{"id":9517,"date":"2021-01-21T21:32:11","date_gmt":"2021-01-21T20:32:11","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9517"},"modified":"2021-01-21T22:24:43","modified_gmt":"2021-01-21T21:24:43","slug":"voyager-rileva-shock-interstellari-di-origine-solare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9517","title":{"rendered":"Voyager rileva shock interstellari di origine solare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>A pi\u00f9 di 40 anni dal lancio, le due sonde Voyager hanno rilevato raffiche di elettroni di alta energia, che hanno viaggiato quasi alla velocit\u00e0 della luce, circa 670 volte pi\u00f9 veloci delle onde d\u2019urto che li hanno allontanati dal Sole. Dalle osservazioni, gli scienziati sono stati in grado di costruire un modello che descrive l&#8217;interazione delle onde d\u2019urto di origine solare con il plasma interstellare. Tutti i dettagli su Astronomical Journal<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201207.Voyager.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201207.Voyager.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9518\" width=\"305\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201207.Voyager.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/201207.Voyager-300x197.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><\/a><figcaption>Le sonde Voyager continuano a fare scoperte anche mentre viaggiano nello spazio interstellare. In un nuovo studio, i fisici dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Iowa riportano i risultati delle osservazioni da parte delle sonde Voyager di elettroni dei raggi cosmici associati a eruzioni solari, a pi\u00f9 di 23 miliardi di chilometri di distanza dalla Terra. Crediti: Nasa\/Jpl<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A pi\u00f9 di 40 anni dal lancio, le <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Programma_Voyager\" target=\"_blank\"><strong>due sonde Voyager<\/strong><\/a> continuano a fare importanti scoperte. In un nuovo studio, pubblicato su <em>Astronomical Journal<\/em>, un team di fisici guidati dall\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/uiowa.edu\/\" target=\"_blank\"><strong>Universit\u00e0 dello Iowa<\/strong><\/a> riporta il primo rilevamento di raffiche di elettroni di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Raggi_cosmici\" target=\"_blank\"><strong>raggi cosmici<\/strong><\/a> accelerati da onde d\u2019urto originate da grandi <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Espulsione_di_massa_coronale\" target=\"_blank\"><strong>eruzioni solari<\/strong><\/a>. Il rilevamento, effettuato dagli strumenti a bordo delle due sonde, si \u00e8 verificato mentre le Voyager stanno continuando il loro viaggio attraverso il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mezzo_interstellare\" target=\"_blank\"><strong>mezzo interstellare<\/strong><\/a>. Ricordiamo che la sonda <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Voyager_1\" target=\"_blank\"><strong>Voyager 1<\/strong><\/a> ha varcato l\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eliopausa\" target=\"_blank\"><strong>eliopausa<\/strong><\/a> \u2013 il confine tra il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Plasma_(fisica)\" target=\"_blank\"><strong>plasma<\/strong><\/a> solare caldo e il plasma interstellare, relativamente freddo \u2013 il 25 agosto del 2012, mentre la <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Voyager_2\" target=\"_blank\"><strong>Voyager 2<\/strong><\/a> ha lasciato l\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eliosfera\" target=\"_blank\"><strong>eliosfera<\/strong><\/a> il 5 novembre 2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le <em>raffiche di elettroni di alta energia (circa 5\u2013100 MeV)<\/em> appena rilevate sono come un\u2019avanguardia, accelerata lungo le<em> linee di forza del campo magnetico nel mezzo interstellare:<\/em> hanno viaggiato quasi alla velocit\u00e0 della luce, circa 670 volte pi\u00f9 veloci delle onde d\u2019urto che inizialmente li hanno spinti via. Alle raffiche di elettroni sono seguite <em>oscillazioni delle onde di plasma<\/em>, causate da elettroni a energia pi\u00f9 bassa che sono giunti fino agli strumenti delle due Voyager giorni dopo. In alcuni casi, fino a un mese dopo, \u00e8 stata rilevata anche l\u2019<em>onda d\u2019urto<\/em> stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le onde d\u2019urto in questione sono state rilasciate da <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Espulsione_di_massa_coronale\" target=\"_blank\"><strong>espulsioni di massa coronale<\/strong><\/a>: esplosioni di plasma ed energia che si muovono dalla superficie del Sole verso l\u2019esterno, a circa un milione e mezzo di chilometri all\u2019ora. Anche a quelle velocit\u00e0, ci vuole pi\u00f9 di un anno perch\u00e9 raggiungano le due sonde Voyager, che stanno viaggiando rispettivamente a circa <em>23 miliardi di chilometri (Voyager 1)<\/em> e <em>19 miliardi di chilometri (Voyager 2)<\/em> dalla Terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I fisici ritengono che gli elettroni energetici rilevati dalle sonde nel mezzo interstellare siano riflessi da un<em> forte campo magnetico al bordo dell\u2019onda d\u2019urto e successivamente accelerati dal movimento dell\u2019onda d\u2019urto stessa<\/em>. Gli elettroni riflessi si muovono quindi a spirale lungo le <em>linee del campo magnetico interstellare<\/em>, guadagnando velocit\u00e0 all\u2019aumentare della distanza tra loro e lo shock.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempo intercorso tra la rilevazione dei raggi cosmici riflessi dall\u2019onda d\u2019urto e l\u2019inizio delle oscillazioni del plasma ha permesso, per la prima volta, di stimare l\u2019<em>energia dei fasci di elettroni responsabili delle oscillazioni del plasma (circa 20\u2013100 eV)<\/em>. Le osservazioni delle due sonde sono state combinate in un modello autoconsistente \u2013 chiamato <em><strong>foreshock model<\/strong><\/em> \u2013 che descrive l\u2019<strong>interazione delle onde d\u2019urto di origine solare con il plasma interstellare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un articolo del 2014, pubblicato su <em>ApJ Letters<\/em>, i fisici J. <em>Randy Jokipii<\/em> e <em>J\u00f3zsef K\u00f3ta<\/em> avevano descritto teoricamente come gli <em>ioni riflessi dalle onde d\u2019urto potrebbero essere accelerati lungo le linee del campo magnetico interstellare<\/em>. Questo studio esamina le raffiche di elettroni rilevati dalla sonda Voyager, che si pensa siano accelerati da un processo simile a quello descritto dai due fisici. \u00abL\u2019idea che le onde d\u2019urto accelerino le particelle non \u00e8 nuova\u00bb, dice Gurnett. \u00abHa tutto a che fare con il modo in cui funziona, il meccanismo. E il fatto che l\u2019abbiamo rilevato in un nuovo regno, il mezzo interstellare, che \u00e8 molto diverso dal <em>vento solare<\/em> dove sono stati osservati processi simili. Nessuno l\u2019aveva mai visto con un\u2019<em>onda d\u2019urto interstellare<\/em>, in un mezzo completamente nuovo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scoperta potrebbe aiutare i fisici a comprendere meglio le dinamiche alla base delle onde d\u2019urto e della <em>radiazione cosmica che proviene dai <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Brillamento\" target=\"_blank\"><strong>brillamenti<\/strong><\/a> stellari<\/em> (la cui luminosit\u00e0 pu\u00f2 cambiare velocemente, a causa dell\u2019attivit\u00e0 violenta sulla superficie delle stelle) <em>e dalle stelle che esplodono<\/em>. \u00c8 importante considerare la fisica di tali fenomeni nel momento in cui si intendono inviare astronauti per <em>escursioni lunari o marziane prolungate,<\/em> durante le quali potrebbero essere esposti <em>a concentrazioni di raggi cosmici di gran lunga superiori a quelle che sperimentiamo abitualmente sulla Terra<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggi su <em>The Astronomical Journal <\/em>l\u2019articolo \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/1538-3881\/abc337\" target=\"_blank\"><strong>A Foreshock Model for Interstellar Shocks of Solar Origin: Voyager 1 and 2 Observations<\/strong><\/a>\u201d di A. Gurnett, W. S. Kurth, E. C. Stone, A. C. Cummings, B. Heikkila, N. Lal, S. M. Krimigis, R. B. Decker, N. F. Ness e L. F. Burlaga<\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A pi\u00f9 di 40 anni dal lancio, le due sonde Voyager hanno rilevato raffiche di elettroni di alta energia, che hanno viaggiato quasi alla velocit\u00e0 della luce, circa 670 volte pi\u00f9 veloci delle onde d\u2019urto che li hanno allontanati dal Sole. 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