{"id":9482,"date":"2021-01-11T14:19:18","date_gmt":"2021-01-11T13:19:18","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9482"},"modified":"2021-01-11T15:56:29","modified_gmt":"2021-01-11T14:56:29","slug":"ce-la-conferma-2020-so-e-un-vecchio-razzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9482","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 la conferma: 2020 SO \u00e8 un vecchio razzo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Due team di astronomi hanno compiuto osservazioni spettroscopiche sull&#8217;ex asteroide near-Earth 2020 SO e hanno scoperto che la luce solare riflessa \u00e8 compatibile con quella che ci si pu\u00f2 aspettare dalla superficie metallica di un vecchio razzo che ha trascorso 54 anni nello spazio. Queste osservazioni confermano i risultati gi\u00e0 ottenuti analizzando i residui dell&#8217;orbita di 2020 SO: fino a febbraio 2021, la Terra avr\u00e0 come luna temporanea proprio un razzo degli anni &#8217;60<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una precedente news su <em>Media Inaf<\/em> \u2013 della quale consigliamo la lettura per avere un quadro completo della situazione \u2013 avevamo illustrato l\u2019intrigante caso dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/11\/13\/razzo-asteroide-2020-so\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>asteroide 2020 SO<\/strong><\/a>, scoperto da <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/panstarrs.stsci.edu\/\" target=\"_blank\"><strong>Pan-Starrs 1<\/strong><\/a> il 17 settembre 2020, che si sospettava essere il <strong>secondo stadio di un razzo<\/strong> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Atlas-Centaur\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Atlas-Centaur<\/strong><\/a> <em>lanciato dalla Nasa nel 1966<\/em> per la missione lunare<strong> Surveyor 2<\/strong>. Che 2020 SO fosse un razzo lo si sospettava gi\u00e0 fortemente, perch\u00e9 l\u2019orbita dell\u2019oggetto appariva soggetta sia alla <strong>gravit\u00e0 solare e terrestre<\/strong> sia alla <strong>pressione della radiazione solare<\/strong>. In pratica, le osservazioni di posizione fatte con i telescopi al suolo (fra cui il <a href=\"https:\/\/www.oas.inaf.it\/it\/chi-siamo\/loiano-it\/telescopio-cassini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>\u201cG. D. Cassini\u201d di Loiano dell\u2019Inaf Oas di Bologna<\/strong><\/a>) avevano messo in evidenza una piccola discrepanza fra le posizioni attese sulla sfera celeste \u2013 tenendo conto della sola forza di gravit\u00e0 \u2013 e quelle realmente misurate. La discrepanza rientrava nelle tolleranze solo aggiungendo una <strong>forza di tipo non-gravitazionale<\/strong>, ossia la <em>pressione della radiazione solare<\/em>. Questo indica un <strong>rapporto superficie\/massa molto elevato<\/strong>, compatibile con un <em>razzo vuoto all\u2019interno<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Approfittando del <strong>primo passaggio al perigeo<\/strong>, avvenuto il <em>1 dicembre a circa 55mila km dalla Terra,<\/em> due team di astronomi hanno potuto analizzare con gli spettroscopi \u2013 in modo indipendente \u2013 la <em>radiazione solare riflessa da 2020 SO<\/em> e i risultati sono coerenti con quello che ci si aspetta da una <em>superficie metallica esposta per anni nello spazio<\/em>. Ma andiamo con ordine.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9486\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-300x169.jpg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-768x432.jpg 768w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-750x422.jpg 750w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Il telescopio a infrarossi Irtf della Nasa, sul <strong>Maunakea<\/strong>, viene utilizzato anche per determinare la <strong>composizione degli asteroidi near-Earth<\/strong>. Crediti: <strong>University of Hawaii Institute for Astronomy \/ Michael Connelley<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo team era guidato da <strong><\/strong><strong>Vishnu Reddy,<\/strong> professore associato presso il <em>Lunar and Planetary Laboratory<\/em> dell\u2019<em>Universit\u00e0 dell\u2019Arizona<\/em>, che ha eseguito osservazioni spettroscopiche utilizzando l\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/irtfweb.ifa.hawaii.edu\/\" target=\"_blank\"><strong>Irtf<\/strong><\/a>\u00a0(<em><strong>Infrared Telescope Facility<\/strong><\/em>) della Nasa, posto sul Maunakea (Hawaii). L\u2019Irtf \u00e8 un telescopio da 3,2 metri di diametro ottimizzato per le osservazioni nella regione infrarossa dello spettro. Data la poca luminosit\u00e0 dell\u2019oggetto, sono state fatte osservazioni anche con <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/lbt\/\" target=\"_blank\">Lbt<\/a><\/strong>, il <strong>Large Binocular Telescope<\/strong>. Inizialmente, i dati sullo spettro di 2020 SO sono stati confrontati con quelli dell\u2019<strong>acciaio inossidabile 301<\/strong>, il materiale con cui sono stati realizzati i <em>booster<\/em> Centaur negli anni \u201960, ma <strong>non c\u2019era una corrispondenza perfetta<\/strong>. Reddy e il suo team hanno insistito, rendendosi conto che la discrepanza nei dati dello spettro poteva essere dovuta al fatto che l\u2019acciaio del razzo era stato <strong>esposto alle dure condizioni dello spazio<\/strong> \u2013 <em>bombardamento continuo da parte dei raggi cosmici e della radiazione UV, X e gamma solare<\/em> \u2013 <strong>per 54 anni di seguito<\/strong>. Per questo motivo, hanno ripreso lo <em>spettro di un razzo Centaur D<\/em>, lanciato nel 1971 e ancora in orbita geocentrica. Confrontando questo spettro con quello di 2020 SO gli astronomi ne hanno constatato la perfetta sovrapposizione, concludendo cos\u00ec che <strong>2020 SO \u00e8 un razzo Centaur invecchiato dall\u2019esposizione spaziale<\/strong> (un po\u2019 come succede anche alla superficie degli asteroidi).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo team, guidato da <strong>Benjamin Weiner<\/strong>, ha osservato 2020 SO dal <a href=\"http:\/\/www.mmto.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Mmt Observatory<\/strong><\/a>, usando lo spettrografo <a href=\"http:\/\/mingus.mmto.arizona.edu\/~bjw\/mmt\/binospec_info.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Binospec<\/strong><\/a> applicato al telescopio da 6,5 metri di diametro dell\u2019osservatorio (l\u2019ex <strong>Multiple Mirror Telescope<\/strong>). Le osservazioni spettroscopiche sono state fatte il 16, 20 e 21 novembre prendendo come confronto anche lo <em>spettro dell\u2019asteroide di tipo S<\/em> <strong>(15) Eunomia<\/strong>. Fra i due spettri c\u2019\u00e8 una differenza nella parte rossa, ossia <strong>2020 SO \u00e8 pi\u00f9 rosso di Eunomia<\/strong>. Questo ha portato a confrontare lo spettro di 2020 SO con quello di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/2010_KQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>2010 KQ<\/strong><\/a>, un ex asteroide <em>near-Earth<\/em> che si sospetta fortemente essere il razzo di una missione spaziale degli anni \u201970 non ancora ben identificata perch\u00e9 l\u2019orbita \u00e8 poco conosciuta. Lo spettro di questi due oggetti risulta identico e questo ha convinto gli astronomi dell\u2019Mmt che 2020 SO \u00e8 davvero lo stadio di un razzo. Il 3 dicembre Weiner e colleghi hanno pubblicato un <a href=\"http:\/\/www.astronomerstelegram.org\/?read=14241\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Astronomer Telegram<\/strong><\/a> che illustra, sinteticamente, i risultati ottenuti mentre la <a href=\"https:\/\/www.jpl.nasa.gov\/news\/news.php?feature=7795\"><strong>news <\/strong><\/a><strong><a href=\"https:\/\/www.jpl.nasa.gov\/news\/news.php?feature=7795\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">della<\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.jpl.nasa.gov\/news\/news.php?feature=7795\"><strong> Nasa<\/strong><\/a> sui risultati di Reddy \u00e8 del 2. Come si vede, in modo indipendente due gruppi di astronomi sono giunti alle stesse conclusioni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"804\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-2-1024x804.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9487\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-2-1024x804.png 1024w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-2-300x235.png 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-2-768x603.png 768w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-2-750x589.png 750w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201204.RazzoVecchio2020SO-2.png 1031w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>La bella curva di luce di 2020 SO ottenuta dal Great Shefford Observatory la notte del 1 dicembre 2020. Crediti: Peter Birtwhistle.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli astronomi non-professionisti per\u00f2 non sono rimasti a guardare, e anche loro hanno approfittato del <em>passaggio al perigeo di 2020 SO<\/em>. Ad esempio, dal <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.birtwhistle.org.uk\/\" target=\"_blank\"><strong>Great Shefford Observatory<\/strong><\/a> l\u2019astrofilo inglese <strong>Peter Birtwhistle<\/strong>, usando tecniche fotometriche, la notte del 1 dicembre ha ottenuto la <em>curva di luce di 2020 SO<\/em> determinando un <em>periodo di rotazione di soli <strong>9.4 s<\/strong><\/em> e un\u2019<em>ampiezza di ben 3 magnitudini<\/em>. La grande ampiezza della curva di luce indica che si tratta di un <em>corpo estremamente allungato,<\/em> ossia \u00e8 <strong>coerente con la forma cilindrica dello stadio di un razzo<\/strong>. Un\u2019ulteriore prova che 2020 SO non \u00e8 un asteroide near-Earth.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/12\/04\/osservazioni-spettroscopiche-2020-so\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/12\/04\/osservazioni-spettroscopiche-2020-so\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due team di astronomi hanno compiuto osservazioni spettroscopiche sull&#8217;ex asteroide near-Earth 2020 SO e hanno scoperto che la luce solare riflessa \u00e8 compatibile con quella che ci si pu\u00f2 aspettare dalla superficie metallica di un vecchio razzo che ha trascorso 54 anni nello spazio. 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