La comparsa di un’area nell’Atlantico meridionale dove l’intensità del campo geomagnetico sta diminuendo rapidamente ha portato a ipotizzare che la Terra stia andando verso un’inversione di polarità magnetica. Tuttavia, un nuovo studio che mette insieme prove risalenti a novemila anni fa suggerisce che tale inversione potrebbe non avvenire affatto. Tutti i dettagli su Pnas
Categoria: Esogeologia
Giu 09 2022
Anomalia del Sud Atlantico e inversione dei poli
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- analisi di reperti archeologici campioni vulcanici e carotaggi di sedimenti, Andreas Nilsson, Anomalia del sud Atlantico, anomalie come quella nell’Atlantico meridionale sono probabilmente fenomeni ricorrenti legati alle corrispondenti variazioni dell’intensità del campo magnetico terrestre, cambiamenti nel campo magnetico terrestre negli ultimi 9mila anni, campo magnetico nel passato, campo magnetico terrestre, capsule del tempo, datare documenti sia archeologici che geologici, fasce di Van Allen, Intensità campo geomagnetico in diminuzione nel sud atlantico, Inversione dei poli, inversione di polarità magnetica, Inversioni nella polarità ogni 200mila anni, ipotesi di inversione di polarità., Joseph S. Stoner, l’Anomalia del Sud Atlantico scomparirà probabilmente entro i prossimi 300 anni, la parte inferiore delle fasce di Van Allen è più vicina alla superficie del pianeta, la Terra non si stia dirigendo verso un’inversione di polarità, Maura Sandri, MEDIA INAF, Negli ultimi 180 anni l’intensità del campo magnetico terrestre è diminuita di circa il 10 per cento, Neil Suttie, nell’Atlantico meridionale è cresciuta un’area nella quale il campo magnetico è insolitamente debole, PNAS, Proceedings of the National Academy of Sciences, processi nel nucleo terrestre che generano il campo, protezione del campo geomagnetico dalle radiazioni solari nocive, prove risalenti a novemila anni fa, Raimund Muscheler, Recurrent ancient geomagnetic field anomalies shed light on future evolution of the South Atlantic Anomaly, speculazioni su un’imminente inversione di polarità, tale inversione potrebbe non avvenire affatto, Università di Lund, variazioni misurate e modellate nel campo magnetico, Vento solare, Wikimedia Commons
Mag 26 2022
Massicce riserve di ghiaccio nel sottosuolo lunare
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Sotto la superficie della Luna, probabilmente vicino ai poli, ci sarebbe un’enorme riserva di ghiaccio originato dalla condensazione del vapore acqueo emesso dalle eruzioni vulcaniche che caratterizzavano il nostro satellite alcuni miliardi di anni fa. Gli autori stimano che circa 18 milioni di miliardi di chili di acqua vulcanica potrebbero essersi condensati durante quel periodo. Tutti i dettagli su PsJ
- 18 quadrilioni di chili di acqua vulcanica, 18*10^15 Kg di ghiaccio lunare di condensa vulcanica, acqua lunare presente oggi, acqua lunare utilizzabile, Andrew X. Wilcoski, antichi vulcani lunari emettevano enormi quantità di vapore acqueo, atmosfere lunari sottili e transitorie, Colorado University Boulder, dissolvimento atmosfera 1000 anni ogni 22mila, eruzioni lunari di vapore acqueo condensate in ghiaccio, eruzioni vulcaniche >4 Gya, fiumi e laghi di lava lunari di 4 Gya, Ghiaccio condensato proveniente da passati vulcani lunari, ghiaccio lunare a 5-10 m di profondità, ghiaccio lunare prossimo ai due poli, ghiaccio nel sottosuolo lunare, ghiaccio sotto i poli della Luna, la Luna potrebbe ospitare molta più acqua di quanto si pensasse, Macchie scure lunari, macchie scure lunari di origine vulcanica, Margaret E. Landis, nubi di CO e H2O, Paul Hayne, Planetary Science Journal, Polar Ice Accumulation from Volcanically Induced Transient Atmospheres on the Moon, processo di raffreddamento del suolo lunare, PSJ, quantità d’acqua superiore a quella attualmente contenuta nel lago Michigan, quasi seimila miglia quadrate della superficie lunare potrebbero essere in grado di intrappolare e conservare il ghiaccio, Riserva di ghiaccio lunare, riserve di ghiaccio che potrebbero nascondersi nei crateri lunari, sepolta sotto diversi metri di polvere lunare e regolite, simulazione clima e geologia primordiale della Luna
Feb 05 2021
Variegato menù metabolico per la vita su Encelado
- Archiviato sotto Altro..., Astrochimica, Astronautica, Cassini, Encelado, Esobiologia, Esogeologia, Passati, Planetologia, Saturno, Spacecraft, Vita su Encelado
Utilizzando i dati della sonda Cassini della missione Cassini-Huygens, gli scienziati del Southwest Research Institute hanno modellato i processi chimici sotterranei della luna di Saturno Encelado. Gli studi indicano la possibilità che un menù metabolico vario possa supportare la vita di una comunità microbica potenzialmente diversificata nell’oceano di acqua liquida sotto la superficie ghiacciata della …
- 4H2+CO2=CH4+2H2O, Attivitá idrotermale su Encelado, Ben Teolis, capacità di sostenere il metabolismo di una cellula vivente in un volume di un centimetro cubo all’interno dell’oceano di Encelado, Cassini, Cassini-Huygens, Christine Ray, Christopher Glein, Christopher R. Glein, comunità microbica potenziale su Encelado, confronto tra le stime dell’energia libera con quelle degli ecosistemi sulla Terra, creazione di un potenziale gradiente di energia, criovulcanesimo su Encelado, Encelado, Eruzione di grani di ghiaccio e vapore acqueo, Frank Postberg, geochimica abiotica nell’oceano e nel nucleo roccioso, gli organismi aerobici consumano l’energia della materia organica come glucosio e ossigeno per creare anidride carbonica e acqua, Gli organismi anaerobici possono metabolizzare idrogeno per creare metano, Gran Finale, Hunter Waite, i composti riducenti sono presenti e convertono l’O2 e l’H2O2 a ione solfato e idrossidi ferrici, Icarus, idrogeno è una fonte di energia chimica che supporta i microbi anaerobici che vivono negli oceani della Terra vicino alle bocche idrotermali, idrogeno molecolare (H2) nel pennacchio, Idrogeno molecolare su Encelado, il metabolismo aerobico potrebbe sostentare fino a circa una cellula per centimetro cubo entro una profondità di 20 m dell’oceano di Encelado, J. Hunter Waite, Jonathan Lunine, Julie Huber, l metabolismo anaerobico potrebbe sostenere fino a circa una cellula ogni due centimetri cubi, la metanogenesi è l’unico metabolismo che dia valori di densità cellulare vicini a quelli riportati negli oceani terrestri e nei laghi subglaciali antartici a profondità analoghe, la metanogenesi potrebbe supportare fino a 6oo cellule per centimetro cubo, la produzione di molecole ossidanti e la chimica dell’ossidazione potrebbero contribuire a sostenere la vita e una comunità microbica metabolicamente diversificata su Encelado, le molecole riducenti non sono presenti in quantità apprezzabili e l’ossigeno molecolare e il perossido di idrogeno si accumulano nel tempo, le reazioni chimiche aerobiche e anaerobiche potrebbero soddisfare la soglia minima di energia libera richiesta dalla vita, limiti massimi di concentrazioni di ossidanti e dell’energia chimica, MEDIA INAF, metabolico per la vita su Encelado, metanogenesi, Missione Cassini-Huygens, modellazione chimica, modelli geochimici che simulano altri potenziali processi metabolici, NASA/ESA/ASI, natura di composti organici complessi presenti nelle profondità di Encelado, nell’oceano di Encelado c’è energia libera disponibile, Nell'oceano interno a encelado ci sono prove su uno squilibrio nelle razioni redox, oceano di acqua liquida sotto Encelado, ossidanti prodotti nello strato di ghiaccio superficiale, Oxidation processes diversify the metabolic menu on Enceladus, Pennacchi di Encelado, potenziali fonti di energia prodotte dall’attività idrotermale di Encelado, qual è la natura delle sostanze organiche complesse che escono dall’oceano?, radiazioni ionizzanti provenienti dallo spazio possano creare agenti ossidanti come l’ossigeno molecolare (O2) e il perossido d’idrogeno (H2O2), reazioni di ossido riduzione in grado di sostenere la vita su Encelado, reazioni redox, reazioni redox di base per fotosintesi e respirazione, riducenti prodotti dall’attività idrotermale nel cuore roccioso di Encelado, Sottosuolo di Encelado, Southwest Research Institute, Southwest Research Institute (San Antonio TX Usa), squilibri chimici che potrebbero supportare eventuali processi metabolici, tiger strips su Encelado, Tori Hoehler, Tracce di vita extraterrestre su Encelado, Un futuro veicolo spaziale potrebbe sorvolare i pennacchi di Encelado per verificare le previsioni sull’abbondanza di composti ossidati nell’oceano, variazione dell’energia libera di Gibbs (∆G), Vita come squilibrio tra composti ossidati e ridotti
Gen 25 2021
Così la polvere di Ryugu sarà passata al setaccio
- Archiviato sotto (162173) Ryugu, Altro..., Asteroidi, Astronautica, Corpi minori del Sistema solare, Esobiologia, Esogeologia, Evoluzione planetaria, Hayabusa2, Operativi, Planetologia, Spacecraft, Vita su asteroidi
La settimana scorsa Hayabusa-2 ha lasciato cadere dallo spazio la capsula contenente la preziosa polvere dell’asteroide Ryugu. Il portacampioni, atterrato come previsto nell’entroterra australiano, adesso si trova in Giappone, presso una facility della Jaxa, dove sarà studiato per ottenere informazioni sulle origini del Sistema solare. Ne parliamo con Ernesto Palomba dell’Inaf Iaps di Roma, membro …
- (162173) Ryugu, 1 anno di analisi preliminari, 150-360 K su Ryugu, 5 dicembre 2020, 5 dicembre 2020 20:47, 5 miliardi di Km percorsi, 6 anni di missione, analisi a terra e analisi in situ, Analisi al Woomera test range, Analisi dei gas di Ryugu, Analisi della polvere di Ryugu, analisi isotopiche a terra, analisi preliminari dei campioni di Ryugu, apertura capsula di hayabusa2, Australia ha condiviso il sito di atterraggio, camera bianca del Sagamihara Campus Research Laboratory, campione di pochi milligrammi, Capsul con polvere di Ryugu, Capsula hayabusa2 arrivata in Giappone il 7 dicembre 2020 23:20, caratterizzazione del campione di Ryugu, centro spaziale di Tanegashima, che tipo di processamento termico Ryugu ha subito durante la sua evoluzione, clean room di classe 10.000, collection team M, componente semivolatile nel materiale raccolto, comprensione dell’origine e dell’evoluzione del Sistema solare, confronto fra questi dati e quelli ottenuti dalla sonda, corpo progenitore di una particolare famiglia di condriti carbonacee, dalla composizione chimica e mineralogica all’analisi dei compositi organici, Dfs team, di studiare la provenienza, differenza fra hayabusa2 e osiris-rex, dimensioni (e il costo) di Osiris-Rex, distribuzione campioni alla fine delle analisi preliminari, distribuzione fra USA Germania Francia e Australia, due missioni su Ryugu, effetto wow, embargo sulla comunicazione dettagliata delle scoperte scientifiche, Ernesto Palomba, escursione termica tale da far degassare composti semi-volatili eventualmente presenti, età, frammenti di Ryugu, gas sampling analysis, Germania e Francia hanno costruito il lander Mascot, grande qualità scientifica di hayabusa2 rispetto a osiris-rex, Hayabusa 2, IAPS Roma, INAF – IAPS, indagini di composizione, Italia può farsi imprestare alcune particelle a scopo di ricerca scientifica, JAXA, l’origine e l’evoluzione del corpo celeste, lancio Hayabusa2 2014, Luna progenitore meteoriti lunari, Marte progenitore delle meteoriti Snc, materiale da due zone dell’asteroide completamente differenti, materiale incontaminato subsuperficiale, MEDIA INAF, microanalisi per campioni solidi di Ryugu, NIRS3/Hayabusa2, ONC/Hayabusa2, Origine del sistema solare, osiris-rex quattro volte più grande di Hayabusa-2, Pezzo di storia del Sistema solare, polvere di Ryugu, primi risultati gennaio 2021, ricerca di vita extraterrestre, Ryugu, Ryugu creatosi dalla frammentazione di un oggetto più grande, Sagamihara Campus Research Laboratory Building, secondo campione di un asteroide raccolto nello spazio, superficie di Ryugu è così omogenea come sembra oppure no, touchdown Ryugu, Usa c’è stato uno scambio di expertise scientifica, Vesta progenitore delle meteoriti Hed, Woomera Prohibited Area, Woomera Test Range
Gen 08 2021
La vita sotto Marte
- Archiviato sotto Altro..., Esobiologia, Esogeologia, Esplorazioni su Marte, Evoluzione planetaria, Fisica stellare, Marte, Planetologia, Protostelle, Vita su Marte
Uno studio condotto dalla Rutgers University ha concluso che su Marte, tra 3.7 e 4.1 miliardi di anni fa, il calore geotermico potrebbe aver garantito le condizioni necessarie per lo scioglimento del ghiaccio nel sottosuolo, rendendo la regione a qualche chilometro al di sotto della sua superficie, abitabile. Tutti i dettagli su Science Advances Uno …
- 4 miliardi di anni fa, Abitabilità del sottosuolo di Marte, acqua liquida potrebbe essere stata stabile solo a grandi profondità, acqua liquida su un Marte freddo e gelido, Anidride Carbonica, Artico canadese, atmosfera marziana primordiale, Attività idrotermale su Marte, calore geotermico elevato su Marte primordiale, calotta glaciale dell’Antartico occidentale, Cc By-Sa 3.0 igo, condizioni necessarie per lo scioglimento del ghiaccio nel sottosuolo, Dao Vallis, decadimento radioattivo, Era Noachiana, Esa/Dlr/Fu Berlin, fusione di spesse lastre di ghiaccio sotterranee, Gas serra, Groenlandia, il sottosuolo potrebbe rappresentare l’ambiente abitabile più longevo, laghi subglaciali, Lujendra Ojha, Marte, Marte caldo e umido, MEDIA INAF, Mercurio, paradosso del giovane Sole debole, perdita del campo magnetico di Marte, Potassio, reazioni acqua-roccia, Rutgers University, Rutgers University-New Brunswick, Science Advances, scioglimento del ghiaccio nel sottosuolo, scioglimento superficiale delle spesse lastre di ghiaccio alimentato dal calore geotermico, Sole più debole del 30% 4 miliardi di anni fa, Terra, torio, Tra 3.7 e 4.1 miliardi di anni fa, Uranio, Vapore acqueo, Venere, vita sotto Marte
Giu 25 2020
La vita nella Galassia: il meglio è già passato
- Archiviato sotto Astrofisica galattica, Atmosfere di esopianeti, Esobiologia, Esogeologia, Evoluzione galattica, Pianeti abitabili, Pianeti extrasolari, Superterre, Vita nella via lattea
CAMPO MAGNETICO E TETTONICA A ZOLLE, DUE CONDIZIONI PER L’ABITABILITÀ PLANETARIA La vita nella Galassia: il meglio è già passato | MEDIA INAF Alcuni ricercatori sostengono che gli esopianeti rocciosi formati all’inizio della vita della Galassia abbiano avuto maggiori probabilità di sviluppare un campo magnetico e una tettonica a zolle, rispetto a quelli che si …
- 30Mal di distanza, 4164 esopianeti nella nostra galassia, abitabilità, Australian Computing Infrastructure, Campo magnetico di un esopianeta, codice geodinamico Aspect, CONDIZIONI PER L’ABITABILITÀ PLANETARIA, Craig O’Neill, Detlef Hartmann, effetto a catena tettonica a zolle, equilibrio chimico generale della Galassia, esopianeta più vicino a oggi conosciuto, esopianeti rocciosi, evoluzione geologica dei pianeti formati nelle diverse fasi dell’evoluzione galattica, Ferro negli esopianeti, Geochemical Society, geochimica, Goldschmidt Global Virtual Conference, il materiale interstellare disponibile ora per formare i pianeti è significativamente diverso da quello presente nella galassia primordiale, il nucleo caldo inibisce la formazione del campo magnetico, La tettonica a zolle agisce come una sorta di termostato, M=1.27 M⊕, M51, Macquarie Planetary Research Centre, Macquarie University di Sydney, MEDIA INAF, missione Kepler, molti dei primi pianeti avrebbero avuto la tendenza a innescare la tettonica a zolle, Nasa/Cxc/Sao, Nasa/Jpl-Caltech, pianeti formati nelle prime fasi della vita della galassia, progetti di simulazione di formazione planetaria, Proxima centauri, Sara Russell, Simulazioni di evoluzione galattica, Simulazioni strutture interne dei pianeti, Struttura interna di un esopianeta, super Terra, Supernove, Tettonica a zolle di un esopianeta, Via Lattea, Vita nella Galassia, Vita nelle galassie, Vita non probabile negli esopianeti recenti, Vita più probabile negli esopianeti primordiali
Nov 18 2019
Aperto un campione lunare raccolto 47 anni fa | MEDIA INAF
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.entry-header Andrea Mosie, Charis Krysher e Juliane Gross aprono il campione lunare 73002 presso il Johnson Space Center della Nasa a Houston. Le rocce lunari all’interno di questo tubo sono rimaste intatte da quando sono state raccolte sulla superficie del nostro satellite e portate sulla Terra dagli astronauti dell’Apollo 17, quasi 50 anni fa. Crediti: …
- Allunaggio entro il 2024, Andrea Mosie, ANGSA, Apollo 17, Apollo Next-Generation Sample Analysis, ARTEMIS, astrategia per catturare i gas della Luna, azoto secco ultrapuro, campione 73001, campione 73002, Campione lunare 73002, campioni lunari, carotaggio lungo un metro di regolite, Charis Krysher, Charles Shearer, Colonizzazione entro il 2028, come si verificano le frane sulla superficie lunare, cratere Lara, depositi di ghiaccio lunare, dissezione del campione, evoluzione della crosta lunare, Francis McCubbin, frane lunari, Future missioni Lunari, Gene Cernan, ghiaccio lunare, imaging 3D non distruttivo, immagine 3D ad alta risoluzione, iserve volatili, Jack Schmitt, Johnson Space Center, Juliane Gross, Luna, Lunar Curation Laboratory, Lunar Reconnaissance Orbiter, Lunar rover, MEDIA INAF, microtomia, microtomia ad altissima risoluzione, NASA, Nasa/James Blair, regolite lunare, risorse della Luna, ritorno scientifico delle missioni Apollo, roccia lunare, Sarah Noble, scansione di microtomografia, scarpata Lee-Lincoln, Schmitt, sostanze volatili intrappolate nella regolite, spettrometria di massa, storia degli impatti sulla superficie lunare, stratificazione verticale, tomografia computerizzata a raggi X, Università del Texas
Lug 16 2019
La strana storia dell’oro sulla Luna | MEDIA INAF
- Archiviato sotto Altro..., Esogeologia, Esomineralogia, Luna, Planetologia
Le meteoriti hanno portato l’oro, l’iridio, il platino e altri elementi rari sulla Luna. Ma non tanti quanti sulla Terra. La spiegazione di questa differenza, determinante per la formazione planetaria, è fornita da un nuovo studio che ha stabilito l’epoca a partire dalla quale è iniziato l’accrescimento sulla Luna del materiale meteoritico. I risultati sono …
- 150-200 milioni di anni dopo la formazione della Luna, 300 km di diametro, 4.35 miliardi di anni fa, Accrescimento materiale meteorico sulla Luna, accrescimento sulla Luna del materiale meteoritico, ammontare degli elementi altamente siderofili nel mantello, andamento stocastico del processo, angolo d’impatto, Cina, cristallizzazione del magma, diametro dei proiettili, elementi altamente siderofili, frazione di materiale che viene espulso dal cratere durante l’impatto e che poi ricade sulla superficie, iridio, MEDIA INAF, Meng-Hua Zhu, Metalli preziosi 1200 volte meno abbondanti sulla Luna rispetto alla Terra, Metalli rari sulla Luna, Meteoriti, metodo Monte Carlo, Nature, Origine meteoritica dei metalli preziosi, Oro, Oro sulla Luna, osmio, Platino, prime fasi di vita di un pianeta, profondità di penetrazione, Qing-Zhu Yin, rapporto impatto/ritenzione, rapporto impatto/ritenzione tre volte più piccolo, renio, ritenzione degli elementi siderofili, rodio, rutenio, Scarsita' di metalli preziosi sulla Luna, simulazioni d’impatto, Solidificazione della Luna, spessore della crosta lunare, UC Davis, University of Science and Technology di Macau, velocità d’urto
Mag 16 2019
Quando la Luna trema | MEDIA INAF
- Archiviato sotto Altro..., Apollo, Astronautica, Esogeologia, LRO, Luna, Operativi, Planetologia, Spacecraft
Dal confronto dei dati sismici delle missioni Apollo e delle immagini del Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa, sembrerebbe che la Luna sia ancora tettonicamente attiva. Alcuni dei sismi registrati potrebbero infatti essere derivati da una vera e propria attività tettonica lungo le faglie chiaramente visibili nelle immagini del satellite .entry-header Questa prominente faglia è una …
- 28 terremoti superficiali, Apollo, Attività tettonica lunare, attività tettonica lungo le faglie, caduta costante di micrometeoriti sulla Luna, cadute di massi, Center for Earth and Planetary Studies, cinque sismometri sulla superficie lunare, contrazione della Luna, Esogeologia, Esosismologia, faglie in scorrimento, Faglie sismiche lunari, Faglie tettoniche, Forze mareali che originano lunamoti, frane, Geoscience, LRO, Lroc, Lroc Nac frame M190844037LR, Lunamoti, Lunamoti all'apogeo, Lunar Reconnaissance Orbiter, MEDIA INAF, Nac, NASA, Nasa/Gsfc/Arizona State University/Smithsonian, Nature Geoscience, Nicholas Schmerr, Raggrinzimento della Luna, Sismi lunari, Sismologia lunare, sismometro dell’Apollo 11, Smithsonian Institute, Tettonica attiva, Thomas Watters, Università del Maryland
Apr 15 2019
La febbre della Luna | MEDIA INAF
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Grazie a un esperimento condotto sulla Terra è stato possibile raffinare di molto la stima della temperatura della Luna, al confine tra nucleo e mantello, che è risultata essere tra 1.300 e 1.470 gradi Celsius. Questo nuovo valore, insieme alla già conosciuta temperatura superficiale, permetterà di creare un profilo di temperatura interna della Luna e …
- 1300 -1470 gradi Celsius, 4.5 miliardi di anni fa, Ananya Mallik, Bavarian Research Institute of Experimental Geochemistry and Geophysics, Collisione primordiale che ha dato origine alla Luna, Confine nucleo-mantello, densità del materiale fuso al confine del mantello, Eventuale sismologia Lunare, Ferro liquido nel nucleo lunare, Heidi Fuqua Haviland, intervallo di temperature al limite del mantello principale, Luna, Mallik, Marshall Space Flight Center, nucleo di ferro lunare, Paul Bremner, Pressione 45000 Atm, profilo di temperatura interna della Luna, Simulazione del materiale contenuto nel nucleo, Stato termico della Luna, Struttura interna della Luna, Temperatura al confine nucleo-mantello, Temperatura della Luna, temperatura interna della Luna, temperatura superficiale, tettonica a placche, University of Florida, University of Rhode Island
















