-1-dicembre-2020-a-55mila-km","tag-prossimo-flyby-di-2020-so-a-gennaio-2036","tag-relitti-lunari-in-orbita-eliocentrica","tag-relitti-lunari-tornanti","tag-relitto-delle-missioni-lunari","tag-relitto-lunare-orbitante-intorno-alla-terra","tag-rivoluzione-di-2020-so-ridotta-da-386-g-a-342-g","tag-satellite-temporaneo-fino-a-2021","tag-satellite-temporaneo-terrestre","tag-satellite-temporaneo-terrestre-per-3-mesi-a-1-3-m-di-km-dalla-terra","tag-saturn-v","tag-secondo-flyby-di-2020-so-a-220mila-km","tag-secondo-stadio-atlas-centaur","tag-semiasse-maggiore-di-2020-so-da-1-04-a-0-96-ua","tag-settembre-1966","tag-snoopy","tag-snoopy-perso-in-orbita-lunare-nel-1969","tag-sonda-lunare-surveyor-2-nel-settembre-1966","tag-space-surveillance-and-tracking","tag-stazione-astronomica-di-loiano","tag-surveyor-2","tag-surveyor-2-si-schianto-sulla-luna","tag-telescopio-di-152-cm-g-d-cassini","tag-terzo-stadio-del-razzo-saturn-v","tag-traiettoria-geocentrica-di-2020-so","tag-velocita-relativa-alla-terra-0-5-km-s","tag-wt1190f","tag-wt1190f-impatto-nel-2015","item-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9166","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9166"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9166\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9170,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9166\/revisions\/9170"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9167"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}