Il cielo del mese: giugno 2019 e il solstizio d’estate – Edu INAF

Il cielo del mese: giugno 2019 e il solstizio d’estate

Equinozi e solstizi

Nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il Sole raggiunge quattro punti astronomici molto noti: i due equinozi di primavera e d’autunno e i due solstizi d’estate e d’inverno. In particolare il mese di giugno è caratterizzato dal solstizio d’estate, che segna l’ingresso della stagione estiva e che quest’anno cade il 21 giugno alle 15:54.
Il solstizio, parola che deriva dal latino solstitium e composta da sol, Sole, e da sistere, fermarsi, è definito come il momento in cui il Sole giunge il punto di declinazione massima o minima. Questo implica che il solstizio d’estate e quello d’inverno coincidono con i giorni in cui la luce diurna dura di più e di meno nel corso dell’anno. Inoltre l’apparente sospensione del moto del Sole nel cielo è conseguenza del fatto che la variazione della declinazione della stella nel cielo è molto più lenta rispetto agli altri periodi dell’anno, in particolare rispetto agli equinozi, durante i quali tale variazione è molto più evidente.

Per quel che riguarda i pianeti, giugno è il mese ideale per osservare Giove per tutta la notte, soprattutto perché il 10 giugno il pianeta raggiungerà la sua distanza minima dalla Terra, all’incirca 640 milioni di chilometri, mentre Saturno sarà visibile solo nella seconda parte della serata in una posizione più bassa rispetto a Giove. Marte, invece, basso sull’orizzonte, tramonterà sempre prima che il cielo diventi buio, mentre Venere sarà visibile al mattino.
Dopo questa breve introduzione, andiamo ora a vedere quali sono le costellazioni protagoniste del mese di giugno (il testo che segue è tratto da it.wiki):

Le costellazioni di giugno

Uno scorcio del cielo di giugno dove si può osservare la presenza dei tre sciami meteorici di liridi, scudidi e ofiuchidi realizzato con Stellarium

Il cielo di giugno mostra ad est le caratteristiche tipiche del cielo dell’estate, con il centro della Via Lattea e le dense nubi stellari visibili nelle notti limpide.
L’area di cielo visibile ad est è sicuramente la più interessante: disposta poco sopra l’orizzonte giace la lunga scia della Via Lattea, attraversata da una banda scura logitudinale, la fenditura del Cigno; proprio nella costellazione del Cigno si trova la parte più intensa della Via Lattea dell’emisfero boreale: è compresa tra le stelle Sadr e Albireo, che formano l’asse inferiore di quello che viene chiamato asterismo della Croce del Nord; con un semplice binocolo si possono osservare ricchissimi campi stellari, con varie associazioni di astri minuti e spesso dai colori contrastanti.
L’asterismo del Triangolo estivo è un punto di riferimento irrinunciabile per reperire le principali costellazioni: il vertice più settentrionale Deneb (la stella meno luminosa delle tre) domina la costellazione del Cigno, Vega, la più brillante, quella della Lira; la più meridionale, Altair, è l’astro principale della costellazione dell’Aquila.

La Via Lattea prosegue verso sud, dove si trova il rigonfiamento che indica il centro galattico; qua, compresi tra la brillante costellazione dello Scorpione e del Sagittario, si concentra un gran numero di ammassi globulari, alcuni dei quali, come M22, visibili anche con un binocolo.
A nord prevale sempre l’asterismo del Grande Carro, le cui stelle di coda possono essere usate, scendendo a sud, per reperire Arturo, la stella rossa della costellazione del Boote, e Spica, nella Vergine.
Poco a sud del Grande Carro, alta sull’orizzonte, si mostra la Chioma di piccole stelle che ha dato il nome alla costellazione della Chioma di Berenice; entro i suoi confini si osservano numerose galassie con un piccolo telescopio amatoriale.
Ad ovest, la stella Procione è sempre più prossima al tramonto, come il Cancro ed il Leone; in direzione sud sud ovest ancora è visibile una parte del Centauro, brillante costellazione dei cieli del sud.

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