{"id":9360,"date":"2020-12-17T18:19:43","date_gmt":"2020-12-17T17:19:43","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9360"},"modified":"2020-12-17T21:47:35","modified_gmt":"2020-12-17T20:47:35","slug":"lampi-di-platino-sulla-costante-di-hubble","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9360","title":{"rendered":"Lampi di platino sulla costante di Hubble"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Uno studio pubblicato su ApJ analizza alcune propriet\u00e0 fondamentali di un nuovo campione di gamma ray burst (Grb) \u2013\u00a0il cosiddetto \u201cPlatinum sample\u201d \u2013 e include per la prima volta alcuni casi di Grb associati alle kilonove. Secondo i risultati, questi esemplari speciali di Grb si collocano sul cosiddetto \u201cpiano fondamentale\u201d con una dispersione molto inferiore rispetto agli studi precedenti, tanto da poter essere impiegati come candele standard per stimare i parametri cosmologici e l\u2019espansione dell\u2019universo. Media Inaf ha intervistato la prima autrice, Maria Giovanna Dainotti<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9361\" width=\"291\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/a><figcaption>Rappresentazione artistica di un\u2019esplosione di kilonova. Crediti: Eso\/L. Cal\u00e7ada\/M. Kornmesser<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevano trovato un campione d\u2019oro, i cercatori di <em>gamma ray burst<\/em> (<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/grb\/\" target=\"_blank\">Grb<\/a><\/strong>) che \u2013 guidati da Maria Giovanna Dainotti \u2013 hanno scoperto il cosiddetto \u201c<strong>piano fondamentale<\/strong>\u201d: una <em>relazione a tre parametri sulla quale si posizionano Grb di diversa natura<\/em> ma con una caratteristica comune \u2013 quella di avere le carte in regola per appartenere a questa classe \u201cdorata\u201d, appunto. Ma non era che l\u2019inizio. Cercando nell\u2019oro, hanno trovato il platino: un <em>nuovo sottocampione di Grb<\/em>, di simile natura e durata, ma con <em>curve di luce caratterizzate da una lunga fase di plateau senza improvvisi aumenti di luminosit\u00e0<\/em> (<em>flares<\/em>). Questo campione \u2013 assieme alle <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Kilonova\" target=\"_blank\"><strong>kilonove<\/strong><\/a> \u2013 ha consentito di rifinire ancor meglio il <em>legame fra i parametri fisici che determinano il piano fondamentale<\/em> come mezzo per discriminare varie categorie di Grb \u2013 e impiegarle come <em><\/em><em>strumenti cosmologici per stimare l\u2019espansione dell\u2019universo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I <strong>Grb<\/strong> sono gli oggetti pi\u00f9 energetici dell\u2019universo \u2013 in grado, <em>in pochi secondi, di emettere l\u2019energia prodotta dal Sole nell\u2019arco della sua intera vita<\/em>. Sicuramente \u00e8 questa una delle caratteristiche che hanno incuriosito e spinto <strong>Maria Giovanna Dainotti<\/strong> \u2013 prima autrice dell\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/2010.02092\" target=\"_blank\"><strong>articolo<\/strong><\/a> pubblicato il 25 novembre 2020 su <em>The Astrophysical Journal<\/em> \u2013 a farne oggetto e scopo della sua carriera. L\u2019hanno portata a spasso per il mondo, i Grb, dopo la laurea a Salerno e il dottorato di ricerca in<em> astrofisica relativistica<\/em> a Roma, tanto che ora lavora non in uno \u2013 non in due \u2013 bens\u00ec in tre diversi istituti di ricerca: \u00e8 <em>assistant professor<\/em> dell\u2019Osservatorio astronomico presso la <strong>Jagiellonian University<\/strong>, a Cracovia, ricercatrice <em>senior<\/em> dell\u2019<strong>Interdisciplinary Theoretical &amp; Mathematical Science Program a Riken<\/strong>, in Giappone, e <em>affiliated research scientist<\/em> del <strong>Science space istitute a Boulder, in Colorado<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl lavoro che abbiamo pubblicato ora \u00e8 il risultato di pi\u00f9 di 12 anni di studi \u2013 cominciati al termine del mio dottorato, quando ho iniziato a interessarmi alla correlazione fra gli osservabili di questi misteriosi e potentissimi oggetti astrofisici. Anno dopo anno \u2013 e in questo articolo, in collaborazione con i giovani ricercatori <em>Giuseppe Sarracino<\/em> e <em>Aleksander Lenart,<\/em> e i colleghi professori <em>Salvatore Capozziello, Shigeiro Nagataki<\/em> e <em>Nissim Fraja<\/em> \u2013 siamo riusciti ad aggiungere tutti i tasselli necessari a comporre la nostra relazione a tre parametri \u2013 che abbiamo chiamato \u201c<strong>piano fondamentale dei Grb<\/strong>\u201d\u00bb, racconta a <em>Media Inaf<\/em> Dainotti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9362\" width=\"315\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove2.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove2-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/a><figcaption>Maria Giovanna Dainotti, prima autrice del lavoro pubblicato il 25 Novembre su Apj. Crediti: Fullbright Italia Alumni Event<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lei ha gi\u00e0 presentato a <em>Media Inaf<\/em> i suoi risultati nel 2017, parlando proprio di questa relazione a tre parametri e legandola a un campione di Grb che avevate definito \u201cdorato\u201d (nello studio, <em>golden sample<\/em>). Nel vostro nuovo lavoro, l\u2019oro diventa platino \u2013 il <em>platinum sample<\/em>. Cos\u2019\u00e8 cambiato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIn effetti questo lavoro rappresenta un passo successivo rispetto a <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/10\/13\/cosi-ti-scelgo-i-migliori-lampi-gamma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>quello di tre anni fa<\/strong><\/a>, poich\u00e9 abbiamo investigato un campione con caratteristiche fenomenologiche pi\u00f9 chiare e pi\u00f9 nette per aumentare la possibilit\u00e0 di usarlo come \u201ccandela standard\u201d e strumento affidabile per indagini cosmologiche. Il nuovo campione \u2013 il <em>platinum sample<\/em> \u2013 \u00e8 un<em> sottocampione del golden sample<\/em> e in quanto tale \u00e8 composto di <strong>222 Grb che <em>presentano una fase di plateau<\/em> <\/strong>\u2013 la parte centrale dell\u2019emissione, osservata dal satellite <em>Swift<\/em> alle <em>frequenze dei raggi X<\/em> \u2013 abbastanza piatta; un altro requisito \u00e8 che n<strong>on devono esserci lacune nei dati durante la fase di <em>plateau<\/em><\/strong> \u2013 <em>la cui durata deve essere maggiore di 500 secondi <\/em>\u2013 n\u00e9 alla fine dello stesso, per far s\u00ec che questa fase caratteristica sia determinata bene. Infine, <strong>non devono esserci <em>flares<\/em> che impediscano l\u2019identificazione chiara del <em>plateau<\/em> stesso<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tutti i Grb presentano questa fase di <em>plateau<\/em>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCirca il<em> 60 per cento di tutti i Grb con redshift noto presenta il plateau<\/em>, e all\u2019interno di questa percentuale \u00e8 possibile trovare tutte le classi con le quali abbiamo costruito il piano fondamentale. La maggior parte degli eventi considerati sono i cosiddetti <strong>Grb lunghi<\/strong> (<em>long Grbs<\/em>), ma sono stati inclusi alcuni cosiddetti ultra lunghi, e <strong>Grb associati a kilonove e supernove<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che risultato ha portato questa nuova classificazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl <em><strong>platinum sample<\/strong><\/em> ha una dispersione nel piano fondamentale il 31 per cento inferiore rispetto a quella del precedente <em>golden sample<\/em> quando consideriamo anche gli effetti di selezione. Significa che <em>tutti i Grb si distribuiscono attorno, sopra e sotto questo piano<\/em> \u2013 definito da tre osservabili fondamentali dei Grb \u2013 occupando posizioni pi\u00f9 prossime rispetto al best fit del piano. Mentre la <em>dispersione del golden sample valeva 0.32, nel platinum sample vale 0.22<\/em> \u2013 sicuramente un bel passo avanti rispetto allo studio precedente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali sono questi parametri di cui parla e che definiscono il piano fondamentale dei Grb?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSono la <strong>durata della fase di <em>plateau<\/em> nei raggi X<\/strong>, la sua <strong>luminosit\u00e0 e la luminosit\u00e0 di picco della fase cosiddetta \u201cprompt<\/strong>\u201d \u2013 <em>la breve fase iniziale di emissione di raggi gamma ad altissima energia<\/em>, che dura da pochi secondi a poche ore, in basa alla tipologia di Grb considerata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel vostro studio si parla anche delle kilonove: qual \u00e8 il loro ruolo nel vostro studio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abI <strong>Grb associati alle kilonove<\/strong> sono una novit\u00e0 esclusiva del nostro studio. Diversamente da ogni indagine precedente, infatti, ci siamo chiesti quale fosse il ruolo dei Grb associati a kilonove nelle correlazioni fra i parametri che identificano il piano fondamentale \u2013 e, di conseguenza, quale posizione occupassero in questo. La cosa interessante che abbiamo trovato \u00e8 che <strong>tutti gli eventi di Grb associati a kilonove<\/strong>\u00a0\u2013 che sono un sottocampione degli <em>short<\/em> Grb, quelli la cui emissione nella fase di <em>prompt<\/em> \u00e8 inferiore a due secondi \u2013 <strong>si posizionano al di sotto del piano degli <em>short<\/em> e del piano fondamentale di tutti i Grb<\/strong>. Cos\u00ec come avviene per le altre categorie di Grb che popolano il piano \u2013 i Grb lunghi e quelli ultra-lunghi, ad esempio \u2013 ci saremmo aspettati che anche questa categoria si disperdesse un po\u2019 al di sopra e un po\u2019 al di sotto del piano. Prima di trarre qualunque conclusione affrettata, ci siamo chiesti se potesse essere un <em>effetto di selezione dovuto al fatto che le <strong>kilonove<\/strong> sono osservate a redshift pi\u00f9 basso rispetto agli altri Grb<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cio\u00e8?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<strong>Il pi\u00f9 lontano Grb associato alle kilonove si trova<\/strong> a <em>redshift <\/em>2.21 (circa <strong>2.9 miliardi di anni dopo il Big Bang<\/strong>), mentre <strong>il pi\u00f9 lontano tra quelli appartenenti al <em>platinum<\/em> sample si trova a<\/strong> <em>redshift<\/em> 5 (appena <strong>1.15 miliardi di anni dopo il Big Bang<\/strong>). Grazie a sofisticati mezzi di indagine statistica, <em>abbiamo verificato che questa caratteristica permane<\/em>, ed \u00e8 quindi intrinseca alla fisica dei Grb\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fanno parte del <em>platinum sample<\/em> anche le kilonove?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo, il nostro studio si ramifica in varie dimensioni. Da un lato, consideriamo il <strong>platinum sample<\/strong> \u2013 una <em>categoria di Grb morfologicamente ben definiti<\/em> \u2013 secondo le caratteristiche che abbiamo elencato prima \u2013, dall\u2019altro includiamo una seconda classe di oggetti catalogati in letteratura come <strong>Grb associati a kilonove e supernove<\/strong>. Ci tengo a sottolineare come, negli studi precedenti, avevamo sottolineato il fatto che <em>una sola categoria di Grb non potesse essere sufficiente a definire una \u201ccandela standard\u201d<\/em> \u2013 ed essere usata quindi a fini cosmologici. Questo vale certamente per i Grb lunghi. <strong>Con le kilonove<\/strong>, invece, ci dobbiamo ricredere: <em>la loro dispersione nel piano \u00e8 cos\u00ec bassa che, da sole, potrebbero bastare<\/em>. Il punto fondamentale del nostro lavoro \u00e8 che abbiamo aggiunto pi\u00f9 Grb rispetto agli studi precedenti, e queste aggiunte hanno consentito di popolare maggiormente classi prima non analizzate e fare uno studio statisticamente pi\u00f9 accurato \u2013 rivelando anche nuove classi, proprio come quelle associate alle kilonove\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9363\" width=\"273\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove3.png 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201127.Platino.GRB_.Kilonove3-300x231.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><\/a><figcaption>Rappresentazione del piano fondamentale degli short Grb. In giallo, i Grb associati alle Kilonovae si collocano sistematicamente al di sotto del piano. Crediti: Dainotti et al., Apj. Doi: 10.3847\/1538-4357\/abbe8a<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che tipologia di Grb \u00e8 quella associata a una kilonova?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<strong>Le kilonove<\/strong> fanno parte di una sottoclasse dei Grb brevi (in inglese <strong>short Grb<\/strong>), anche se \u2013 come dicevo \u2013 <strong>diversamente da questi le kilonove si posizionano al di sotto del piano fondamentale<\/strong>. Un\u2019altra novit\u00e0 importante di questo studio \u00e8 che siccome <em>molte kilonove sono di attribuzione incerta<\/em> perch\u00e9, ad esempio, <em>la controparte del Grb \u00e8 troppo luminosa e maschera la natura di queste sorgenti<\/em>, la posizione dei Grb associati alle kilonove e la loro piccola dispersione fa s\u00ec che <strong>in futuro sar\u00e0 possibile effettuare l\u2019associazione di un Grb con una kilonova guardando il suo posizionamento nel piano fondamentale<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il vostro studio si concentra anche sul definire i Grb come possibili \u201ccandele standard\u201d. Cosa sono e quali sono gli ingredienti che rendono i Grb potenzialmente adatti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLe <strong>candele standard<\/strong> sono oggetti astrofisici <em>la cui luminosit\u00e0 o la cui brillanza \u00e8 costante e nota, oppure ricavabile da altre caratteristiche osservabili della sorgente considerata \u2013 delle quali, almeno una indipendente dalla distanza<\/em>. Nel caso dei <strong>Grb<\/strong> la difficolt\u00e0 sta nel fatto che essi hanno una <em>luminosit\u00e0 e un\u2019energia molto variabile che spazia attraverso oltre otto ordini di grandezza<\/em> \u2013 ed \u00e8 quindi <em>molto complicato identificare una luminosit\u00e0 o un\u2019energia costante<\/em>. Tramite le relazioni che compongono il piano fondamentale per\u00f2, <strong>si riescono a identificare caratteristiche che si mantengono costanti<\/strong>. Ad esempio, <strong>l\u2019energia all\u2019interno del plateau \u00e8 costante ed \u00e8 direttamente proporzionale alla luminosit\u00e0 emessa durante il picco della fase di <em>prompt<\/em><\/strong><em>. <\/em>O ancora, <strong>la luminosit\u00e0 di picco del <em>prompt<\/em> \u00e8 direttamente proporzionale alla luminosit\u00e0 alla fine della fase piatta<\/strong>, a sua volta <strong>inversamente proporzionale alla sua durata<\/strong>. Sono queste tre variabili insieme \u2013 quelle che definiscono il piano fondamentale \u2013 a essere le giuste candidate per definire una \u201ccandela standard\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questo significa che almeno uno dei tre parametri deve essere misurabile direttamente, giusto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEsatto. <strong>Ci\u00f2 che si misura direttamente<\/strong> \u2013 e che pertanto costituisce la variabile indipendente \u2013 <strong>\u00e8 la durata del <em>plateau<\/em><\/strong> \u2013 misura per la quale non \u00e8 necessaria la conoscenza dei parametri cosmologici dell\u2019universo. Anche l<em>a luminosit\u00e0 potrebbe essere considerata come variabile indipendente<\/em>, ma dal punto di vista cosmologico questa non \u00e8 la scelta pi\u00f9 opportuna, poich\u00e9 <em>si tratta di una grandezza che, per essere determinata, richiede a sua volta la conoscenza dei parametri cosmologici<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In altre parole, per calcolare alcuni dei parametri del piano occorrono i parametri cosmologici \u2013 parametri che dovrebbero poi essere calcolati grazie alla definizione del piano stesso, nel caso in cui esso venga utilizzato \u2013 come dicevamo prima \u2013 come \u201ccandela standard\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 cos\u00ec, chiamiamo questo problema \u201ccircolarit\u00e0\u201d. In realt\u00e0 <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1093\/mnras\/stt1516\" target=\"_blank\"><strong>in uno studio del 2013<\/strong><\/a> abbiamo affrontato questa questione e abbiamo trovato la ricetta corretta per poter usare i Grb come candele standard senza incorrere nella circolarit\u00e0. La soluzione prevede di <strong>cambiare contemporaneamente i parametri che definiscono il piano \u2013 cio\u00e8 i coefficienti legati al tempo di durata del plateau e alla luminosit\u00e0 di picco \u2013 e i parametri cosmologici<\/strong> per moltissime combinazioni di parametri. Cio\u00e8, <em>variando i parametri cosmologici all\u2019interno di una griglia grande a piacere rivalutiamo quali sono i best fit del piano fondamentale<\/em> \u2013 che variano appunto con la cosmologia usata. <em>Quando abbiamo esaurito la griglia vediamo quali sono i valori migliori dei parametri cosmologici assieme a quelli che meglio descrivono i parametri del piano<\/em>. In questo modo <strong>non fissiamo mai la cosmologia in maniera esplicita a priori<\/strong>. Grazie a questa tecnica, pensiamo che s<em>ia possibile usare i Grb per misurare, ad esempio, l\u2019espansione dell\u2019universo \u2013 esattamente come si fa con le supernove di tipo Ia<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E, come le supernove, anche i Grb possono essere usati, in quanto candele standard, per misurare la scala delle distanze nell\u2019universo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAllo stato attuale, usare i <strong>Grb come estimatori di redshift<\/strong> significa i<em>ntrodurre un\u2019incertezza sulla misura maggiore rispetto alla variazione indotta cambiando i parametri cosmologici.<\/em> Al momento quindi, con le correlazioni di cui disponiamo, non \u00e8 possibile raggiungere una buona precisione nella stima delle distanze. Stiamo attualmente lavorando a un progetto che usa la <em>tecnica del <strong>machine learning<\/strong> per aumentare il numero di parametri e osservabili associati ai Grb<\/em> in modo da ottenere una buona stima delle distanze utilizzando i soli dati ricavati dai Grb\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come stimate allora la distanza di questi Grb?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abO in maniera <strong>fotometrica<\/strong> o <strong>spettroscopica<\/strong>. <em>Tutti i Grb coinvolti nel nostro studio hanno una stima di distanza catalogata nell\u2019archivio di Swift<\/em> \u2013 la missione principale dalla quale ricaviamo i dati per determinare le correlazioni nel piano fondamentale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le kilonove&nbsp;emettono anche onde gravitazionali. Ci sono informazioni importanti che potete ricavare grazie allo studio combinato con questo tipo di emissioni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAl momento abbiamo <em>solo un evento che mostra anche l\u2019emissione di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Onda_gravitazionale\" target=\"_blank\"><strong>onde gravitazionali<\/strong><\/a><\/em>, ma se in futuro raccoglieremo pi\u00f9 statistica sarebbe interessante vedere, ad esempio, se anche in questi casi il Grb associato attraversa la fase di <em>plateau <\/em>\u2013 e se possano essere considerati nel nostro campione ideale di Grb da usare come candele standard. Ci sono stati studi che hanno usato <strong>onde gravitazionali come \u201csirene standard\u201d<\/strong> per calcolare, ad esempio, la <strong>costante di Hubble<\/strong>. Quindi s\u00ec, sicuramente si potrebbe pensare a uno studio combinato utilizzando queste due diverse prove cosmologiche. Sicuramente avere metodi indipendenti presenta un vantaggio notevolissimo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il vostro metodo di applicazione del piano fondamentale dei Grb come \u201ccandele standard\u201d per la cosmologia \u00e8 gi\u00e0 stato applicato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl metodo che evita la circolarit\u00e0 della cosmologia \u2013 quello di cui parlavamo prima \u2013 s\u00ec, \u00e8 stato applicato con successo da noi e da diversi altri studi. La vera novit\u00e0 per il futuro, partendo da questo nostro lavoro, sar\u00e0 quella di applicare la <em>correlazione pi\u00f9 precisa e meno dispersa che abbiamo trovato grazie al platinum sample e alle kilonove<\/em> per lo studio dei modelli e dei parametri cosmologici\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Avete gi\u00e0 iniziato a lavorarci?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec, abbiamo gi\u00e0 un <em>draft<\/em> che al momento \u00e8 in revisione e quindi ci auguriamo, fra qualche mese, di poter dare una risposta anche a questo quesito. Mi farebbe piacere in quell\u2019occasione raccontarvi cosa abbiamo trovato e spero ci risentiremo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggi su <em>The Astrophysical Journal<\/em> l\u2019articolo \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/1538-4357\/abbe8a\" target=\"_blank\"><strong>The X-ray fundamental plane of the Platinum Sample, the Kilonovae and the SNe Ib\/c associated with GRBs<\/strong><\/a>\u201d, Maria Giovanna Dainotti, Aleksander Lenart, Giuseppe Sarracino, Shigehiro Nagataki, Salvatore Capozziello, Nissim Fraija<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/27\/grb-kilonove-platinum-sample\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/27\/grb-kilonove-platinum-sample\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio pubblicato su ApJ analizza alcune propriet\u00e0 fondamentali di un nuovo campione di gamma ray burst (Grb) \u2013\u00a0il cosiddetto \u201cPlatinum sample\u201d \u2013 e include per la prima volta alcuni casi di Grb associati alle kilonove. Secondo i risultati, questi esemplari speciali di Grb si collocano sul cosiddetto \u201cpiano fondamentale\u201d con una dispersione molto inferiore &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9360\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9361,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[283,6576,609,1238,359,1237,321,13890,1578,6542,14559,14560,11067,8225,777],"tags":[14600,14601,14602,14592,14581,1327,14634,14591,14590,14576,14633,14619,3201,14617,14635,4227,14572,14598,14566,14605,3308,14580,14586,973,14593,14603,14565,14626,14563,5013,14625,14594,14609,14611,14612,14606,14607,14613,14578,5012,14614,14615,14616,14561,14573,14569,529,14599,14638,14584,14571,14632,14631,14618,14564,14574,14585,14562,14587,14595,14588,14570,14582,14579,13880,14583,14567,14568,10914,14629,14630,14575,656,14589,14627,14628,1200,14637,14604,14597,14608,14577,14623],"class_list":["post-9360","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-astrofisica-extragalattica","category-astrofisica-multimessagero","category-astrometria","category-astrometria-a-grandi-distanze","category-astronautica","category-candele-standard","category-cosmologia","category-costante-di-hubble","category-galassie-attive","category-galassie-primordiali","category-grb-gravitazionali","category-grb-primordiali-cosmologia","category-kilonova","category-swift","category-telescopi-spaziali","tag-1-durata-della-fase-di-plateau-nei-raggi-x","tag-2-luminosita-nella-fase-prompt","tag-3-luminosita-di-picco-nella-fase-prompt","tag-60-per-cento-di-tutti-i-grb-con-redshift-noto-presenta-il-plateau","tag-aleksander-lenart","tag-apj","tag-applicazione-del-metodo-del-pf-come-candela-standard","tag-assenza-di-flares-nel-grb","tag-assenza-di-lacune-di-dati-nel-plateau","tag-astrofisica-relativistica","tag-calcolo-della-costante-di-hubble-tramite-le-onde-gravitazionali","tag-cambiare-contemporaneamente-i-parametri-che-definiscono-il-piano-cioe-i-coefficienti-legati-al-tempo-di-durata-del-plateau-e-alla-luminosita-di-picco-e-i-parametri-cosmologici","tag-candele-standard","tag-cio-che-si-misura-direttamente-e-la-durata-del-plateau","tag-correlazione-piu-precisa-e-meno-dispersa-che-abbiamo-trovato-grazie-al-platinum-sample-e-alle-kilonove","tag-costante-di-hubble","tag-curve-di-luce-caratterizzate-da-una-lunga-fase-di-plateau-senza-improvvisi-aumenti-di-luminosita","tag-dispersione-del-golden-sample-valeva-0-32","tag-dispersione-molto-inferiore-rispetto-agli-studi-precedenti","tag-effetto-di-selezione-dovuto-al-fatto-che-le-kilonove-sono-osservate-a-redshift-piu-basso-rispetto-agli-altri-grb","tag-gamma-ray-burst","tag-giuseppe-sarracino","tag-golden-sample-grb","tag-grb","tag-grb-associati-a-kilonove-e-supernove","tag-grb-associati-alle-kilonove","tag-grb-come-candele-standard","tag-grb-come-estimatori-di-redshift","tag-grb-da-kilonove","tag-grb-lunghi","tag-grb-misuratori-di-distanze-lontane","tag-grb-ultra-lunghi","tag-i-grb-kilonova-possono-da-soli-essere-usati-come-candele-standard-per-la-loro-bassa-dispersione","tag-i-kgrb-sono-sgrb","tag-i-kgrb-sono-tutti-sotto-il-piano-fondamentale-dei-kgrb","tag-il-grb-kilonova-piu-lontano-si-trova-a-11-gal","tag-il-planinum-sample-piu-lontano-si-trova-a-12-6-gal","tag-in-futuro-sara-possibile-associare-un-grb-con-una-kilonova-guardando-il-suo-posizionamento-rispetto-alllo-fp","tag-interdisciplinary-theoretical-mathematical-science-program-a-riken","tag-kilonove","tag-lenergia-allinterno-del-plateau-e-costante-ed-e-direttamente-proporzionale-alla-luminosita-emessa-durante-il-picco-della-fase-di-prompt","tag-la-luminosita-di-picco-del-prompt-e-direttamente-proporzionale-alla-luminosita-alla-fine-della-fase-piatta","tag-la-luminosita-di-picco-del-prompt-e-inversamente-proporzionale-alla-sua-durata","tag-lampi-di-platino","tag-legame-fra-i-parametri-fisici-che-determinano-il-piano-fondamentale","tag-maria-giovanna-dainotti","tag-media-inaf","tag-nel-platinum-sample-vale-0-22","tag-nissim-fraija","tag-nissim-fraja","tag-nuovo-sottocampione-di-grb","tag-onde-gravitazionali-come-sirene-standard","tag-onde-gravitazionali-emesse-da-kilonove","tag-parametri-cosmologici","tag-piano-fondamentale","tag-piano-fondamentale-come-mezzo-per-discriminare-varie-categorie-di-grb","tag-piano-fondamentale-dei-grb","tag-platinum-sample","tag-platinum-sample-grb","tag-platinum-sample-ha-una-dispersione-nel-piano-fondamentale-il-31-per-cento-inferiore-rispetto-a-quella-del-precedente-golden-sample","tag-platinum-sample-sottocampione-del-golden-sample-composto-da-222-grb","tag-relazione-a-tre-parametri-sulla-quale-si-posizionano-grb-di-diversa-natura","tag-salvatore-capozziello","tag-science-space-istitute-bouder-co","tag-shigehiro-nagataki","tag-shigeiro-nagataki","tag-stima-dei-parametri-cosmologici","tag-stima-dellespansione-delluniverso","tag-stimadellacostantedihubble","tag-stima-della-distanza-dei-grb","tag-stima-fotometrica-e-o-spettroscopica","tag-strumenti-cosmologici-per-stimare-lespansione-delluniverso","tag-swift","tag-swift-x","tag-tecnica-del-machine-learning","tag-tecnica-del-machi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