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Feb 11

Diretta streaming alle 16,30 di un annuncio (probabilmente) storico – Blue Planet Heart

 

 

Einstein le teorizzò esattamente 100 anni fa e i primi tentativi di rivelarle cominciarono quasi 60 anni fa. Oggi, in una conferenza stampa che tutto il mondo aspetta con trepidazione, l’annuncio della prima rilevazione diretta di Onde Gravitazionali dalla fusione di due buchi neri. Ecco la nostra telecronaca in diretta! Le indiscrezioni circolavano in rete da più di un mese, all’inizio si trattava di una voce isolata ma negli ultimi giorni, con l’annuncio di una conferenza stampa ufficiale si è capito che qualcosa di grosso bolle davero in pentola e alcune informazioni sta già filtrando… le notizie ufficiose riguardanti le due antenne gravitazionali americane LIGO (Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory), parlano di chiari segnali da due diverse regioni celesti e, in un caso, si tratterebbe della fusione di due buchi neri stellari massicci (circa 30 masse solari ciascuno)!

In questa pagina seguiremo in tempo reale l’evento a partire dalle 16.30, aggiungendo i dettagli della scoperta man mano che vengono resi pubblici… nel frattempo i più curiosi possono leggere i due paragrafi in fondo all’articolo, dove si racconta cosa sono le onde gravitazionali, la storia e le tecnologie impiegate per rivelarle.

Un pò di Storia (e di Fisica)

Quella delle onde gravitazionali è una storia lunga e in passato ci sono stati già dei falsi allarmi riguardo alla loro rivelazione diretta, vediamo di ripercorrere alcune tappe fondamentali.

Nel 1905, in contemporanea con la pubblicazione della teoria della relatività ristretta da parte di Einstein, il fisico e matematico francese Henri Poincaré fu il primo a postulare l’esistenza di onde “gravifiche”, responsabili dell’attrazione gravitazionale e che si propagano alla velocità della luce nel continuum spazio-temporale, in analogia con le onde elettromagnetiche che sono oscillazioni dei campi elettrici e magnetici (anche nel vuoto). Questa prima idea embrionale è però piuttosto fuorviante e poco ha a che fare con le vere onde gravitazionali postulate da Einstein 11 anni dopo, all’interno del quadro della teoria della relatività generale; questa, infatti, prevede che masse accelerate emettano radiazione, esattamente come avviene con le cariche elettriche accelerate.

Visualizzazione artistica delle onde gravitazionali emesse da una coppia di buchi neri vicini al “merging”; si noti la deformazione del tessuto spazio-tempo – Credit:T. Carnahan (NASA GSFC)

Visualizzazione artistica delle onde gravitazionali emesse da una coppia di buchi neri vicini al “merging”; si noti la deformazione del tessuto spazio-tempo – Credit:T. Carnahan (NASA GSFC)

Per essere più precisi, tra le moderne teorie della gravitazione, lo schema teorico più accreditato sulla metrica dello spazio-tempo è quello di Einstein che si basa sul concetto matematico di “tensori”; la soluzione delle sue equazioni implica l’emissione di radiazione gravitazionale sottoforma di deformazioni oscillatorie dello spazio-tempo che si propagano alla velocità della luce. Questa radiazione viene emessa solo da corpi in cui la massa è distribuita in modo fortemente disomogeneo (quindi sensibilmente distanti dalla simmetria sferica); la grandezza fisica che misura questa disomogeneità è il momento di quadrupolo. Quando il momento di quadrupolo di un corpo di grande massa subisce variazioni molto rapide è emesso un gran numero di onde gravitazionali, di intensità proporzionale alle accelerazioni in gioco e con la stessa frequenza del fenomeno periodico che le origina (la metà del periodo di rivoluzione per due masse orbitanti una attorno all’altra o il periodo di rotazione per un corpo disomogeneo).

Sorgente: Diretta streaming alle 16,30 di un annuncio (probabilmente) storico – Blue Planet Heart

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