{"id":9719,"date":"2021-03-21T23:51:16","date_gmt":"2021-03-21T22:51:16","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9719"},"modified":"2021-03-21T23:52:36","modified_gmt":"2021-03-21T22:52:36","slug":"questa-e-una-magnetar-fuori-dal-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9719","title":{"rendered":"Questa \u00e8 una magnetar fuori dal comune"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Nel 2020 gli astronomi hanno scoperto la magnetar pi\u00f9 veloce e forse la pi\u00f9 giovane conosciuta. Questo oggetto \u2013 noto come J1818.0-1607 \u2013 si trova a circa 21mila anni luce di distanza dalla Terra, vicino al piano della Via Lattea. I ricercatori hanno utilizzato Chandra e altri telescopi (infrarossi e radio) per conoscere le propriet\u00e0 insolite di questo oggetto. Tutti i dettagli su The Astrophysical Journal Letters<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"340\" height=\"340\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9720\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.1.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.1-300x300.jpg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a><figcaption>Questa immagine composita contiene un ampio campo visivo nell\u2019infrarosso di due missioni della Nasa, lo Spitzer Space Telescope e il Wide-Field Infrared Survey Explorer (Wise), scattate prima della scoperta della magnetar. I raggi X di Chandra mostrano la magnetar in viola. La magnetar si trova vicino al piano della Via Lattea, a una distanza di circa 21mila anni luce dalla Terra. Crediti: X-ray: Nasa\/Cxc\/Univ. of West Virginia\/H. Blumer; Infrared (Spitzer and Wise): Nasa\/Jpl-CalTech\/Spitzer<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2020, gli astronomi hanno aggiunto un nuovo membro a una famiglia esclusiva di oggetti esotici, che a oggi conta solo una trentina di esemplari. Si tratta di una <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Magnetar\" target=\"_blank\"><strong>magnetar<\/strong><\/a>, un particolare tipo di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stella_di_neutroni\" target=\"_blank\"><strong>stella di neutroni<\/strong><\/a> \u2013 un oggetto incredibilmente denso e compatto, composto principalmente da neutroni \u2013 che si forma dal nucleo collassato di una stella massiccia durante una <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Supernova\" target=\"_blank\"><strong>supernova<\/strong><\/a>. Recenti osservazioni condotte dall\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/chandra.si.edu\/about\/\" target=\"_blank\"><strong>Osservatorio a raggi X Chandra della Nasa<\/strong><\/a>\u00a0supportano l\u2019idea che questo nuovo membro sia anche una <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pulsar\" target=\"_blank\"><strong>pulsar<\/strong><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che distingue le magnetar dalle altre stelle di neutroni \u00e8 che hanno i <strong>campi magnetici pi\u00f9 potenti conosciuti nell\u2019universo<\/strong>. Per intenderci, la forza del campo magnetico del nostro pianeta ha un valore di circa un Gauss, mentre quella delle calamite ricordo che si attaccano sullo sportello del frigo misura circa 100 Gauss. Ecco, le magnetar hanno campi magnetici di circa <strong>un milione di miliardi di Gauss<\/strong>. Pensate che se una magnetar si trovasse a un sesto della distanza dalla Luna (circa 64mila chilometri), sarebbe in grado di cancellare i dati da tutte le carte di credito sulla Terra!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 12 marzo 2020, con il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/swift.gsfc.nasa.gov\/\" target=\"_blank\"><strong>Neil Gehrels Swift Telescope<\/strong><\/a> (Swift) della Nasa, gli astronomi hanno rilevato una nuova magnetar: la <strong>31esima magnetar <\/strong>delle circa <em>3000 stelle di neutroni conosciute<\/em>. Dopo le osservazioni di <em>follow-up<\/em>, i ricercatori hanno stabilito che questo oggetto, chiamato <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2020\/06\/17\/baby-pulsar-da-record-ha-appena-240-anni\/\"><strong>J1818.0-1607<\/strong><\/a>, \u00e8 speciale per diversi motivi. Innanzitutto, potrebbe essere la <strong>magnetar pi\u00f9 giovane<\/strong> conosciuta, con un\u2019<strong>et\u00e0 stimata intorno ai 500 anni<\/strong>. In secondo luogo, <strong>gira pi\u00f9 velocemente di qualsiasi magnetar<\/strong> scoperta in precedenza, ruotando <strong>una volta ogni 1.4 secondi<\/strong> circa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9721\" width=\"325\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.2.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.2-300x300.jpg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.2-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a><figcaption>Primo piano di J1818.0-1607. Crediti: X-ray: Nasa\/Cxc\/Univ. of West Virginia\/H. Blumer; Infrared (Spitzer and Wise): Nasa\/Jpl-CalTech\/Spitzer)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le osservazioni di Chandra di J1818.0-1607, ottenute a meno di un mese dalla scoperta, hanno fornito agli astronomi la prima <em>vista a raggi X,<\/em> ad alta risoluzione, di questo oggetto. I dati di Chandra hanno rivelato una sorgente puntiforme in cui si trova la magnetar, circondata da un\u2019<em>emissione X diffusa<\/em>, probabilmente causata dai <em>raggi X che si riflettono sulla polvere<\/em> che si trova nelle sue vicinanze. Alcune di queste emissioni X diffuse potrebbero anche provenire da <em>venti che soffiano lontano dalla stella di neutroni<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati di queste osservazioni sono stati pubblicati su <em>The Astrophysical Journal Letters<\/em> da <strong>Harsha Blumer<\/strong> della <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.wvu.edu\/\" target=\"_blank\"><strong>West Virginia University<\/strong><\/a> e <strong>Samar Safi-Harb<\/strong> dell\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/umanitoba.ca\/\" target=\"_blank\"><strong>Universit\u00e0 di Manitoba<\/strong><\/a>, in Canada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri astronomi hanno osservato J1818.0-1607 con radiotelescopi, come il <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/science.nrao.edu\/facilities\/vla\" target=\"_blank\"><strong>Karl Jansky Very Large Array<\/strong><\/a> (Vla) dell\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.nsf.org\/\" target=\"_blank\"><strong>Nsf<\/strong><\/a>, e hanno verificato che <strong>emette onde radio<\/strong>, il che implica che ha propriet\u00e0 simili a quelle di una tipica<strong> pulsar a rotazione<\/strong>, una stella di neutroni che emette fasci di radiazione che vengono rilevati (quando puntano verso di noi) come impulsi di emissione ripetuti. <strong>Solo cinque magnetar, inclusa questa, sono state identificate anche come pulsar<\/strong>, costituendo <strong>meno dello 0.2 percento della popolazione di stelle di neutroni<\/strong> nota.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"340\" height=\"340\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9722\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.3.jpg 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.3-300x300.jpg 300w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/210111.MagnetarPiu\u0300Veloce.3-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a><figcaption>Immagine infrarossa (a 24 micrometri) di J1818.0-1607. Crediti: Nasa\/Jpl-CalTech\/Spitzer)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Safi-Harb e Blumer hanno studiato <em>con quanta efficienza J1818.0-1607 converte l\u2019energia di rotazione (perch\u00e9, di fatto, la velocit\u00e0 di rotazione di una pulsar diminuisce nel tempo) in raggi X<\/em>, concludendo che \u00e8 <em>inferiore a quella tipicamente trovata per le magnetar<\/em> e probabilmente entro l\u2019intervallo trovato per altre pulsar a rotazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci si aspetterebbe che l\u2019esplosione che ha creato una magnetar di questa et\u00e0 abbia lasciato un <strong>residuo rilevabile<\/strong>. Per cercare questo <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2017\/05\/12\/supernova-remnant-resti-snr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>resto di supernova<\/strong><\/a>, Safi-Harb e Blumer hanno esaminato i raggi X di Chandra, i dati a infrarossi di <strong>Spitzer<\/strong> e i dati radio del <strong>Vla<\/strong>. Sulla base dei dati di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/mission_pages\/spitzer\/main\/index.html\" target=\"_blank\"><strong>Spitzer<\/strong><\/a> e Vla, hanno trovato le prove di un possibile residuo, ma a una distanza piuttosto grande dalla magnetar. Per coprire quella distanza, la magnetar avrebbe dovuto viaggiare a <strong>velocit\u00e0 di gran lunga superiori a quelle delle stelle di neutroni pi\u00f9 veloci conosciute<\/strong>, anche supponendo che sia molto pi\u00f9 vecchia del previsto. \u00c8 decisamente una magnetar fuori dal comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Guarda il servizio video di MediaInaf Tv:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"All\u2019inseguimento di J1818, una straordinaria magnetar\" width=\"750\" height=\"422\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_n8wmu2_OOQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2021\/01\/11\/magnetar-chandra\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2021\/01\/11\/magnetar-chandra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MEDIA INAF<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2020 gli astronomi hanno scoperto la magnetar pi\u00f9 veloce e forse la pi\u00f9 giovane conosciuta. 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