{"id":9249,"date":"2020-12-11T00:32:05","date_gmt":"2020-12-10T23:32:05","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9249"},"modified":"2020-12-11T00:32:07","modified_gmt":"2020-12-10T23:32:07","slug":"la-magnetar-della-volpetta-continua-a-stupire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9249","title":{"rendered":"La magnetar della Volpetta continua a stupire"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Un team di scienziati guidato da Chalmers ha utilizzato quattro radiotelescopi europei per studiare la sorgente del lampo radio veloce osservato nell\u2019aprile 2020 nella nostra galassia, riuscendo a confermare che i lampi radio veloci sono generati da magnetar, e possono avere una luminosit\u00e0 sorprendentemente diversa. Tutti i dettagli su Nature Astronomy<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201118.MagnetarVolpetta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201118.MagnetarVolpetta.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9250\" width=\"283\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201118.MagnetarVolpetta.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201118.MagnetarVolpetta-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/a><figcaption>Il 24 maggio quattro telescopi europei hanno catturato lampi di onde radio da una <strong>stella di neutroni estrema<\/strong> nella nostra galassia. Crediti: <strong>Danielle Futselaar \/ artsource.nl<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per oltre un decennio, il fenomeno dei <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lampo_radio_veloce\" target=\"_blank\"><strong>lampi radio veloci<\/strong><\/a> (FRB, dall\u2019inglese <em>fast radio burst) <\/em>ha emozionato e disorientato gli astronomi. Questi lampi di onde radio straordinariamente luminosi ma estremamente brevi \u2013 della durata di pochi millisecondi \u2013 raggiungono la Terra da galassie distanti miliardi di anni luce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Almeno questo \u00e8 quello che si pensava fino all\u2019aprile 2020, quando una di queste esplosioni \u00e8 stata rilevata per la prima volta all\u2019interno della nostra galassia, la <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Via_Lattea\" target=\"_blank\"><strong>Via Lattea<\/strong><\/a>, dai radiotelescopi <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Canadian_Hydrogen_Intensity_Mapping_Experiment\" target=\"_blank\"><strong>Chime<\/strong><\/a> e <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/2001.05077\" target=\"_blank\"><strong>Stare2<\/strong><\/a>. Il lampo inaspettato \u00e8 stato ricondotto a una sorgente nota, a soli <strong>25mila anni luce<\/strong> dalla Terra nella <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Volpetta_(costellazione)\" target=\"_blank\"><strong>costellazione della Volpetta<\/strong><\/a>, e scienziati di tutto il mondo hanno coordinato i loro sforzi per seguire la scoperta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A maggio, un team di scienziati guidato da <strong>Franz Kirsten<\/strong>, della <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.chalmers.se\/en\/Pages\/default.aspx\" target=\"_blank\"><strong>Chalmers University of Technology<\/strong><\/a>, ha puntato quattro dei migliori radiotelescopi europei verso la sorgente incriminata, nota come <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/sgr-19352154\/\">Sgr<\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/sgr-19352154\/\"><strong> <\/strong><\/a><strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/sgr-19352154\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">1935<\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/sgr-19352154\/\"><strong>+2154<\/strong><\/a>. I loro risultati sono stati pubblicati ieri sulla rivista <em>Nature Astronomy<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon sapevamo cosa aspettarci. I nostri radiotelescopi raramente erano stati in grado di vedere lampi radio veloci e questa sorgente sembrava essere qualcosa di completamente nuovo\u00bb, ricorda <strong>Mark Snelders<\/strong>, membro del team dell\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/api.uva.nl\/\" target=\"_blank\"><strong>Anton Pannekoek Institute for Astronomy<\/strong><\/a>, <em>Universit\u00e0 di Amsterdam<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I quattro radiotelescopi \u2013 uno nei Paesi Bassi, uno in Polonia e due presso l\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.oso.chalmers.se\/\" target=\"_blank\"><strong>Osservatorio spaziale Onsala<\/strong><\/a> in Svezia \u2013 dopo la scoperta del primo lampo, hanno monitorato la sorgente ogni notte, per pi\u00f9 di quattro settimane, per un totale di <strong>522 ore di osservazione<\/strong>. Finch\u00e9 la sera del <strong>24 maggio<\/strong> il team ha finalmente avuto la sorpresa tanto cercata. Alle 23:19 ora locale, il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Westerbork_Synthesis_Radio_Telescope\" target=\"_blank\"><strong>telescopio Westerbork<\/strong><\/a> nei Paesi Bassi, l\u2019unico del gruppo in quel momento in servizio, ha colto un segnale drastico e inaspettato: <strong>due brevi lampi, ciascuno lungo un millisecondo ma distanziati di 1.4 secondi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Kenzie Nimmo<\/strong>, membro del team, commenta cos\u00ec la scoperta: \u00abAbbiamo visto chiaramente due raffiche, estremamente ravvicinate nel tempo. Come il <strong>flash<\/strong> visto dalla stessa sorgente il <strong>28 aprile<\/strong> \u2013 <em>simile ai lampi radio veloci che avevamo visto dall\u2019universo lontano, solo pi\u00f9 debole<\/em>. <em>Le due esplosioni che abbiamo rilevato il 24 maggio erano ancora pi\u00f9 deboli<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli scienziati pensano si tratti di una nuova, forte evidenza che collega i lampi radio veloci con le <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Magnetar\" target=\"_blank\"><strong>magnetar<\/strong><\/a>. Come le sorgenti pi\u00f9 distanti di lampi radio veloci, anche <strong>Sgr 1935+2154<\/strong> sembra produrre <em>lampi a intervalli casuali e su un enorme intervallo di luminosit\u00e0<\/em>. \u00abI lampi pi\u00f9 luminosi di questa magnetar sono almeno dieci milioni di volte pi\u00f9 luminosi di quelli pi\u00f9 deboli. Ci siamo chiesti se questo pu\u00f2 essere vero anche per <em>sorgenti di lampi radio veloci al di fuori della nostra galassia<\/em>. Se cos\u00ec fosse, allora <em>le magnetar nell\u2019universo stanno creando fasci di onde radio che potrebbero continuamente incrociare il cosmo<\/em> \u2013 e molti di questi potrebbero essere alla portata di telescopi di piccole dimensioni come il nostro\u00bb, ipotizza il membro del team <strong>Jason Hessels<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stella_di_neutroni\" target=\"_blank\"><strong> stelle di neutroni<\/strong><\/a> sono i resti piccoli ma estremamente densi lasciati da stelle morenti di massa pari a circa otto volte la massa del Sole, quando esplodono come un <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Supernova\" target=\"_blank\"><strong>supernove<\/strong><\/a>. Per 50 anni gli astronomi hanno studiato queste stelle di neutroni (o pulsar) che con la regolarit\u00e0 di un orologio svizzero emettono impulsi di onde radio e altre radiazioni. Si ritiene che tutte le pulsar abbiano forti campi magnetici, ma le <em>magnetar sono i magneti pi\u00f9 potenti conosciuti nell\u2019universo,<\/em> caratterizzate da campi magnetici centinaia di migliaia di miliardi di volte pi\u00f9 forte di quello del Sole.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201118.MagnetarVolpetta2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201118.MagnetarVolpetta2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9251\" width=\"266\" height=\"121\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201118.MagnetarVolpetta2.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201118.MagnetarVolpetta2-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><\/a><figcaption>L\u2019<strong>Onsala Space Observatory<\/strong> \u00e8 la struttura nazionale svedese per la radioastronomia. L\u2019osservatorio fornisce ai ricercatori attrezzature per lo studio della terra e del resto dell\u2019universo. A Onsala, 45 km a sud di G\u00f6teborg, gestisce quattro radiotelescopi e una stazione del telescopio internazionale Lofar. Partecipa inoltre a diversi progetti internazionali. L\u2019osservatorio \u00e8 ospitato dal Dipartimento di Spazio, Terra e Ambiente presso la <strong>Chalmers University of Technology<\/strong> ed \u00e8 gestito per conto del <strong>Consiglio svedese della ricerca<\/strong>. Crediti: <strong>Magnus Falck\/Chalmers University of Technology<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il team intende continuare a monitorare <strong>Sgr 1935+2154<\/strong> e altre magnetar vicine, nella speranza di riuscire a capire come queste stelle estreme producano le loro brevi esplosioni di radiazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli scienziati hanno presentato molte idee su come vengano prodotti questi lampi radio veloci e <strong>Franz Kirsten<\/strong>, astronomo dell\u2019<strong>Ossala Space Observatory, Chalmers University of Technology,<\/strong> che ha guidato il progetto, \u00e8 molto fiducioso del fatto che il ritmo di comprensione della fisica alla base dei lampi radio veloci continui di gran passo: \u00abI fuochi d\u2019artificio di questa fantastica magnetar a noi vicina, ci hanno fornito indizi entusiasmanti su come potrebbero essere generati i lampi radio veloci. Le esplosioni che abbiamo rilevato il 24 maggio potrebbero indicare un <strong>drammatico disturbo nella magnetosfera della stella, vicino alla sua superficie<\/strong>. Altre possibili spiegazioni, come <em>onde d\u2019urto pi\u00f9 lontane dalla magnetar,<\/em> sembrano meno probabili, ma sarei lieto di essere smentito. Qualunque siano le risposte, possiamo aspettarci nuove misurazioni e nuove sorprese nei mesi e negli anni a venire\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggi su <em>Nature Astronomy<\/em> l\u2019articolo \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41550-020-01246-3\" target=\"_blank\"><strong>Detection of two bright radio bursts from magnetar SGR 1935 + 2154<\/strong><\/a>\u201d di Kirsten, M. P. Snelders, M. Jenkins, K. Nimmo, J. van den Eijnden, J. W. T. Hessels, M. P. Gawro\u0144ski e J. Yang<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/18\/sgr-19352154-fast-radio-burst\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/18\/sgr-19352154-fast-radio-burst\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un team di scienziati guidato da Chalmers ha utilizzato quattro radiotelescopi europei per studiare la sorgente del lampo radio veloce osservato nell\u2019aprile 2020 nella nostra galassia, riuscendo a confermare che i lampi radio veloci sono generati da magnetar, e possono avere una luminosit\u00e0 sorprendentemente diversa. 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