{"id":9309,"date":"2020-12-14T00:40:45","date_gmt":"2020-12-13T23:40:45","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9309"},"modified":"2020-12-14T13:06:14","modified_gmt":"2020-12-14T12:06:14","slug":"le-prime-foto-spaziali-di-un-altro-pianeta-marte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9309","title":{"rendered":"Le prime foto \u201cspaziali\u201d di un altro pianeta: Marte"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Ricorre sabato prossimo il 56esimo anniversario del lancio della sonda spaziale statunitense Mariner 4, avvenuto il 28 novembre 1964 da Cape Canaveral. Sue le prime immagini ravvicinate \u2013 22 fotografie, una delle quali incompleta \u2013 del suolo marziano, ricorda oggi su Media Inaf Roberto Della Ceca, responsabile dell\u2019Unit\u00e0 per la gestione dei progetti spaziali dell\u2019Inaf<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9310\" width=\"286\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.1.jpg 296w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.1-261x300.jpg 261w\" sizes=\"auto, (max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><\/a><figcaption>In alto, cartolina commemorativa della missione che illustra la traiettoria della sonda Mariner 4. In basso un\u2019immagine della sonda<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ventidue foto il bottino principale, prese da una <em>distanza dal soggetto intorno ai diecimila km<\/em>, da circa <em>216 milioni di km dalla Terra<\/em>, dopo un <em>viaggio di quasi otto mesi<\/em>: le prime foto \u201cspaziali\u201d di Marte, il Pianeta rosso. Correva l\u2019anno 1965, il cosmonauta sovietico <em>Aleksey Archipovic Leonov<\/em> effettuava la <em>prima passeggiata spaziale,<\/em> iniziava ufficialmente la Guerra del Vietnam, negli Stati uniti veniva assassinato il leader dei Black Muslims, Malcolm X, a Londra moriva Sir Winston Churchill e in Italia veniva inaugurato il traforo del Monte Bianco\u2026 Artefice dell\u2019impresa \u201cmarziana\u201d fu la sonda <a href=\"https:\/\/nssdc.gsfc.nasa.gov\/nmc\/spacecraft\/display.action?id=1964-077A\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Mariner 4<\/strong><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lanciata il <strong>28 novembre 1964 (14:22:00 Utc)<\/strong>, dal <em>complesso di lancio numero 12 della Cape Canaveral Air Force Station,<\/em> a bordo di un <strong>razzo Atlas\/Agena D<\/strong>, Mariner 4 raggiunse Marte il <strong>15 luglio 1965<\/strong> dopo <strong>230 giorni di viaggio<\/strong>. Seguiva da vicino la missione <strong>Mariner 3,<\/strong> lanciata 23 giorni prima, purtroppo <em>abortita a causa di problemi legati al mancato dispiegamento dei pannelli fotovoltaici dovuti al malfunzionamento di apertura dell\u2019ogiva<\/em> dell\u2019Agena.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.2-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.2-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9315\" width=\"241\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.2-1.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.2-1-300x250.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><\/a><figcaption>A sinistra, la prima pagina di \u201cPaese Sera\u201d di venerd\u00ec 16 luglio 1965. In alto a destra, la prima immagine \u201cspaziale\u201d di Marte. In basso a destra, una raccolta delle immagini della superficie di Marte riprese dal Mariner 4<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sonda Mariner 4, che <em>al lancio pesava 260,68 kg,<\/em> aveva un corpo principale a forma di prisma esagonale <em>alto 0,46 m<\/em> e di <em>diametro 1,27 m,<\/em> da cui partivano <em>4 pannelli fotovoltaici da 1,76 m di lunghezza e 0,90m di larghezza<\/em>; le <em>antenne di basso e alto guadagno<\/em> erano posizionate sopra il corpo principale. Ospitava <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/nssdc.gsfc.nasa.gov\/nmc\/spacecraft\/displayExperiment.action?spacecraftId=1964-077A\" target=\"_blank\"><strong>diversi strumenti scientifici<\/strong><\/a> per studiare i <em>raggi cosmici, la polvere planetaria, il vento solare, i campi magnetici e il flusso di micro-meteoriti<\/em>. L\u2019esperimento per cui la sonda Mariner 4 \u00e8 tuttavia passata alla storia \u00e8 la <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/nssdc.gsfc.nasa.gov\/nmc\/experiment\/display.action?id=1964-077A-01\" target=\"_blank\"><strong>Mars Tv Camera<\/strong><\/a>, che aveva il compito di <em>\u201cfotografare\u201d la superfice di Marte e di trasmettere le immagini a Terra<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Mars Tv Camera fu attivata circa 42 minuti prima del <strong>massimo avvicinamento<\/strong> a Marte (<strong>9846 km  01:00:57 Utc del 15 luglio 1965<\/strong>) a una distanza dalla Terra di circa 216 milioni di km; la fotocamera di bordo riprese 21 immagini (<em>200 linee x 200 righe, 240 kbits per immagine<\/em>) del Pianeta rosso pi\u00f9 21 linee per l\u2019immagine numero 22. La missione era stata concepita per effettuare un passaggio veloce nelle vicinanze del pianeta (in gergo tecnico, <em><strong>flyby<\/strong><\/em>) e non, come siamo abituati oggi, per orbitarci. Le immagini prese durante il <em>flyby<\/em>&nbsp;di Marte furono i<em>mmagazzinate a bordo utilizzando un registratore a nastro<\/em> e, per sicurezza, <em>trasmesse a terra un paio di volte<\/em>. Ogni fotografia richiese circa <strong>6 ore per essere trasmessa<\/strong>; occorsero <em>pi\u00f9 di dieci giorni per trasmettere a terra tutti i dati raccolti<\/em>. <em>Solo una decina di immagini furono di qualit\u00e0 adeguata<\/em> da poter ottenere informazioni utili sulla superfice del Pianeta rosso caratterizzata, apparentemente, da diversi crateri e quindi in apparenza simile alla superfice lunare; solo le missioni successive mostrarono che tali caratteristiche erano tipiche delle regioni riprese dal Mariner 4 ma non del pianeta nella sua globalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mariner 4 stabil\u00ec una serie di primati indiscussi tra cui: <strong>prima sonda in grado di raggiungere con successo Marte<\/strong> (dopo <em>sei tentativi falliti di cui 5 sovietici e uno americano<\/em>) e <strong>a compiere un <em>flyby<\/em><\/strong>, <strong>prima sonda a inviare a terra immagini da un altro pianeta<\/strong> e <strong>prima sonda a portare a bordo un sensore stellare (puntato alla stella Canopo) che forniva il riferimento necessario al viaggio<\/strong>. Fu inoltre di stimolo per uno <em>sviluppo tecnologico pi\u00f9 performante dei pannelli solari<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.3-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"340\" height=\"263\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.3-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9317\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.3-3.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.3-3-300x232.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a><figcaption>A sinistra, i fotogrammi 7 e 8 ripresi dal Mariner 4. In alto a destra, una fra le immagini pi\u00f9 chiare ripresa dal Mariner 4, che mostra i crateri. In basso a destra, l\u2019immagine pi\u00f9 ravvicinata, presa a una distanza dal Pianeta rosso di 9846 km, mostra un\u2019area di circa 330 x 1200 km.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I <em>dati accumulati dalla missione<\/em> (un <strong>totale di 5.2 Mbits<\/strong>, comprese le immagini) servirono inoltre a stimare una<em> pressione atmosferica compresa tra 4,1 e 7,0 mbar<\/em>, una <em>temperatura diurna di circa \u2212100 <sup>o<\/sup>C<\/em> e l\u2019<em>assenza di campo magnetico planetario<\/em> e <em>fasce di radiazione intorno al pianeta Marte (analoghe alle fasce di radiazione di Van Allen intorno alla Terra)<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>mancanza di un campo magnetico planetario<\/strong> ha come conseguenza che la t<em>enue atmosfera e la superfice marziana sono completamente esposte \u2013 senza nessuna barriera, \u2013 ai raggi cosmici siano essi solari e non, con profonde ripercussioni sulla possibile presenza di vita in superfice.<\/em> Il <strong>costo totale<\/strong> della missione, terminata formalmente il 21 dicembre 1967 dopo che la sonda aveva viaggiato nello spazio tra Terra e Marte, fu di circa <strong>83 milioni di dollari<\/strong>; la sonda, inattiva, \u00e8 tuttora in orbita intorno al Sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente la qualit\u00e0 delle foto registrate dal Mariner 4 non hanno nulla a che vedere con la qualit\u00e0 delle riprese e delle foto registrate con le sonde odierne, n\u00e9 con le stupende illustrazioni dell\u2019artista statunitense <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chesley_Bonestell\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Chesley Bonestell<\/a><\/strong>, ma furono le prime e aprirono la strada all\u2019esplorazione successiva, che vanta una <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/List_of_missions_to_Mars\" target=\"_blank\"><strong>lunga lista di missioni di successo<\/strong><\/a> tra <em>orbiter<\/em>, <em>lander<\/em> e <em>rover<\/em>, con le ultime in ordine di tempo lanciate con successo lo scorso luglio dagli Emirati Arabi Uniti (<a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/07\/17\/hope-missione-marte-emirati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Emirate Mars Mission<\/strong><\/a>, 19 luglio 2020), dalla Cina (<strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/07\/15\/pronta-al-lancio-tianwen-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Tianwen<\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/07\/15\/pronta-al-lancio-tianwen-1\/\"><strong>-1<\/strong><\/a>, 23 luglio 2020) e dagli Stati Uniti (<strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/07\/30\/perseverance-lancio-avvenuto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Perseverance<\/a><\/strong>, 30 luglio 2020).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9313\" width=\"278\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.4.png 416w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.PrimeFotoDiMarte1964.4-220x300.png 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><\/a><figcaption>La Domenica del Corriere del 12 giugno 1966<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Permettetemi di finire con un buono e sano campanilismo: le immagini di Marte prese dal Mariner 4 furono rianalizzate successivamente da un \u201ccollega\u201d dell\u2019<strong>Osservatorio astronomico di Brera,<\/strong> l\u2019ingegnere e astronomo <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.astropa.inaf.it\/astronomer\/de-mottoni-y-palacios-glauco\/\" target=\"_blank\"><strong>Glauco De Mottoni Y Palacios<\/strong><\/a> (1901-1988), che aveva proseguito all\u2019Osservatorio la lunga tradizione sullo studio di Marte iniziata con Schiaparelli. <em>Le immagini rielaborate da De Mottoni<\/em>, tenendo conto anche di parametri quali per esempio l\u2019<em>altezza del Sole sull\u2019orizzonte marziano all\u2019epoca delle esposizioni fotografiche<\/em>, furono <em>presentate alla riunione del Cospar tenuta a Vienna nel 1966<\/em> \u2013 lo stesso Cospar in cui un altro italiano illustre, <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luigi_Broglio\" target=\"_blank\"><strong>Luigi Broglio<\/strong><\/a>, present\u00f2 i risultati scientifici ottenuti con il secondo satellite italiano, il <strong>San Marco 2<\/strong> \u2013 e destarono molto interesse da parte della comunit\u00e0 scientifica internazionale, tanto da fare guadagnare al <em>De Mottoni la copertina della <strong>Domenica del Corriere del 12 giugno 1966<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/24\/prime-foto-marte\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/24\/prime-foto-marte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricorre sabato prossimo il 56esimo anniversario del lancio della sonda spaziale statunitense Mariner 4, avvenuto il 28 novembre 1964 da Cape Canaveral. 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