Il Cielo di Novembre 2019 « Coelum Astronomia

L’undicesimo mese dell’anno è caratterizzato da notti sempre più lunghe e fresche, con il clima che si fa più vicino a quello della stagione invernale.
Tutto ciò comporta di solito una maggiore limpidezza del cielo rispetto ai mesi precedenti, sperando come sempre nell’assenza di nuvole e pioggia, frequenti in questa stagione.

La cartina mostra l’aspetto del cielo alle ore (TMEC): 1 Nov > 23:00; 15 Nov > 22:00; 30 Nov > 21:00. Crediti Coelum Astronomia CC-BY

Verso la mezzanotte, il cielo sarà già dominato ad EST dall’inconfondibile figura del cacciatore celeste Orione, accompagnato dal Toro, con le splendide Pleiadi e l’ammasso delle Iadi in cui troneggia la fiammante Aldebaran. Seguono i Gemelli e il Cane Maggiore, con la brillantissima Sirio.
Più in basso, a SUD, il meridiano sarà attraversato dall’estesa ma debole costellazione dell’Eridano.
A OVEST, Il Cigno, in cui spicca Deneb, e il grande quadrato di Pegaso saranno al tramonto sull’orizzonte, mentre dalla parte opposta del cielo starà sorgendo l’imponente sagoma del Leone, con la brillante Regolo.

➜ Il Cielo di novembre con la UAI che questo mese ci porta tra i veli dell’Auriga

➜ Stefano Schirinzi ci porta invece nella terza parte del suo viaggio nella costellazione del Delfino

IL SOLE

All’inizio di novembre il Sole si troverà ancora entro i confini della costellazione della Bilancia e solo il giorno 23 entrerà nello Scorpione, costellazione in cui non si “fermerà” per un mese intero, ma solo per pochi giorni. L’eclittica, infatti, passa nella parte alta dello Scorpione, attraversandola solo per un breve tratto, così che il giorno 30 il Sole sarà già nella costellazione dell’Ofiuco.

➜ Continua a leggere, sempre gratuitamente, sul Cielo di Novembre all’interno del nuovo numero.

COSA OFFRE IL CIELO

Questo mese segnaliamo, entro la prima decade del mese, le ultime occasioni per riprendere un Iridium Flare dal’Italia! Di cui vi abbiamo parlato un paio di settimane fa, ma il principale evento tutto da osservare è il:

Transito di Mercurio sul Sole

Il prossimo 11 novembre potremo quindi osservare il piccolo pianeta mentre attraversa il disco solare. Si tratta ovviamente di un fenomeno prospettico che, per certi versi, è simile a un’eclisse di Sole, tuttavia si parla di “transito” dato che le dimensioni del pianeta sono ben inferiori a quelle del Sole (1/194 del diametro apparente del Sole) tali da non riuscire a oscurare il nostro astro. Per questo motivo la luminosità del Sole non subirà nessun calo percettibile al nostro occhio, sarà quindi necessario dotarsi di uno strumento ottico per osservare il raro passaggio: per vederlo comodamente basterà un binocolo o, molto meglio, un telescopio, anche a ingrandimenti non spinti (anche 50x vanno bene), purché dotati degli opportuni e indispensabili filtri solari per schermare le pericolose radiazioni del Sole, in grado di danneggiare in modo irreparabile la nostra vista e la nostra strumentazione.

Attenzione quindi: non osservare mai il Sole senza le adeguate protezioni! È sufficiente un attimo di disattenzione per provocare danni molto gravi e irreversibili agli occhi.

Per l’occasione abbiamo pubblicato in questo numero numerosi articoli dedicati al transito e a Mercurio, oltre ad avere sempre anche il materiale pubblicato in occasione dello scorso transito del 2016.

A questo proposito attenzione, sembrerà un evento non così raro, se è accaduto solo 3 anni fa, ma è stata un’eccezione… perché la prossima volta che accadrà sarà solo nel 2032!! (… e potrebbe piovere!) Questa dell’11 novembre è quindi un’occasione da non perdere, sperando sempre in cieli sereni.

E allora, per l’osservazione e la ripresa del fenomeno:

Il Transito di Mercurio sul Sole: Informazioni per l’osservazione di Gabriele Marini

Uno scatto al mese: Riprendiamo il Transito di Mercurio davanti al Sole di Giorgia Hofer

Dal punto di vista dell’astronomia professionale:

Idee brillanti per Mercurio in transito di Luca Zangrilli

Curiosità e scienza su Mercurio:

Mercurio e l’enigma degli hollow di Alice Lucchetti

Mercurio: il pianeta più vicino (o il più lontano?) di Aldo Vitagliano

Mercurio nella letteratura di fantascienza di Marco Sergio Erculiani

➜ Leggi anche lo Speciale sul Transito di Mercurio del 9 maggio 2016 su Coelum Astronomia 199

I PIANETI

Di seguito vengono fornite alcune indicazioni sulle condizioni di osservabilità dei pianeti per il mese di novembre 2019. Gli orari sono espressi in TMEC, cioè all’ora indicata dai nostri orologi.

MERCURIO

Mag. da +0,5 a –0,6; diam. da 8,6″ a 6,5″
Visibile nella seconda metà del mese
Iniziamo subito col ricordare che in novembre il piccolo Mercurio si renderà protagonista di un eccezionale transito sul Sole, il giorno 11 novembre, alle 13:35 circa, ma rimandiamo all’articolo dedicato a pagina 134 per tutti i dettagli.
Nella prima parte del mese sarà piuttosto difficile scorgere il pianeta: nei primissimi giorni di novembre lo potremo fugacemente vedere al tramonto, molto basso sull’orizzonte occidentale e immerso nelle intense luci del tramonto. Mercurio tramonta poco dopo il Sole e l’osservazione sarà dunque difficile. Meglio attendere il suo ritorno all’alba, quando darà il meglio di sé, dopo aver superato la congiunzione inferiore con il Sole che avverrà, appunto, l’11 novembre. Potremo quindi tornare ad osservare il pianeta all’alba, con Mercurio che a fine mese anticiperà la levata del Sole di circa 1 ora e 50 minuti (sorge alle 5:30 circa), lasciandoci quindi un tempo sufficiente per osservarlo in tranquillità. Lo troveremo nella costellazione della Bilancia, a poco più di 3° da Zubenelgenubi (Alfa Librae, mag. +2,8), rispetto alla quale Mercurio sarà ben più brillante.
Il giorno 16, Mercurio è al perielio mentre il 28 raggiunge la massima elongazione occidentale dal Sole, pari a 20,1°.

VENERE

Mag. da –3,8 a –3,9; diam. da 10,7″ a 11,6″; fase da 94% a 89%
Osservabile tutto il mese
dopo il tramonto Novembre segna l’inizio di un ottimo periodo di osservabilità serale per Venere: non lo troveremo ancora al meglio (per altezza sull’orizzonte e tempo a disposizione prima del suo tramonto), ma senza dubbio le condizioni saranno buone. Il brillante pianeta a fine mese tramonterà un’ora e quarantacinque minuti circa dopo il Sole: avremo modo di vederlo quindi con il cielo ancora piuttosto chiaro, guardando verso sudovest, ma sarà comunque facile da rintracciare a occhio nudo. Nel corso del mese Venere si sposterà dalla costellazione dello Scorpione (dove rimarrà fino al 7 novembre) all’Ofiuco (fino al giorno 22) per approdare infine nel Sagittario, entro i cui confini rimarrà fino a fine mese. Segnaliamo che nei giorni 23 e 24 sarà in congiunzione con Giove mentre il 28 si aggiungerà anche la Luna, in una bella congiunzione a tre.

MARTE

Mag. da +1,8 a +1,7; diam. da 3,7″ a 3,8″
Osservabile nell’ultima parte della notte
In novembre potremo osservare il pianeta Marte al mattino prima dell’alba, nell’ultima parte della notte. Lo vedremo fare capolino sull’orizzonte orientale alle ore 5:00 circa (a inizio mese), orario che sarà anticipato di una ventina di minuti a fine novembre. Non è un periodo eclatante per l’osservazione del Pianeta Rosso che guadagnerà lentamente altezza con il passare dei giorni, anticipando il sorgere del Sole di circa 2 ore e 40 minuti a fine mese. Sarà in ogni caso bello vedere Marte tra le stelle della Vergine (si troverà in congiunzione con Spica, Alfa Virginis, il giorno 11).

GIOVE

Mag. da –1,9 a –1,8; diam. da 33,4″ a 32,1″
Osservabile la sera
Il periodo di visibilità serale di Giove è praticamente al capolinea: a fine mese, il grande pianeta tramonterà circa un’ora e mezza dopo il Sole, mostrandosi fugacemente nel cielo ancora chiaro della sera, verso sudovest, nella regione di cielo al confine tra Ofiuco e Sagittario.
Avremo modo di dargli un’ultima occhiata, per salutarlo, ma Giove non si vuole congedare senza prima di averci fatto dono di un’ultima bellissima congiunzione che lo vedrà protagonista assieme al pianeta Venere nei giorni 23, 24 e 25 novembre. Da non perdere!

SATURNO

Mag. +0,6; diam. da 36,5″ a 35,2″
Osservabile nella prima parte della notte

Proprio come per Giove, anche la visibilità di Saturno è in continua diminuzione. Troveremo il pianeta con l’anello tra le stelle del Sagittario, a poca distanza (poco più di 1°) dalla stella Pi Sagittarii (mag. +2,9). Avremo modo di rintracciarlo, anche a occhio nudo, quando il cielo si sarà fatto sufficientemente scuro e, a fine mese, avremo disposizione poco più di un’ora dopo il termine del crepuscolo serale per l’osservazione, prima che cali sotto l’orizzonte occidentale.

URANO

Mag. +5,7; diam. 3,7″
Osservabile tutta la notte
In novembre il remoto pianeta sarà ottimamente osservabile praticamente per tutta la notte. Queste ottime condizioni di osservabilità sono dovute al fatto che Urano ha superato da poco l’opposizione al Sole, raggiunta lo scorso 28 ottobre.
Anche nelle migliori condizioni, tuttavia, Urano rimane un soggetto difficile per via della sua magnitudine limitata (mag. +5,7): ci servirà dunque almeno un buon binocolo per rintracciarlo, tra le stelle dell’Ariete, al confine con i Pesci e la Balena.

NETTUNO

Mag. +7,9; diam. 2,3″
Osservabile nella prima parte della notte
In novembre, potremo osservare Nettuno (esclusivamente con l’ausilio di un buon telescopio) nella prima parte della notte. Nelle prime ore della sera, quando il cielo si sarà fatto sufficientemente scuro, sarà già vicino al transito al Meridiano e tramonterà appena una ventina di minuti dopo la mezzanotte a fine mese. Potremo localizzare il grande pianeta tra le stelle dell’Acquario, a circa 1° 25’ a ovest-sudovest della stella Phi Aquarii (mag. +4,2). Il basso valore di magnitudine (mag. +7,8) e la grande distanza che caratterizzano questo pianeta, renderanno la sua osservazione una sfida difficile ma avvincente.Il giorno 27 il pianeta sarà stazionario per tornare poi a muoversi di moto diretto.

PRINCIPALI PIANETI NANI

CERERE

In novembre dovremo salutare il pianeta nano (1) Cerere che è ormai giunto al termine del suo periodo di osservabilità. Tramonterà infatti già poco prima delle 19:30 a inizio mese, orario che verrà anticipato via via sempre di più con il passare dei giorni, lasciandoci quindi poco tempo per osservarlo. Se potremo tentare di dargli un ultimo sguardo di saluto (lo troveremo tra le stelle dell’Ofiuco) sarà solo grazie all’inizio anticipato della notte astronomica.

PLUTONE

Leggermente migliore è la situazione per Plutone, che troveremo tra le stelle del Sagittario, a poca distanza dalla stella h Sagittarii (mag. +4,6), con il pianeta nano che si troverà a poco meno di 3° a nord-nordovest di essa. A fine mese Plutone tramonta alle 19:45, lasciandoci quindi la prima parte della serata per dedicarci ad esso, ma solo grazie all’inizio sempre più anticipato della notte astronomica. Plutone costituisce sempre e comunque una vera sfida osservativa e un buon banco di prova per testare la propria strumentazione.

ASTEROIDI

(04) VESTA

In novembre, gli amanti dei “sassi volanti” potranno finalmente dedicarsi all’osservazione di una bella e comoda opposizione brillante: quella del grande asteroide (4) Vesta, che il 12 novembre sarà in opposizione al Sole, nella costellazione della Balena, al confine con il Toro. Sarà facile da osservare, anche con uno strumento modesto, considerata la magnitudine di +6,5. Il grande asteroide (circa 530 km di diametro) è il quarto ad essere stato individuato in ordine cronologico dopo Cerere, il 29 marzo 1807 ad opera dal medico tedesco Heinrich Wilhelm Olbers da suo Osservatorio privato di Brema.
Una particolarità di questo corpo celeste (magari potremo pensarci mentre lo osserviamo all’oculare) è che, tra tutti gli asteroidi, Vesta è l’unico a presentare – proprio come un vero pianeta – una struttura interna differenziata e ad avere un collegamento certo con una ben precisa tipologia di meteoriti, le cosiddette Meteoriti HED. Inoltre, la sua superficie è insolitamente brillante, al punto da rendere Vesta l’asteroide in assoluto più luminoso e talvolta l’unico visibile a occhio nudo dalla Terra (come accaduto durante le opposizioni del 2018 e 2007), quando può raggiungere la magnitudine +5,4.
Purtroppo bisogna segnalare che nel giorno dell’opposizione il disturbo lunare non sarà trascurabile, con la Luna Piena che si troverà a poca distanza dalla posizione di Vesta, ad appena 6° a nord-nordest. In ogni caso potremo godere della vista di questo magnifico asteroide anche nei giorni successivi, quando la Luna si sarà allontanata.
Per rintracciare (4) Vesta dovremo puntare i nostri strumenti in direzione della Balena, prendendo come riferimento la stella Omicron Tauri (mag. +3,6): l’asteroide si troverà a circa 2° 20’ a ovest-sudovest della stella. In alternativa potremo optare, come riferimento, per la stella Alfa Ceti (mag. +2,5): Vesta si troverà a 5°22’ a nordest di essa. Nel periodo dell’opposizione avremo a disposizione praticamente tutta la notte per dedicarci all’osservazione di questo grande asteroide, considerando che il transito al Meridiano avverrà pochi minuti dopo la mezzanotte locale.

(10) HYGIEA

Anche se non è certamente paragonabile a quella di (4) Vesta, segnaliamo una seconda opposizione per il mese di novembre, quella dell’asteroide (10) Hygiea, in opposizione il giorno 26 novembre, nella costellazione del Toro. L’asteroide, di circa 400 km di diametro, raggiungerà la magnitudine +10,3 per una distanza dalla Terra di 2,505 UA.
Hygiea, originariamente nominata Igea Borbonica, venne scoperta il 12 aprile 1849, dall’Osservatorio di Capodimonte a Napoli da Annibale De Gasparis, astronomo di cui proprio questo mese viene celebrato il 200° anniversario della sua nascita (leggi l’articolo “Annibale de Gasparis nel bicentenario della nascita” di Gianfranco Benegiamo a pagina XXX).

Altri eventi di nota riguardanti gli asteroidi li trovate come di consueto nella guida osservativa “giorno per giorno”.

IRIDIUM FLARES

Un cambio di programmazione nella dismissione dell’ultimo satellite Iridium, sta dando la possibilità ai fan italiani di osservare e riprendere gli ultimi flare di SV97 a cavallo tra la fine di ottobre e la seconda decade di novembre prima che, dopo oltre 20 anni di presenza sopra i nostri cieli, questo affascinante fenomeno sparisca per sempre (magari caricando i loro scatti sul portale dell’iniziativa, di censimento di questo fenomeno, tutta “made in Italy” www.catchtheiridium.com). Cagliari e Milano saranno le città più fortunate con il maggior numero di occasioni per poter osservare per l’ultima volta un iridium flare, l’ultimo passaggio italiano invece sarà per il 20 novembre e sarà visibile da Firenze. Per avere invece le circostanze esatte per la vostra località sarà possibile interrogare il sito Heaven Above oppure consultare la pagina a tema curata da UAI annotando data, ora e porzione del cielo da osservare per assistere a questo “grand finale”.

Come sempre tutti i consigli per l’osservazione del cielo li trovate sul Cielo di Novembre 2019, su Coelum Astronomia.

E ancora su Coelum astronomia 238

La Luna di Novembre 2019
e una guida per l’osservazione della regione lunare fra Crisium e Tranquillitatis, da Newcomb a Webb

➜ Leggi le indicazioni di Giuseppe Petricca sui principali passaggi della ISS

➜ Comete. C/2017 T2 Pan STARRS, una cometa da osservare a lungo.

➜ Ricerca di Supernovae: un nuovo centro per Itagaki

e il Calendario di tutti gli eventi di novembre 2019, giorno per giorno!

Hai compiuto un’osservazione? Condividi le tue impressioni, mandaci i tuoi report osservativi o un breve commento sui fenomeni osservati: puoi scriverci a segreteria@coelum.com. E se hai scattato qualche fotografia agli eventi segnalati, carica le tue foto in PhotoCoelum

Source: Il Cielo di Novembre 2019 « Coelum Astronomia

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