{"id":9725,"date":"2021-04-08T19:17:22","date_gmt":"2021-04-08T17:17:22","guid":{"rendered":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9725"},"modified":"2021-04-09T12:40:56","modified_gmt":"2021-04-09T10:40:56","slug":"la-dove-cerere-e-piu-blu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cielipiemontesi.it\/?p=9725","title":{"rendered":"L\u00e0 dove Cerere \u00e8 pi\u00f9 blu"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Perch\u00e9 alcune regioni in corrispondenza dei crateri di recente formazione su Cerere presentano un\u2019anomala colorazione bluastra? Una possibile risposta a questa domanda che tempo arrovella i planetologi la fornisce lo studio pubblicato su Nature Communications e realizzato da un team che vede la partecipazione di ricercatrici e ricercatori dell\u2019Inaf<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"340\" height=\"191\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9726\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.1.png 340w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.1-300x169.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a><figcaption>Questa immagine del cratere di Cerere Occator in falsi colori mostra differenze nella composizione della superficie e il suo anomalo colore bluastro.Crediti:<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le tante, sorprendenti scoperte della missione <strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/dawn\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Dawn<\/a><\/strong> della Nasa, dedicata allo studio degli asteroidi, una in particolare ha catalizzato l\u2019attenzione e il dibattito dei planetologi. Le <em>osservazioni e l\u2019analisi della composizione superficiale di Cerere<\/em> hanno rivelato che alcune regioni in corrispondenza dei suoi \u00a0<em>crateri di formazione pi\u00f9 recente presentano una anomala colorazione bluastra<\/em>. Ora per\u00f2 gli esperimenti di laboratorio realizzati da un team di ricerca guidato da <strong>Stefan Schr\u00f6der<\/strong> dell\u2019<em>Istituto di ricerca planetaria del Dlr, in Germania<\/em>, e del quale fanno parte <strong>Simone De Angelis, Marco Ferrari<\/strong> e <strong>Maria Cristina De Sanctis<\/strong> dell\u2019Istituto nazionale di astrofisica, forniscono nel loro articolo pubblicato oggi sulla rivista <em>Nature Communications<\/em> una convincente spiegazione del fenomeno: <em>gli impatti di altri corpi celesti sulla superficie di Cerere nel suo recente passato hanno portato in superficie materiale misto a ghiaccio presente nel sottosuolo<\/em>. In seguito, <em>il ghiaccio d\u2019acqua accumulato nella struttura cristallina dei minerali argillosi emersi \u00e8 sublimato<\/em>, lasciando sulla superficie uno <em>strato di polvere molto porosa che, colpita dalla luce solare la riflette in modo particolare, donandole una inusuale colorazione bluastra<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"255\" height=\"340\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9727\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.2.jpg 255w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.2-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a><figcaption>Simone De Angelis, ricercatore all\u2019Inaf-Iaps di Roma<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma come hanno fatto i ricercatori a ottenere questi risultati?\u00a0\u00abIn questo lavoro sperimentale abbiamo cercato di <em>riprodurre in laboratorio il meccanismo<\/em>, osservato dalla missione Dawn, per cui nei <em>materiali emessi da crateri giovani vi sono variazioni di colori nello spettro visibile<\/em>. Queste variazioni sono dovute alla sublimazione del ghiaccio mescolato con <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fillosilicato\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">fillosilicati<\/a><\/strong>: in seguito agli impatti con meteoriti e alla sublimazione, in superficie rimane un materiale residuo a forma di <em>\u201cschiuma\u201d molto porosa e composta da particelle inferiori al micron<\/em>, responsabili della diffusione della luce e delle variazioni di colore\u00bb, racconta a <em>Media Inaf<\/em> De Angelis.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer realizzare questo esperimento, abbiamo preparato, nei laboratori dell\u2019<strong>Inaf Iaps<\/strong>, a Roma, una <em>miscela di minerali che mostra propriet\u00e0 spettrali analoghe a quelle della superficie di Cerere<\/em>. Questa miscela \u00e8 stata utilizzata per condurre esperimenti di sublimazione del ghiaccio d\u2019acqua in condizioni ambientali simili a quelle di Cerere\u00bb, aggiunge Ferrari. \u00ab<em>Il ghiaccio, sublimando, modifica la struttura superficiale della miscela rendendola porosa e cambiandone alcune propriet\u00e0 spettrali<\/em>. I risultati ottenuti ci forniscono il meccanismo di formazione del colore blu che osserviamo nei crateri giovani di Cerere, mettendo in luce alcuni dei processi che sono avvenuti sulla sua superficie in tempi relativamente recenti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><a href=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"255\" height=\"340\" src=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9728\" srcset=\"https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.3.jpg 255w, https:\/\/cielipiemontesi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/210112.CerereBlu.3-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a><figcaption>Marco Ferrari, ricercatore all\u2019Inaf Iaps di Roma<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pratica, i ricercatori hanno realizzato una miscela di <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Argilla_smectica\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">smectite<\/a><\/strong>, un materiale argilloso le cui propriet\u00e0 chimiche, mineralogiche, nonch\u00e9 il colore e la riflettivit\u00e0 sono molto simili a quelle del materiale presente sulla superficie di Cerere. Nell\u2019esperimento, <strong>il campione \u00e8 stato posto sotto vuoto spinto e alla tempera tura di -100 gradi Celsius per 133 ore<\/strong> nel laboratorio dell\u2019<em>Istituto di planetologia e astrofisica dell\u2019Universit\u00e0 di Grenoble,<\/em> per simulare l\u2019ambiente su Cerere. Come previsto, il ghiaccio d\u2019acqua \u00e8 sublimato, passando cio\u00e8 direttamente dallo stato solido allo stato gassoso e liberandosi quindi dal campione. La struttura microscopica dei minerali \u00e8 stata invece preservata, lasciando un substrato ricco di pori.<em> A causa delle piccolissime cavit\u00e0 formatesi nel processo, il campione, come una schiuma, ha aumentato considerevolmente il suo volume<\/em>. E nel processo, anche <em>le propriet\u00e0 della luce da esso riflessa sono cambiate<\/em>, mostrando una preponderanza della componente di colore blu.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCi\u00f2 che abbiamo osservato \u00e8 paragonabile al fenomeno che fa apparire il cielo il cielo blu sul nostro pianeta\u00bb, spiega Schr\u00f6der. \u00abLa luce solare \u00e8 dispersa dalle minuscole molecole dell\u2019atmosfera terrestre in misura maggiore o minore a seconda della lunghezza d\u2019onda. <em>Le componenti ad alta frequenza della luce<\/em>, quelle che corrispondono al colore blu, s<em>ono disperse pi\u00f9 efficacemente delle componenti a bassa frequenza<\/em>, associate ai colori verde e rosso. Di conseguenza, il cielo ci appare blu. In modo molto simile, questo effetto, chiamato anche <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scattering_di_Rayleigh\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>diffusione di Rayleigh<\/strong><\/a>, avviene nelle cavit\u00e0 dei fillosilicati su Cerere che hanno perso per sublimazione la loro componente di acqua\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggi su <em>Nature Communications<\/em> l\u2019articolo \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-020-20494-5\" target=\"_blank\"><strong>Dwarf planet (1) Ceres surface bluing due to high porosity resulting from sublimation<\/strong><\/a>\u201d, di Stefan E. Schr\u00f6der, Olivier Poch, Marco Ferrari, Simone De Angelis, Robin Sultana, Sandra M. Potin, Pierre Beck, Maria Cristina De Sanctis e Bernard Schmitt<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggi l&#8217;articolo originale su<strong><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2021\/01\/12\/cerere-colorazione-bluastra\/\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2021\/01\/12\/cerere-colorazione-bluastra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> MEDIA INAF<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 alcune regioni in corrispondenza dei crateri di recente formazione su Cerere presentano un\u2019anomala colorazione bluastra? 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