{"id":9382,"date":"2020-12-18T13:31:20","date_gmt":"2020-12-18T12:31:20","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9382"},"modified":"2020-12-18T13:31:21","modified_gmt":"2020-12-18T12:31:21","slug":"svelato-il-mistero-della-materia-oscura-mancante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9382","title":{"rendered":"Svelato il mistero della materia oscura mancante"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Nuovi dati del telescopio spaziale Hubble della Nasa\/Esa hanno fornito le prove di una distruzione mareale nella galassia Ngc 1052-Df4. Studiando la distribuzione della luce e degli ammassi globulari della galassia, gli astronomi hanno concluso che la forza di gravit\u00e0 esercitata dalla galassia vicina Ngc 1035 ha strappato via la materia oscura da Ngc 1052-Df4. Tutti i dettagli su ApJ<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201130.MateriaOscuraMancante.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201130.MateriaOscuraMancante.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9383\" width=\"275\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201130.MateriaOscuraMancante.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201130.MateriaOscuraMancante-300x300.jpg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201130.MateriaOscuraMancante-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/a><figcaption>Questa immagine presenta la <strong>regione attorno alla galassia Ngc 1052-Df4<\/strong>, ripresa dal telescopio Iac80 all\u2019<strong>Osservatorio del Teide<\/strong>, a Tenerife. La figura evidenzia le principali galassie nel campo visivo, tra cui <strong>Ngc 1052-Df4 <\/strong>(al centro dell\u2019immagine) e la vicina <strong>Ngc 1035<\/strong> (al centro, verso sinistra). Crediti: <strong>M. Montes <em>et al.<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2018, un team internazionale di ricercatori aveva scoperto \u2013 grazie ai dati del <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Telescopio_spaziale_Hubble\" target=\"_blank\"><strong>telescopio spaziale Hubble<\/strong><\/a> e a diversi osservatori terrestri \u2013 una galassia con una componente di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Materia_oscura\" target=\"_blank\"><strong>materia oscura<\/strong><\/a> molto bassa: <strong>Ngc 1052-Df2<\/strong>, che si era aggiudicata l\u2019appellativo di <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/03\/28\/lo-strano-caso-della-galassia-trasparente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>galassia trasparente<\/strong><\/a>. Questa scoperta era stata una vera sorpresa per gli astronomi, poich\u00e9 \u00e8 risaputo che l<em>a materia oscura \u00e8 un costituente fondamentale negli attuali modelli di formazione ed evoluzione delle galassie<\/em>. <em>Senza materia oscura, infatti, il gas primordiale non avrebbe una forza di gravit\u00e0 sufficiente per iniziare a collassare<\/em> e formare nuove strutture.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un anno dopo, nel <strong>2019<\/strong>, \u00e8 stata scoperta un\u2019altra galassia in cui sembra mancare materia oscura, <strong>Ngc 1052-Df4<\/strong>, a <strong>45 milioni di anni luce<\/strong> di distanza dalla Terra, che ha innescato ulteriori intensi dibattiti tra gli astronomi sulla natura di questi due oggetti, <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2019\/04\/01\/galassie-senza-materia-oscura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Df2 e Df4<\/strong><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, grazie ai nuovi dati di Hubble, si \u00e8 trovato il motivo della mancanza di materia oscura in Ngc 1052-Df4. <strong>Mireia Montes<\/strong> dell\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.unsw.edu.au\/\" target=\"_blank\"><strong>Universit\u00e0 del New South Wales<\/strong><\/a> in Australia, ha guidato un team internazionale di astronomi nello studio di questa galassia, utilizzando l\u2019<em>imaging ottico profondo<\/em> (ossia caratterizzato da una sensibilit\u00e0 molto buona, in grado di rilevare dettagli estremamente deboli). Gli scienziati hanno dunque scoperto che la materia oscura mancante pu\u00f2 essere spiegata dagli effetti di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Evento_di_distruzione_mareale\" target=\"_blank\"><em><strong>tidal disruption<\/strong><\/em><\/a>, o <strong>distruzione mareale<\/strong>, indotti dalla vicina (e massiccia) galassia Ngc 1035, la cui forza di gravit\u00e0 sta letteralmente facendo a pezzi Ngc 1052-Df4. Durante questo processo, <em>la prima a essere strappata via \u00e8 stata proprio la materia oscura,<\/em> mentre le stelle hanno risentito degli effetti dell\u2019interazione in una fase successiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a ora, questa rimozione della materia oscura \u00e8 rimasta nascosta agli astronomi, in quanto pu\u00f2 essere osservata solo utilizzando immagini molto profonde. \u00abPer scoprire che Ngc 1052-Df4 sta vivendo un\u2019interazione, abbiamo utilizzato Hubble sia per studiare la luce della galassia, sia per capire la distribuzione dei suoi ammassi globulari\u00bb, ha spiegato Montes.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie all\u2019alta risoluzione di Hubble, gli astronomi hanno potuto <strong>identificare la popolazione di ammassi globulari della galassia<\/strong>. Mentre con il telescopio <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gran_Telescopio_Canarias\" target=\"_blank\"><strong>Gran Telescopio Canarias<\/strong><\/a> (Gtc) da 10.4 metri e il telescopio <strong>Iac80<\/strong> all\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Osservatorio_del_Teide\" target=\"_blank\"><strong>Osservatorio del Teide<\/strong><\/a>, sempre alle Canarie, hanno ottenuto nuovi dati che hanno permesso di <strong>studiare le sue propriet\u00e0 fisiche attraverso la fotometria<\/strong>. \u00abNon \u00e8 sufficiente dedicare molto tempo all\u2019osservazione dell\u2019oggetto, ma occorre anche un trattamento accurato dei dati\u00bb, spiega <strong>Ra\u00fal Infante-Sainz<\/strong> dell\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.iac.es\/\" target=\"_blank\"><strong>Instituto de Astrof\u00edsica de Canarias<\/strong><\/a> (Spagna). \u00abEra quindi importante utilizzare non solo un strumento, bens\u00ec diversi telescopi \u2013 sia spaziali che terrestri \u2013 per condurre questa ricerca. <em>Con l\u2019alta risoluzione di Hubble possiamo identificare gli ammassi globulari e con la fotometria del Gtc facciamo luce sulle propriet\u00e0 fisiche<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pensa che <em>gli ammassi globulari si formino negli episodi di intensa formazione stellare che modellano le galassie<\/em>. Le loro dimensioni compatte e la loro luminosit\u00e0 li rendono facilmente osservabili e sono quindi <em>buoni traccianti delle propriet\u00e0 della galassia che li ospita<\/em>. In questo modo, studiando e caratterizzando la <em>distribuzione spaziale degli ammassi in Ngc 1052-Df4<\/em>, gli astronomi hanno potuto derivare informazioni sullo stato della galassia stessa. <em>L\u2019allineamento di questi ammassi suggerisce che siano stati <strong>strappati<\/strong> dalla galassia ospite<\/em>, e questo supporta la conclusione secondo la quale \u00e8 in atto un evento di distruzione mareale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201130.MateriaOscuraMancante2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201130.MateriaOscuraMancante2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9384\" width=\"291\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201130.MateriaOscuraMancante2.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/201130.MateriaOscuraMancante2-300x236.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/a><figcaption>Questa immagine mostra il cielo attorno alle galassie ultra diffuse Ngc 1052-Df4 e Ngc 1052-Df2. \u00c8 stato creato da immagini che fanno parte del Digitized Sky Survey 2. Ngc 1052-Df2 \u00e8 praticamente invisibile in questa immagine. Crediti: Esa \/ Hubble, Nasa, Digitized Sky Survey 2, Davide de Martin<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studiando la luce della galassia, gli astronomi hanno anche trovato prove di questa ipotesi in <em><strong>code mareali<\/strong> formate da materiale che si allontana da Ngc 1052-Df4<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ulteriori analisi hanno concluso che le parti centrali della galassia sono rimaste intatte e <strong>solo il 7 per cento circa della massa stellare della galassia \u00e8 ospitato in queste code<\/strong>. Ci\u00f2 significa che <em>la materia oscura<\/em>, che \u00e8 meno concentrata delle stelle, \u00e8 stata rimossa dalla galassia precedentemente, e ora anche <em>la componente stellare esterna sta iniziando ad andarsene,<\/em> strappata dalla galassia vicina. \u00abCon il tempo\u00bb, spiega <strong>Ignacio Trujillo<\/strong> \u00ab<em>Ngc 1052-DF4 verr\u00e0 cannibalizzata dal grande sistema attorno a Ngc 1035<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec gli astronomi hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Senza la scoperta di queste prove a sostegno del meccanismo di distruzione mareale come spiegazione della materia oscura mancante nella galassia, gli scienziati avrebbero dovuto rivedere la loro comprensione delle leggi che governano la gravit\u00e0. \u00ab<em>Questa scoperta concilia le attuali conoscenze su come si formano ed evolvono le galassie con il modello cosmologico pi\u00f9 favorevole<\/em>\u00bb, conclude la Montes.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/30\/svelato-il-mistero-della-materia-oscura-mancante\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/30\/svelato-il-mistero-della-materia-oscura-mancante\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuovi dati del telescopio spaziale Hubble della Nasa\/Esa hanno fornito le prove di una distruzione mareale nella galassia Ngc 1052-Df4. 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