{"id":9698,"date":"2021-03-16T18:13:46","date_gmt":"2021-03-16T17:13:46","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9698"},"modified":"2021-03-16T18:13:47","modified_gmt":"2021-03-16T17:13:47","slug":"e-doppio-il-sistema-piu-giovane-scoperto-da-tess","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9698","title":{"rendered":"\u00c8 doppio il sistema pi\u00f9 giovane scoperto da Tess"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Due esopianeti caldi, grandi all\u2019incirca come Nettuno e con un\u2019et\u00e0 tra i 30 e gli 80 milioni di anni. \u00c8 l\u2019identikit di Toi-942, il sistema planetario pi\u00f9 giovane scoperto dal satellite Tess della Nasa, scovato da un team a guida Inaf e caratterizzato grazie anche a dati raccolti con il Telescopio nazionale Galileo. Con la sua giovane et\u00e0 e la presenza di pi\u00f9 di un pianeta, questo sistema \u00e8 un ottimo banco di prova per studiare come nascono e si evolvono i pianeti nell\u2019universo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9699\" width=\"320\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.1.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.1-300x159.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a><figcaption>Rappresentazione artistica del sistema planetario Toi-942. Crediti: Inaf<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia inizia alla fine del <strong>2018<\/strong>, quando il satellite <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/tess\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Tess<\/a><\/strong> (<em>Transiting Exoplanet Survey Satellite<\/em>) della Nasa registra un calo, ogni 4 giorni, nella luminosit\u00e0 di una stella <strong>nana arancione<\/strong>, poco pi\u00f9 piccola e fredda del Sole, che si trova a circa <strong>500 anni luce da noi<\/strong>. La stella viene identificata come <strong>Toi-942<\/strong>, dove Toi significa \u201c<em>Target of interest<\/em>\u201d \u2013 una sorgente potenzialmente interessante, da continuare a studiare, poich\u00e9 il calo di luminosit\u00e0 osservato potrebbe essere causato dal passaggio di un pianeta in orbita intorno alla stella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019interesse si \u00e8 presto dimostrato legittimo. <strong>Ilaria Carleo<\/strong>, ricercatrice presso la <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.wesleyan.edu\/\" target=\"_blank\">Wesleyan University<\/a> <\/strong>negli Stati Uniti e associata all\u2019<strong>Inaf di Padova<\/strong>, ha guidato un<em>\u2019analisi dettagliata dei dati di Tess<\/em> insieme a collaboratori in molte altre sedi Inaf in giro per l\u2019Italia ma anche in Francia, Giappone, Svizzera, Spagna e Germania. Tra la fine del 2019 e l\u2019inizio del 2020, nell\u2019ambito del progetto <strong>Gaps2<\/strong> (<em>Global Architecture of Planetary Systems 2<\/em>) che coinvolge gran parte della comunit\u00e0 astronomica italiana dedicata allo studio degli esopianeti, il team ha osservato questa stella anche con il <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/tng\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Telescopio Nazionale Galileo<\/strong><\/a> a La Palma (Isole Canarie), dotato di uno strumento dedicato allo studio degli esopianeti, lo spettrografo <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/harps-n\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Harps-N<\/a><\/strong>, e il <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/rem\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Rapid Eye Mount<\/a><\/strong> (Rem) in Cile, entrambi dell\u2019Inaf.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio ha confermato che il segnale registrato da Tess era effettivamente causato da un <em>pianeta che completa un\u2019orbita intorno alla stella ogni 4 giorni<\/em>. E non solo: ha rivelato anche un secondo pianeta, pi\u00f9 esterno, intorno alla stella, con un periodo orbitale di 10 giorni.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"340\" height=\"180\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9700\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.2.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.2-300x159.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a><figcaption>Rappresentazione artistica del sistema planetario Toi-942. Crediti: Inaf<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEntrambi i pianeti hanno un <em>raggio circa 4 volte maggiore di quello della Terra<\/em>, quindi simile a quello di Nettuno: si tratta di un sistema planetario formato da due \u201cnettuniani caldi\u201d, che orbitano molto vicino alla loro stella\u00bb, afferma Carleo, prima autrice dell\u2019articolo che presenta i risultati, pubblicato sulla rivista <em>Astronomy &amp; Astrophysics<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con i dati spettroscopici ottenuti da Harps-N, \u00e8 stato possibile studiare a fondo la stella che ospita questi due pianeti e misurare in particolare l\u2019et\u00e0 del sistema, compresa <strong>tra i 30 e gli 80 milioni di anni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAnche se ci sono alcuni sistemi con singolo pianeta pi\u00f9 giovani, tra i 15 e i 30 milioni di anni, <strong>Toi-942 \u00e8 il sistema multi-planetario pi\u00f9 giovane<\/strong> trovato finora da Tess\u00bb, aggiunge <strong>Silvano Desidera<\/strong>, ricercatore all\u2019Inaf di Padova e co-autore dell\u2019articolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad oggi non esiste un\u2019unica comprovata teoria che spieghi la <strong>formazione ed evoluzione degli esopianeti<\/strong>, e questo sistema \u00e8 un importante laboratorio per mettere alla prova le diverse teorie note. \u00abLa giovane et\u00e0 di Toi-942 ci permette di osservare le prime fasi dell\u2019<em>infanzia del sistema planetario,<\/em> ed essendo un <em>sistema multi-planetario<\/em> ci offre un\u2019opportunit\u00e0 unica di fare <em>planetologia comparativa<\/em>\u00bb, spiega Carleo. \u00abPoich\u00e9 orbitano la stessa stella, i due pianeti si sono formati nello stesso disco protoplanetario, ma possono aver avuto<em> fasi differenti durante la loro formazione ed evoluzione,<\/em> in quanto gli elementi gassosi e solidi del disco possono variare fortemente in funzione della distanza orbitale e del tempo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.3.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.3-1024x576.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9701\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.3-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.3-300x169.jpeg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.3-768x432.jpeg 768w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.3-1536x864.jpeg 1536w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.3-750x422.jpeg 750w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.3.jpeg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Diagramma schematico con le propriet\u00e0 del sistema planetario <strong>Toi-942<\/strong> (in alto a sinistra) confrontate con il nostro Sole e Mercurio, il pianeta pi\u00f9 interno del Sistema solare (in basso a destra). Disegni non in scala. Crediti: <strong>Inaf<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati spettroscopici suggeriscono inoltre che il pianeta pi\u00f9 interno possa avere <strong>un\u2019orbita leggermente eccentrica<\/strong> (ovvero a forma di ellisse anzich\u00e9 circolare). Questo aspetto, non insolito per <em>pianeti nettuniani con periodi inferiori ai 5 giorni <\/em>come questo, attende ancora conferma mediante ulteriori osservazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratterebbe per\u00f2 di un dettaglio molto interessante, poich\u00e9 i diversi modelli di formazione planetaria prevedono diversi meccanismi che influenzano i vari aspetti di un sistema planetario, tra cui le eccentricit\u00e0 delle orbite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tre<\/strong> sono i <strong>modelli principali per la formazione di pianeti<\/strong> che vengono osservati vicino alla loro stella. Secondo il <strong>modello di formazione <em>in situ<\/em><\/strong>,<em> un pianeta si forma vicino alla stella e la sua orbita rimane invariata<\/em>; il <strong>modello di migrazione all\u2019interno del disco protoplanetario<\/strong>, invece, prevede la <em>formazione di un pianeta lontano dalla stella, seguita da una successiva migrazione che lo porta ad avvicinarsi sostanzialmente alla stella<\/em> (da alcune volte la distanza media Terra-Sole fino a qualche centesimo di questa distanza); infine, secondo il <strong>modello di migrazione mareale ad alta eccentricit\u00e0<\/strong>, <em>un pianeta pu\u00f2 essere sbalzato in un\u2019orbita molto eccentrica a causa di interazioni con un altro pianeta o un compagno stellare distante, e successivamente l\u2019orbita diventa circolare per effetto mareale<\/em>. L\u2019osservazione di un numero sempre pi\u00f9 grande di esopianeti \u00e8 quindi di enorme importanza per avere un\u2019ampia statistica di parametri orbitali e porre vincoli sui modelli di evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"305\" height=\"340\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9702\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.4.png 305w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210105.SistemaStellare-Tess.4-269x300.png 269w\" sizes=\"auto, (max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><\/a><figcaption><strong>Ilaria Carleo<\/strong> di fronte al <strong>Van Vleck Observatory <\/strong>della <strong>Wesleyan University<\/strong> dove lavora, nel <strong>Connecticut<\/strong> (Usa). Crediti: I. Carleo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl nostro gruppo di ricerca, all\u2019interno del progetto Gaps2, si sta dedicando alla ricerca e caratterizzazione di pianeti giovani, con gli spettrografi Harps-N e <strong>Giano-B <\/strong>al Telescopio Nazionale Galileo\u00bb, nota Carleo. \u00abQuesti oggetti, osservati a un\u2019epoca non troppo lontana dalla loro formazione, ci consentono di studiarne l\u2019origine e l\u2019evoluzione\u00bb.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ambito dello stesso progetto, ricercatrici e ricercatori continueranno a monitorare Toi-942 per stimare la massa dei due pianeti attraverso il <strong>metodo delle velocit\u00e0 radiali<\/strong>, ovvero misurando il minuscolo effetto gravitazionale dei pianeti sulla loro stella ospite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema sar\u00e0 anche oggetto di osservazioni da parte di <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/cheops\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cheops<\/a><\/strong>, la nuova missione spaziale dell\u2019Esa per lo studio degli esopianeti, che misurer\u00e0 la dimensione dei due pianeti con precisione ancora maggiore. Combinando le informazioni su massa e dimensione, sar\u00e0 possibile studiare la <strong>densit\u00e0<\/strong> e dunque la <strong>composizione<\/strong> di questi pianeti, aggiungendo nuovi pezzi al grande puzzle sulle teorie di formazione ed evoluzione planetaria.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggi su\u00a0<em>Astronomy &amp; Astrophysics<\/em> l\u2019articolo \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1051\/0004-6361\/202039042\" target=\"_blank\"><strong>The Gaps Programme at Tng. XXVIII. A pair of hot-Neptunes orbiting the young star Toi-942<\/strong><\/a>\u201d di I. Carleo, S. Desidera, D. Nardiello, L. Malavolta, A. F. Lanza, J. Livingston, D. Locci, F. Marzari, S. Messina, D. Turrini, M. Baratella, F. Borsa, V. D\u2019Orazi, V. Nascimbeni, M. Pinamonti, M. Rainer, E. Alei, A. Bignamini, R. Gratton, G. Micela, M. Montalto, A. Sozzetti, V. Squicciarini, L. Affer, S. Benatti, K. Biazzo, A. S. Bonomo, R. Claudi, R. Cosentino, E. Covino, M. Damasso, M. Esposito, A. Fiorenzano, G. Frustagli, P. Giacobbe, A. Harutyunyan, G. Leto, A. Magazz\u00f9, A. Maggio, G. Mainella, J. Maldonado, M. Mallonn, L. Mancini, E. Molinari, M. Molinaro, I. Pagano, M. Pedani, G. Piotto, E. Poretti, S. Redfield e G. Scandariato<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2021\/01\/05\/giovane-coppia-tess\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2021\/01\/05\/giovane-coppia-tess\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due esopianeti caldi, grandi all\u2019incirca come Nettuno e con un\u2019et\u00e0 tra i 30 e gli 80 milioni di anni. \u00c8 l\u2019identikit di Toi-942, il sistema planetario pi\u00f9 giovane scoperto dal satellite Tess della Nasa, scovato da un team a guida Inaf e caratterizzato grazie anche a dati raccolti con il Telescopio nazionale Galileo. 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