{"id":9442,"date":"2021-01-07T23:10:48","date_gmt":"2021-01-07T22:10:48","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9442"},"modified":"2021-01-07T23:10:49","modified_gmt":"2021-01-07T22:10:49","slug":"alpha-precisa-come-non-mai-11-cifre-significative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9442","title":{"rendered":"Alpha precisa come non mai: 11 cifre significative"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Un nuovo setup sperimentale messo in piedi presso i laboratori della Sorbona ha consentito una stima della costante di struttura fine \u2013 una delle costanti fondamentali e pi\u00f9 misteriose della fisica \u2013 senza precedenti. La nuova misura, precisa fino a 81 parti per mille miliardi, sarebbe in accordo con le previsioni teoriche del modello standard e confermerebbe la natura di particella elementare dell\u2019elettrone \u2013 il suo essere, cio\u00e8, privo di sottostruttura alcuna<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cUn <em>numero scritto dalla mano di Dio<\/em>, che ogni fisico dovrebbe incorniciare e sul quale dovrebbe meditare un po\u2019 ogni giorno\u201d. Cos\u00ec <strong>Richard Feynman<\/strong> parla della <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Costante_di_struttura_fine\" target=\"_blank\"><strong>costante di struttura fine<\/strong><\/a> <em>alpha<\/em> \u2013certamente nella top ten delle costanti della fisica \u2013 e certamente il peggior rompicapo per i fisici delle leggi fondamentali. La provenienza esatta di questa costante \u2013 che si esprime come il rapporto fra la carica dell\u2019elettrone al quadrato, al numeratore, e la <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Costante_di_Planck\" target=\"_blank\"><strong>costante di Planck<\/strong><\/a> moltiplicata per la <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Velocit%C3%A0_della_luce\" target=\"_blank\"><strong>velocit\u00e0 della luce<\/strong><\/a> al denominatore \u2013 rimane tutt\u2019ora un mistero, ma a tormentare maggiormente le grandi menti del Novecento e di oggi \u00e8 il suo valore \u2013 o meglio, il suo inverso: 137. Tanto che il fisico <strong>Pauli<\/strong> dichiar\u00f2 che se Dio gli avesse concesso di chiedergli qualunque cosa desiderasse, la domanda in cima alla lista sarebbe stata: \u201cPerch\u00e9 137?\u201d. Non trov\u00f2 mai risposta, e la sorte fu tanto ironica nei suoi confronti da vederlo trascorrere i suoi ultimi attimi in una stanza di ospedale, la numero 137.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201202.CostanteStrutturaFine.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201202.CostanteStrutturaFine.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9443\" width=\"295\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201202.CostanteStrutturaFine.png 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201202.CostanteStrutturaFine-300x225.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 295px) 100vw, 295px\" \/><\/a><figcaption>La <strong>costante di struttura fine<\/strong>, o costante di Sommerfeld, \u00e8 la <strong>costante di accoppiamento dell\u2019interazione elettromagnetica<\/strong>, che ne esprime l\u2019intensit\u00e0 relativamente alla carica elementare. Il suo valore \u00e8 pari a circa <strong>1\/137<\/strong>. Per la precisione: <strong>1\/137.035999206<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma torniamo al numero \u2013 perch\u00e9 di questo si tratta, dato che <em>alpha<\/em> \u00e8 un numero puro, senza dimensioni. 1\/137 non \u00e8 altro che un\u2019approssimazione, che per\u00f2 non basta, dato il profondissimo legame fra questa costante e la fisica fondamentale. La costante di struttura fine, o <strong>costante di Sommerfield<\/strong>, rappresenta la forza elettromagnetica \u2013 una delle quattro forze fondamentali e, per la precisione, stabilisce la <em>forza dell\u2019interazione elettromagnetica fra la luce e le particelle elementari cariche<\/em> \u2013, entra nel <em>calcolo del raggio delle orbite degli elettroni<\/em> \u00a0\u2013 <em>determinando, ad esempio, la dimensione stessa degli atomi<\/em> \u2013 e in particolare nel <em>calcolo della separazione dei livelli della struttura fine \u2013 la suddivisione di tutte le righe spettrali di un atomo<\/em>, la loro impronta digitale. Il suo valore ha implicazioni importanti sulla <em>veridicit\u00e0 del modello standard<\/em> e su questioni fondamentali come la <em>natura stessa degli elettroni o della materia ed energia oscura<\/em>. Valori diversi della costante <em>alpha<\/em> risulterebbero in leggi fisiche molto diverse e, a livello tangibile, in una realt\u00e0 totalmente altra da quella che conosciamo. \u00c8 per questo che fisici sperimentali di tutto il mondo cercano, con enormi sforzi e progressi tecnici e tecnologici, di mettere un punto fermo sul suo valore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono ben <strong>undici<\/strong> le <strong>cifre significative<\/strong> raggiunte oggi nella determinazione della costante di struttura fine, un livello di precisione \u2013 81 parti per mille miliardi \u2013 ben <em>2.5 volte maggiore delle migliori stime precedenti<\/em> e <em>in accordo con le predizioni teoriche basate sull\u2019anomalia del momento magnetico dell\u2019elettrone<\/em>. La misura \u00e8 stata effettuata da un gruppo di scienziati francesi che ha utilizzato tecniche e facilities messe a punto nel <em>Laboratoire Kastler Brossel<\/em> (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.lkb.upmc.fr\/\" target=\"_blank\"><strong>Lkb<\/strong><\/a>) dell\u2019<em>universit\u00e0 Sorbona di Parigi<\/em> e il risultato \u00e8 stato <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-020-2964-7\" target=\"_blank\"><strong>pubblicato il 2 dicembre 2020 su <em>Nature<\/em><\/strong><\/a>. Il numero completo riportato nell\u2019articolo \u00e8 <strong>1\/137.035999206<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il concetto sperimentale che ha portato alla nuova misura non \u00e8 nulla di nuovo e \u2013 a spiegarlo cos\u00ec, a parole \u2013 nemmeno estremamente complicato: si basa su una <em>catena di relazioni sperimentali e teoriche \u2013 note o misurate \u2013 fra particelle elementari e atomi.<\/em> L\u2019<strong>esperimento<\/strong> inizia <em>irradiando con un laser un atomo di rubidio \u2013 a temperature prossime allo zero assoluto,<\/em> mentre le stime precedenti erano state effettuate su atomi di cesio \u2013 e sfrutta il <em>rinculo dell\u2019atomo causato dalla radiazione<\/em> stessa e la cui energia cinetica \u00e8 proporzionale alla massa. <em>Dalla misura sperimentale della massa del rubidio gli scienziati hanno poi ricavato \u2013 conoscendo con esattezza il rapporto fra le due \u2013 la massa dell\u2019elettrone<\/em>. Infine, <em>misure spettroscopiche precisissime dell\u2019energia di legame dell\u2019atomo di idrogeno<\/em> \u2013 che possiede un solo elettrone \u2013 vengono utilizzate in combinazione con la massa dell\u2019elettrone misurata per ricavare la costante <em>alpha<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vera <strong>difficolt\u00e0 sperimentale<\/strong> per il team guidato da <strong>L\u00e9o Morel<\/strong>, dottorando della Sorbona presso il laboratorio Lkb, consisteva <em>misurare con estrema precisione \u2013 e riducendo al massimo le perturbazioni o gli errori sistematici \u2013 l\u2019energia cinetica del rinculo dell\u2019atomo di rubidio<\/em>. Si tratta di una <em>misura di tipo interferometrico<\/em> che sfrutta le cosiddette \u201c<em>onde di materia<\/em>\u201d, e per la quale gli scienziati hanno costruito un nuovo e apposito setup sperimentale, in grado di <em>accelerare gli atomi fino a raggiungere una velocit\u00e0 di 6 m\/s (oltre 21 km\/h) in appena 6 millisecondi,<\/em> e integrando la misurazione per un tempo di un\u2019ora per massimizzarne la sensibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nuova misura, discutono gli scienziati, confermerebbe la <strong>natura di particella elementare dell\u2019elettrone<\/strong> \u2013 il fatto cio\u00e8 che esso sia privo di sottostrutture \u2013 <em>in accordo con il modello standard della fisica particellare e in accordo con le stime sperimentali del momento magnetico dell\u2019elettrone<\/em>. Sarebbe per\u00f2 significativamente <strong>in disaccordo con misurazioni precedenti della costante stessa<\/strong>, effettuate da altri gruppi di ricerca utilizzando sistemi e concetti sperimentali simili \u2013 risultati che deviavano, per\u00f2, dalle previsioni del modello standard in direzioni fra loro discordanti. Il <strong>buon accordo fra la teoria e le misurazioni<\/strong> ottenuto nel lavoro di Morel e collaboratori \u00e8 un passo notevole a <strong>conferma della bont\u00e0 dei modelli teorici<\/strong> e costituisce un <em>punto di partenza fondamentale per l\u2019indagine sull\u2019esistenza della materia oscura, dell\u2019energia oscura e della disparit\u00e0 fra materia e antimateria<\/em> \u2013 <em>evidenze sperimentali inspiegate dal modello standard<\/em> \u2013 senza dover passare attraverso l\u2019ideazione di una nuova fisica. Fino a prova contraria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggi su <em>Nature<\/em> l\u2019articolo \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-020-2964-7\" target=\"_blank\"><strong>Determination of the fine-structure constant with an accuracy of 81 parts per trillion<\/strong><\/a>\u201d, di L\u00e9o Morel, Zhibin Yao, Pierre Clad\u00e9 e Sa\u00efda Guellati-Kh\u00e9lifa<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Guarda il video tratto dalla mostra dell\u2019Inaf \u201cDa zero a infinito\u201d:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Da zero a infinito: la costante di struttura fine\" width=\"750\" height=\"422\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/0lGB6yuhCr8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo setup sperimentale messo in piedi presso i laboratori della Sorbona ha consentito una stima della costante di struttura fine \u2013 una delle costanti fondamentali e pi\u00f9 misteriose della fisica \u2013 senza precedenti. 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