{"id":9447,"date":"2021-01-08T09:56:57","date_gmt":"2021-01-08T08:56:57","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9447"},"modified":"2021-01-08T13:20:54","modified_gmt":"2021-01-08T12:20:54","slug":"la-vita-sotto-marte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9447","title":{"rendered":"La vita sotto Marte"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Uno studio condotto dalla Rutgers University ha concluso che su Marte, tra 3.7 e 4.1 miliardi di anni fa, il calore geotermico potrebbe aver garantito le condizioni necessarie per lo scioglimento del ghiaccio nel sottosuolo, rendendo la regione a qualche chilometro al di sotto della sua superficie, abitabile. Tutti i dettagli su Science Advances<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201202.VitaSottoMarte.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201202.VitaSottoMarte.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9448\" width=\"260\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201202.VitaSottoMarte.png 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201202.VitaSottoMarte-300x206.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><\/a><figcaption>Una vista esasperata verticalmente e in falsi colori di un grande canale marziano, scolpito dall\u2019acqua, chiamato <strong>Dao Vallis<\/strong>. Crediti: Esa\/Dlr\/Fu Berlin, Cc By-Sa 3.0 igo. 3D rendering e colori a cura di Lujendra Ojha<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno studio condotto dalla <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.rutgers.edu\/\" target=\"_blank\"><strong>Rutgers University<\/strong><\/a> ha concluso che su Marte la regione che in passato dev\u2019essere stata pi\u00f9 abitabile si trova a <strong>qualche chilometro sotto la sua superficie<\/strong>, probabilmente per via dello <em>scioglimento superficiale delle spesse lastre di ghiaccio alimentato dal <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Energia_geotermica\" target=\"_blank\"><strong>calore geotermico<\/strong><\/a><\/em>. <br \/>Lo studio, pubblicato sulla rivista <em>Science Advances<\/em>, potrebbe aiutare a risolvere quello che \u00e8 noto come il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paradosso_del_Sole_giovane_debole\" target=\"_blank\"><strong>paradosso del giovane Sole debole<\/strong><\/a>, che torna sempre fuori quando si studia il Pianeta rosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAnche se, nelle simulazioni al computer, gas serra come anidride carbonica e vapore acqueo vengono immessi nell\u2019<em>atmosfera marziana primordiale,<\/em> i modelli climatici fanno fatica a sostenere a lungo termine un <em>Marte caldo e umido<\/em>\u00bb, riporta <strong>Lujendra Ojha<\/strong> della <em>Rutgers University-New Brunswick,<\/em> primo autore dello studio. \u00abIo e i miei collaboratori proponiamo che il paradosso del giovane Sole debole possa essere riconciliato, almeno in parte, se Marte in passato avesse un <strong>calore geotermico elevato<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Sole \u00e8 un enorme reattore a <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fusione_nucleare\" target=\"_blank\"><strong>fusione nucleare<\/strong><\/a> che genera energia fondendo l\u2019idrogeno in elio. Nel corso del tempo, ha gradualmente illuminato e riscaldato la superficie dei pianeti del Sistema solare. Circa <em><strong>4 miliardi di anni fa<\/strong><\/em> era molto pi\u00f9 debole (il 30 per cento pi\u00f9 debole), e quindi il clima del Marte primordiale avrebbe dovuto essere gelido. Tuttavia, la superficie di Marte ha molti <strong>indicatori geologici<\/strong> \u2013 come gli antichi letti dei fiumi \u2013 oltre a <strong>indicatori chimici<\/strong> \u2013 come i minerali legati all\u2019acqua \u2013 che suggeriscono che il Pianeta rosso avesse abbondante acqua liquida nel periodo che va da circa 4.1 a 3.7 miliardi di anni fa (definito <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Noachiano\" target=\"_blank\"><strong>era Noachiana<\/strong><\/a>). Questa apparente contraddizione tra la documentazione geologica e i modelli climatici \u00e8 ci\u00f2 che viene chiamato paradosso del giovane Sole debole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su pianeti rocciosi come Marte, Terra, Venere e Mercurio, l\u2019<em>uranio<\/em>, il <em>torio<\/em> e il <em>potassio<\/em> generano calore tramite il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Decadimento\" target=\"_blank\"><strong>decadimento radioattivo<\/strong><\/a>. In uno scenario del genere, l\u2019acqua liquida pu\u00f2 essere generata per <em>fusione di spesse lastre di ghiaccio sotterranee<\/em>, anche se il Sole era pi\u00f9 debole di adesso. Sulla Terra, ad esempio, il calore geotermico forma <em>laghi subglaciali<\/em> nelle aree della <em>calotta glaciale dell\u2019Antartico occidentale,<\/em> della <em>Groenlandia<\/em> e dell\u2019<em>Artico canadese<\/em>. \u00c8 probabile che uno scioglimento simile possa aiutare a spiegare la presenza di <em>acqua liquida su un Marte freddo e gelido,<\/em> circa 4 miliardi di anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli scienziati hanno esaminato vari set di dati su Marte per vedere se, nell\u2019era noachiana, il riscaldamento tramite il calore geotermico sarebbe stato possibile, dimostrando che <strong>le condizioni necessarie per lo scioglimento del ghiaccio nel sottosuolo sarebbero state presenti ovunque<\/strong>. Inoltre, anche se 4 miliardi di anni fa Marte avesse avuto un clima caldo e umido, con la perdita del campo magnetico, l\u2019assottigliamento dell\u2019atmosfera e il conseguente calo delle temperature globali nel tempo, l\u2019acqua liquida potrebbe essere stata <strong>stabile solo a grandi profondit\u00e0<\/strong>. Pertanto la vita, se mai su Marte avesse avuto origine, potrebbe aver seguito l\u2019acqua liquida, a profondit\u00e0 progressivamente maggiori. \u00abA tali profondit\u00e0, la vita avrebbe potuto essere sostenuta dall\u2019<em>attivit\u00e0 idrotermale<\/em> (riscaldamento) e dalle <em>reazioni acqua-roccia<\/em>\u00bb, conclude Ojha. \u00abQuindi, su Marte <em>il sottosuolo potrebbe rappresentare l\u2019ambiente abitabile pi\u00f9 longevo<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggi su <em>Science Advances <\/em>l\u2019articolo \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/advances.sciencemag.org\/content\/6\/49\/eabb1669\" target=\"_blank\"><strong>Groundwater production from geothermal heating on early Mars and implication for early martian habitability<\/strong><\/a>\u201d di Lujendra Ojha, Jacob Buffo, Suniti Karunatillake, Matthew Siegler<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/12\/02\/la-vita-sotto-marte\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/12\/02\/la-vita-sotto-marte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio condotto dalla Rutgers University ha concluso che su Marte, tra 3.7 e 4.1 miliardi di anni fa, il calore geotermico potrebbe aver garantito le condizioni necessarie per lo scioglimento del ghiaccio nel sottosuolo, rendendo la regione a qualche chilometro al di sotto della sua superficie, abitabile. 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