{"id":9357,"date":"2020-12-17T14:02:04","date_gmt":"2020-12-17T13:02:04","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9357"},"modified":"2020-12-17T16:56:14","modified_gmt":"2020-12-17T15:56:14","slug":"lorigine-dei-venti-galattici-al-microscopio-cosmico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9357","title":{"rendered":"L\u2019origine dei venti galattici al microscopio cosmico"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Studiando un campione di galassie lontane, la cui luce ci arriva da un\u2019epoca in cui l\u2019universo aveva soltanto tre miliardi di anni, un team di ricercatori guidato da Giustina Vietri dell\u2019Istituto nazionale di astrofisica ha seguito i venti che imperversano nelle galassie \u201cattive\u201d fino a pochi anni luce dai buchi neri supermassicci che popolano i centri galattici. Il nuovo studio dimostra come questi venti, che viaggiano a velocit\u00e0 di milioni di chilometri orari, possano influenzare il gas interstellare su scale di decine di migliaia di anni luce<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.OrigineGalassieAttive.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.OrigineGalassieAttive-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9358\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.OrigineGalassieAttive-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.OrigineGalassieAttive-300x225.jpg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.OrigineGalassieAttive-768x576.jpg 768w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.OrigineGalassieAttive-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.OrigineGalassieAttive-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.OrigineGalassieAttive-750x563.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Illustrazione artistica (non in scala) dell\u2019ambiente che circonda un buco nero supermassiccio al centro di una galassia attiva. Crediti: <strong>Esa\/Nasa, the Avo project<\/strong> and <strong>Paolo Padovani;<\/strong> versione annotata a cura di Inaf<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maggior parte dei buchi neri supermassicci che si annidano nelle galassie, come quello che si trova al centro della nostra Via Lattea, sono completamente innocui e al massimo inghiottono qualche stella o nube di gas che osi avvicinarsi troppo. Una piccola percentuale, per\u00f2, \u00e8 in gran fermento,<em> divorando la materia circostante a ritmi cospicui attraverso un disco di accrescimento che si riscalda e d\u00e0 luogo a intense emissioni su tutto lo spettro di frequenze<\/em>. Sono questi segnali che permettono di riconoscere, nelle osservazioni del cielo, le galassie \u201cattive\u201d, ovvero quelle che ospitano buchi neri in fase di subbuglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma <em>neanche i buchi neri pi\u00f9 \u201cvoraci\u201d riescono a fagocitare tutto il materiale che li circonda<\/em>, <em>innescando giganteschi <strong>venti<\/strong> che buttano via parte del materiale e che possono propagarsi su scale galattiche<\/em>. Da anni, gli astrofisici dibattono circa l\u2019importanza di questi venti e dei loro possibili <em>effetti sull\u2019evoluzione delle galassie ospiti tramite meccanismi di azione-e-reazione<\/em> (o <em>feedback<\/em>) che avrebbero la <em>capacit\u00e0 di regolare sia la crescita del buco nero centrale che la formazione di nuove stelle<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSi tratta di un argomento di notevole importanza per la comprensione di come l\u2019Universo si sia evoluto\u00bb, commenta <strong>Giustina Vietri<\/strong> dell\u2019Inaf di Milano, prima autrice di un nuovo lavoro che analizza, per la prima volta usando un <em>campione rappresentativo di galassie attive,<\/em> l\u2019<em>effetto di questi venti su diverse scale all\u2019interno delle galassie<\/em>. \u00abIn questo studio abbiamo cercato di far luce su uno dei problemi attualmente pi\u00f9 discussi: il <strong>legame tra buco nero centrale supermassiccio e galassia ospite<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista <em>Astronomy &amp; Astrophysics<\/em>, fanno parte del progetto <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.super-survey.org\/\" target=\"_blank\"><strong>Super<\/strong><\/a> (<em>A <strong>Sinfoni<\/strong> Survey for Unveiling the Physics and Effect of Radiative feedback<\/em>) che ha gi\u00e0 prodotto altre due pubblicazioni a firma dello stesso team di ricerca. Il progetto \u00e8 nato con lo scopo di studiare la <em>fuoriuscita di gas dai centri galattici utilizzando lo strumento Sinfoni<\/em> montato sul Very Large Telescope dell\u2019Eso in Cile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<strong>Sinfoni<\/strong> \u00e8 uno <em>spettrografo a campo integrale che opera nel vicino infrarosso e sfrutta l\u2019ottica adattiva per ottenere spettri ad alta risoluzione di sorgenti estese<\/em>\u00bb, afferma <strong>Vincenzo Mainieri<\/strong> dell\u2019Eso, <em>principal investigator<\/em> del progetto Super e co-autore del nuovo studio. \u00abQuindi, rispetto agli strumenti usati in precedenza per fare <em>survey<\/em> spettroscopiche di galassie attive, Sinfoni permette di risolvere spazialmente il gas\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie ai dati raccolti con Sinfoni, il team ha esaminato un <em>campione rappresentativo di 21 galassie attive<\/em>, studiando il <em>legame tra i buchi neri e le loro galassie ospiti,<\/em> per la prima volta, in maniera sistematica, ovvero senza selezionare le galassie per le quali si hanno gi\u00e0 indicazioni della presenza di venti. Le osservazioni hanno rivelato venti galattici in tutte le sorgenti prese in esame, dimostrando che questi fenomeni sono molto comuni nella fase della storia cosmica a cui queste galassie appartengono, nella quale l\u2019universo \u2013 che oggi ha ben 13.8 miliardi di anni \u2013 aveva un\u2019et\u00e0 di soli 3 miliardi di anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Questi venti, che viaggiano a velocit\u00e0 tra 3 e 7 milioni di km\/h, si estendono fino a ventimila anni luce dai centri delle galassie ospiti<\/em>\u00bb, aggiunge <strong>Michele Perna<\/strong> dell\u2019Inaf di Firenze e <em>Centro de Astrobiolog\u00eda di Madrid,<\/em> co-autore dell\u2019articolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Usando un <em>\u201cmicroscopio\u201d astronomico,<\/em> ovvero <em>analizzando gli spettri ottici di queste galassie disponibili negli archivi astronomici,<\/em> le ricercatrici e i ricercatori hanno poi seguito i venti fino alla sorgente, in prossimit\u00e0 dei mastodontici buchi neri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLe righe emesse da atomi di carbonio ionizzato, visibili negli spettri della <strong>Sloan Digital Sky Survey<\/strong>, sono generate a pochi anni luce dal buco nero, e rivelano come i <em>venti di materiale ionizzato scoperti con Sinfoni siano presenti anche su queste scale relativamente piccole,<\/em> nel cuore delle galassie\u00bb, spiega Vietri. \u00abCos\u00ec abbiamo potuto collegare, per la prima volta, la <em>presenza dei venti galattici dalle scale pi\u00f9 piccole a quelle pi\u00f9 grandi<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati mostrano che i <em><strong>venti osservati a piccole distanze<\/strong> dipendono fortemente dalle propriet\u00e0 del buco nero centrale<\/em> \u2013 quali il tasso di accrescimento oppure la luminosit\u00e0 del nucleo galattico, prodotta dall\u2019attivit\u00e0 del buco nero. Questi <strong>venti inoltre avrebbero la capacit\u00e0 di influenzare il gas fino ai confini delle rispettive galassie.<\/strong> In futuro, i ricercatori e le ricercatrici cercheranno di <strong>tracciare i venti su scale ancora pi\u00f9 grandi,<\/strong> per continuare a studiare l\u2019<strong>influenza che i buchi neri supermassicci possono<\/strong>, in questo modo, <strong>esercitare sull\u2019evoluzione delle galassie.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggi su <em>Astronomy &amp; Astrophysics <\/em>l\u2019articolo \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1051\/0004-6361\/202039136\" target=\"_blank\"><strong>SUPER III. Broad Line Region properties of AGN at z\u223c2<\/strong><\/a>\u201d,di G. Vietri, V. Mainieri, D. Kakkad, H. Netzer, M. Perna, C. Circosta, C. M. Harrison, L. Zappacosta, B. Husemann, P. Padovani, M. Bischetti, A. Bongiorno, M. Brusa, S. Carniani, C. Cicone, A. Comastri, G. Cresci, C. Feruglio, F. Fiore, G. Lanzuisi, F. Mannucci, A. Marconi, E. Piconcelli, A. Puglisi, M. Salvato, M. Schramm, A. Schulze, J. Scholtz, C. Vignali e G. Zamorani<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/27\/sinfoni-blr\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/27\/sinfoni-blr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studiando un campione di galassie lontane, la cui luce ci arriva da un\u2019epoca in cui l\u2019universo aveva soltanto tre miliardi di anni, un team di ricercatori guidato da Giustina Vietri dell\u2019Istituto nazionale di astrofisica ha seguito i venti che imperversano nelle galassie \u201cattive\u201d fino a pochi anni luce dai buchi neri supermassicci che popolano i &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9357\">Continua a 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