{"id":9429,"date":"2021-01-02T17:45:44","date_gmt":"2021-01-02T16:45:44","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9429"},"modified":"2021-01-02T17:55:01","modified_gmt":"2021-01-02T16:55:01","slug":"cosi-erano-le-stelle-dalle-quali-discendiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9429","title":{"rendered":"Cos\u00ec erano le stelle dalle quali discendiamo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Un team di astrofisici guidato da Sergio Cristallo dell\u2019Inaf d\u2019Abruzzo \u00e8 riuscito \u2013 combinando tre tipi diversi di modelli teorici \u2013 a determinare la distribuzione in massa e il contenuto di metalli (la cosiddetta \u201cmetallicit\u00e0\u201d) delle stelle che hanno \u201cinquinato\u201d il materiale del Sistema solare al momento della sua formazione<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201201.StelleContaminantiSistemaSolare.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201201.StelleContaminantiSistemaSolare.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9430\" width=\"253\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201201.StelleContaminantiSistemaSolare.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201201.StelleContaminantiSistemaSolare-300x264.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 253px) 100vw, 253px\" \/><\/a><figcaption>Immagine al microscopio elettronico a scansione del <strong>grano di carburo di silicio di 6.2 miliardi di anni<\/strong> dal <strong>meteorite di Murchison<\/strong>. Crediti: <strong>Heck et al. Pnas, 2020<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le stelle sono reattori nucleari incredibilmente efficienti, in cui si forma la stragrande maggioranza degli elementi chimici nell\u2019universo. Alcuni di questi elementi, in particolare quelli <em>pi\u00f9 pesanti del ferro<\/em> non possono essere prodotti tramite una \u201csemplice\u201d fusione tra particelle cariche, ma necessitano la <em>presenza di neutroni liberi<\/em>. Questi ultimi non risentono dell\u2019interazione elettromagnetica e <em>sono quindi pi\u00f9 facilmente catturati per creare elementi sempre pi\u00f9 pesanti<\/em>. Nelle stelle, ci\u00f2 avviene attraverso due <strong>processi di cattura neutronica:<\/strong> il processo <em>rapid<\/em> (<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Processo_r\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Processo_r\" target=\"_blank\">processo <em>r<\/em><\/a><\/strong>) e il processo <em>slow<\/em> (<strong><em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Processo_s\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Processo_s\" target=\"_blank\">processo s<\/a><\/em><\/strong>). Quest\u2019ultimo caratterizza la fase di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ramo_asintotico_delle_giganti\" target=\"_blank\"><strong>Ramo asintotico delle giganti<\/strong><\/a> (<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ramo_asintotico_delle_giganti\" target=\"_blank\"><strong>Ramo asintotico delle giganti<\/strong><\/a><\/strong>, da <strong>AGB<\/strong>, <em>Asymptotic Giant Branch<\/em>) di stelle di piccola massa. <em>Gli strati pi\u00f9 esterni di queste stelle sono talmente freddi che il gas pu\u00f2 solidificare, formando inizialmente molecole semplici e poi sempre pi\u00f9 complesse<\/em>, per arrivare alla produzione di veri e propri <strong>granelli di polvere<\/strong>. Questi \u201cgrani\u201d vengono <em>espulsi nel mezzo interstellare e sono successivamente \u201criciclati\u201d all\u2019interno delle nubi proto-stellari<\/em>, da cui si formeranno nuove stelle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto anche quando si \u00e8 <strong>formato il nostro Sole<\/strong>: <em>alcuni granelli di polvere, provenienti da stelle evolute parecchi milioni di anni prima, sono stati catturati dai corpi minori del sistema solare in formazione<\/em> (come asteroidi e comete). <em>Nel corso dei successivi miliardi di anni, questa \u201cpolvere di stelle\u201d si \u00e8 preservata all\u2019interno dei meteoriti<\/em>, alcuni dei quali sono poi caduti sulla Terra. Tramite tecniche chimiche e di <em>ablazione laser<\/em>, il materiale solare che costituisce il meteorite pu\u00f2 essere rimosso sino ad <em>isolare i singoli grani di materiale extra-solare<\/em>. Uno dei tipi di polvere stellare pi\u00f9 comune \u00e8 il <strong>carburo di silicio<\/strong> (SiC), un materiale che ha svariate applicazioni industriali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201201.StelleContaminantiSistemaSolare2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201201.StelleContaminantiSistemaSolare2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9431\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201201.StelleContaminantiSistemaSolare2.jpg 960w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201201.StelleContaminantiSistemaSolare2-300x225.jpg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201201.StelleContaminantiSistemaSolare2-768x576.jpg 768w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201201.StelleContaminantiSistemaSolare2-750x563.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption>Schema del \u201c<strong>viaggio\u201d degli atomi di alcuni elementi pesanti,<\/strong> a partire dalla loro formazione nella stella di riferimento, per arrivare alle misure di laboratorio. Crediti: <strong>S. Cristallo<\/strong> e <strong>D. Vescovi<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl carburo di silicio \u00e8 una molecola semplice formata da un atomo di carbonio ed un atomo di silicio, che pu\u00f2 assumere varie forme cristalline\u00bb, spiega a <em>Media Inaf<\/em> \u00a0<strong>Sergio Cristallo<\/strong> dell\u2019Inaf d\u2019Abruzzo, primo autore di <strong><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1051\/0004-6361\/202039492\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">uno studio<\/a><\/strong> sui <strong>grani presolari<\/strong>, pubblicato la settimana scorsa su <em>Astronomy &amp; Astrophysics<\/em>, che ha messo un po\u2019 di ordine tra le varie teorie presentate sino a oggi. \u00abCome materiale ha svariati utilizzi nell\u2019industria. In particolare viene sfruttato per la sua durezza nei processi di lavorazione abrasiva e per la la fabbricazione di <em>semiconduttori in dispositivi che lavorano ad alta potenza, alta frequenza e alte temperature<\/em>. Addirittura pu\u00f2 essere utilizzato per costruire gli <em>specchi dei telescopi<\/em>. In astronomia, e in particolare tra la comunit\u00e0 degli astrofisici nucleari, \u00e8 molto importante perch\u00e9 all\u2019interno della sua struttura cristallina si celano gli <em>elementi pesanti formatisi in stelle evolute prime della formazione del nostro Sole<\/em>. I grani presolari di SiC sono come \u201ccassette di sicurezza\u201d, rimaste dormienti per miliardi di anni, che aspettano solo di essere aperte per avere informazioni importantissime sull\u2019universo passato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come gi\u00e0 illustrato in un <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/07\/17\/galleggiando-in-un-mare-di-plasma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>articolo pubblicato su <em>Media Inaf<\/em><\/strong><\/a>, i<em> grani presolari portano dunque con s\u00e9 i tratti distintivi della nucleosintesi e dei fenomeni di mescolamento avvenuti nella stella \u201cprogenitrice\u201d<\/em>. Una delle maggiori criticit\u00e0 in questo tipo di studi \u00e8 la <em>difficolt\u00e0 nell\u2019identificazione delle caratteristiche fisiche e chimiche delle stelle che hanno prodotto i grani<\/em> studiati in laboratorio. Ed \u00e8 ci\u00f2 che sono riusciti a fare Cristallo e gli altri autori dell\u2019articolo: determinare la distribuzione in massa e il contenuto di metalli (la cosiddetta \u201cmetallicit\u00e0\u201d) delle stelle che hanno \u201cinquinato\u201d il materiale del Sistema solare al momento della sua formazione. La novit\u00e0 del lavoro consiste nell\u2019aver combinato <strong>tre tipi diversi di modelli teorici<\/strong>, che operano in contesti astrofisici assai differenti: <strong>un modello di evoluzione stellare, un modello di formazione delle polveri<\/strong> e un <strong>modello chemo-dinamico di evoluzione chimica della galassia<\/strong>. In particolare, quest\u2019ultimo \u00e8 in grado di simulare gli spostamenti delle stelle all\u2019interno della galassia (detta \u201c<strong>migrazione stellare<\/strong>\u201d), facendo s\u00ec che <strong>stelle pi\u00f9 ricche di metalli si spostino verso la periferia della Via Lattea<\/strong>, dove si trova anche il Sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La combinazione di massa e metallicit\u00e0 che statisticamente meglio rappresenta le stelle progenitrici dei granuli pre-solari di carburo di silicio \u00e8 quella di <em>stelle Agb con massa circa doppia rispetto alla massa del Sole e metallicit\u00e0 pari a quella solare<\/em>. Inoltre, i modelli teorici sviluppati per lo studio sono anche in grado di riprodurre la <em>distribuzione delle grandezze dei grani di carburo di silicio<\/em>, che spaziano dalle centinaia di nanometri a qualche micron.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggi su <em>Astronomy &amp; Astrophysics<\/em> l\u2019articolo \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1051\/0004-6361\/202039492\" target=\"_blank\"><strong>Mass and metallicity distribution of parent AGB stars of presolar SiC<\/strong><\/a>\u201d, di S. Cristallo, A. Nanni, G. Cescutti, I. Minchev, N. Liu, D. Vescovi, D. Gobrecht e L. Piersanti<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l\u2019articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/12\/01\/polvere-di-stelle-carburo-silicio\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/12\/01\/polvere-di-stelle-carburo-silicio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un team di astrofisici guidato da Sergio Cristallo dell\u2019Inaf d\u2019Abruzzo \u00e8 riuscito \u2013 combinando tre tipi diversi di modelli teorici \u2013 a determinare la distribuzione in massa e il contenuto di metalli (la cosiddetta \u201cmetallicit\u00e0\u201d) delle stelle che hanno \u201cinquinato\u201d il materiale del Sistema solare al momento della sua formazione Le stelle sono reattori nucleari &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9429\">Continua a 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