{"id":9376,"date":"2020-12-18T12:14:44","date_gmt":"2020-12-18T11:14:44","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9376"},"modified":"2020-12-18T12:22:35","modified_gmt":"2020-12-18T11:22:35","slug":"verso-la-luna-con-change-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9376","title":{"rendered":"Verso la Luna con Chang\u2019e 5"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>La sonda cinese Chang&#8217;e 5, lanciata il 23 novembre scorso, \u00e8 regolarmente in rotta verso la Luna. La missione ha come scopo principale il prelievo e il ritorno verso la Terra di 2 kg di rocce lunari. Il booster della sonda invece sta ricadendo verso il nostro pianeta e si disintegrer\u00e0 nel cielo del Pacifico il 30 novembre prossimo. Sia la sonda che il booster sono stati osservati con il telescopio \u201cCassini\u201d di Loiano<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ripresa dell\u2019esplorazione lunare, tappa indispensabile per il grande balzo verso Marte, prosegue senza sosta da parte delle principali agenzie spaziali. Il <strong>23 novembre, alle 20:30 Ut,<\/strong> un razzo\u00a0 ha immesso su un\u2019orbita di trasferimento per la Luna la sonda cinese <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/23\/lancio-change-5\/\" target=\"_blank\"><strong>Chang\u2019e 5<\/strong><\/a>. Al momento in cui scriviamo (28.11.2020, ndr) la sonda \u2013 il cui nome \u00e8 quello della <em>dea cinese della Luna<\/em> \u2013 si trova in vista del nostro satellite, a <em>circa 400mila km dalla Terra<\/em>, praticamente a destinazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Change5_landing_site.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Change5_landing_site.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1699839\"\/><\/a><figcaption>Il luogo previsto dell\u2019<strong>allunaggio<\/strong> della <strong>Chang\u2019e 5,<\/strong> all\u2019<strong>estremit\u00e0 occidentale dell\u2019Oceano delle Tempeste<\/strong>. La mappa riporta anche i punti di allunaggio di tutte le missioni russe (triangoli rossi), americane (triangoli gialli) nonch\u00e9 delle missioni americane Apollo (triangoli verdi). Crediti: Nasa<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa missione \u00e8 importante per due motivi. Innanzi tutto \u00e8 la <strong>prima missione cinese avente come obiettivo il ritorno di almeno 2 kg di rocce<\/strong> dalla superficie del nostro satellite e in secondo luogo \u00e8 la <strong>prima missione di ritorno di campioni lunari dall\u2019epoca della sonda sovietica Luna 24,  lanciata il 20 agosto 1976<\/strong> da Bajkonur. <strong>Dopo 44 anni quindi si riporter\u00e0 a casa un pezzetto del nostro satellite naturale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Chang\u2019e 5 \u00e8 diretta verso la <strong>regione nord-occidentale della Luna<\/strong> molto cara ai cinesi, pi\u00f9 esattamente verso l\u2019interessantissimo <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Mons_R%C3%BCmker\" target=\"_blank\"><strong>Mons R\u00fcmker<\/strong><\/a>, che si trova nell\u2019Oceano delle Tempeste (<em><strong>Oceanus Procellarum<\/strong><\/em>), non molto lontano da dove, nel 2013, la \u201csorella\u201d <strong>Chang\u2019e 3<\/strong>, atterr\u00f2 depositando il piccolo <em>rover<\/em> Yutu. Ancora prima, nel <strong>1970<\/strong>, anche i russi esplorarono la regione con la missione <strong>Luna 17<\/strong> portandovi il primo \u201crobottino\u201d semovente (il famoso <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lunochod\" target=\"_blank\"><strong>Lunokhod<\/strong><\/a>). Sul Mons R\u00fcmker, che ha un diametro alla base di 70 km, si trovano 30 domi, ossia <em>strutture vulcaniche cupoliformi<\/em> provocate dalla risalita di lava molto viscosa con tanto di \u201cbocca\u201d sommitale. I campioni raccolti da questa missione saranno quindi dei <strong>basalti lunari,<\/strong> con un\u2019<strong>et\u00e0 stimabile in circa 1.2 miliardi di anni.<\/strong> Per confronto, le r<em>occe raccolte dalle missioni Apollo<\/em> erano molto pi\u00f9 vecchie, con un\u2019<em>et\u00e0 compresa fra 3.1 e 4.4 miliardi di anni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201128.Change5.SullaLuna2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201128.Change5.SullaLuna2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9377\" width=\"296\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201128.Change5.SullaLuna2.jpg 316w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201128.Change5.SullaLuna2-279x300.jpg 279w\" sizes=\"auto, (max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a><figcaption>Una veduta d\u2019insieme della sonda cinese Chang\u2019e\u2019 5. L\u2019intera astronave ha un peso di circa 8 tonnellate. Crediti: Cast\/Spaceflight101<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Chang\u2019e 5 \u00e8 una sonda complessa essendo costituita da un modulo di servizio, un <em><strong>lander<\/strong><\/em>, un <strong>modulo di ascesa<\/strong> e un <strong>razzo per il ritorno a terra dei campioni<\/strong>. Il <em>lander<\/em> raccoglier\u00e0 circa <strong>2 kg di campioni alla profondit\u00e0 di circa 2 metri<\/strong> (in modo da essere sicuri che non siano stati alterati dall\u2019esposizione ai raggi cosmici e alla radiazione solare) e li collocher\u00e0 nel <strong>modulo di risalita che torner\u00e0 in orbita lunare<\/strong>. Il veicolo di risalita effettuer\u00e0 un rendez-vous automatico e attraccher\u00e0 al modulo di servizio che \u2013 a sua volta \u2013 trasferir\u00e0 i campioni nella capsula per il ritorno a terra. <em>Il recupero dei campioni al suolo \u00e8 prevista per il 16-17 dicembre in Mongolia<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aspetto interessante della missione \u00e8 il <strong>secondo stadio del vettore Lunga Marcia 5,<\/strong> utilizzato per instradare l\u2019astronave verso la Luna e poi <em>staccatosi alla conclusione della sua spinta propulsiva, circa a met\u00e0 strada del cammino<\/em>, continuando in maniera balistica come compagno di viaggio della Chang\u2019e 5. Questa parte del missile (probabilmente della lunghezza di una quindicina di metri e del peso, al lancio, di circa 36 tonnellate), dopo avere raggiunto la <strong>distanza massima dalla Terra di 289mila km<\/strong> <em>il mattino del 27 novembre,<\/em> sta ora ricadendo verso il nostro pianeta dove \u2013 se non interverranno fattori diversi dalla gravit\u00e0 e dalla pressione della radiazione \u2013 <em>dovrebbe rientrare in atmosfera nel cielo dell\u2019oceano Pacifico attorno alle 15:30 Ut del 30 novembre<\/em>. Perch\u00e9 questa \u201cinusuale\u201d (e potenzialmente pericolosa) scelta dell\u2019agenzia spaziale cinese?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201128.Change5.SullaLuna3.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201128.Change5.SullaLuna3.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-9378\" width=\"274\" height=\"256\"\/><\/a><figcaption>In questa immagine, ripresa il 25 novembre 2020 con il telescopio \u201cG. D. Cassini\u201d di Loiano dell\u2019Inaf di Bologna, la Chang\u2019e 5 si trovava a circa 265mila km dalla Terra. Crediti: Inaf Oas Bologna<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon \u00e8 sempre facile intuire le modalit\u00e0 e le reali intenzioni delle missioni spaziali cinesi, anche a causa di una certa riservatezza da parte della loro agenzia spaziale, la Cnsa\u00bb, dice <strong>Alberto Buzzoni<\/strong>, coordinatore del gruppo di Space Surveillance and Tracking dell\u2019<em>Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio (Oas)<\/em> dell\u2019Inaf di Bologna. \u00abNel caso specifico delle missioni lunari, va detto che <strong>i cinesi privilegiano generalmente traiettorie molto dirette<\/strong> (e quindi <em>dispendiose dal punto di vista della potenza dei motori dei lanciatori<\/em>), lasciando la Terra a velocit\u00e0 attorno ai 11 km al secondo, <em>in grado quindi di raggiungere la Luna velocemente<\/em>, lasciando poi l\u2019<strong>ultimo stadio del missile in orbita solare<\/strong>. Al momento del distacco l\u2019ultimo stadio del vettore Lunga Marcia 5 si \u00e8 immesso in un\u2019orbita molto ellittica che, nominalmente, lo potrebbe riportare indietro o, al contrario, far perdere per sempre nello spazio se intervenisse anche una piccolissima perturbazione dinamica supplementare. A questo punto, quindi, una previsione precisa della traiettoria balistica potrebbe riservare inaspettate sorprese dell\u2019ultima ora, poich\u00e9 il propellente residuo a bordo potrebbe ancora \u201csgasarsi\u201d, imprimendo ulteriori impulsi e cambi di orbita imprevisti. C\u2019\u00e8 poi da aggiungere l\u2019<em>effetto della pressione dovuta all\u2019illuminazione solare<\/em> che, per quanto piccola, dipende molto dell\u2019assetto del missile e pu\u00f2 essere decisiva in questi casi. Nel caso l\u2019ultimo stadio rientrasse davvero in atmosfera, va detto che si tratter\u00e0 di un evento di una certa attenzione poich\u00e9, date le dimensioni e il peso del missile, sarebbe certamente da attendersi la <em>caduta di detriti al suolo (o in mare)<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201128.Change5.SullaLuna4.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201128.Change5.SullaLuna4.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-9379\" width=\"283\" height=\"275\"\/><\/a><figcaption>Animazione che mostra lo spostamento in cielo della Chang\u2019e 5 la sera del 25 novembre 2020. Crediti: Inaf Oas Bologna<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019Inaf-Oas sono state riprese, con il telescopio \u201cG. D. Cassini\u201d di Loiano, diverse immagini Ccd, sia della Chang\u2019e 5 sia del suo <em>booster<\/em>, poco dopo la manovra di aggiustamento della traiettoria a met\u00e0 cammino e il suo distacco dalla nave madre, quando erano a pi\u00f9 di 200mila km da noi. Oltre che per scopi astrometrici (ossia per calcolare l\u2019orbita geocentrica dei due oggetti), le riprese avevano anche un altro scopo, come ci spiega <strong>Giovanna Stirpe<\/strong> dell\u2019Inaf-Oas:\u00a0\u00abAbbiamo osservato sia la<em> sonda che il booster in diverse bande fotometriche<\/em>, per caratterizzare le <em>propriet\u00e0 riflettenti dell\u2019astronave e del missile<\/em> (il cosiddetto \u201calbedo\u201d). Questo ci permette di ottenere almeno una <em>stima delle loro caratteristiche fisiche<\/em>, come ad esempio la natura del rivestimento. Inoltre cerchiamo anche eventuali rapide variazioni di luminosit\u00e0, che sarebbero indice di cambiamenti di assetto, quali ad esempio una rotazione, o \u2013 nel caso del <em>booster<\/em> \u2013 di <em>tumbling<\/em> durante il ritorno sulla terra. Le <em>caratteristiche del moto al momento del rientro in atmosfera<\/em>, infatti, influenzano molto il modo in cui l\u2019attrito della stessa agisce sul relitto, e quindi la <em>durata e la traiettoria della caduta<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, mentre i cinesi tornano sulla Luna lo spazio circumterrestre \u00e8 tenuto sotto stretta sorveglianza dai telescopio al suolo, compreso il \u201cCassini\u201d dell\u2019Inaf di Bologna, nell\u2019ambito del <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.eusst.eu\/\" target=\"_blank\"><strong>progetto di sorveglianza spaziale<\/strong><\/a> in cui \u00e8 coinvolto a livello europeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/28\/luna-change-5-loiano\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/28\/luna-change-5-loiano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sonda cinese Chang&#8217;e 5, lanciata il 23 novembre scorso, \u00e8 regolarmente in rotta verso la Luna. 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