{"id":9322,"date":"2020-12-14T14:27:47","date_gmt":"2020-12-14T13:27:47","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9322"},"modified":"2020-12-14T18:22:52","modified_gmt":"2020-12-14T17:22:52","slug":"grandi-inondazioni-nel-passato-di-marte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9322","title":{"rendered":"Grandi inondazioni nel passato di Marte"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Non solo acqua liquida, ma vere e proprie mega alluvioni hanno segnato il passato di Marte. Le prove sono state individuate nel cratere Gale, il sito di esplorazione del rover Curiosity, e a causarle sarebbe stato un impatto meteoritico in grado di cambiare radicalmente \u2013 e per un breve periodo \u2013 le condizioni climatiche sul Pianeta rosso. Tutti i dettagli su Scientific Reports<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.InondazioneSuMarte.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.InondazioneSuMarte.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9323\" width=\"251\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.InondazioneSuMarte.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201124.InondazioneSuMarte-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><\/a><figcaption>Immagine composita in falsi colori del <strong>Monte Sharp<\/strong> all\u2019interno del cratere di Gale su Marte. I colori del cielo e del suolo sono stati resi simili a quelli terrestri in modo che gli scienziati potessero distinguere i diversi livelli di stratificazione. Crediti: <strong>Nasa\/Jpl<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inondazioni di portata inimmaginabile un tempo si riversarono nel cratere <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Gale_(crater)\" target=\"_blank\"><strong>Gale<\/strong><\/a> vicino all\u2019<em>equatore di Marte<\/em>: questa la recente scoperta di uno team di scienziati della<em> Jackson State University,<\/em> del <em>Jet Propulsion Laboratory<\/em> e dell\u2019<em>Universit\u00e0 delle Hawaii<\/em> grazie ai dati raccolti dal rover <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/mars.nasa.gov\/msl\/home\/\" target=\"_blank\"><strong>Curiosity<\/strong><\/a> della Nasa. Lo studio \u00e8 stato pubblicato su<em>\u00a0Scientific Reports<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019impetuoso evento \u2013 datato circa <strong>4 miliardi di anni fa,<\/strong> durante il periodo <strong>Noachiano<\/strong>, e causato probabilmente da<em>l calore rilasciato da un impatto meteoritico che ha sciolto il ghiaccio immagazzinato nella superficie marziana<\/em> \u2013 ha creato <strong>gigantesche increspature<\/strong> riconoscibili e incredibilmente analoghe alle strutture geologiche terrestri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAbbiamo identificato per la prima volta queste alluvioni utilizzando <em>dati sedimentologici<\/em> dettagliati osservati dal rover Curiosity\u00bb, dice <strong>Alberto G. Fair\u00e9n<\/strong>, del centro di astrobiologia <strong>Csis-Inta di Madrid<\/strong>. I <em>depositi lasciati dalle mega alluvioni<\/em> sono stati individuati grazie alle immagini provenienti dall\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/mars.nasa.gov\/mro\/mission\/instruments\/hirise\/\" target=\"_blank\"><strong>High Resolution Imaging Science Experiment<\/strong><\/a> (Hirise), dalle fotocamere montate sull\u2019albero (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/mars.nasa.gov\/msl\/spacecraft\/instruments\/mastcam\/\" target=\"_blank\"><strong>Mastcams<\/strong><\/a>) e dalla fotocamera <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/mars.nasa.gov\/msl\/spacecraft\/instruments\/mahli\/\" target=\"_blank\"><strong>Mars Hand Lens Imager<\/strong><\/a> (Mahli) montata sul braccio del rover Curiosity.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prove delle passate inondazioni catastrofiche su Marte erano gi\u00e0 state dedotte dalle <em>immagini scattate in orbita<\/em> che mostravano la <em>presenza di grandi canali e caratteristiche ondulazioni<\/em>, mentre la prima conferma <em>in situ<\/em> era stata effettuata esaminando i <em>depositi sedimentari nel sito di atterraggio di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mars_Pathfinder\" target=\"_blank\"><strong>Mars Pathfinder<\/strong><\/a><\/em>: dalle caratteristiche sedimentologiche e dalla loro posizione \u2013 prossima alla <strong>foce dell\u2019Ares<\/strong> e delle <strong>vallate di Tiu<\/strong> \u2013 gli scienziati avevano concluso che questi <em>massi di dimensione variabile<\/em> erano stati <em>depositati in seguito a inondazioni e trasportati attraverso canali di deflusso<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le successive due indagini decennali del rover <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Spirit_(rover)\" target=\"_blank\"><strong>Spirit<\/strong><\/a> e del rover <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Opportunity\" target=\"_blank\"><strong>Opportunity<\/strong><\/a> e le osservazioni in corso del rover Curiosity nel cratere di Gale hanno finalmente portato alla luce <strong>prove geologiche di sedimentazione da processi eoliani, fluviali, deltaici e lacustri<\/strong>, ma prima di questo studio i depositi alluvionali non erano ancora stati individuati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terreno di gioco di Curiosity \u2013 il rover, ricordiamolo, \u00e8 <em>atterrato all\u2019interno del cratere di Gale nell\u2019agosto 2012<\/em> \u2013 si trova vicino all\u2019equatore marziano (latitudine 5.3\u00b0 S, longitudine 137.7\u00b0 E), lungo il <em>confine che separa gli altipiani meridionali dalle pianure settentrionali<\/em>. Dopo la sua formazione, il cratere fu completamente riempito di sedimenti. I suoi margini sono stati successivamente scavati portando alla nascita del Monte Sharp, al centro, e alla comparsa della sua morfologia moderna. \u00c8 la sua particolare storia geologica \u2013 che ha portato alla luce <em>ampie esposizioni di rocce sedimentarie<\/em> \u2013 a renderlo un ideale luogo per studiare l\u2019evoluzione di Marte sin dai suoi primi anni di vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel nuovo studio, la <em>firma inequivocabile delle inondazioni \u00e8 data da una serie di creste di ghiaia simmetriche,<\/em> alte una decina di metri, visibili nelle cosiddette <strong>Hummocky Plains Unit<\/strong> \u2013 regioni caratterizzate da depositi di sabbia e massi fino a 20 cm di diametro. La loro <em>spaziatura regolare,<\/em> le <em>strutture sedimentarie interne<\/em> e il <em>trasporto di frammenti grandi fino a 20 cm<\/em> suggeriscono \u2013 secondo gli scienziati \u2013 che queste creste siano in realt\u00e0 delle \u201cantidune\u201d: un tipo di struttura sedimentaria che si forma per effetto del transito di flussi molto forti. Inoltre, la loro \u201clunghezza d\u2019onda\u201d di 150 metri indica che <em>l\u2019acqua che le ha depositate era profonda almeno 24 metri e aveva una velocit\u00e0 minima di 10 metri al secondo<\/em>. Le dune formate dal flusso della mega alluvione sul fondo del cratere Gale di Marte sono identiche a quelle formatesi con lo <em>scioglimento dei ghiacci sulla Terra circa 2 milioni di anni fa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La causa pi\u00f9 probabile dell\u2019inondazione di Marte \u2013 la cui temperatura media attuale \u00e8 di meno 60 \u00b0C \u2013 \u00e8 stata lo <em>scioglimento del ghiaccio a causa del calore generato da un grande impatto<\/em>, che ha vaporizzato i serbatoi congelati di acqua <em>iniettando grandi quantit\u00e0 di anidride carbonica e metano nell\u2019atmosfera<\/em>. Il <em>vapore acqueo e il rilascio di gas si sono quindi combinati per interrompere temporaneamente il clima freddo e secco<\/em> del pianeta creando le condizioni per l\u2019<strong>avvento di un breve periodo caldo e umido<\/strong>. La condensa ha formato delle <em>nuvole di vapore acqueo, che a loro volta hanno dato vita alle piogge torrenziali <\/em>\u2013 verosimilmente su tutto il pianeta. L\u2019acqua caduta nel Cratere di Gale, si \u00e8 sommata all\u2019acqua che scendeva originandosi dal Monte Sharp \u2013 un tumulo a forma di mezzaluna nel centro del cratere e costituito da 5 km di rocce sedimentarie \u2013 producendo <em>gigantesche e rapidissime inondazioni<\/em> e depositando le creste di ghiaia osservate da Curiosity nelle Hummocky Plains Unit. Le inondazioni sul Pianeta rosso sono poi diminuite rapidamente, erodendo le creste delle antidune, e ridepositando i sedimenti rimossi nelle aree di passaggio tra le creste, le cosiddette <em>unit\u00e0 striate<\/em> \u2013 ciascuna di dimensioni tipiche di 50-200 m rispettivamente in larghezza e lunghezza e costituita di 5-10 m di strati di immersione verso sud.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie a questo studio, il team scientifico del rover Curiosity ha stabilito che <strong>il cratere di Gale<\/strong>, in passato, <strong>aveva laghi e torrenti persistenti<\/strong>, buoni indicatori del fatto che il cratere, cos\u00ec come il Monte Sharp al suo interno, erano <strong>in grado di sostenere la vita microbica<\/strong>. All\u2019inizio Marte era un pianeta estremamente attivo dal punto di vista geologico, e certamente ospitava le condizioni necessarie per sostenere la presenza di acqua liquida in superficie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSulla Terra, dove c\u2019\u00e8 acqua, c\u2019\u00e8 vita. <strong>Marte era dunque un pianeta abitabile<\/strong>\u00bb, conclude Fairen. \u00abEra abitato? Questa \u00e8 una domanda a cui il prossimo rover <strong>Perseverance<\/strong> \u2013 <em>lanciato da Cape Canaveral lo scorso 30 luglio, e che dovrebbe raggiungere Marte il 18 febbraio 2021<\/em> \u2013 ci aiuter\u00e0 a rispondere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggi su <em>Scientific Reports<\/em> l\u2019articolo \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-020-75665-7\" target=\"_blank\"><strong>Deposits from giant floods in Gale crater and their implications for the climate of early Mars<\/strong><\/a>\u201d, di E. Heydari, J. F. Schroeder, F. J. Calef, J. Van Beek, S. K. Rowland, T. J. Parker e A. G. Fair\u00e9n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/24\/inondazioni-marte\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/24\/inondazioni-marte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non solo acqua liquida, ma vere e proprie mega alluvioni hanno segnato il passato di Marte. Le prove sono state individuate nel cratere Gale, il sito di esplorazione del rover Curiosity, e a causarle sarebbe stato un impatto meteoritico in grado di cambiare radicalmente \u2013 e per un breve periodo \u2013 le condizioni climatiche sul &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9322\">Continua a 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