Il Cielo di Ottobre 2020 | Coelum Astronomia

Di Redazione Coelum Astronomia

È da ricordare, per il corretto uso delle effemeridi, che alle ore 3:00 di domenica 25 ottobre finirà il periodo dell’ora legale estiva (TU+2) ed entrerà in vigore l’ora solare (TU+1). Bisognerà pertanto portare indietro le lancette degli orologi alle ore 2:00.

Aspetto del cielo per una località posta a Lat. 42°N – Long. 12°E. La cartina mostra l’aspetto del cielo alle ore (TMEC): 1 Ott > 23:00 15 Ott > 22:00 30 Ott > 21:00. Crediti Coelum Astronomia CC-BY

LE COSTELLAZIONI

Verso le ore 22:00 di metà ottobre, il cielo notturno apparirà ancora popolato dalle costellazioni caratteristiche della stagione estiva, la maggior parte delle quali, specie le più alte e orientali, rimarranno visibili ancora per parecchie ore prima di tramontare. All’inizio della notte astronomica l’asterismo del “Triangolo Estivo” sarà ancora alto nel cielo, anche se in procinto di cedere la regione zenitale al grande quadrato di Pegaso.

Sull’orizzonte Ovest, Boote si starà dirigendo pigramente verso il tramonto mentre l’Ercole lo segue, lasciandoci ancora la possibilità di osservare il suo magnifico ammasso globulare, M 13.

A nordest si potrà seguire l’ascesa della coppia Perseo-Cassiopea, con la sua inconfondibile forma a “W”.

A Est possiamo assistere al sorgere della brillantissima Capella, con le “tre caprette”, segna la levata dell’Auriga. Faranno poi capolino sull’orizzonte le stelle del Toro, con l’arancione Aldebaran, che assieme alle Pleiadi rappresentano le avanguardie del cielo invernale.
Questo scenario vedrà il suo completamento con il sorgere delle fulgide stelle di Orione e dei Gemelli nella seconda parte della notte.

A sud dominano lo spazio al Meridiano le costellazioni del Pesce Australe, con la brillante Fomalhaut, il Capricorno e l’Acquario.

Sull’orizzonte nord, l’asterismo del Grande Carro si troverà al punto più basso del suo percorso attorno alla Stella Polare.

COSA OFFRE IL CIELO

IL SOLE

L’arco diurno percorso dalla nostra stella diverrà sempre più breve nel corso del mese, con un consistente calo in declinazione di quasi 11°. Come è facilmente intuibile, la durata della notte astronomica sarà invece in continua crescita (vedi tabella in basso), passando dal già notevole valore di più di 9 ore di inizio mese fin quasi alle 10 ore e mezza a fine mese. Il periodo di tempo utile per le osservazioni del profondo cielo inizierà mediamente verso le 20:00 e finirà verso le 05:45.

 

I PIANETI

Di seguito vengono fornite alcune indicazioni sulle condizioni di osservabilità dei pianeti per il mese di ottobre 2020. Gli orari sono espressi in TMEC, cioè all’ora indicata dai nostri orologi.

 Il grafico mostra l’aspetto dei pianeti durante il mese, con indicati i relativi diametri angolari e, per quelli interni, anche la fase. Il diametro di Saturno è riferito all’intero sistema (anelli inclusi).

Il grafico mostra l’aspetto dei pianeti durante il mese, con indicati i relativi diametri angolari e, per quelli interni, anche la fase. Il diametro di Saturno è riferito all’intero sistema (anelli inclusi).

 

MERCURIO

Mag. da 0,0 a +4,8; diam. da 6,7″ a 10,1″
Visibile con difficoltà al tramonto a inizio mese, in congiunzione inferiore il 25, poi visibile all’alba dal 31.
In Vergine fino al 7, poi in Bilancia fino al 20, poi in Vergine

Alla fine di settembre, Mercurio era visibile, con un po’ di difficoltà, al tramonto, diretto verso la massima elongazione orientale dal Sole che raggiunge il 1° giorno di ottobre (25,8° E).
Per i primi giorni del mese avremo dunque la possibilità di osservare Mercurio al tramonto e per circa 45 minuti prima che anche il pianeta scenda sotto l’orizzonte. Non saranno condizioni eccezionali ma sicuramente migliori di quelle che ci attendono per il resto del mese ad eccezione degli ultimi giorni, come vedremo tra poco.
Il giorno 14 Mercurio sarà stazionario e invertirà il suo moto apparente in cielo da diretto a retrogrado, retrocedendo da Bilancia in Vergine il 20/
Già nella prima decade. il piccolo pianeta perderà rapidamente altezza sull’orizzonte al momento del tramonto del Sole e il giorno 25 ottobre si troverà in congiunzione eliaca inferiore e risulterà quindi assolutamente inosservabile.
Dovremo attendere, come anticipato poco sopra, gli ultimi giorni di ottobre, dopo il 25, quando la sua orbita il 28 passerà per il nodo ascendente: allora Mercurio farà la sua nuova comparsa nel cielo del mattino e anticiperà la levata della nostra stella di circa un’ora (il 31 ottobre). L’aspetto positivo per gli amanti del primo pianeta del Sistema Solare è che si sta avvicinando una delle migliori apparizioni mattutine del pianeta (che si verificherà in novembre).

VENERE

M. da –4,1 a –4,0; D. da 15,6″ a 13,2″; fase da 72% a 81%
Osservabile nella seconda parte della notte
In Leone fino al 22, poi in Vergine

In ottobre, potremo ancora ammirare Venere alto e brillantissimo nel cielo del mattino. Forse i recenti sviluppi relativi all’individuazione della fosfina nella sua atmosfera (biomarker e possibile indizio di vita, anche se ancora non c’è nessuna conferma – ne abbiamo parlato a pagina 32 di questo numero) ci faranno guardare con ancora maggior ammirazione questo bellissimo pianeta. Dopo aver raggiunto il punto di massima elongazione occidentale dal Sole, lo scorso 13 agosto, il pianeta, in ottobre fa sentire più marcatamente la sua fase di calo di altezza sull’orizzonte alla medesima ora, giorno dopo giorno, sorgendo sempre più in ritardo e sempre più a ridosso del sorgere del Sole (alle 3:42 TU+2 a inizio mese; alle 3:45 TU+1 a fine mese). Avremo quindi ancora diverse ore per ammirarlo e tentare di riprendere, magari le sue nubi: dalle 3 ore e 26 minuti del 1° ottobre alle poco meno di 3 ore a fine mese.

Sarà facile localizzare Venere: guardando verso oriente lo vedremo come una stella brillante entro i confini della costellazione del Leone (fino al 22 ottobre) e poi nella Vergine. Segnaliamo infine una bella congiunzione che avverrà con la stella Regolo, la sera del 2 ottobre, e con la Luna, la notte tra il 13 e il 14 ottobre.
Il giorno 30 il pianeta raggiungerà l’afelio, il punto della sua orbita più lontano dal Sole.

• Ricordiamo l’articolo su Coelum Astronomia 240: Vespero, stella della sera, a Lucifero, stella del mattino, di Giorgia Hofer.

MARTE

Mag. da –2,5 a –2,6; diam. da 22,4″ a 22,6″
Osservabile al meglio – In opposizione il 14 ottobre
In Pesci

Nei mesi appena trascorsi Marte era già divenuto un oggetto importante del cielo orientale, in prima serata: ottobre esaspera ancor più queste caratteristiche, con il culmine che verrà raggiunto nella notte tra il 13 e il 14 ottobre (ore 23:20 TU del 13 ottobre, ossia l’1:20 ora locale del 14 ottobre), al momento dell’opposizione marziana. In questa situazione si avranno le migliori condizioni osservative, con Marte che potrà essere comodamente osservato per tutta la nottata, tra le stelle dei Pesci, e ci apparirà decisamente brillante (mag. –2,6) e con un diametro apparente di circa 22,4″.

Il 6 ottobre Marte si troverà alla minima distanza dalla Terra (pari a 0,415 UA) e si mostrerà agli osservatori terrestri con un diametro apparente di 22,6″, appena 1,7 arcsec più piccolo rispetto al valore che Marte aveva nel periodo equivalente del 2018. L’opposizione, come abbiamo già detto, si verificherà alle 23:20 TU del 13 ottobre, le nostre 1:20 del 14 ottobre.

Per tutti i consigli su cosa e come osservare o riprendere il Pianeta Rosso rimandiamo alla guida di Vincenzo della Vecchia a pagina 90. Ricordiamo che due anni fa, quando Marte raggiunse la Grande Opposizione (27 luglio 2018), una grande tempesta di sabbia oscurò l’intero pianeta rendendolo inosservabile. L’opposizione di quest’anno, sebbene inferiore a quella di due anni fa, ci permette di avere una seconda chance di osservazione in condizioni decisamente favorevoli, come non se ne verificheranno per una quindicina di anni a venire. Approfittiamone!

GIOVE

Mag. da –2,4 a –2,2; diam. da 40,5″ a 37,1″
Osservabile nella prima parte della notte
In Sagittario

Sono già passati alcuni mesi dalla scorsa opposizione di Giove (14 luglio) e gli effetti si notano in modo evidente. Il grande pianeta, accompagnato da vicino da Saturno, anticiperà gradualmente il suo tramonto, lasciandoci sempre meno ore per la sua osservazione.

In ottobre le condizioni sono ancora buone: Giove è brillante (mag –2,4) e non sfigurerà rispetto alle decise stelle del Sagittario, costellazione in cui dimora per tutto il mese. A inizio mese tramonterà alle 00:27 (TU+2), orario anticipato alle 21:40 (TU+1) a fine ottobre.

Al momento del transito in meridiano (culmina alle 18:57 a metà ottobre) sarà alto circa 25°5″. Poiché il pianeta sorge a oriente in orari diurni, lo potremo trovare verso sud quando il cielo si sarà fatto sufficientemente scuro, subito dopo il tramonto del Sole.

Approfittiamo ancora di questo periodo per osservare, al telescopio, le meravigliose formazioni atmosferiche del pianeta e l’affascinante moto dei suoi satelliti maggiori per i quali sarà sufficiente un buon binocolo (vedi tabella qui sotto). Anche l’osservazione a occhio nudo sarà comunque appagante, così come la fotografia di paesaggio, con il duo Giove e Saturno che risulterà decisamente fotogenico.

SATURNO

Mag. da +0,5 a +0,6; diam. da 39,2″ a 37,3″ 
Osservabile nella prima parte della notte
In Sagittario

Prosegue il periodo in cui Saturno segue a ruota il gigante Giove: i due pianeti, in costante avvicinamento, a metà ottobre sono separati di circa 6° e 20’, formando un duo brillante, in grado di catturare l’attenzione di chi alzerà lo sguardo al cielo guardando verso sud all’imbrunire. Saturno (mag. +0,5), meno brillante di Giove, si troverà proiettato tra le stelle Sagittario, proprio come il suo compagno gigante gassoso, in una zona in cui le stelle sono meno appariscenti, riuscendo quindi a conquistare la scena.

In ottobre, nonostante le condizioni di osservabilità siano in costante peggioramento, avremo ancora l’opportunità di osservare proficuamente il pianeta con l’anello, avendo a disposizione numerose ore per puntare i nostri strumenti verso di esso. Il pianeta infatti tramonta alle ore 1:04 (TU+2) a inizio mese, anticipando alle 22:06 (TU+1) a fine mese. Il culmine al meridiano, a sud, viene raggiunto alle ore 19:24 (TU+2) a metà ottobre, a un’altezza di circa 26,7°. Una grande attrattiva di questo pianeta è senza dubbio il suo sistema di anelli, in grado di rendere davvero unico questo corpo celeste, visibile già con un modesto telescopio: una delizia da osservare e da fotografare.

URANO

Mag. +5,7; diam. da 3,7″ a 3,8″
Osservabile ottimamente tutta la notte
In opposizione il 31 ottobre
In Ariete

Urano, dal nome del Dio greco padre di Crono (Saturno) presenta come ogni pianeta, delle caratteristiche che lo rendono unico. Durante il mese di settembre abbiamo avuto modo di osservarlo, nell’Ariete, per tutta la durata della notte.

A fine ottobre raggiungerà l’opposizione rispetto al Sole, e cogliamo l’occasione per conoscere più da vicino questo affascinante pianeta.In ottobre, Urano sarà osservabile praticamente tutta la notte, raggiungendo il momento di miglior osservabilità esattamente l’ultimo giorno del mese, il 31 ottobre, quando il pianeta sarà in opposizione rispetto al Sole, nell’Ariete. Sorgerà a inizio mese alle 20:01 (TU+1) circa, orario che sarà anticipato alle 17:00 (TU+1) a fine mese. Ovviamente non sarà possibile vedere il pianeta a occhio nudo (mag. +5,7): ci servirà sicuramente un telescopio per poterlo osservare o riprendere fotograficamente.

L’orario della sua levata già in prima serata farà si che, quando il cielo si sarà fatto ben scuro, il pianeta sia già alto sull’orizzonte (a metà mese transita al meridiano alle ore 2:05 a un’altezza di 62,2° sull’orizzonte sud), quindi in posizione ottima per compiere le difficili riprese necessarie a farlo risaltare.

Per individuarlo dovremo rivolgerci verso la zona meridionale della costellazione dell’Ariete, nella regione al confine con il Mostro Marino (Cetus). Sarà più utile sfruttare le pur deboli stelle del Cetus, in particolare Xi2 Ceti (mag. +4,3): Urano si troverà a 5° 40’ a nord della stella (vedi figura a sinistra).

NETTUNO

Mag. +7,8; diam. da 2,4″ a 2,3″
Osservabile tutta la notte
In Acquario

Nettuno non è mai un soggetto semplice da osservare, nemmeno quando si presenta al meglio, come in ottobre, dopo aver raggiunto da poco l’opposizione al Sole lo scorso 11 settembre. Il problema è la sua distanza: Nettuno è un grande pianeta ma è anche l’ultimo dei giganti della corte del Sole. La sua magnitudine non è elevata (+7,8) e la completa assenza di dettagli atmosferici – contrariamente a quanto accade per Giove, per esempio – lo rende un soggetto ostico.
Troveremo il gigante ghiacciato tra le stelle dell’Acquario, verso il confine con i Pesci.
Il gigante ghiacciato culmina alle 23:58 il 1 ottobre e alle 21:58 il 31 ottobre.

Per localizzarlo potremo utilizzare la stella Psi1 Aqr (mag. +4,2): il pianeta si troverà a 3° 58’ a nord- nordest della stella (in un sistema di riferimento equatoriale).

PIANETI NANI

PLUTONE

Dopo aver raggiunto il 15 luglio l’opposizione e quindi le condizioni di migliore osservabilità, in ottobre le sue condizioni di osservazione peggioreranno sensibilmente, continuando il suo cammino verso la congiunzione con il Sole, con una elongazione da esso di poco più di 89 a fine mese.
Assolutamente impossibile da scorgere a occhio nudo o con un semplice binocolo (picco massimo di magnitudine +14,8, tramonta a fine mese alle 23:10, e culmina alle 18:16), dovremo dotarci necessariamente di un telescopio di diametro generoso per riuscire a percepire qualcosa.
Plutone si troverà nella costellazione del Sagittario, non molto distante da Giove e Saturno.

(1) CERERE

Il Re degli Asteroidi, o se preferite il pianeta nano, in ottobre si troverá ancora in buone condizioni osservative, sebbene declina sempre più. Il 1 Ottobre  culmina verso le 23:00, mentre a fine mese culmina alle 21:00, rendendosi ben visibile dunque in prima serata, nella costellazione dell’Acquario.
La magnitudine raggiunta passerà da +8,2 a +8,8. ponendosi a una distanza media circa di 2,3 UA dalla Terra, con una elongazione media  dal Sole pari a 125.
In Ottobre dunque possiamo ancora osservare il primo asteroide conosciuto, rima che si avvii vero la sua congiunzione eliaca.

ASTEROIDI

(11) PARTHENOPE

(11) Parthenope è un grande (150 km di diametro) e brillante asteroide della Fascia principale. Fu scoperto l’11 maggio 1850 da Annibale de Gasparis (di cui vi abbiamo parlato su Coelum Astronomia 238) e così chiamato in onore della sirena che secondo la mitologia greca morì suicida per amore di Ulisse, arenandosi poi nel golfo che avrebbe visto la nascita di Napoli. De Gasparis seguì il suggerimento di John Herschel nella scelta del nome, suggerimento che gli venne dato in occasione della scoperta dell’asteroide poi chiamato Igea. De Gasperis si impegnò allo stremo per individuare un altro asteroide e realizzare il desiderio di «avere una “Parthenope” nei cieli», per omaggiare il luogo della scoperta, ossia l’osservatorio di Capodimonte a Napoli.
Parthenope è un asteroide assolutamente “medio” in tutte le sue caratteristiche orbitali, mentre dal punto di vista fisico si distingue anch’esso per le dimensioni e per un’albedo abbastanza alta, risultato della composizione costituita da una miscela di nichel e ferro allo stato metallico e silicati.

L’opposizione di quest’anno sarà raggiunta il giorno 23 ottobre, a una distanza dalla Terra pari a 1,357 UA. L’asteroide si troverà nella costellazione dei Pesci e raggiungerà una tutt’altro che disprezzabile magnitudine di +9,3.

Giusto per confronto, nella grande opposizione dell’agosto 2008 la magnitudine fu di +8,8, cosa che si ripeterà soltanto nel 2031.

(747) WINCHESTER

Tra le altre opposizioni asteroidali di ottobre, quelle che vogliamo evidenziare, per gli amanti dell’osservazione delle “rocce volanti”, sono quella di (747) Winchester, asteroide di 170 km di diametro, che avverrà il 14 ottobre nella costellazione del Cetus (mag. +10,4; dist. 1,118 UA).

747 Winchester è un asteroide della fascia principale del diametro medio di circa 171,71 km. Scoperto nel 1913, presenta un’orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 2,9931735 UA e da un’eccentricità di 0,3439020, inclinata di 18,17486° rispetto all’eclittica.

Il suo nome è un omaggio alla città di Winchester, nel Massachusetts, da dove Joel Hastings Metcalf scoprì questo asteroide.

(471) PAPAGENA

L’ultima notevole opposizione asteroidale da segnalare é quella di (471) Papagena, il 26 ottobre. Quest’ultimo asteroide, di dimensione paragonabile a quella di Parthenope, all’opposizione raggiungerà un’ottimo valore di magnitudine, pari a +9,5. Lo troveremo nel Cetus, a una distanza dalla Terra di 1,276 UA.

471 Papagena è un asteroide della fascia principale del diametro medio di circa 134,19 km. Scoperto nel 1901, presenta un’orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 2,8856828 UA e da un’eccentricità di 0,2335226, inclinata di 14,98536° rispetto all’eclittica.

Il suo nome è dedicato all’omonimo personaggio dell’opera Il flauto magico di Mozart.

CONGIUNZIONI

CONGIUNZIONE STRETTA VENERE REGOLO (3 OTTOBRE 2020 22:30)

In ottobre, le giornate migliori per osservare e fotografare la Luna in luce cinerea cadranno nei giorni 13 e 14, quando si avrà la migliore visibilità appena prima dell’alba. Nei giorni attorno al 20 ottobre invece avremo la possibilità di ammirare la luce cinerea della Luna subito dopo la fine del tramonto.

Ottobre inizia con una congiunzione davvero spettacolare, soprattutto per la distanza davvero ravvicinata alla quale i due soggetti si troveranno reciprocamente. Alle 5:00 del mattino del 3 ottobre, il brillante pianeta Venere (mag. – 4,1) si troverà ad appena 12’ dalla stella Regolo (mag. +1,4), la stella Alfa della costellazione del Leone.
Un orario non proprio comodissimo, ma i due astri saranno sorti da appena un’ora e si troveranno alti circa 12° sull’orizzonte est: la distanza tra i due oggetti sarà così esigua da far quasi pensare che, per qualche strana ragione, Regolo abbia aumentato notevolmente la sua luminosità, donando all’imponente figura del Leone che sorge dall’orizzonte uno nuovo aspetto e vigore.
Questa congiunzione potrà essere apprezzata a occhio nudo oppure al binocolo o, ancora meglio, al telescopio, ovviamente a ingrandimenti non spinti. Sarà molto piacevole apprezzare la differenza di colore tra i due astri, cosa che risulterà facilitata dalla loro vicinanza reciproca. In fotografia, si consiglia di stringere l’inquadratura, verso le porzioni più elevate delle focali consentite dai nostri teleobiettivi. Per le riprese più ampie invece, senza esagerare, potrebbe essere un bel risultato riuscire a immortalare il grande Leone celeste con Venere “al posto” della sua stella principale.

CONGIUNZIONE LUNA MARTE (3 OTTOBRE 2020 06:00)

Sempre la mattina del 3 ottobre, alle ore 6:00, la nostra “levataccia” (forse ci saremo rassegnati ad alzarci presto dal letto per ammirare anche la stretta congiunzione tra Venere e Regolo) sarà ripagata dalla visione di una seconda congiunzione piuttosto stretta, quasi dalla parte opposto dell’orizzonte.
Verso ovest-sudovest, vedremo infatti la Luna, che ha appena sorpassato la fase di Piena (fase del 99%), e il Pianeta Rosso, arancione e splendente (mag. –2,5) fieramente diretto verso l’opposizione di metà mese. La magnitudine di Marte sarà tale da riuscire a farsi spazio nel chiarore lunare, considerando che i due astri saranno separati di appena 1,4°.

All’orario indicato, Marte e la Luna, abbracciati tra le flebili stelle dei Pesci, saranno alti circa 25° sull’orizzonte, diretti verso il loro tramonto, che però avverrà solo diverse ore più tardi, quando il cielo sarà già chiaro. Potremo quindi attendere un po’, soprattutto se vogliamo registrare fotograficamente questo incontro, magari includendo elementi del paesaggio circostante.
Nella nostra inquadratura, ma senza attardarci troppo: il Sole incombe e il cielo diviene rapidamente chiaro, se la Luna non teme troppo la luce, Marte sparirà ben più rapidamente tra le intense luci dell’alba.

CONGIUNZIONE LUNA E VENERE (14 OTTOBRE 2020 04:15)

La mattina del 14 ottobre, alle ore 4:15 – un orario ancora una volta non proprio compatibile con i nostri cicli del sonno – guardando verso oriente, potremo notare due brillanti luci nel cielo del Leone sfiorare letteralmente l’orizzonte: sono la Luna (fase dell’11%) e il pianeta Venere
(mag. –4,0).
La falce lunare si collocherà a 3° 16’ a ovest di Venere. L’orario indicato in cartina, le 5:00, oltre a lasciarci qualche minuto in più di riposo, consentirà di osservare con maggior comodità i due soggetti che, a circa 45 minuti di distanza dalla loro levata, avranno guadagnato un po’ di altezza sull’orizzonte, raggiungendo i 10° circa. Complessivamente, si tratta di un bel quadretto astrale impreziosito dalla Luna in luce cinerea, dalla brillantezza di Venere e dalle stelle del Leone, tra le quali spicca per luminosità Regolo (Alfa Leonis, mag. +1,4).
Per riprendere fotograficamente questo incontro celeste avremo due opzioni: concentrarci su Luna e Venere, forzando quindi l’ingrandimento e centrando l’inquadratura sui due astri (ma ricordandoci di includere sempre qualche oggetto del paesaggio circostante) oppure riprendere più ad ampio campo la congiunzione. In quest’ultimo caso dovremo prediligere l’uso di focali corte, obiettivi grandangolari dunque, nel tentativo magari di riprendere anche le stelle del grande Leone che, ancora vicino all’orizzonte, ci apparirà “rampante” e ancora più grande e maestoso del solito.

LUNA OCCULTA KAUS BOREALIS (21 OTTOBRE 20:40)

CONGIUNZIONE LUNA GIOVE SATURNO PLUTONE NUNKI
(22 OTTOBRE 2020 20:30)

CONGIUNZIONE LUNA SATURNO (23 OTTOBRE 20:30)

Se avremo la pazienza di dedicare qualche minuto all’osservazione del cielo nelle serate dal 21 al 23 ottobre, in orario serale e molto comodo (le 20:30), guardando verso sud potremo godere di una magnifica visione celeste. Sarà molto facile riconoscere gli attori di questo spettacolo, in replica ormai da un paio di mesi: Luna, Giove e Saturno, impegnati nel loro balletto sul palcoscenico offerto dal teatro stellare del Sagittario.

Iniziamo la sera del 21 ottobre, quando una falce di Luna (fase del 21%) alta circa 11° sull’orizzonte di sudovest, sarà in compagnia delle brillanti stelle del Sagittario e in procinto di occultare (dal lembo oscuro) la stella Kaus Borealis (Lambda Sagittarii, mag. +2,8). L’occultazione inizierà alcuni minuti più tardi, alle 20:42 (consigliamo di trovare l’orario esatto per la propria località utilizzando un planetario software e appostarsi per l’osservazione almeno 10 minuti prima) e terminerà, con la riemersione della stella, alle 21:50, con la Luna e la stella prossime al tramonto, bassissime sull’orizzonte. Per fotografare l’occultazione si consiglia di spingere molto con gli ingrandimenti e servirà facilmente l’uso di un telescopio; per l’osservazione visuale invece, oltre a poter apprezzare a occhio nudo il fenomeno, il consiglio è quello di sfruttare l’ingrandimento offerto da un buon binocolo.

Passiamo ora alla sera del 22 ottobre, sempre alle 20:30 la Luna (ora in fase del 41%) avrà compiuto un balzo in direzione di Giove (mag. – 2,2), abbandonando le brillanti stelle che compongono la “teiera” del Sagittario e portandosi a 2,8° a sudest del gigante gassoso.
Si troverà inoltre a circa 7° a nordest di Nunki (Sigma Sagittarii; mag. +2,1). A questo incontro partecipa anche Saturno (mag. +0,1), situato a 2,8° a nordest della Luna e, in modo decisamente meno appariscente, anche il piccolo Plutone (mag. +14,4), che si troverà a 3° a nord della Luna. Se Giove e Saturno, per non parlare della Luna ovviamente, cattureranno immediatamente la nostra attenzione, a occhio nudo, grazie alla loro brillantezza, non esiste speranza al mondo di poter scorgere Plutone, la cui magnitudine richiederà un telescopio di diametro generoso per poter essere rintracciato. Ci piace però sottolineare la sua presenza per sapere che, in realtà, stiamo osservando anche questo piccolo ma estremamente affascinante corpo celeste.

La sera del 23 ottobre, infine, la Luna (fase del 52%) si sarà portata oltre Saturno, a una distanza di 7,6° dal pianeta, posizionandosi a sudest di esso. Il meglio della congiunzione è passato ma quest’ultimo passaggio permette di completare il quadro che potrà essere ripreso fotograficamente sui tre giorni, componendo uno scatto unico in grado di mettere in evidenza il moto degli astri coinvolti.
Ovviamente, per l’ampiezza della porzione di cielo considerata, sarà necessario utilizzare obiettivi fotografici grandangolari, avendo cura di rendere originale il proprio scatto includendo elementi architettonici o naturali del paesaggio che ci circonda e, perché no, magari creare dei giochi con la composizione sfruttando geometrie o allineamenti particolari con gli oggetti paesaggistici.

L’articolo completo è pubblicato su Coelum n.248 – 2020 alla pagina 136

Source: Il cielo di Ottobre | Coelum Astronomia

Il Cielo di Settembre 2020 | Coelum Astronomia

Di Redazione Coelum Astronomia

Osservando il cielo nelle tarde serate di metà settembre, potremo notare, ancora molto in alto, l’asterismo del “Triangolo Estivo”, tipica figura celeste di questo periodo, ormai verso la sua conclusione.

La cartina mostra l’aspetto del cielo alle ore (TMEC): 1 Set > 23:00; 15 Set > 22:00; 30 Set > 21:00. Crediti Coelum Astronomia CC-BY

LE COSTELLAZIONI

Osservando il cielo nelle tarde serate di metà settembre, potremo notare, ancora molto in alto, l’asterismo del “Triangolo Estivo”, tipica figura celeste di questo periodo, ormai verso la conclusione. Le brillanti stelle Altair, (mag. +0,75), Deneb (mag. +1,25) e Vega (mag. 0) le lucide rispettivamente delle costellazioni di Aquila, Cigno e Lira, splendono luminose lungo l’argentea scia della Via Lattea estiva, anche se ormai le costellazioni di maggiore declinazione, tipiche della stagione più calda, cominceranno a cedere il passo a quelle che prenderanno la scena nel periodo autunnale, Andromeda e Pegaso per primi.

Guardando verso occidente, saranno ancora visibili, declinanti e prossime al tramonto, le estese costellazioni della tarda primavera: il Boote con la brillante Arturo (mag. +0,15), l’Ofiuco, l’Ercole e il Serpente.

Verso sudovest starà già tramontando il Sagittario, portando con sé il duo luminoso composto dai pianeti Giove e Saturno, seguito dal Capricorno, a sud.

Sarà poi facilmente distinguibile, verso est, Marte, molto brillante, diretto verso l’opposizione che si avrà in ottobre.
Con il passare del tempo,  il cielo muterà completamente aspetto: prima della mezzanotte saranno già visibili le Pleiadi (M 45) sull’orizzonte nordest e nella seconda parte della notte si potrà godere della presenza contemporanea della nebulosa M 42 in Orione e della Nebulosa Velo nel Cigno.
In mezzo, solo spazi silenti e rarefatti, ma anche imponenti visioni, come quelle della grande galassia M 31 in Andromeda e del Doppio Ammasso nel Perseo.

COSA OFFRE IL CIELO

IL SOLE

L’evento più importante del mese per la nostra stella sarà ovviamente il passaggio al nodo discendente sull’equatore celeste, il giorno 22, quando in pratica il Sole avrà declinazione pari a zero e si verificherà l’Equinozio d’Autunno, ovvero l’istante in cui inizia l’autunno astronomico (la primavera per l’emisfero Sud).

Il punto d’intersezione tra l’eclittica, nel suo ramo discendente (il percorso apparente del Sole sulla volta celeste), e l’equatore celeste prende anche il nome di punto omega, o “Primo punto della Bilancia” (così chiamato perché un tempo si proiettava in quella costellazione, mentre ora – a causa dei moti di precessione – si trova nella regione occidentale della Vergine, tra le stelle eta e beta Virginis).

Per quanto possa sembrare strano, la data “classica” del 21 settembre è proprio quella in cui l’equinozio d’autunno non si verifica mai (con due piccolissime eccezioni nel 2092 e 2096, calcolando però l’orario in Tempo Universale). Per il resto, le date canoniche dell’equinozio autunnale sono quelle del 22 e 23 settembre, anche se può sporadicamente accadere che l’autunno inizi addirittura il 24 settembre! L’ultima volta è successo da noi nel 1935 (equinozio alle 0:30 del 24), e per la prossima bisognerà aspettare addirittura il 2303.

Contrariamente a quanto si potrebbe supporre, la data dell’equinozio non è quella in cui le ore di luce e di buio sono equamente divise: per questioni principalmente legate alla rifrazione atmosferica – che all’alba anticipa il sorgere del Sole e al tramonto lo ritarda – alle nostre latitudini la parità (detta equilux o “equiluce”) viene infatti raggiunta solo due o tre giorni dopo l’equinozio di autunno (e prima di quello di primavera): quest’anno cade il 25 settembre.
La durata della notte astronomica salirà mediamente a quasi 8,5 ore (7,6 ore a inizio mese, 9 ore alla fine).
In sostanza, dopo le ore 21:00 il Sole sarà già sceso a –18° sotto l’orizzonte, segnando la fine del crepuscolo astronomico e consentendo di compiere osservazioni deep-sky fino alle 5:00 del mattino.

I PIANETI

Di seguito vengono fornite alcune indicazioni sulle condizioni di osservabilità dei pianeti per il mesedi settembre 2020. Gli orari sono espressi in TMEC, cioè all’ora indicata dai nostri orologi.

MERCURIO

Mag. da –0,6 a 0; diam. da 5,0″ a 6,6″
Visibile con difficoltà al tramonto
In Leone, poi in Vergine

Abbiamo lasciato Mercurio, in agosto, quando ci appariva fugacemente la sera, sull’orizzonte occidentale, immerso nelle colorate luci del tramonto. In settembre, l’apparizione serale del piccolo pianeta non sarà particolarmente favorevole per le osservazioni, con Mercurio che sarà già – e resterà sempre – molto basso sull’orizzonte al tramonto del Sole.
Il primo settembre tramonterà infatti alle 20:20, quindi circa mezz’ora dopo il Sole. Risalirà durante il mese, raggiungendo il nodo discendente l’8 settembre e l’Afelio (0.466698 UA) il 19.
Le cose miglioreranno leggermente con il passare dei giorni: Mercurio impiegherà tutto settembre per raggiungere nuovamente la massima elongazione orientale dal Sole (25,8° E) che, tuttavia, si verificherà solo il primo giorno di ottobre.
Sul finire di settembre quindi la separazione dal Sole sarà maggiore, con il pianeta che tramonterà alle 19:42, circa 50 minuti dopo il Sole.

VENERE

Mag. da –4,3 a –4,1; diam. da 19,5″ a 15,7″;
fase da 60% a 71%

Ottimamente osservabile nella seconda parte della notte
In Gemelli fino al 4, in Cancro fino al 23, poi in Leone

Negli ultimi mesi, Venere si è esibito in un magnifico spettacolo nel cielo del mattino, presentandosi brillantissimo, con una magnitudine inferiore alla –4, e sempre più alto sull’orizzonte est, scalando letteralmente il cielo orientale. Dopo aver raggiunto il punto di massima elongazione occidentale dal Sole lo scorso 13 agosto, il pianeta, in settembre, comincia una lenta “ritirata” che si farà ben più marcata a partire da ottobre.
Nel frattempo, possiamo godere della vista di questo magnifico pianeta, facilissimo da rintracciare in cielo anche a occhio nudo, considerata la sua forte luminosità.

Sorgerà molto presto, nella seconda parte della notte, alle ore 2:55 a inizio settembre, orario posticipato alle 3:40 a fine mese: l’anticipo sul sorgere del Sole si farà via via più esiguo, anche se, al momento, stiamo parlando comunque di diverse ore, utili per la sua osservazione e ripresa in ottime condizioni.

Venere trascorrerà i primi giorni di settembre (fino al 4) nei Gemelli, posizionandosi a 8° 20’ a sud di Polluce (Beta Geminorum, mag. +1,2), formando un bell’allineamento con Polluce e Procione (Alfa Canis Minor, mag. +0,4). Nei giorni successivi si sposterà nel Cancro (dove incontrerà l’ammasso M 44 in compagnia della Luna il giorno 14), per passare nel Leone il giorno 23 settembre, diretto proprio verso la sua stella Alfa, Regolo (mag. +1,4). Il giorno 26 settembre la sua orbita passerà per il suo nodo ascendente.

• Ricordiamo l’articolo su Coelum Astronomia 240: Vespero, stella della sera, a Lucifero, stella del mattino, di Giorgia Hofer.

MARTE

Magnitudine da –1,8 a –2,5
Diametro da 18,9″ a 22,4″
Osservabile quasi tutta la notte
In Pesci

In settembre, Marte diviene un oggetto predominante nel cielo orientale già in prima serata: ci apparirà a occhio nudo come una stella brillante di colore marcatamente arancione, tra le più deboli stelle dei Pesci, costellazione in cui soggiornerà per tutta la durata del mese.

Il pianeta sorgerà alle ore 21:47 a inizio mese, per anticipare alle 19:44 alla fine di settembre. Questi orari così anticipati ci permetteranno di osservare con piacere e profitto il Pianeta Rosso già nelle ore della tarda serata, con Marte che si troverà in ottima posizione (a metà settembre transita al Meridiano alle 3:24 a un’altezza di 55°).

La sua dimensione apparente è in continuo aumento (passerà da 18,9″ a 22,4″) e la sua magnitudine in diminuzione, da –1,8 a –2,5: sono entrambi ottimi sintomi dell’appropinquarsi dell’opposizione del 13 ottobre che – lo ricordiamo ancora una volta – pur non essendo tecnicamente definibile come “grande opposizione”, le si avvicinerà notevolmente.

Il 9 settembre Marte sarà stazionario e inizierà poi il suo moto retrogrado.
Osserviamo e riprendiamo il pianeta dunque: esercitiamoci per il momento, ormai vicino, in cui Marte si presenterà al meglio!

GIOVE

Mag. da –2,6 a –2,4; diam. da 44,3″ a 40,7″
Ottimamente osservabile nella prima parte della notte
In Sagittario

Dopo aver superato l’opposizione al Sole (14 luglio), inizia inevitabilmente la fase di declino delle condizioni di osservabilità del grande pianeta. Non c’è da preoccuparsi però: in settembre Giove si mostrerà in ottime condizioni, consentendoci di proseguire le nostre osservazioni e riprese fotografiche per tutto il mese e senza difficoltà particolari (a metà mese transita in Meridiano alle ore 20:48, a un’altezza sull’orizzonte di 25°).
Quando il cielo si sarà fatto sufficientemente scuro, subito dopo il tramonto, Giove sarà uno dei primi astri ad apparire in cielo: merito della sua magnitudine (che passa da –2,6 a –2,4 nell’arco del mese). Lo troveremo, in compagnia di Saturno, nella costellazione del Sagittario, in prossimità del gruppo di stelle più brillanti e caratteristiche della costellazione, quelle che disegnano in cielo la tipica forma di una teiera (Giove sarà vicino al “manico”).
Giove tramonterà alle 2:23 a inizio mese, orario che verrà via via anticipato con il passare dei giorni, per raggiungere le 00:30 a fine mese.
Per quanto riguarda il suo moto apparente nel cielo, il giorno 13 settembre sarà stazionario, e passerà da retrogrado a diretto.
Approfittiamo di questo periodo per osservare, al telescopio, le meravigliose formazioni atmosferiche del pianeta (le bande, i festoni, la Grande Macchia Rossa, ecc.) e l’affascinante moto dei suoi satelliti maggiori per i quali sarà sufficiente un buon binocolo. Anche l’osservazione a occhio nudo sarà comunque appagante, così come la fotografia di paesaggio, con il duo Giove e Saturno che risulterà decisamente fotogenico.

Ricordiamo la rubrica astrofotografica del numero scorso: I pianeti arricchiscono la Via Lattea

SATURNO

Mag. da +0,3 a +0,5; diam. da 41,0″ a 39,3″
Ottimamente osservabile nella prima parte della notte
In Sagittario

Per Saturno, già da qualche mese, è possibile fare un discorso analogo a quello che si fa per Giove, per ciò che riguarda le sue condizioni di osservabilità. E così, dopo aver superato l’opposizione con il Sole (20 luglio), anche per Saturno l’osservabilità è in lento e inesorabile declino, pur mantenendosi su valori ottimi. Saturno infatti sorge molto presto, nel tardo pomeriggio, rendendosi visibile nel cielo della prima serata, appena il fondo della volta celeste si è fatto sufficientemente scuro per consentire alla sua magnitudine (in aumento da +0,3 a +0,5) di farlo risaltare, cosa che avverrà subito dopo Giove, poco dopo il tramonto. Il grande pianeta con l’anello in settembre raggiungerà il culmine, al momento del transito in Meridiano, alle ore 21:22 a metà mese, a un’altezza di 26,7°.

Lo troveremo tra le stelle del Sagittario, in una zona dominata da stelle meno appariscenti di quelle che accompagnano Giove, cosa che ci permetterà di distinguerlo ancora più facilmente a occhio nudo, nonostante la magnitudine non sia negativa.

Nel corso del mese il pianeta tramonterà sempre più anticipatamente, di un’ora ogni 15 giorni circa, passando dalle ore 3:08 di inizio settembre alle 1:08 a fine mese.

Come accade per Giove, il giorno 29 settembre Saturno inizierà a muoversi di moto diretto.
Una grande attrattiva di questo pianeta è senza dubbio il suo sistema di anelli, in grado di rendere

URANO

Mag. +5,7; diam. 3,7″
Osservabile praticamente tutta la notte
In Ariete

In settembre, Urano sarà osservabile con profitto praticamente tutta la notte. Sorgerà a inizio mese alle 22:00 circa, orario che sarà anticipato alle 20:05 a fine settembre. Ovviamente non sarà possibile vedere il pianeta a occhio nudo (mag. +5,7): ci servirà sicuramente un telescopio per poterlo vedere o riprendere fotograficamente. L’orario della sua levata già in prima serata farà si che, quando il cielo si sarà fatto ben scuro, il pianeta sia già alto sull’orizzonte (a metà mese culmina alle ore 4:07 a un’altezza di 62,5° sull’orizzonte sud), quindi in posizione ottima per compiere le difficili riprese necessarie a farlo risaltare.
Per individuarlo dovremo rivolgerci verso la zona meridionale della costellazione dell’Ariete, nella regione al confine con il Mostro Marino (Cetus), al punto che le stelle più brillanti dell’Ariete non ci saranno d’aiuto nella localizzazione del pianeta. Sarà più utile sfruttare le pur deboli stelle del Cetus, in particolare Mu Ceti (mag. +4,3): Urano si troverà a 5° 21’ a nordovest della stella.

NETTUNO

Mag. +7,8; diam. 2,4″
In opposizione – Osservabile tutta la notte
In Acquario

Nettuno non è mai un soggetto semplice da osservare, nemmeno quando raggiunge le migliori condizioni di osservabilità che, lo abbiamo ripetuto più volte, si verificano in concomitanza con il periodo dell’opposizione con il Sole.
E proprio in settembre Nettuno sarà in opposizione, precisamente il giorno 11.
Lo troveremo tra le stelle dell’Acquario, verso il confine con i Pesci.
Per localizzarlo potremo utilizzare la stella Psi1 Aqr (mag. +4,2) che, in un sistema di riferimento equatoriale, si troverà a sud-sudest del pianeta di circa 4° 7’.

PIANETI NANI

PLUTONE

Dopo aver raggiunto il 15 luglio l’opposizione e quindi le condizioni di migliore osservabilità, in settembre le sue condizioni di osservazione peggioreranno sensibilmente, continuando il suo cammino verso la congiunzione con il Sole, con una elongazione da esso di poco più di 105 a fine mese.
Assolutamente impossibile da scorgere a occhio nudo o con un semplice binocolo (picco massimo di magnitudine +14,7, tramonta a fine mese alle 1:02), dovremo dotarci necessariamente di un telescopio di diametro generoso per riuscire a percepire qualcosa.
Plutone si troverà nella costellazione del Sagittario, non molto distante da Giove e Saturno, che ci potranno aiutare a localizzarlo. Il 25 Settembre, dalle 23 in poi, il pianeta nano sarà in congiunzione con Luna, Giove e Saturno.

(1) CERERE

Dopo l’opposizione al Sole il giorno 28 agosto, il grande asteroide si troverà in ottime condizioni osservative, seppure in rapido declino. A fine mese tramonterà alle 3:41 e culmina verso le 23:10, rendendosi ben visibike la sera. Lo potremo rintracciare nella costellazione dell’Acquario
La magnitudine raggiunta sarà pari a +8,2 a fine mese, ponendosi a una distanza di 2,176 UA dalla Terra, con una elongazione dal Sole pari a 135,9.
Settembre é dunque un ottimo mese per una sua proficua osservazione, anchecon l’ausilio di un buon binocolo.

ASTEROIDI

Il mese di settembre sarà decisamente affollato di opposizioni asteroidali: se ne verificheranno ben sette, considerando gli asteroidi maggiori. Una vera goduria, quindi, per gli appassionati delle “rocce volanti”! Noi ci concentriamo però sue due particolari opposizioni, degne di nota per il valore di magnitudine raggiunto, che si attesterà sulla nona grandezza.

(19) FORTUNA

Iniziamo quindi con (19) Fortuna, il giorno 11 settembre: troveremo questo grande asteroide, uno dei più grandi della fascia principale (circa 200 km di diametro), nella costellazione dei Pesci, a 5° 54’ a sud della stella Gamma Piscium (mag. +3,7), verso il confine con l’Acquario (si troverà a 3° 29’ a nord di Fi Aquarii, mag. +4,2). Non a grande distanza (circa 3° 15’ a sudest di Fortuna) si troverà anche il pianeta Nettuno. Nel giorno dell’opposizione l’asteroide toccherà la magnitudine +9,4 e si troverà a una distanza dalla Terra di 1,137 UA.
Abbiamo già parlato numerose volte di questo asteroide: ricordiamo solo che venne scoperto da John Russell Hind nella notte del 22 agosto 1852 presso l’Osservatorio privato di George Bishop al Regents Park di Londra. Il nome venne scelto in onore di Fortuna, la dea Romana del caso e del destino.

(68) LETO

La seconda opposizione asteroidale su cui ci concentriamo in settembre è quella di (68) Leto. Si tratta di un grande asteroide della fascia principale: il suo diametro è di circa 122 km. Come se ciò non bastasse, bisogna considerare anche che la sua composizione superficiale, costituita di silicati e metalli, tra cui ferro e nickel, contribuisce a renderlo particolarmente brillante, con un effetto diretto sulla sua magnitudine.
Leto venne scoperto il 29 aprile 1861 da Karl Theodor Robert Luther dall’Osservatorio situato nel distretto urbano di Bilk, nella città di Dusseldorf in Germania. Luther all’epoca era anche il direttore dell’Osservatorio (a partire dal 1851). Il nome venne scelto in onore di Leto che, nella mitologia greca, era la madre di Apollo e Artemide.
L’asteroide raggiungerà l’opposizione il 30 settembre, giorno in cui si troverà nella costellazione della Balena (Cetus), 6° 18’ a nordest della stella Deneb Kaitos (Iota Ceti, mag. +3,6). In quel giorno raggiungerà la magnitudine +9,6, posizionandosi a 1,118 UA dalla Terra.

(17) THETIS

Tra le altre opposizioni notevoli per il mese di settembre, ricordiamo rapidamente quella di (17) Thetis, il 10 settembre (nella costellazione dell’Acquario; mag. +10,6).

Teti (17 Thetis) è un piccolo asteroide della fascia principale. Si tratta di un tipico asteroide di tipo S, caratterizzato da una superficie relativamente brillante e composto da silicati e ferro-nichel.
Teti fu il primo dei ventiquattro asteroidi scoperti dall’astronomo tedesco Karl Theodor Robert Luther; venne individuato il 17 aprile 1852 all’Osservatorio di Düsseldorf, in Germania, di cui Luther era direttore dal 1851. Fu battezzato così in onore di Teti, madre di Achille, eroe della guerra di Troia, secondo la mitologia greca.

(22) KALLIOPE

Altra opposizione notevole per il mese corrente, éequella di (22) Kalliope, il 10 settembre (nella costellazione dell’Acquario; mag. +10,6).

22 Kalliope (in italiano 22 Calliope) è un grande asteroide della Fascia principale, scoperto da John Russell Hind il 16 novembre 1852 grazie al telescopio da 7 pollici dell’osservatorio privato di George Bishop (di cui era direttore) al Regents Park di Londra, Regno Unito. Fu battezzato così in onore di Calliope, la Musa greca della poesia epica.

(49) PALES

Passiamo poi al 16 settembre, con l’opposizione di (49) Pales (nei Pesci; mag. +11).

49 Pales (in italiano 49 Pale) è un grande e scuro asteroide della fascia principale.
Pales fu scoperto da Hermann Mayer Salomon Goldschmidt il 19 settembre 1857 all’Osservatorio astronomico di Parigi (Francia). Jean-Baptiste Elie de Beaumont, un geologo francese, lo battezzò così in onore di Pale, la dea della religione romana protettrice della terra e dei pastori. 48 Doris e 49 Pales, scoperti lo stesso giorno, sono soprannominati Les Deux Jumelles, le due gemelle.
Nel 1979 Edward F. Tedesco ha suggerito l’esistenza di una luna dell’asteroide in base ai dati ricavati dalla sua curva di luce.

(737) AREQUIPA

Il 18 settembre sarà la volta di (737) Arequipa, nei Pesci (mag. +10,8).

737 Arequipa è un asteroide della fascia principale del diametro medio di circa 44,07 km. Scoperto nel 1912, presenta un’orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 2,5923275 UA e da un’eccentricità di 0,2427447, inclinata di 12,35604° rispetto all’eclittica.

Il suo nome è un omaggio alla città di Arequipa, in Perù, sede di un osservatorio astronomico.

(61) DANAE

E, infine, il 22 settembre, toccherà a (61) Danae, nel Pegaso (mag. +10,8).

61 Danaë (in italiano 61 Danae) è un piccolo e brillante asteroide roccioso della fascia principale.
Danaë fu scoperto da Hermann Mayer Salomon Goldschmidt il 9 settembre 1860 all’Osservatorio di Parigi (Francia). Urbain Le Verrier, direttore dell’osservatorio, lo battezzò così in onore di Danae, nella mitologia greca la madre di Perseo.
Nel 1985, basandosi sui dati ricavati dalla curva di luce del pianetino, un team di astronomi italiani ha ipotizzato la presenza (non confermata) di un satellite, di dimensioni pari a 55 x 30 x 30 km e orbitante a 101 km da Danaë.

CONGIUNZIONI

CONGIUNZIONE LUNA MARTE (5 SETTEMBRE 2020 22:30)

Volgendo il nostro sguardo verso oriente, la sera del 5 settembre, alle ore 22:30 circa, potremo ammirare facilmente una bella congiunzione tra la Luna (fase dell’88%) e il pianeta Marte (mag. –1,9). Quest’ultimo ci apparirà, a occhio nudo, come una stella piuttosto brillante e di colore spiccatamente arancione. Sarà molto bello osservare questa congiunzione, a una altezza di circa 10° sull’orizzonte est, con i due astri che saranno separati di circa 3° 40’. Si tratta di un’ottima occasione per immortalare la coppia in fotografie di paesaggio che comprendano anche elementi naturali, alberi, montagne o colline, o architettonici.
Non finisce qui però! La coppia, con il passare delle ore si stringerà in un abbraccio davvero appassionato!

CONGIUNZIONE LUNA MARTE (6 SETTEMBRE 2020 00:00)

Dopo aver “viaggiato” l’intera notte lungo la volta celeste, la Luna e Marte, già in congiunzione dalla sera precedente, ora sono strettamente abbracciati, distanti tra loro appena 51’. Sarà una delizia osservare la coppia in cielo, così appaiati, alti circa 45° sull’orizzonte di sudovest. La luminosità del nostro satellite naturale sarà abbagliante (fase dell’86%) e tenderà a prevaricare quella del Pianeta Rosso. l’osservazione binoculare dell’evento sarà sicuramente appagante.
Per la verità, proseguendo nelle osservazioni, la Luna si avvicinerà ancora di più a Marte, raggiungendo appena i 31’ alle ore 6:50, quando però il cielo sarà troppo chiaro, illuminato dalla luce del Sole sorto da poco (6:42). Spingendosi ancora oltre, per chi vorrà cimentarsi in un’osservazione in diurna, segnaliamo che la Luna, se osservata dalle regioni meridionali della penisola italiana, occulterà Marte. Per i dettagli, vedi sotto.

LA LUNA OCCULTA MARTE (6 settembre, ore 6:50)

Nella mappa, le linee bianche mostrano il percorso apparente seguito da Marte durante l’occultazione da parte della Luna. Le linee sono riferite alle diverse località riportate nella grafica. Ricordiamo che per la grafica è stato utilizzato un sistema di riferimento equatoriale. Sopra. La tabella mostra gli orari di ingresso e uscita di Marte, occultato dalla Luna, per alcune delle principali località del Sud Italia. Suggeriamo di utilizzare un planetario per il calcolo degli orari precisi per la propria località di osservazione. È sempre bene anticipare di qualche minuto le osservazioni rispetto agli orari indicati.

La mattina del 6 settembre, per chi abita nelle regioni meridionali della penisola italiana, sarà possibile osservare una bella occultazione di Marte (mag –1,9) da parte della Luna (fase dell’86%). Riportiamo qui a fianco una tabella per alcune città del meridione da cui sarà possibile osservare l’occultazione. Gli orari indicati possono variare di alcuni secondi a seconda della località precisa specifica: consigliamo di utilizzare un planetario per calcolare le esatte circostanze dell’evento nella propria località e, comunque, è bene anticipare l’osservazione di qualche minuto.
Ricordiamo che essendo un’osservazione in diurna e per la quale è necessario utilizzare degli strumenti ottici (come un binocolo o un telescopio), prestare sempre grande attenzione a non intercettare mai i raggi del Sole: l’osservazione del Sole senza adeguate schermature può provocare danni irreparabili alla vista.

CONGIUNZIONE LUNA, VENERE E M44 (13/14 SETTEMBRE 2020 05:00)

La mattina del 13 settembre, alle ore 5:00, dirigendo la nostra attenzione verso est, potremo notare la presenza del brillante pianeta Venere (mag. –4,2) a una altezza di circa 21° sull’orizzonte. Osservando con attenzione sarà possibile distinguere il tenue ammasso stellare aperto noto come Ammasso del Presepe (Beehive Cluster, mag. +3,1), o M 44 del catalogo di Messier, a poca distanza di Venere che si troverà a 2,3’ a sudovest dell’ammasso. Il teatro in cui si verificherà la congiunzione è quello della costellazione del Cancro, le cui stelle più brillanti faranno da “comparse”, nemmeno troppo secondarie, come vedremo.
Il giorno seguente, il 14 settembre alla stessa ora, a questo già interessante duetto astrale si aggiungerà anche una sottile falce lunare (fase del 15%): la Luna si troverà a 1,7° a nordest dell’ammasso aperto, mentre Venere si sarà spostato percepibilmente, portandosi a poco più di 1° da Asellus Australis (Delta Cancri, mag. +3,9).
La Luna sicuramente completa il quadro, formando un trio di sicuro fascino, considerando anche che in questo giorno sarà possibile osservare la luce cinerea della Luna, che in fotografia apparirà decisamente marcata, soprattutto se allungheremo i tempi di posa, cosa necessaria anche a far risaltare maggiormente le deboli stelle che compongono l’ammasso.
Attendendo ulteriormente per alcuni minuti, fino alle 5:25 circa, potremo osservare la Luna che, con il suo incedere, occulterà la stella Asellus Borealis (Gamma Cancri, mag. +4,7). l’occultazione terminerà alle ore 6:22 circa.
Complessivamente, questo fenomeno che si articola in due giorni di osservazione, risulterà particolare per i soggetti coinvolti: un facile oggetto deep sky qual è M 44, il brillante pianeta Venere e la Luna con una fase compatibile con l’osservazione e la ripresa fotografica, soprattutto dell’ammasso. La concomitanza dei giorni in cui il nostro satellite si presenta in luce cinerea, inoltre, non farà altro che aggiungere magia e fascino alla ripresa.
Consigliamo di osservare la congiunzione a occhio nudo o con l’aiuto di un binocolo, mentre per la fotografia sarà sicuramente interessante tentare di stringere l’inquadratura sull’area di cielo in cui dimora l’ammasso aperto. Sarà altresì possibile immortalare questo incontro celeste anche in fotografie più a largo campo, in cui sarà indispensabile costruire un’inquadratura considerando gli elementi del paesaggio circostante, includendo elementi naturali o architettonici per incorniciare adeguatamente i soggetti celesti. Sconsigliamo l’uso di obiettivi eccessivamente grandangolari che non sarebbero in grado di rendere evidenti i dettagli lunari o di rendere adeguatamente le stelle dell’ammasso.

CONGIUNZIONE LUNA GIOVE SATURNO PLUTONE
(24/25 SETTEMBRE 2020 23:00)

Nei giorni 24 e 25 settembre si verificherà una classica congiunzione tra Luna e pianeti: nello specifico i protagonisti sono i due maggiori pianeti del Sistema Solare, ossia Giove (mag. –2,4) e Saturno (mag. +0,4).
Iniziamo la sera del 24 settembre, alle ore 23:00 circa: nella regione del cielo del Sagittario, osservabile verso sudovest, a una altezza di circa 14°, sarà facile riconoscere Giove, che ci apparirà come una stella molto brillante, seguita, a poca distanza più in direzione sud, da Saturno. La Luna (fase del 58%) si troverà a 6° e mezzo a sudest di Giove, ponendosi ad appena 1,7° a ovest della stella Nunki (Sigma Sagittarii, mag. +2,1), una delle brillanti stelle del Sagittario che compongono la celebre forma a “teiera”, che ci apparirà decisamente declinante verso l’orizzonte.

Il giorno seguente, il 25 settembre sempre alle ore 23:00, potremo notare lo spostamento della Luna (fase del 69%), che si sarà portata più in prossimità di Saturno, sorpassando Giove. La separazione sarà di circa con il nostro satellite naturale che si troverà a sudest del pianeta con l’anello. Si tratta di una congiunzione piacevole da osservare a occhio nudo e interessante da fotografare, inevitabilmente ad ampio campo, avendo l’accortezza di impreziosire l’inquadratura con elementi del paesaggio che sappiano arricchire l’immagine e fare da giusto contorno ai soggetti celesti. Considerando che avremo a che fare con astri molto luminosi, ci sarà anche l’occasione di giocare un po’ con i soggetti inventandosi magari qualche interessante allineamento prospettico con gli oggetti paesaggistici.

Per concludere, aggiungiamo che, in realtà, c’è un altro protagonista nella congiunzione, un altro attore primario ma che passa decisamente inosservato: Plutone. Situato a due terzi circa di distanza sulla congiungente Giove-Saturno (più vicino a quest’ultimo), il piccolo pianeta nano sarà lì, assolutamente invisibile a occhio nudo (e molto difficile da scorgere anche al telescopio), ma pur sempre presente! Anche se non apparirà nei nostri scatti fotografici, sappiamo che il remoto corpo celeste sarà in qualche modo incluso nelle nostre immagini!

L’articolo completo è pubblicato su Coelum n.247 – 2020 alla pagina 162

Source: Il Cielo di Settembre | Coelum Astronomia

OBSERVE THE MOON NIGHT 2020, 26 SETTEMBRE

La Notte Internazionale della Luna
dall’Italia dalla Svizzera e dalla Namibia

DALLE ORE 21, DIRETTA WEB:
http://bit.ly/LaNottedellaLuna

La Notte della Luna (International Observe the Moon Night, è sponsorizzato dalla missione Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA e dalla Solar System Exploration Division presso il Goddard Space Flight Center della NASA) del prossimo 26 settembre ospiterà un evento internazionale promosso dalla NASA che ha lo scopo di far conoscere il nostro satellite al grande pubblico.
L’ultima edizione, quella del 2019, quindi in epoca pre-COVID, ha coinvolto quasi 2000 luoghi e punti di osservazione in tutto il mondo.  
La pandemia che ha investito il mondo, ha indotto gruppi ed associazioni, a proporre i loro eventi sul web, e questo è pure il nostro caso, con una diretta che avrà il titolo di: La notte Internazionale della Luna dall’Italia, dalla Svizzera e dalla Namibia, con collegamenti ad alcuni luoghi straordinari.

Ecco i quattro collegamenti della nostra serata:

HAKOS FARM – Namibia, https://www.hakos-astrofarm.com/en/
OSSERVATORIO CALINA, Svizzera, https://www.astrocalina.ch/
VIRTUAL TELESCOPE, Roma, https://www.virtualtelescope.eu/
SOCIETA’ ASTRONOMICA LUNAEhttp://www.astrolunae.it/

ORGANIZZATORI E PARTECIPANTI ALL’EVENTO:

BAR-CAMP Rimandato al 2021

A causa della pandemia da Coronavirus l’annuale BarCamp Cielpiemontesi viene rinviato al 2021.

Il motivo è precauzionale, tecnicamente si sarebbe potuto anche tenere, ma vista la sua caratteristica di gioioso incontro tra amici si preferisce non rischiare ed evitare di divenire un occasione astronomica di diffusione del virus.

Però possiamo fare delle anticipazioni, l’ottava edizione del BarCamp si terrà a Savigliano (CN), sarà curato direttamente dalla Sezione Piemonte e Valle d’Aosta della SAIt e seguito in prima persona da Roberto Bonamico, ideatore, costruttore e gestore dell’Osservatorio autocostruito BSA ( Bonamico Star Adventure).

Non sappiamo ancora anticipare la data dell’evento che sarà decisa in base all’andamento dell’epidemia nella delicata fase invernale, ma speriamo in tarda primavera… durante un sabato prossimo alla Luna Piena!

Quindi fin da ora un arrivederci all’8a Edizione del BarCamp CIELIPIEMONTESI 2021

Vita su Venere: tracce di possibile origine biologica | MEDIA INAF

Scoperta la presenza di una rara molecola – la fosfina – nelle acidissime nubi di Venere. Formata da un atomo di fosforo e tre d’idrogeno, si tratta di un gas che qui sulla Terra è prodotto solo industrialmente o da batteri che prosperano in ambienti privi di ossigeno. L’ipotesi del team che l’ha rivelata, guidato da Jane Greaves, astrofisica alla Cardiff University, è dunque che la sua origine possa essere dovuta a microbi extraterrestri

  Marco Malaspina    14/09/2020

La rappresentazione artistica mostra la superficie e l’atmosfera del pianeta Venere, con le molecole di fosfina in evidenza (nella realtà sono naturalmente così piccole da non essere visibili). Le molecole sono trasportate dalle nubi spinte dal vento di Venere ad altitudini comprese tra 55 e 80 km e assorbono parte delle onde millimetriche prodotte ad altitudini inferiori. Sono state rilevate nei dati del James Clerk Maxwell Telescope e di Alma, di cui l’Eso è partner. Crediti: Eso/M. Kornmesser/L. Calçada

Tre atomi d’idrogeno e uno di fosforo. Questi gli ingredienti della fosfina, la molecola che potrebbe cambiare per sempre la storia della vita nell’universo. La sua presenza nelle nubi di Venere – rivelata da osservazioni con il James Clerk Maxwell Telescope (Jcmt), alle Hawaii, e confermata da Alma, l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array – potrebbe infatti rappresentare la prima prova dell’esistenza di forme di vita aliena. Microbi extraterrestri. Se l’ipotesi sulla sua origine riportata oggi su Nature Astronomy troverà anch’essa conferma, saremmo davanti a una scoperta epocale.

Tre atomi d’idrogeno e uno di fosforo, dicevamo. Formula chimica PH3. Non è uno degli innumerevoli precursori che periodicamente vengono rinvenuti nello spazio e presentati come “mattoni della vita”. Non è nemmeno una sostanza organica. Questa volta è una molecola semplicissima. Eppure quando, nel giugno del 2017, al termine di cinque giorni di osservazioni dell’atmosfera di Venere, Jane Greaves, astrofisica alla Cardiff University (Regno Unito), ne scorse la firma spettroscopica – la riga a 1,123 mm di quella che i fisici chiamano transizione rotazionale 1-0 – nei dati acquisiti con il Jcmt, rimase letteralmente scioccata.

«Vedere i primi segnali della presenza di fosfina nello spettro di Venere è stato un colpo!», ricorda ora Greaves, a distanza di tre anni.

Scioccata perché quella molecola, in quell’ambiente e a quella concentrazione – circa venti parti per miliardo – semplicemente non poteva esserci. La fosfina è una sostanza altamente tossica per la quale gli scienziati conoscono, almeno qui sulla Terra, solo due possibili processi di produzione. Uno è quello industriale, adottato per esempio nella fabbricazione dei prodotti che si usano per sterminare i parassiti attraverso la fumigazione. L’altro è un processo biologico: la fosfina può infatti essere sintetizzata da batteri anaerobici. Parliamo di microbi che vivono in assenza di ossigeno, assorbono fosfato dai minerali o da materiale biologico, aggiungono l’idrogeno e infine espellono, appunto, fosfina.

Rappresentazione artistica con Venere e molecole di fosfina, la cui forma è mostrata graficamente nel riquadro. Crediti: Eso/M. Kornmesser/L. Calçada & Nasa/JPL/Caltech

Escludendo dunque la presenza su Venere di impianti industriali, l’ipotesi al momento più plausibile – per quanto straordinaria – è che nelle acidissime nubi della sorella della Terra siano all’opera microorganismi alieni. «Trovare la fosfina su Venere è stato un regalo del tutto inaspettato. È una scoperta che solleva molte domande, come per esempio sul modo in cui un qualsiasi organismo potrebbe sopravvivere», osserva un’altra delle autrici dello studio, Clara Sousa Silva del Massachusetts Institute of Technology. «Sulla Terra, alcuni microbi possono sopportare fino a circa il 5 per cento di acido nell’ambiente, ma le nubi di Venere sono fatte quasi interamente di acido».

Ipotesi, dicevamo. Se infatti è pressoché sicuro che la fosfina, nell’atmosfera di Venere, ci sia – e questo grazie alle successive verifiche compiute nel marzo del 2019 con 45 delle 66 antenne di Alma, il miglior strumento al mondo per questo tipo di osservazioni – non è altrettanto certo che non possa avere un’origine che ancora ci sfugge. Anzitutto va detto che concentrazioni piuttosto elevate di fosfina erano state già rinvenute altrove nel Sistema solare, in particolare nell’atmosfera di Giove e Saturno, seppure in condizioni di pressione e temperatura talmente estreme da essere del tutto improbabile incontrarle su un pianeta roccioso. Altri potenziali “agenti produttori” di fosfina potrebbero poi essere la luce solare, i fulmini o fenomeni geologici come i vulcani. Ma nessuno di questi sembrerebbe in grado di produrne una quantità anche solo lontanamente paragonabile a quella misurata dal Jcmt e da Alma. Ai microbi terrestri, al contrario, per riuscirci basterebbe funzionare ad appena il dieci per cento della loro produttività massima.

Impronta della fosfina nello spettro di Venere. Crediti: Alma(Eso/Naoj/Nrao), Greaves et al. & Jcmt (East Asian Observatory)

Insomma, nelle concentrazioni rilevate e in ambienti come quelli che caratterizzano i pianeti rocciosi la fosfina, per quanto ne sappiamo, può avere – a differenza per esempio del metano – solo origine antropogenica o biologica. Ecco perché gli astrobiologi l’hanno messa da tempo in cima alla lista dei loro obiettivi: è un eccellente indicatore della potenziale presenza di vita.

«La produzione non biologica di fosfina su Venere è esclusa dalla nostra attuale conoscenza della chimica della fosfina nelle atmosfere dei pianeti rocciosi. Confermare l’esistenza della vita nell’atmosfera di Venere sarebbe un importante passo avanti per l’astrobiologia», commenta il direttore operativo europeo di Alma Leonardo Testi, astronomo dell’Eso e dell’Inaf di Arcetri, non direttamente coinvolto nello studio, «quindi è essenziale far seguire a questo risultato entusiasmante studi teorici e osservativi, per escludere la possibilità che la fosfina sui pianeti rocciosi possa anche avere un’origine chimica diversa da quella che ha sulla Terra».

Per saperne di più:

  • Leggi su Nature Astronomy l’articolo Phosphine gas in the cloud decks of Venus, di Jane S. Greaves, David L. Clements, Sara Seager, Janusz J. Petkowski, Clara Sousa-Silva, Sukrit Ranjan, Emily Drabek-Maunder, Helen J. Fraser, Annabel Cartwright, Ingo Mueller-Wodarg, Zhuchang Zhan, Per Friberg, Iain Coulson, E’lisa Lee e Jim Hoge
  • Leggi la press release dello European Southern Observatory

Source: Vita su Venere: tracce di possibile origine biologica | MEDIA INAF